Ecco “The Priests”, tre parroci irlandesi cantano a fini sociali

Ormai sembra un fenomeno diffusissimo, che tra l’altro sta prendendo sempre più piede. Parliamo dei sacerdoti, o dei religiosi in generale, che utilizzano la musica in tutte le sue forme per veicolare la Parola di Dio. E riscuotono anche grande successo a livello discografico.

Avevamo parlato di “Fratello Metallo“, il frate che suona heavy-metal, poi dell’incredibile escalation, partita proprio dalla rete, dei canti gregoriani dei monaci cistercensi dell’abbazia austriaca di Stift Heilihgenkreutz. Adesso, dall’Irlanda del Nord, arrivano “The Priests“.

Semplicemente “i preti”, perchè nonostante siano già famosissimi in 32 paesi, Padre Martin O’Hagan, Pared Eugene O’Hagan e Padre David Delargy, sono e restano dei parroci cattolici di piccole chiese dell’Irlanda del Nord. Il 14 novembre esce l’album che si chiama appunto “The Priests”, che contiene musica sacra e musica lirica e un brano, il “Pie Jesu” (che trovate sopra) scritto da Andrew Lloyd Webber, eseguita delle loro tre splendide voci (due tenori ed un baritono).

Prodotto da Mike Hedges e con la partecipazione del Coro dell’Accademia Polifonica di Roma, l’album ha ovviamente fini nobili. Prima di tutto quello di testimoniare nel mondo il Vangelo e poi di aiutare, con l’intero ricavato delle royalties, i sacerdoti in difficoltà della loro Diocesi. E per altri progetti di solidarietà.

I tre parroci irlandesi hanno detto si ad un disco purchè non li si faccia distaccare dal loro ruolo di ministri della Fede: “Noi abbiamo imparato delle cose per promuovere il disco – hanno spiegato in un intervista al quotidiano Avvenire – ma l’industria ne dovtà imparare altre. E’positivo che la Chiesa occupi spazi dove non sempre passano messagi di speranza, ma i progetti devono essere sinceri. Questo disco è solo di musica sacra, perchè il fine è quello di evangelizzare, ma abbiamo in repertorio anche brani pop e classici. Niente tour, lo faremo solo se il sacerdozio ce lo consentirà e solo nelle chiese o in luoghi adatti a questa musica. Ubbidiremo sempre al Vangelo“.