Sanremo 2009: “Repubblica” da i voti in anteprima. Bocciati Povia e Marco Carta, promossi Afterhours e Nicky Nicolai

sanremo2009_01_011

Come è noto, i critici musicali dei quotidiani, sono tra i pochi ad avere il privilegio di poter ascoltare prima le canzoni del Festival. Tra questi c’è anche Gino Castaldo di Repubblica. Deviando per una volta dagli scopi di questo blog, riportiamo a beneficio di tutti, le sue valutazioni, tratte dal sito www.repubblica.it

Spicca la bocciatura di Povia, il peggiore in assoluto, di Iva Zanicchi e di Marco Carta. Tra i migliori Afterhours, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, Tricarico.

Lo dico subito, a scanso di polemiche. Qualcuno dirà “L’anno scorso ha dato i voti più bassi a quelli che poi sono risultati i primi tre classificati, dunque non è che se ne intenda molto“.  Cari amici lettori, mi spiace, ma il fatto della valutazione diametralmente opposta, semmai, è indice della scarsa familiarità del pubblico votante con la radio ed i dischi.

Di Tonno-Ponce e Fabrizio Moro insieme hanno venduto un decimo di quanto non abbia fatto Tricarico (fuori dai deici). E la Tatangelo i dischi li aveva venduti prima, non dopo col repackaging. Sotto, dopo il salto, i voti di “Repubblica”. A voi il giudizio

Il paese è reale – Afterhours VOTO 8
Sembreranno da tutti i punti di vista i “marziani a Sanremo”. È il fiore all’occhiello del festival, un bellissimo pezzo rock, in cui si intravede non solo la struggente rabbia del “paese reale” di fronte alla desolazione, ma anche un segno di genuina ispirazione musicale.

L’amore è sempre amore – Al Bano VOTO 4
Ci pensa Al Bano a ricordare che almeno “l’amore è sempre l’amore”. Ma attenzione, il pezzo l’hanno scritto Guido Morra e Maurizio Fabrizio, e quel pizzico di qualità in più costringe l’eroe dell’ugola ad abbassare i toni. Con guadagno di tutti.

Biancaneve – Alexia ft Mario Lavezzi VOTO 4
Un brano piuttosto scialbo che non rende giustizia all’esperienza e al talento di Mario Lavezzi. La ballad scorre liscia, decisamente innocua, e rivela un’Alexia più morbida ed elegante del solito. Ma nulla di più. E nell’arena festivaliera era lecito attendersi qualcosa di più dall’insolita coppia.

Il mio amore unico – Dolcenera VOTO 4
Arruffata e ruvida, spinge sull’acceleratore come se bastasse la voce da pantera per diventare rock. Ma il pezzo proprio non c’è, e se è vero che il nome d’arte è ispirato alla omonima canzone di De André, allora dovrebbe studiare meglio le sue fonti di ispirazione.

Vivi per un miracolo – Gemelli diversi VOTO 6-
Battagliano, picchiano, sparlano del paese e di tutti i suoi mali, lo fanno con la giusta cattiveria, dei veri duri che non mediano, con piglio da giovani tribuni, anche se disgraziatamente seguono tutti i clichè in cui può cadere inesorabilmente il rap.

Ti voglio senza amore – Iva Zanicchi VOTO 3
Sembrerebbe audace cantare di un sesso senza amore. E per di più in età matura. Ma di queste cose si cantava già decenni fa. Solo al festival pare che non se ne accorgano. La signora ci riprova, ma cosa può darle un ennesimo festival?.

La forza mia – Marco Carta VOTO 3
Incredibile come si possa annullare qualsiasi senso di necessarietà in una canzone popolare. Il beniamino di Amici non esce dal solco delle canzoncine urlate a uso e consumo di giovani fan senza troppe pretese. Vorrebbe essere Ramazzotti, ma per ora è solo Marco Carta.

Più sole –  Nicky Nicolai & Stefano Di Battista Jazz Quartet VOTO 7
Un po’ di sana gioia musicale. Il testo di Jovanotti, la voce della Nicolai, il travolgente sax di Di Battista portano al festival una insperata aria di solare positività. È un pezzo da cantare. Mette di buonumore, fa muovere il bacino, una pausa deliziosa tra tanti modesti melodrammi d’amore.

