Ad aprile esce “Cardio”, il nuovo album di Miguel Bosè: ecco il singolo “Por ti”

L’abbiamo sentito a Sanremo e adesso torniamo a parlarne, perchè nonostante i 53 anni, Miguel Bosè è ancora uno degli artisti europei più amati anche oggi da tutte le generazioni, tanto che l’album del 2007, “Papito”, composto di riedizioni di sue canzoni per lo più cantate in duetto, andò benissimo in Europa, nel mondo latino ed anche in Italia. dove vendette 200mila copie, vincendo due dischi d’oro ed uno di platino.

Ad Aprile uscirà in tutto il mondo “Cardio“, dodicesimo album (senza contare i vari live) del cantante italo spangnolo. Uscirà in più versioni ed in quella italiana il singolo sarà  “Por ti” che Bosè ha appuno presentato in anteprima a Sanremo. Molto soft e confidenziale, pienamente nel suo stile, con la sua voce calda ed avvolgente. Non proprio il meglio che abbia cantato, ma sicuramente un pezzo gradevole.

E’subito effetto Sanremo: il Festival sbanca I Tunes

Come era prevedibile è già effetto Sanremo. Su Itunes vanno fortissimo i pezzi del Festival. In attesa di vederli sbarcare nelle classifiche Fimi, dove arriveranno con due settimane di ritardo (quella è la scadenza delle rilevazioni) intanto, la classifica dei download è abbastanza indicativa.

Ai primi 10 posti ci sono altrettanti pezzi sanremesi e va fortissimo “Ricomincio da qui” di Malika Ayane, unico pezzo che non c’è nella compilation del Festival. Il vincitore Valerio  Scanu è solo terzo, preceduto anche da Noemi, seconda. Seguono nell’ordine: Marco Mengoni, Povia, Arisa, Irene Grandi, Irene Fornaciari ft Nomadi, Simone Cristicchi e Tony Maiello, unico brano dei giovani in classifica.  Il pezzo di Malika Ayane è bellissimo, ma probabilmente anche l’assenza dalla compilation ha dato una bella spinta in avanti.

Più lenta invece la colonizzazione della classifica degli album. A parte la Compilation (terza). si segnala lo scatto in testa de “Il Re matto“, l’ep di Marco Mengoni. Secondo “Grovigli” l’album di Malika Ayane. Ma qui la grande sorpresa (ma in fondo non tanto) è l’ottavo posto di “Sempre lontano” di Nina Zilli, premio della Critica fra i giovani.

Quarto posto per il repackaging, con l’aggiunta del brano di saremo di altro inedito, dell’album di Noemi, Sesto posto per l’album di Valerio Scanu “Per tutte le volte che” e nono per “Malamorenò” di Arisa.

“Meduse” di Pilar, bocciata a Sanremo spopola sul web(e conquista gli inglesi)

L’avevamo segnalata all’atto dell’avvio della selezione sanremese, come uno dei pezzi più belli e di classe. Interepretata da una artista  anch’essa di classe, quella Pilar che nel giugno scorso ha vinto il Festival di Budva, in Montenegro, prima artista occidentale. “Meduse” non è entrata nel lotto delle 10 che si sono esibite all’Ariston nella sezione Nuova Generazione, ma adesso il brano è lanciatissimo. E ci fa davvero un grande piacere, visto che l’artista che la interpreta e ne è anche coautrice è fra i nomi emergenti migliori della canzone d’autore italiana.

La rivista musicale inglese Nme l’ha infatti già candidata per gli Shockwaves NME Awards 2010, un premio musicale molto noto tra gli appassionati di musica britannica. Pilar, con la sua canzone Meduse, scritta insieme a Bungaro, sta spopolando anche sul web: dopo aver conquistato la pole position di Repubblica.it, tra le canzoni ingiustamente scartate, è arrivata già in finale alla settima edizione dell’ Italian Music Festival, il “controfestival” della rete, e su Facebook il gruppo Orchestrali in rivolta, nato dopo la vivace protesta dei musicisti per il verdetto di Sanremo, l’ha praticamente eletta come inno ufficiale. Complimenti a Pilar, grande voce della nostra musica italiana.

