Il Genio: un “Pop Porno” furbo (troppo?) guida un buon album

Per essere originale è originale. Il testo parla di lei che si lamenta col suo lui che guarda i film porno e quando lei si sveglia nel cuore della notte per i gemiti di lui si ritrova suo malgrado in quel calderone con lui che sbava.

Però è lei stessa a cantare non tanto come farebbe “un attrice porno”, quanto piuttosto come una di quelle ragazze finto-perbene che si vedono nelle pubblicità degli 899 sulle tv private dopo mezzanotte.  Con gemiti, ammicamenti e sussuri. E si veste come loro, sfuttando al massimo la sua indubbia sensualità.

Però “Pop porno“, tormentone d’esordio dei leccesi Il Genio si fa ascoltare e cantare, perchè è pericolosamente ipnotica e nel contempo presta il fianco ai suoi detrattori. Alessandra Contini e Gianluca De Rubertis hanno spopolato su myspace e nelle radio, tanto da diventare anche la colonna sonora di “Quelli che il calcio”.

Il problema è che per capire che i due non sono solo “furbi”, ma anche bravi bisogna andarsi a sentire tutto l’album che si intitola come loro. E ci sarebbe bisogno che passassero più spesso in tv a cantarlo tutto. Noi l’abbiamo ascoltato e il giudizio è postivo. Perchè c’è un insieme notevole di suoni e stili diversi.

Andatevi a sentire, per esempio “L’applique”, canzone con un testo originalissimo che tira in ballo la vecchia Bic. Oppure, nel segno degli chansonnier francesi alla Gainsbourg, “La Pathétique”. E se amate le canzoni d’amore eccovi “Tutto è come sei tu” .”Povera stella” è invece sull’amore perduto.

Ancora, possiamo proporvi dalla rete le tracce “A questo punto” e “L’orrore”  versione riadattata di “Thriller” di Micheal Jackson o ancora “Gli eroi del Kung fu” o “Una giapponese a Roma“, cover di un vecchio brano dei Kahimi Karie degli anni’80 dai quali hanno ripescato (ma la loro versione non ce l’abbiamo, qui l’originale) “I wanna be your lover” dei fratelli La Bionda.