X factor 2, quarta puntata: esce Serena Abrami. I nostri giudizi

482f6df31efec_normalDopo la quarta puntata di X factor, esce un’altra brava, Serena Abrami,restano invece dentro quelle che proprio no, non si riesce a sentirle nemmeno per un minuto, vale a dire le Sisters of Soul, premiate – si fa per dire- da uno sciagurato giudizio di Morgan. “Sono discograficamente più forti“. Ma perché? Ma perché bisogna imitare gli americani e le loro girl band fatte di ragazze svociate e prive della benché minima traccia di talento che hanno come uniche “doti”quelle di ballicchiare ed ammiccare davanti alla telecamera?Una sorta di parabola discendente che fa solo male alla musica.

Viene da chiedersi: ma allora i cantanti di talento che però fanno un genere meno “televisivo”, più di sostanza che di forma, non devono trovare spazio? Che non li selezionino nemmeno, allora, se devono sbatterli tutti fuori uno dopo l’altro. Per carità, sempre meglio le Sisters of Soul che quelli di Amici, ma francamente, certe dinamiche si fa fatica a capirle. Personalmente i dischi di Serena o di Elisa Rossi li comprerei, quelli delle S.O.S proprio mai.

Si consoli, Serena Abrami. In settimana ha in programma a Macerata l’audizione per l’edizione 2009 di Musicultura. Se avrà smaltito la delusione, si presenti lo stesso. Lì c’è gente che la merita e la sa apprezzare. E riconosce il talento. Mica come quelli che l’hanno mandata al televoto. E non ci sono scelte “televisive” da fare. Dopo il salto resoconto della giornata.

GRUPPI VOCALI

SISTERS OF SOUL – “This love” dei Maroon 5 e “Emotions” delle Destiny’s Child
Una “meravigliosa” serie di dissonanze. L’interpretazione originale dei Maroon 5 è molto lineare, senza sbalzi, loro cercano di far vedere che la voce ce l’hanno (missione peraltro fallita) e la canzone che di per sé è molto bella, ne risente parecchio. Hanno grande senso del ritmo, ma solo quello. L’inizio dell’esibizione è terribile, migliorano alla distanza, ma insomma. Al ballottaggio vanno bene perché vanno sul loro cavallo di battaglia, le Destiny’s Child, ovvero l’apoteosi del nulla. Ma proprio non emozionano. Al loro cospetto le Lollipop sembrano Mina. Ma la differenza è che le Sos credono davvero di poter fare le cantanti.

THE BASTARD SONS OF DIONISO – “Rock in the casbah” dei Clash
Solita interpretazione piena di grinta. Sono lontanissimi dal prototipo del cantante con grande voce ma sdrammatizzano tutto con grande ironia, senza per forza voler strafare: è questa la nostra forza. Interpretazione divertentissima, le macchinine giocattolo erano fantastiche e loro anche. Tra l’altro la canzone parla di guerra, quindi tutto assume un senso molto particolare. Cantano benissimo ogni cosa che viene data loro, è una sfida che ogni volta affrontano e vincono. Comunicano con il corpo ma sono spontanei e non forzati. Grande alchimia di gruppo. Ha ragione Mara Maionchi, fuori da X factor, ridiamo loro gli strumenti, è il loro pane. Aspettiamo sempre di sentirli su qualcosa di contemporaneo.

FARIAS – “Fragile” di Sting (versione inglese)
Un pò ci dispiace dirlo perchè hanno belle voci e sanno mettersi in gioco, però non ci danno emozione.Non c’entra la scarsa padronanza con l’inglese (mica uno può conoscere bene tutte le lingue): sono bravi, sanno cantare, il brano dava anche la possibilità di creare una certa atmosfera. Invece loro danno sempre l’idea di non trovarsi a loro agio. Qui forse ha ragione Simona Ventura, sono fatti per cantare altro. Non è un difetto, ma dentro a X Factor è un limite.

16-24 ANNI
DANIELE MAGRO – “Tutto quello che un uomo” di Sergio Cammariere

Si sente lontano un miglio che non è il suo genere, ma a differenza di alcuni altri si cala benissimo nella parte del cantante confidenziale. Grandissima voce, modulata molto bene su un brano che l’interprete originale canta quasi sussurrando, come nel suo stile. Riesce a tenere a freno l’impeto vocale, almeno sino ad un certo punto e questo è sintomo di talento puro. Morgan fa un’affermazione molto acuta quando dice che la sua voce è particolarissima, a tratti quasi “femminile” come le bluesman americane di una volta. Ma non è detto che sia un fattore negativo. Intensissimo. Ma perchè l’hanno vestito da cameriere? Una birra al tavolo quattro…

AMBRAMARIE FACCHETTI – “Call me” dei Blondie
Sono andati sul sicuro, con un bel brano tutto grinta come piace a lei ma la sfida era cantarla nella versione con influenze swing nella quale è stata proposta sul palco, strofa iniziale soft ed esplosione a seguire. Lei è bravissima perché prende il ritmo per bene sulla salita, tiene il passo sul Gran Premio della Montagna della parte a lei meno congeniale e poi ci dà dentro di pedale quando arriva il rock. Esame superato, perché la volta scorsa sul brano dei Matia Bazar ogni tanto andava a due cilindri. Ha saputo anche lei modulare la voce come doveva. Del fatto che buca lo schermo abbiamo già detto, è un vantaggio non da poco in uno show molto televisivo.