Sanremo 2010, “Avvenire” pubblica i tabulati del televoto

Eccoli, finalmente. I dati “segretissimi” del telvoto del Festival di Sanremo . Così segreti “da non poter essere divulgati alcun modo”. A pubblicarli è stato il quotidiano “Avvenire” e nell’articolo, a firma di Gigio Rancilio, il critico musicale del giornale milanese, non mancano le curiosità. Pupo e il principe infatti, hanno preso percentuali “bulgare” e soltanto per un puro caso non hanno vinto il Festival.

Chissà se  servirà a far luce su questa vicenda l’indagine aperta dal Codacons, che ha acquisito i tabulati telecom  e li sta analizzando. Intanto, però la polemica monta perchè la società che ha gestito il televoto per conto della Rai fa capo al gruppo di X Factor. E perchè come rivelato ieri da “Striscia la notizia“, un call center ha parlato di un artista “che già l’anno scorso era in gara a Sanremo l’anno scorso, finendo nelle retrovie si era rivolto a noi per acquistare un pachhetto di voti“.

L’articolo completo di Avvenire, corredato anche dei voti nelle altre serate  lo trovate qui ma intanto, ad uso e consumo di tutti, ecco i voti nella serata finale. A voi le considerazioni.

SERATA FINALE: 1° Pupo % Co. (212.482), 2° Valerio Scanu (135.588 voti), 3°Marco Mengoni (80.287), 4° Povia (61.125 voti), 5° Arisa (37.069 voti), 6° Irene Fornaciari e i Nomadi (36.210 voti), 7° Noemi (23.089), 8° Malika Ayane (21.668), 9° Irene Grandi 18.358, 10° Simone Cristicchi (16.031).

Emerge soprattutto, leggendo l’intero articolo come Scanu abbia vinto soltanto grazie all’ultima esibizione, quella dopo l’ingresso nella terna finale, perchè prima, sino ad allora, il Trio aveva stradominato. Dopo l’ultima esibizione, i tre prendono poco più di 1000 voti. Scanu invece oltre 96mila.

VOTI DELL’ORCHESTRA – Il dissenso dell’orchestra. L’orchestra, a quanto hanno reso noto alcune fonti interne ai musicisti dell’Ariston avrebbe così votato:  1)      Malika Ayane; 2) Noemi; 3) Arisa; 4) Marco Mengoni; 5) Simone Cristicchi. Dunque  ecco spiegato il perchè della protesta degli orchestrali.

SEZIONE NUOVA GENERAZIONE -  “Avvenire” pubblica anche i tabulati dei voti della sezione Nuova Generazione. Per i dettagli vi rimandiamo al lnik di cui sopra. Questi però i voti nella serara finale: 1° Tony Maiello (15.623 voti), 2° Jessica Brando (11.507 voti), 3° Nina Zilli (9.904 voti), 4° Luca Marino (7.550 voti).

Sanremo 2010, vince Valerio Scanu con “Per tutte le volte che”

Per una volta lasciateci fare un pò di autocelebrazione. Giusto poche ore prima del via dell’ultima puntata del Festival, vi avevamo fatto un pronostico sui tre che sarebbero andati sul podio. Ebbene. Pronostico centrato. Valerio Scanu, con “Per tutte le volte che” vince Sanremo numero 60.  Terzo posto per “Credimi ancora” di Marco Mengoni,  battuto anche da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con “Italia, amore mio“. Premio della critica per Malika Ayane.

Verdetto contestatissimo, soprattutto in riferimento all’approdo in finale del “trio”, accolto al grido di “venduti, venduti” e “Vergogna, vergogna“, da parte del solitamente compassato pubblico dell’Ariston ma soprattutto – ed è questo quello che più colpisce, da un’orchestra in rivolta, che ha reagito – al momento dell’annuncio dell’esclusione di Malika Ayane e poi dell’ingresso del trio – urlando, strappando gli spartiti e gettandoli a terra e chiedendo di rendere palese il proprio voto, per evidenziare il dissenso rispetto al pubblico.

