Una canzone per l’estate: “La canzone per l’estate” di Matteo Valli

Matteo Valli stupisce sempre. Questo 24enne cantante bolognese è sicuramente uno degli artisti migliori che il panorama italiano può attualmente proporre. Il perchè è molto semplice: canta delle cose leggerissime, orrecchiabili, che si fischiettano ed entrano nella testa ma lo fa senza essere banale.

Parole semplici, temi semplici. L’estate scorsa si era segnalato col singolo d’esordio “Charlotte (medicina senza controindicazioni), che anticipava l’album “Quando fanno l’amore Sonia e Mario” (copertina del singolo: una finta scatola di aspirina). E ci era piacuto subito (qui la recensione del sottoscritto su Soundsblog).

Ad un anno di distanza rieccolo, col secondo singolo dall’album che prende in giro il clichè della classica “canzone per l’estate” con tanto di tormentone, quella che “la canti anche se non ti piace”. Due anni fa fece una cosa del genere anche Simone Cristicchi con “Ombrelloni” ma andò fuori dal seminato tanto da farsi censurare dalle radio e bippare dalle tv musicali.

Lui no, è semplice anche in questo dileggio. Che non sarà un capolavoro ma ci strappa un sorriso e tre minuti di sana allegria. La gente apprezza, le tv cominciano ad accorgersi di lui e il suo myspace è davvero affollatissimo. Prendano esempio Zero Assoluto, Meneguzzi, Gigi D’Alessio e simili.

X Factor e gli altri: dai talent show i campioni di vendita

La musica ha una nuova frontiera: I talent show come lancio per giovani artisti che hanno già una carriera alle spalle, magari con qualche disco, ma non riescono a decollare perchè poco interessanti per le major. Non c’è niente di male, anche se oggettivamente la nascita di questi programmi è una diretta derivazione di una gestione dell’azienda del disco che non ha il coraggio di investire sulle novità e preferisce andare sul sicuro.

E se i nostri primi esperimenti (cliccate sui nomi dove possibile), che lanciarono Lollipop, Bruno Cuomo e LuckyStar non andò bene proprio perchè la cosa fu gestita male, con X factor il fenomeno è esploso in tuttto il suo splendore. Senza il programma di RaiDue, non avremmo mai conosciuto voci ed artisti interessanti come Giusy Ferreri, Aram Quartet, Ilaria Porceddu ed Emanuele Dabbono (senza contare gli altri).

Quanto a Marco Carta e Roberta Bonanno, lanciati da Amici, il discorso è diverso: Amici non è un talent show e sforna giovani senza esperienza puntando solo sull’immagine e la voce, senza lavorare sulla loro personalità musicale. Qualcuno si salva, ma gli album e i “robottini” sono quasi tutti uguali (e pessimi).

<!–[if gte vml 1]> <![endif]–><!–[if !vml]–> Continua a leggere