“Y.”, tutto da godere il rientro di Bebe

Aveva detto di volersi ritirarsi dalla musica, ma in pochi ci avevano creduto. Infatti, dopo cinque lunghi anni dall’album “Pafuera telarañas” e dal tormentone “Malo”, Nieves Rebolledo Vila, nata  a Valencia ma cresciuta a Badajoz, capoluogo dell‘Extremadura,  in arte Bebe torna di nuovo in pista, con un album di qualità dal titolo “Y.” (Y punto).

La cantante ed attrice spagnola cede meno spazio ai tormentoni ma non perde nei testi, dei quali è autrice, al pari delle musiche, quell’asprezza e quell’orgoglio femminile che ne hanno caratterizzato la scrittura fino ad ora. In questo senso “Me fuì“, primo singolo tratto dall’album, che trovate sopra, non fa eccezione.

Sempre dall’album è stato estratto un altro singolo, vale a dire “La Bicha“, decisamente molto più ritmato e molto più vicino ai suoni cui ci aveva abituato. Altre tracce. Molto gradevole e cantabile “Se fuè”, dove il suono della chitarra scandisce il tempo, più meditativa “No mas llorà“, cui segue “Buscome“.

Un giusto mix fra pop e musica d’autore, con qualche punta davvero di livello altissimo, che conferma Bebe come uno dei migliori prodotti della musica spagnola, anche per la sua voce ed il suo modo di cantare molto particolari. Ancora, ascoltate nell’ordine “Sin sentido“, che parte piano e poi si apre con chitarra e percussioni in un ritmo decisamente ballabile, “Escuece“, dove si batte il tempo col piede e si fischietta la melodia.

Colpisce soprattutto lo stridore fra testi non esattamente allegri, spesso intimi o arrabbiati, che parlano di amori complessi e di disillusioni, incomprensioni e ritmi invece tipici della Spagna, quasi sempre ad alto tasso di movimento ed energia. Proseguendo nel giro delle tracce, ecco “Cuanto me sujetas”,  “No starè“, “Que m’importa”, la travolgente “Pa mi casa“, “Pa una isla“, pezzo ritmatissimo nella quale si sente anche la voce di una bambina e infine  “Uh uh uh uh uh”.