La vittoria di Scanu, ripescato dopo essere stato escluso la seconda sera, è frutto quasi esclusivamente del televoto, così come anche la conquista della finale e del podio del trio. A testimonianza, che  l’attuale meccanismo di votazione in realtà rende assolutamente nulle ed inutili le votazioni della giuria tecnica e di quella demoscopica, il cui “peso” reale è praticamente zero.

Il voto della giuria demoscopica, infatti, per il secondo anno consecutivo (successe con Al Bano e Sal Da Vinci l’anno scorso) viene di fatto neutralizzato da un ripescaggio in cui il televoto pesa molto di più del 50% effettivo. Come spieghiamo infatti qui sotto, il 50% della giuria tecnica (l’orchestra) in realtà ha una incidenza assai minore, per via della differenza di modalità di espressione del voto.

PERCHE’ IL PESO DEL TELEVOTO VA RIDOTTO -  La giuria dell’Ariston, come anche l’orchestra, vota esprimendo un voto da 0 a 10. Il pubblico che vota da casa, esprime preferenze secche (cioè vota solo un artista piuttosto che un altro). Non serve essere maghi della statistica per capire che non è la stessa cosa. E’ chiaro che la preferenza secca “pesa” di più, “ha una salienza (importanza ndr) maggiore” come dicono gli statistici. Dunque in questo rapporto “del 50%”,  100 voti per il cantante X, alzano il punteggio molto più che 100 voti “10″ per lo stesso artista. Il trucco sta tutto qui. Soprattutto perchè è improbabile che l’orchestra dia tutti voti “10″ o “9″ o “3″. Mentre 100 televoti sono 100 televoti.

CONSIDERAZIONI - Per il secondo anno consecutivo vince un esponente che esce dal programma “Amici”, anche se questa volta, probabilmente, la sua vittoria non era così scontata. Sul podio finisce un altro artista che esce dai talent show, Marco Mengoni. Un altro dei talent, Tony Maiello, ha vinto la sezione Giovani. Ci sarà molto da riflettere per il 2011, sia sul regolamento, sia sulle modalità di voto. Sicuramente quello che è successo quest’anno non faciliterà l’ingresso di grandi nomi l’anno prossimo (Ruggeri è uscito senza protestare, ma si sa che non l’ha presa bene, Nino D’Angelo ha fatto sapere “se vinceva Pupo smettevo di cantare“, in sala stampa si rumoreggiava di parecchi dissensi fra gli Artisti per il podio del Trio). La “talentizzazione” non gioverà al Festival. Chissà poi come l’avranno presa quelli della Rai per la seconda vittoria di fila di un artista- Mediaset.

Con “Per tutte le volte che”, vince un brano scritto da un artista assolutamente esordiente, senza nessuna altra esperienza e per la prima volta si tratta di un autore che al momento del Festival è protagonista a sua volta di un talent show: si tratta di Pierdavide Carone, attualmente in gara ad Amici 9: vedremo le reazioni all’interno della casa del programma di Maria De Filippi. Che a questo punto, è di fatto già finito: comunque vada, Carone ha una carriera lanciata. E c’è da credere che questa storia farà senz’altro da traino alla sua storia all’interno di Amici.

LE VOSTRE SCELTE: SCANU IL PREFERITO -  Alla chiusura dei nostri sondaggi, ore 23.30 di ieri sera, la vostra canzone preferita era “Per tutte le volte che” di Valerio Scanu con il 36%, primato mai in discussione sin dai primi minuti del sondaggio, con Scanu schizzato subito in vetta. Seguono: “Italia, amore mio” (Pupo, Emanuele Filiberto, Lauca Canonici) 16%, “Credimi ancora” (Marco Mengoni) 14%, “Per tutta la vita” (Noemi) 6%, “Malamorenò” 4%, “Ricomincio da qui” 4%, La verità” 4%, “Baby” 3%, “Jammo ja” 3%, “Meno male” 3%, “Il mondo piange” 2%, “Aeroplani” 1%, “Non è una canzone” 1%, “La notte delle fate” (1%)

SCANU  ERA ANCHE IL VOSTRO FAVORITO – Discorso diverso su chi secondo voi avrebbe vinto la rassegna. Plebiscito o quasi per il duo Valerio Scanu -Marco Mengoni, che insieme hanno catturato il 72% delle preferenze, con il sardo che vince col 40% e il viterbese che segue col 32%. Povia terzo con l’11 %. Gli altri tutti dietro sotto il 5%, ma vanno sottolineati gli ZERO voti (leggasi zero) di Pupo e compagni.