E io verrò un giorno là – Patty Pravo VOTO 7
La classe straborda. L’unica vera diva ancora in circolazione ha tirato fuori il pezzo da un autore debuttante, Andrea Cutri, e lo canta come fosse un pezzo di Leo Ferrè. C’è tutto: attesa, crescendo, ritornello di accettabile retorica e gran finale. Cosa volere di più?

Luca era gay – Povia VOTO 1
Che infelicità essere gay. Di cosa parla oramai lo sanno tutti. Ma noi l’abbiamo anche ascoltata e il problema è che si tratta di un pezzo davvero brutto. Il rap non si addice a Povia. E neanche la canzone a tesi. Troppa foga di dimostrare qualcosa di cui non si sentiva il bisogno.

L’opportunità – Pupo/Belli/Youssou ‘Ndour VOTO 6-
Tante mani e tante voci per un pezzo che non brilla certo per originalità. Il tema dell’accoglienza è trattato con didascalica ovvietà. Ma almeno qualcuno ne parla, e poi la voce di Youssou N ‘Dour è un lusso magnifico, sarà come un fiore nel deserto, potente e immaginifico.

Uomo senza età – Francesco Renga VOTO 6
Sorprendente. Sembra tornato per vincere, con una canzone di puro bel canto, lirica e quasi tenorile. Dimostra qualità vocali non comuni e grazie a una magistrale interpretazione, riscatta la rischiosa e obsoleta classicità della canzone. Le giurie andranno in visibilio.

Non riesco a farti innamorare – Sal Da Vinci VOTO 2
Tipica dalessiata , che ormai sembra una tassa immancabile al festival. Da Vinci, che è un buon interprete di canzoni napoletane, scolora la sua attitudine in un pezzo eccessivamente targato dal suo mentore e di scarso spessore. In una parola: inutile.

Il bosco delle fragole – Tricarico VOTO 7
Stralunato come Alice nel paese della meraviglie , torna sul luogo del delitto con una filastrocca demenziale, ma a suo modo arguta, almeno per chi benevolmente vorrà ascoltarla senza pregiudizi. E noi siamo tra questi.

Una piccola parte di te – Fausto Leali VOTO 4
Teneramente, ma con i muscoli vocali di sempre, Leali canta del rapporto tra padre e figlio. Melodia tradizionale, testo decisamente ovvio, classico ritornello di cuore con l’orchestra a vele spiegate. Quasi da buttare se non fosse per la voce da vecchio leone.

L’Italia – Marco Masini VOTO 5.5
Che tempi i nostri, se per una denuncia del genere bisogna aspettare Masini. Da buon toscano, non nuovo a spunti disperati e turpiloqueschi, se la prende con il paese. Il compito è arduo e gli manca il carisma della grande canzone d’autore, ma gli va dato atto di averci provato.

fonte: il quotidiano Repubblica

ULTIME NOTIZIE: SERATA DUETTI ANCHE PER I BIG: CARTA CON VAN DE SFROOS! – Non solo le Proposte 2009: nella serata del venerdì ci saranno i duetti anche per i Big in gara. Annunciati quelli di Marco Carta con Davide Van de Sfroos, il popolare cantante comasco che canta in dialetto tremezzino, Pete Doherty, leader dei Babyshead ae compagno di Kate Moss, con Patty Pravo, Raoul Bova con Pupo-Belli-N’Dour, Gabriel Garko con Iva Zanicchi, Teo Teocoli con Alexia e Lavezzi. Una variazione fra le proposte: con Karima, oltre a Burt Bacharach al piano ci sarà Mario Biondi.

21 Risposte

  1. MI FANNO PENA QUESTI GIORGNALISTI CHE METTONO LE PAROLE IN BOCCA A MARCO CARTA!! LUI NON HA DETTO CHE VUOLE DIVENTARE EROS RAMAZZOTTI!! HA DETTO SOLTANTO CHE ANCHE EROS..IN UN CERTO MODO è NATO COME è NATO LUI..E NON CI TROVO NIENTE DI MALE A CITARE QUESTI GRANDI DELLA MUSICA..MA DI CERTO LUI NON SI SENTE COME EROS..E GIUSTO PER LA CRONACA..SOLTANTO VOI PENSATE CHE LE CANZONI DI CARTA SIANO “URLATE” LE CRITICHE DI TUTTI I GIORNALI SONO PIU CHE POSITIVI..QUINDI…FATE MENO I RIDICOLI, è UN CONSIGLIO..COSI FATE BRUTTA FIGURA..

