Brit Awards, trionfa Duffy. Le Girls Aloud per il singolo dell’anno

Ne parliamo con colpevolissimo ritardo, e ce ne scusiamo, non è nel costume di questo blog,. Ma travolti dal ciclone Sanremo, adesso recuperiamo un pò terreno. Dopo gli oscar spagnoli e quelli francesi (non ufficiali) c’era grande attesa per i Brit Awards, gli Oscar della musica inglese, che solitamente tastano un pò il polso alle produzioni internazionali.

Trionfo per la gallese Duffy, che si porta a casa tre premi, battendo i Coldplay, cui non basta il successo del loro album “Viva la vida or death and all his friends“: sono rimasti a secco. Si segnala il successo delle Girls Aloud, girl band popolarissima in Gran Bretagna e che fa delle ottime cose e che tuttavia fa fatica a varcare i confini britannini. Sopra, vi proponiamo “The promise”, eletto singolo inglese dell’anno dai lettori del Sun e dalle radio. Sotto, nel dettaglio, tutti i vincitori.

MIGLIOR ARTISTA UOMO SOLISTA: Paul Weller
MIGLIOR ARTISA DONNA SOLISTA: Duffy
NOVITA’ INGLESE (votata dagli ascoltatori di BBC Radio 1): Duffy
MIGLIOR GRUPPO BRITANNICO: The Elbow
MIGLIOR ESECUZIONE LIVE BRITANNICA (votata dal pubblico di BBC Radio 2 e dal pubblico tramite il sito del premio): IRON MAIDEN
MIGLIOR SINGOLO BRITANNICO (votato dai lettori del Sun e dl pubblico delle radio locali): “The Promise” delle Girls Aloud
MIGLIOR ALBUM: “Rockferry” di Duffy
MIGLIOR ARTISTA SOLISTA INTERNAZIONALE UOMO: Kanye West
MIGLIOR ARTISTA SOLISTA INTERNAZIONALE DONNA: Katy Perry
MIGLIOR GRUPPO INTERNAZIONALE: Kings of Leon
PREMIO DELLA CRITICA: Florence & The Machine
PREMIO SPECIALE PER IL CONTRIBUTO ALLA MUSICA: Pet Shop Boys
PREMIO AI PRODUTTORI: Bernard Butler per “Rockferry” di Duffy

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “This is our night” di Sakis Rouvas e “Illusion” di Krassmir Avramov (Bulgaria)

La Grecia è stato il primo paese a designare il cantante per l’Eurofestival. Sakis Rouvas, stella del pop greco, già sul podio nel 2004 e conduttore dell’edizione svoltasi nel Pireo nel 2006 dopo la vittoria di Helena Paparizou, ha una sola missione: riportare la manifestazione sul Mar Egeo. E il brano che porta, “This is our night” si inserisce nel solco della musica internazionale.

Niente suoni balcanici, solo ritmo, energia e tnta grinta. C’è chi snobba la manifestazione, come l’Italia e chi manda il meglio: è come se noi portassimo un campione di vendite e delle classifiche, per fare un paragone. Sakis Rouvas è da podio, attenzione. Se non arriva almeno terzo quando torna in Grecia rischia l’impalazione, un pò come Dima Bilan per la Russia l’anno scorso, dato che la tv greca l’ha spedito a Mosca di forza. Ma già Kalomira nel 2008 è arrivata terza, stavolta vogliono di più. Può farcela, ha i mezzi.

Di nuovo pista dance per la Bulgaria, ma stavolta, rispetto all’anno scorso siamo su sonorità più contemporanee. L’anno scorso all’Eurofestival portarono Deep Zone Project & Dj Balthazar, con l’ipnotica “Dj take me away”, su melodie anni ’80, che piacquero ai critici meno al televoto europeo, che negò loro l’accesso in finale in favore di canzoni molto peggiori.

Stavolta le selezioni bulgare sono state vinte da Krassimir Avramov, che porterà sul palco di Mosca “Illusion“. Dance, come si diceva, ma in questo caso il pubblico che vota (che è molto più giovane di quello che vota a Sanremo) dovrebbe gradire meglio. A noi piace meno, era meglio quella dell’anno scorso, ma la nostra passionaccia per gli anni’80 ci condiziona.