Sanremo 2010, tra poco la serata finale

Stasera ultima di serata di Sanremo. Dopo l’esito delle eliminazioni di ieri sera, che hanno lasciato dentro Pupo e il principe Filiberto mandando a casa Enrico Ruggeri (ma poteva essere chiunque: un cantante contro una cosa che non c’entra niente) ci sono poche speranze che si abbia un podio che si avvicini a qualcosa denominato musica.  Dopo la serata di ieri, crescono le quotazioni di Valerio Scanu, rimasto in corsa e a questo punto uno dei seri candidati alla vittoria.

E paradossalmente – ma a questo punto non più – sono proprio Pupo e il suo baraccone gli avversari più accreditati per la vittoria finale. Marco Mengoni infatti ha un buon seguito ma un pezzo che non pare in grado di far breccia: l’unica speranza, stasera, per non avere il principe sul podio, è un voto bassissimo dell’orchestra che compensi il probabile fiume di voti che arriveranno loro via telefono.  Voteranno infatti  l’orchestra (peso 50%) e poi il televoto (50%). I tre che rimarrano si giocheranno a colpi di televoto la vittoria finale.

Degli altri finalisti (Malika Ayane, Arisa ft Sorelle Marinetti, Simone Cristicchi, Irene Fornaciari ft Nomadi, Irene Grandi, Noemi, Povia) nessuno sembra in grado di poterli insidiare, anche se per inciso TUTTI questi altri hanno pezzi migliori. Il festival è ormai sprofondato, può salvarlo soltanto una vittoria fuori pronostico. Ma l’aria che tira è brutta. E in questo quadro, il successo di Marco Carta dell’anno scorso sembra addirittura un trionfo musicale.

Stasera, al fianco di Antonella Clerici ci sarà Maurizio Costanzo. Ospiti Mary J.Blige e Lorella Cuccarini che presenterà il suo musical “Il pianeta proibito” firmato da Luca Tomassini. Ieri sera sono stati assegnati anche il premio Liguria (a Tony Maiello) e quello alla carriera Città di Sanremo (a Nilla Pizzi). Oggi ovviamente si assegna anche il Premio della critica assoluto.

Votate i sondaggi. Cliccando su “Sondaggi Sanremo 2010” potrete dire la vostra su qual è la canzone preferita e su chi vincerà Sanremo 2010.

Sanremo 2010, retropalco. I nostri “awards”. Stasera NON votate Pupo

Sanremo 2010, stasera va in onda l’ultima sera. E prima di rendervi partecipi di una iniziativa che questo blog ha deciso di intraprendere in vista della finale insieme al blog di aLeX P, proponiamo al vostro commento i nostri “awards”, cioè i nostri riconoscimenti virtuali al meglio della rassegna. Quello che secondo noi merita di essere ricordato di questo festival cominciato bene e che si sta concludendo malissimo.

Stasera, intanto, si prevede una grande battaglia. Come è noto, la votazione sarà per metà dell’orchestra e per metà del televoto, ma nel momento che conta, saranno soltanto i voti da casa a decidere. Ecco, in ogni caso, le nostre preferenze. Dite la vostra. In alto, ci sono i nostri sondaggi: chi vince il Festival ed il vostro pezzo preferito.