  2. Cioè P-A-Z-Z-I-A!!!Ma qnd mai Marco ha detto di voler essere cm Ramazzotti…Ma dai…qst qui ci sn andati davvero pesanti!Marco è sempre stato umile rispetto a tanti altri..CN QST CHIUDO SENNò MI CENSURATE!!!

  3. fate soltanto schifo! non potete criticare cosi marco, e lui non si è detto di essere eros ramazzotti, cavolo! che rabbia che fate, date voti bassi, va poi evdiamo chi vende di piu tra luie qualcunaltro che manco conosco :S

  4. Sono proprio contenta che la canzone di Marco Carta non sia piaciuta a questo giornalista, di solito si sa che che ciò che viene esaltato dalla critica poi non piace al pubblico e viceversa quindi incrocio le dita e spero che accada anche questa volta.
    Certo che sarebbe veramente meglio che questi giornalisti si togliessero quest’atteggiamento di puzza sotto il naso e si informassero meglio visto che continuanon a parlare di giovani fans visto che io personalemente ho 43 anni e conosco molte persone della mia età che seguono e stimano Marco Carta.

  5. “Incredibile come si possa annullare qualsiasi senso di necessarietà ” NECESSARIETà??????!! E LEI SAREBBE UN GIORNALISTA?? MA PER FAVORE,ALMENO LE RILEGGA LE IDIOZIE CHE SCRIVE,CHE FIGURA CI FA??? W MARCO CARTA CHE SORPRENDERà IL SUO PUBBLICO E NON, SARà UNA CANZONE BELLISSIMA, E SI RICORDI CHE I CRITICI MUSICALI CONTANO SI, MA CHI TI DA IL “PANE” è LA GENTE, PER QUANTO MI RIGUARDA LA VITTORIA PIù GRANDE è CONQUISTARE IL CUORE DELLE PERSONE, IL CONVINCERLE A SCEGLIERE TE E NON UN ALTRO..MARCO CARTA CI è RIUSCITO!!!!STOP,è SOLO QUESTO CHE CONTA!

    MARCO SIAMO TUTTI CON TE!

  6. MARCO NOI CON TE……………IL RESTO SOLO CHIACCHERE E STANNO A ZERO , LA TUA MAGIA ED IL TUO TALENTO CI ARRIVANO COME MAI PRIMA D’ORA, ARRIVI NELA NS. ANIMA COME NESSUNO PRIMA………….PERTANTO CARI CRITICI DEI VS. VOTI NON CI IMPORTA…….RIMARRANNO SEMPRE E SOLO I VS. VOTI E MARCO ANDRA’ AVANTI NONOSTANTE VOI.

  7. I gusti sono gusti se al critico non piace la canzone amen,ce ne faremo una ragione.Sinceramente sono perplesso sulle notizie dei duetti(mi sembra che riportiate notizie vecchie è gia in buona parte smentite),la scarsità di Bugdet di Mamma Rai non consente presenze eccellenti.Io personalmente vedrei molto bene l’accoppiata proposta a Marco Carta(Peraltro smentita da più fonti),sarebbe stata una esibizione fuori dal comune tra due Artisti completamente diversi,ma proprio questo sarebbe stato intrigante.

  8. i duetti sono stati confermati dal direttore artistico musicale mazzi…

  9. non sarà forse il pubblico italiano a non capire un cazzo di musica? non sarà forse un sintomo della demenza culturale di questo paese , il fatto che le canzoni che i migliori critici musicali d’italia giudicano positivamente,dal resto dell’italia vengono considerate negativamente?