SERENA ABRAMI – “In alto mare” di Loredana Bertè e “Georgia on my mind” di Ray Charles.
Pubblico da casa, mezzora di silenzio penitente per favore: potevate mandare al ballottaggio i Farias, avete mandato Serena Abrami nel giorno in cui ha cantato meglio. Nettamente l’esibizione migliore fra le sue quattro e finalmente abbiamo trovato conferma a quello che dicevamo: su un brano pop avrebbe reso lo stesso. Ha cantato con grinta, ci ha messo brio allegria, freschezza. Forse a tratti ha stonato, però si vedeva che il tutto gli piaceva molto. L’unica cosa: come si fa a fare finta di essere cattiva con quella faccia li? Mezzora di vergogna anche per Morgan, che l’ha mandata al ballottaggio. L’eliminazione è un vero scandalo, un’altra brava che va a casa. Il trash trionfa.

OVER 25

NOEMI – “Extraterrestre” di Eugenio Finardi
Un brano pop. D’autore, ma pop. Una bella sfida, visto che la canta in maniera diversissima da Finardi: lui quasi la “trascina”, lei ci mette in mezzo un po’ troppi ghirigori. Non c’è piaciuta, per niente. Perché questa è una canzone che non ha bisogno di vocalizzi, bastava solo appoggiarsi sulle note e tutto scivolava via da solo Troppi gorgheggi rovinano le esecuzioni. Ma soprattutto, sono sintomo di scarsa sicurezza (infatti s’è dimenticata le parole). Strano che sia piaciuta a Morgan, che odia questo modo di cantare. Impressioni confermate: timbro particolarissimo e presenza scenica notevolissima, ma canta sempre allo stesso modo ed è ancora alla ricerca della personalità canora.

ANDREA/GIOPS – “Via con me” di Paolo Conte
Mettiamola così: ancora non è entrato in gioco, perché Morgan gli ha dato una canzone relativamente semplice, dove non servono particolari doti vocali, aggiungendoci un arrangiamento sbarazzino. Tutto molto gradevole, lui canta assai meglio della volta scorsa (soprattutto non stona), regge benissimo i cambi di ritmo dal pop al rock senza sballare e ci mette grinta. però lo vogliamo vedere al cospetto di canzoni un po’ più cantate e meno parlate. Nota a margine: ci infila dentro un acutino, come per dire, “guardate che io la voce ce l’ho”. Apprezzabile. Per adesso fa molto Alberto Camerini (peraltro gli somiglia) – noi l’avevamo detto la settimana scorsa, Simona c’è arrivata sette giorni dopo – non detto che sia del tutto un male. Resta un saltimbanco, ma se ci mette stile può anche piacerci (Camerini ci piaceva eccome…)

ENRICO NORDIO – “Ordinary world” dei Duran Duran
Gli cambiano il pezzo due volte e alla fine gli danno il più classico dei brani pop, il brano della rentrée mondiale del bolso Simon Le Bon e dei suoi compari. Qual era la sfida? Dare personalità ad un pezzo che non è che brilli per genialità (parliamo della melodia eh….) . Lui si mette li e la canta in maniera lineare ma calandosi nella parte in maniera molto umile, mettendoci quella eleganza e spontaneità che hanno impreziosito parecchio il motivo. Avrebbe potuto giocare con la voce ma avrebbe sbagliato: non l’ha fatto. Notevolissimo come sempre.

MATTEO BECUCCI – “Mille giorni di te e di me” di Claudio Baglioni
Questo brano proprio non gli andava giù – ma non per motivi tecnici, per questioni personali – e in più gli hanno messo dietro un video tratto dal suo privato che lo hanno un po’ e allora c’erano due modi di cantarlo: provare a darci dentro e dimostrare di essere “superiori” o provare a darci dentro con la voce e basta. Lui purtroppo sceglie la seconda. Intendiamoci, sfodera tutto quello che dentro, butta la rabbia nel microfono, nel complesso è una esecuzione sufficiente, ma inferiore alle sue abituali, sembrava più di maniera che altro. Morgan lo bacchetta in diretta, lui non gradisce. Morgan ha ragione solo in parte, ma è troppo lungo spiegare qui su cosa si e su cosa no.

 

3 Risposte

  1. a me serena non è piaciuta nel pezzo della bertè e secondo me è stata penalizzata proprio dal brano… io avrei mandato in ballottaggio matteo…

  2. ma che matteo in ballottaggio????? scherziamo!!?? matteo li dentro è il migliore e il più versatile…la sua voce si adatta ad ogni scelta di morgan, anche la più azzardata…MATTEO SEI UN GRANDE!!!!

  3. Peccato per Serena, canta bene, io avrei mandato a casa i Farias , cantano anche bene, ma sono troppo di “nicchia” e sopratutto si vede che stanno poco a proprio agio perchè gli tocca sempre fare pezzi un po fuori al loro genere, gli altri invece possono spaziare di piu.
    L’attacco di Morgan a Mattia secondo me era studiato a tavolino prima dell’esibizione per commuovere il pubblico da casa.
    E basta con sti’ siparietti e continui battibecchi tra giuduci, meno fuffa e piu canto !!!!

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