“Duel”, Quentin Mosimann esordisce fra jazz ed elettropop

Questo post è dedicato a coloro che pensano che dai talent-show (non dai reality: “Amici” è un reality, “X factor” è un talent) musicali non venga fuori niente di valido. La musica ormai, quella nuova, quella dei giovani in rampa di lancio, è invece destinata a passare sempre più dalla tv. Triste, se vogliamo, perchè vuol dire che le porte principali sono chiuse dai “senatori”, ma spesso le porte di servizio sono migliori.

Quentin Mosimann ha 20 anni è nato in Svizzera da mamma elvetica padre francese. Ha vinto “Star Academy” 2008, il talent francese e adesso sta sbaragliando le classigfiche col suo primo ablum “Duel“. Pop di plastica? Nemmeno per idea, perchè Quentin ha una voce jazz e la sfrutta, suona benissimo il pianoforte e l’album è un capolavoro, cantato in tre lingue diverse, italiano compreso.

Doppio album, completamente jazz da un lato e completamente elettropop dall’altro, ad unire le sue due radici musicali (Mosimann è anche un dj:si faceva chiamare John Louly). L’unico inedito per ora è “Chercher le garcon”, che potete sentire in alto (qui invece la versione remix). Il resto sono cover di brani di anni ’80, proposti a volte in entrambe le versioni. Ma a fine 2008 uscirà un lavoro completamente di brani nuovi.

Qualche esempio delle cover? Ascoltate quella electro di “Il mio rifugio” di Riccardo Cocciante oppure, per chi si ricorda l’orginale (che sta qui) quella straordinaria jazz di “C’est la ouate” , mitico inno alla pigrizia firmato Caroline Loeb (qui c’è anche quella elettro, per i patiti del tunz tunz).

E che dire della storica “Such a shame” dei Talk Talk (ah, come sono vecchio!)? Facciamo il confronto. Qui c’è quella originale, qui invece il remix di Mosimann. peccato invece non aver trovato in rete le sue due versioni di un altro pezzo storico della dance anni’90, vale a dire “Etienne” di Guesh Patty.

In compenso, abbiamo trovato “Je l’aime à mourir“, lanciata nel 1979 da Francis Cabrel: qui la versione jazzata di Mosimann e qui l’orginale dello chansonnier francese. Davvero un album sublime. Risentiremo parlare di questo ragazzo. Ma senza “Star Academy” non l’avremmo mai conosciuto…