Il ritorno del disco di Natale…stavolta tocca ad Irene Grandi

Di solito quando uno fa un disco di Natale, vuol dire due cose: o è in un momento di scarsa vena o non ha più niente da dire. Irene Grandi non ha nemmeno 40 anni dunque è plausibile che valga per lei la prima ipotesi. E che dopo aver raccattato i soldi col best abbia deciso di cavalcarne la scia. Sempre meglio questo che il repackaging, comunque.

Detto questo, per dovere di cronaca, con altrettanta onestà ne va detta un’altra, di cosa. “Canzoni di Natale” non è il massimo della fantasia, però è un bel disco. 

Ci sono parecchie buone intuizioni, diversi buoni arrangiamenti ed è ben cantato. Soprà c’è “Bianco Natale“, un pò buonista con quel suo “Love Love Love” che le fa da contrappunto, ma è pur sempre Natale.

Le altre sono canzoni natalizie o sul Natale, di varia estrazione. “E’ Natale” è una cover di Mina, il cui testo è un cazzotto in bocca ai buonisti (“La gente è più falsa di prima, si insegna ai bimbi a mentire, Oggi è Natale, passati due giorni però te la faccio pagare“).

Concetto ribadito in “O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai” di Jovanotti e Luca Carboni (“Pace in Terra no non c’è e non ci sarà per chè noi non siamo uomini di Buona Volontà“).

Ci si confronta con l’inglese in “Whishing on a star” mentre cliccando qui potete ascoltare uno stralcio di “Wonderful Christmas Time” ed “Happy Xmas” di John Lennon con il coro delle voci bianche dell‘Accademia Musicale di Firenze.

L’album si completa anche con altre scelte particolari come “Canzoni per Natale” di Morgan (surreale come si deve), un duetto con Alessandro Gassman in “Qualche stupido ti amo” (versione italiana di “Something Stupid“).

E con alcuni classici come “Let it snow“, “Silent night“, e “Buon Natale a tutto il Mondo“, oltre al gospel – dove però cantano solo le coriste – “O happy day”. Peccato non potervi far ascoltare tutte le tracce. E’un buon lavoro. Nonostante l’operazione commerciale.