MIGLIOR TESTO:
Artisti – Ricomincio da qui (Malika Ayane)
Giovani – Su questa panchina (Jacopo Ratini)
MIGLIOR MUSICA:
Artisti – Jammo Ja (Nino D’Angelo)
Giovani – Buio e Luce (La Fame di Camilla)
MIGLIOR CANZONE:
Artisti – Ricomincio da qui (Mlika Ayane)
Giovani – Buio e Luce (La Fame di Camilla)
MIGLIOR PERFORMANCE:
Artisti – Arisa ft Sorelle Marinetti
Giovani – Nina Zilli
CANZONE PIU’ RADIOFONICA:
Artisti – La notte delle fate (Enrico Ruggeri)
Giovani – Non mi dai pace (Luca Marino)
MIGLIOR DUETTO:
Artisti – Irene Fornaciari ft Nomadi con Mousse T e Suzie

Ed ora, come dicevamo, la nostra iniziativa, presa in collaborazione con aLeX P Blog. Stasera si esibiranno i dieci artisti in gara per la vittoria finale. Se volete fare un favore alla musica italiana, questa sera, NON VOTATE PUPO ed EMANUELE FILIBERTO. Sanremo deve continuare ad essere un festival di canzoni e il trio non c’entra niente con la musica, soprattutto in considerazione degli artisti che sono stati esclusi per far posto a loro. Noi, da parte dei nostri blog, abbiamo deciso di far convergere i voti su Malika Ayane e Simone Cristicchi. Voi scegliete pure chi volete, l’importante è non mandare sul podio il trio. Qui il post del nostro amico aLeX e del suo blog, che è più ricco nei dettagli in merito all’iniziativa ed in merito ai gruppi su Facebook che stanno nascendo proprio sulla vicenda-Filiberto.

Sanremo 2010: Tony Maiello vince la sezione Nuova Generazione. Duetti dei big: Irene Fornaciari la migliore. Fuori Ruggeri e Moro, dentro il Principe

E adesso per favore, non veniteci a dire che Sanremo va bene, che Sanremo rappresenta la musica italiana e che il paragone con l’Europa èsbagliato e che bla bla bla. Non veniteci a dire che va bene così e che Sanremo è grande e che va difeso strenuamente. Emanuele Filiberto, Pupo e Luca Canonici in finale, Enrico Ruggeri (30 anni di carriera) e Fabrizio Moro a casa. Valerio Scanu? Dentro, ovviamente, ma a questo punto, francamente, è il male minore.

Sanremo celebra la sua morte ed insieme la morte della musica italiana. L’unica speranza – molto flebile – è la possibile squalifica del trio per violazione del regolamento: chi sta in sala stampa fa sapere che pare non sarebbe possibile cambiare il testo come loro hanno fatto. Sembra però che le interpretazioni del regolamento non diano certezze in merito alla vicenda, come anche in merito al fatto che non sia possibile il cambio in corsa della performance (Lippi doveva rappare, ha fatto un sermone).

Il televoto continua a mietere danni e soprattutto a condizionare in maniera netta il giudizio sulle canzoni. Si vota l’effetto televisivo, non i brani. E soprattutto, in questo modo si rende nullo tutto il lavoro delle precedenti giurie. Una volta, poi non tanto tempo fa (fino al 2004), il televoto non si usava. C’erano le giurie, dove magari non tutti capivano di musica, ma almeno erano dieci teste. Punto e basta. 

Primo verdetto a Sanremo. Non esattamente a sopresa, diremmo. Tony Maiello, quarto nell’edizione numero 1 di “X Factor” e prodotto da Mara Maionchi, vince la sezione Nuova Generazione con il brano “Il linguaggio della resa”. Un pezzo più che dignitoso, ma sicuramente non il migliore (che in finale nemmeno c’era). Nina Zilli, la grande favorita della vigilia, si deve accontentare del Premio della Critica. Tutto sommato, meritato.

Anche voi nel nostro sondaggio, avevate dato vincente Tony Maiello, ma con un 33%, in una sfida che ha visto secondi a pari merito Nina Zilli e Luca Marino con il 23% e Jessica Brando con il 20%.

La serata duetti scorre via liscia, con qualche passaggio patetico (indovinate un po’ di chi?) e diverse buone esibizioni. Niente di stratosferico come invece era successo in passato, ma sicuramente prove efficaci, che con il cambio degli arrangiamenti (anche se qualcuno ha evitato) hanno messo in luce pregi e difetti dei pezzi.