  10. Anche io quest’anno mi sono messa a dare i voti, questo è il risultato.

    Dolcenera 5, ma non per la canzone, perchè ha smesso col trucco pesante..è già qualcosa.
    Fausto Leali 4 per la banalità del testo fasciato dal clichè di una generazione di figli ingrati.
    Tricarico 8, perchè “non è che non ti capisca, è che non ho tempo” ha il sapore di un rapporto ingenuamente reale dei giorni nostri.
    Marco Carta 4 a metà tra Gigi D’Alessio e Meneguzzi: per dirla alla ‘Afterhours’, se c’è una cosa che è immorale è la banalità.
    Patty Pravo 6,5, perchè Patty Pravo è sempre Patty Pravo.
    Marco Masini 6 e Belli-Pupo-Youssou ‘Ndour 4, senza commento.
    Francesco Renga 5 perchè in un punto ha quasi plagiato “lucean le stelle”.
    Gemelli Diversi 5, è una questione di gusto.
    Al Bano e La Zanicchi me li sono risparmiati (peccato di critica)
    Nicky Nicolai e Stefano di Battista 7 perchè è una voce piacevolissima e il nostro è un buon Jazz.
    Povia senza commento, come quell’altro che di cognome fa Da Vinci.

  11. Afterhours 9 “VOGLIO FARE QUALCOSA CHE SERVA PERCHè è ANCHE PER TE CHE IL PAESE è UNA MERDA”.

    (Alexia e Lavezzi: vedi Masini)

  12. forza marcooooooooooo … ma che pena questi giornalisti che si credono giudizi supremi …. ma fatela finita … bravo marco

  13. mamma mia..vergognosi..soprattutto nel giudizio a marco masini..non ha i mezzi??..il carisma??..ma vai ad ascoltarti tutta la discografia prima di parlare!!..è un uomo con le palle e questo da fastidio…caro mezzo scrittore da bar vai a fare altro che sei un inetto

  14. Io non ho mai guardato il festival di Sanremo poiché non sono mai stato masochista, o almeno non fino a questo punto, e anche perché io amo la Musica. Quest’anno l’ho guardato solamente per la partecipazione degli Afterhours, che hanno mostrato che in Italia c’è chi sa farla, la musica. Prima e dopo di loro su quel palco, il nulla o quasi (ad esempio il testo di Masini che ho trovato molto bello e forte). Il resto una specie di circo o di zoo, di grottesco (dalla ridicola Zanicchi a Marco Carta Igienica). Ma, d’altronde, siamo in Italia…
    W gli Afterhours…

  15. Patti Pravo: “…la classe straborda…”…peccato che non sia stato affatto così, dato che ha stonato di brutto. Poteva risparmiarsi questa figuraccia.
    Sal Da Vinci nonostante un testo abbastanza banale si è dimostrato un ottimo cantante con una voce molto bella. Avrebbe solo bisogno di un autore migliore.

  16. marco masini è il migliore in assoluto….racconta le cose vere…è sincero,sfacciato,…deve vincere!!!!!vai masiniiii,.fai vedere chi 6!!!baci

  17. Sarà che di rock ne ascolto molto, ma gli Afterhours li ho trovati manierati, provincialissimi e straripetitivi. Pagella spocchiosissima e scontata. Delle canzoni ascoltate, comunque, non ne salverei nemmeno una.

  18. […] Sanremo 2009: “Repubblica” da i voti in anteprima. Bocciati Povia e Marco Carta, promos… Come è noto, i critici musicali dei quotidiani, sono tra i pochi ad avere il privilegio di poter ascoltare prima le […] […]

  19. INTELLETTUALI DEL CASSO VOI E QUESTI COMMENTI ADDIRITTURA METTETE I VOTI QUANDO NESSUNO VE LO KIEDE,RIKORDATE KE LE CANZONI QUELLE KE VOI DEFINITE POPOLARI ED INUTILI DANNO EMOZIONI E CREDO KE ALLA FINE QUESTO CONTI!!!!!TROPPI INTELLETTUALI IN QUESTA ITALIETTA DI IPOCRISIA!!

  20. ma che pagelle ridicole dai, palesemente provocatorie

  21. peccato perchè nel complesso era un festival niente male
    la valutazione dei giudici finale scandalosa ed inquinata dal solito meccanismo falsato,ipocrita e demenziale del televoto che ,privo di qualsiasi trasparenza e sistema di controllo, è in grado di favorire clientelismi e favoritismi evidentemente non in linea con la meritocrazia e ciò che viene presentato ad un pubblico che ,viste le reazioni, è ormai stufo di essere preso in giro..
    sarebbe opportuno demandare il canone RAI ad una onlus ,almeno si farebbe del bene .

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