X Factor 2, vince (con merito) Matteo Becucci

Il pubblico di Rai Uno ha premiato Matteo Becucci. Trentanove anni,marito e padre di due bambine, agente di commercio di  Livorno, ha incantato tutti con la sua bellissima voce. Ha vinto il più maturo, per età e per esperienza come successe l’anno scorso a Giusy Ferreri, ma stavolta è stata una vittoria sul filo, per appena sedici voti. Al secondo posto, beffati sul filo di lana The Bastard Sons of Dioniso, terzo Yuri Magliolo.

Tre artisti diversi, tre probabili seguiti già scritti. L’esperienza di Matteo lo porterà probabilmente sul palco del Festival di Sanremo, ambiente ideale per uno stile canoro pulito, leggero, senz’altro più tipico del pop italiano rispetto agli altri due. Ma è anche uno di classe, di qualità, da canzoni impegnate, da Premio Tenco, per esempio. I Bastard Sons of Dioniso fanno molto presa sul pubblico giovane anche se come è stato sottolineato nella serata finale, non è facile fare hard rock nel nostro paese.

Se l’Italia partecipasse all’Eurofestival, quello avrebbe potuto  essere un buon palcoscenico. Ma se sapranno modellare bene le loro canzoni,  potrebbero ritagliarsi un loro spazio senza rischiare di finire nella nichia del genere. Il più pronto per il pubblico radiofonico è senz’altro Yuri, il cui inedito forse è il meno convincente dei cinque presentati (inclusi Daniele Magro e Noemi), ma che ha uno stile canoro molto internazionale – a volte forse anche troppo – e molto moderno. Se riuscirà a trovare una sua dimensione definita anche in italiano può fare molto bene. Sopra c’è il brano nuovo di Matteo, gli altri sono tutti qui.

LA PUNTATA – Belli i duetti con i big. Matteo Becucci con Riccardo Cocciante molto affiatati, anche se erano poche le parti cantate insieme. Esilarante, bellissimo, con gli inserti in dialetto valsuganotto a rimpazzare quegli originali in veneto, qullo in “Uomini col borsello” fra i Bastard ed Elio e le storie Tese, molto lineare ed intenso quello fra Gianluca Grignani e Yuri, ma del resto il cantante milanese è uno che si presta molto bene a queste cose.

Bene le cover presentate all’inizio, soprattutto bravo Yuri Magliolo che si è cimentato con un pezzo lontanissimo dal suo mondo come “A chi”  di Fausto Leali (non era nelle sue corde e sis entiva, ma l’ha fatta comunque bene).  Matteo Becucci su “Somebody to love” dei Queen ha probabilmente dato una  bella mano alla sua vittoria, mentre i Bastard sguazzavano a loro agio siu “With a little help from my friends” dei Beatles, Il resto è passerella, soprattutto per promuovere la compilation