Malika Ayane con Sabrina Brazzo e i ballerini del Teatro Alla Scala. Si vabbè, loro sono bravi, però non danno apporto al duetto. Secondo noi si dovrebbe vietare la presenza di personaggi che non siano disposti a cantare, suonare o al massimo recitare. Nemmeno lo sforzo di cambiare l’arrangiamento. Il pezzo è bellissimo, secondo noi il migliore, l’abbiamo detto. Ma qui si giudicano i duetti e questo non va.

Simone Cristicchi e il coro dei Minatori di Santa Fiora. Tutto molto bello. La stornellata tipica dei minatori all’inizio e  il contrappunto. Rodati dall’esperienza comune a Musicultura 2009. Divertente ed ironico.

Irene Grandi e Marco Cocci. La più grossa sorpresa della serata, perché questo attore di fiction che per hobby canta in un gruppo sfodera una notevole performance, per non essere un cantante di professione. Duetto molto ben assortito. Il pezzo non ci cresce, invece.

Irene Fornaciari ft Nomadi con Mousse T e Suzie. La cosa migliore della serata. Gran bel duetto, bello anche perché hanno avuto il coraggio di riscrivere parte del testo in inglese. Meriterebbe di essere inciso. Suzie la si conosce come voce dance, sta dimostrando di averne anche per uno stile diverso. Il dj Mousse T al piano: notevole. Il gradimento nostro per il pezzo cresce a dismisura. Prima del Festival non l’avremmo mai detto.

Marco Mengoni e i Solis String Quartet. Ecco quello che volevamo dire quando scrivevamo che il cambio degli arrangiamenti mette a nudo pregi e difetti. Il pezzo è di livello medio-basso, l’arrangiamento rock mascherava tutto. Così non c’è scampo. Il quartetto d’archi (già vincitore con Elisa nel 2001 e premio della Critica 2006 con Noa e Carlo Fava) è eccezionale, ma questo lo sapevemo già..

Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con Divas e Marcello Lippi. Accolti a fischi dal pubblico dell’Ariston. Tutto estremamente squallido e costruito per prendere i televoti, che a confronto il Povia dell’anno scorso era niente: pistolotto fuori programma del ct della Nazionale (con Pupo che s’arrabbia pure perché gli dicono che non si può), foto di Ballerini appena morto, seguono immagini del gol di Grosso a Berlino 2006 e canzone con testo modificato in chiave calcistica. Le Divas sono vestite come la bandiera italiana. No comment.

Valerio Scanu ed Alessandra Amoroso. Il gradimento del pezzo è cresciuto un po’ – diciamo che alla sufficienza ci arriva – ma a forza di sentirlo, non per il duetto con la vincitrice di Amici, che come detto ieri, non aggiunge nulla ad un pezzo costruito sulle tonalità di Scanu.

Arisa (senza le Sorelle Marinetti) e la Lino Patruno Jazz Band. Lei stile Charlot, pezzo ancora più jazzato con Patruno al banjo come ai vecchi tempi. Il pezzo ci piace di più nella versione originale, ma la cosa è divertentissima lo stesso, ha un sapore molto da “club”, da “jam session” in allegria. Questa ragazza bisogna sentirla cantare ad occhi chiusi,  senza considerare come si combina. Ha una voce bellissima.

Enrico Ruggeri e i Decibel. Sul palco insieme come 30 anni fa. L’attacco del pezzo, con l’arrangiamento azzerato (solo tastiere) è quello di “Contessa”, poi parte una versione “minimalista”. A metà brano tutto torna normale. Solo i grandi artisti fanno queste cose.  Lui fuori e il principe dentro. CHE SCHIFO.

Noemi e i Kataclò. I Kataclò non cantano, dunque non servono a niente, in questo contesto. Il pezzo cresce di gradimento. Parecchio. Ma questo non è lo spirito dei duetti.

Fabrizio Moro, Jarabe De Palo e DJ Jad. Pau Dones fa quasi da soprammobile. Insomma, quando hai uno come lui, specializzato in duetti, devi sfruttarlo meglio. Fa quasi niente. Dj Jad ci mette un po’ di scratch. Insomma. Si poteva fare meglio.

Povia e Marco Masini. Voce, chitarra e piano. Punto. Semplice e lineare. Il pezzo ne guadagna, anche perché i due sanno fare il loro mestiere e lo fanno bene. Masini ci mette molto impegno. La piccola ballerina Bettina Bracardi ci regala un filo di tenerezza.

Votate i sondaggi. Cliccando su “Sondaggi Sanremo 2010” potrete dire la vostra su qual è la canzone preferita e su chi vincerà Sanremo 2010.

Sanremo 2010, quarta serata: duetti e finale dei giovani

Penultima serata del Festival di Sanremo e stasera si preannuncia grande spettacolo. Si comincia infatti con la ormai celebratissima serata duetti dei 12 artisti rimasti in corsa (ieri c’è stato un antipasto un pò insipido ai playout): la geniale invenzione di Bonolis del Sanremo 2005 è resistita ai cambi: eccezionale momento di musica e arte e stasera per gran parte dei duetti sarà proprio così.

La gara degli Artisti continua: attraverso la rivisitazione con ospiti (canori, danzerecci o di altro genere), sarà valutata sia dalla giuria tecnica (gli orchestrali), sia dal televoto, con peso deli 50% a testa. Due usciranno di scena. Il ripescaggio di Pupo e del suo baraccone ha fatto discutere, quello di Scanu, invece era nell’aria.

Si annuncia interessantissima la rivisitazione jazz della Lino Patruno Band del pezzo di Arisa (l’anno scorso con Lelio Luttazzi fu un successone), è invece un duetto rodato quello di Cristicchi con il coro dei Minatori di Santa Fiora, con lui già sul palco dell’edizione 2009 di Musicultura. Ruggeri ci regala l’effetto nostalgia riportando sul palco i suoi Decibel mentre si annunciano molto radiofonici Povia-Masini (in versione acustica) e Moro-Jarabe De Palo. Colpo grosso di Irene Fornaciari che porta Mousse T e Suzie, attualmente in testa alle classifiche europee con “All night long”. Mousse T ha lavorato con papà Zucchero.

ELENCO DUETTI

  • Arisa & Sorelle Marinetti con la Lino Patruno Jazz Band – Malamorenò
  • Malika Ayane con Sabrina Brazzo e i ballerini del Teatro Alla Scala - Ricomincio da qui
  • Simone Cristicchi con il coro dei minatori di Santa Fiora – Meno Male
  • Irene Fornaciari ft Nomadi con   Mousse T e Suzie    – Il mondo piange
  • Irene Grandi con l’attore Marco Cocci - La cometa di Halley
  • Marco Mengoni con Solis String Quartet - Credimi ancora
  • Fabrizio Moro con Jarabe De Palo – Non è una canzone
  • Noemi con i Kataclò - Per tutta la vita
  • Povia con Marco Masini – La verità
  • Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici con le Divas e la partecipazione non canora di Marcello Lippi
  • Enrico Ruggeri con i Decibel, la band con cui debuttò a Sanremo nel 1980 col brano “Contessa”- La notte delle fate
  • Valerio Scanu con Alessandra Amoroso

Seguirà la finale della sezione Nuova Generazione, con quattro brani ammessi a giocarsi il trofeo: rieseguiranno le loro canzoni ed a votarli sarà di nuovo il sistema misto televoto-giuria tecnica: ieri sera, sono stati ammessi in finale  Jessica Brando (con annessa figuraccia cosmica della Rai) e Tony Maiello. Per la vittoria puntiamo il bottino grosso su Nina Zilli. L’unico rivale possibile è Luca Marino, ma la piacentina è già un nome pesante. Sul palco a condurre con Antonella Clerici ci sarà l’attore Gabriel Garko  Ospiti: i tedeschi Tokyo Hotel e il dj francese Bob Sinclar. Inizio ore 21, 15, come sempre.

FINALE NUOVA GENERAZIONE

1) Nina Zilli – L’uomo che amava le donne

2) Luca Marino – Non mi dai pace

3) Tony – Il linguaggio della resa

4) Jessica Brando- Dove non ci sono ore

 Cliccando sul lnk “Sondaggi sanremesi” potete ancora votare la vostra canzone preferita fra tutte e 15 quelle degli Artisti. Da oggi fino a domani  alle 20 è aperto anche il sondaggio su CHI VINCE LA SEZIONE GIOVANI. VOTATE!

Sanremo 2010, retropalco. Caso-Brando: all’Eurofestival non sarebbe mai successo. Ecco perchè

L’episodio increscioso di ieri sera, ovvero l’incredibile ritardo (55 minuti) ccon cui a Sanremo è cominciata la gara dei giovani, di fatto tagliando fuori dall’esibizione live la povera Jessica Brando, che “per colpa” dei suoi 15 anni, secondo il regolamento Rai non può comparire in video (al suo posto la gente ha televotato la sua prova registrata), ha riaperto un dibattito sul livello e sulla qualità del lavoro che si fa in Italia e alla Rai.

Soprattutto, in relazione alla difesa strenua che fa la Rai di Sanremo e della rassegna, gisuta da un punto di vista generale, sbagliata se la si paragona, come fa la Rai, all’Eurofestival, cui la tv italiana ha scelto di non partecipare dal 1998, definendolo “un programma trash e idiota, di scarso successo, lontano dai gusti italiani“.

L’ultimo fu Baudo, giusto 10 giorni prima del Festival, durante il programma “Il più grande”, che rispose alla domanda di un cronista tedesco: “Perchè perrdete tempo tre settimane dietro a canzoni mediocri? Sono 20 anni che cerco di spiegare ai tedeschi Sanremo, all’estero non interessa a nessuno” con un’affermazione delirante: “I tedeschi non capiscono Sanremo. Sanremo è stato sempre richiesto dagli stranieri perché si facesse in chiave internazionale… tanto è vero che hanno inventato l’Eurocanzone che non ha nessun successo e viene fatto per la Germania. La tv tedesca produce programmi totalmente idioti.”

Al di là del giudizioche può essere personale sulle canzoni, è sicuramente falsa l’affermazione che sia un programma che non segue nessuno: 122 milioni di telespettatori in tutta Europa (+17 milioni rispetto al 2008), medie che vanno nei singoli paesi dai 5 ai 9 milioni, share altissimi, in qualche caso anche di oltre il 60%. Ma quello che colpisce, soprattutto, è la differenza tecnica che c’è fra Sanremo e l’Eurofestival. Partiamo con i paragoni? Via!

All’ Eurofestival, dove peraltro non di rado ci sono cantanti sotto i 18 anni, non sarebbe mai stato permesso che un artista non possa cantare dal vivo. Lo spettacolo, che viene provato per filo e per segno tre volte, viene registrato l’ultima volta con tanto di costumi di scena e pubblico. Poi, mentre va in onda la diretta, in parallelo scorre il segnale della prova registrata. Al minimo problema con il live, si switcha sulla registrata. E semmai, a casa nessuno si accorge di nulla.

A Sanremo si legge il “gobbo”(elettronico). All’ Eurofestival i conduttori imparano il testo a memoria. Tutto. Per filo e per segno. Peraltro, lo imparano in inglese. Che è la lingua ufficiale della rassegna e non sempre quella del paese ospitante (anzi, da 12 a questa parte, mai)

A Sanremo c’è gente che lavora per montare e emontare gli attrezzi sul palco durante ogni esibizione. E a volte finiscono anche sul palco durante le esecuzioni (vedi quella di Nino D’Angelo ieri). All’ Eurofestival c’è un palco girevole. MENTRE canta un artista, si prepara l’altro lato del palco. Perdite di tempo, zero.

Chi ha vissuto entrambe le esperienze, come Paolo Meneguzzi, nel 2008 a Sanremo e poi a Belgrado, sede dell’ Eurofestival, dichiarò ad Eddy Anselmi di Eurofestival.com: “Sanremo è un caos totale, quando arrivi alle prove è un caos, ci sono mille persone sul palco, non sai a chi fare riferimento. All’Eurofestival nessuno parla alle prove, ce ne è solo uno con cui devi parlare. Ti chiedono esattamente che cosa vuoi, ti danno il tempo (…) Poi c’è un clima veramente tranquillo, non si sente assolutamente la tensione“. A voi i commenti.

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