X Factor 3, prima puntata. Esce Francesco Gramegna

482f6df31efec_normal3Prima puntata di X Factor condizionata nettamente dalla squalifica di “metà” A&K, della quale abbiamo riferito in diretta ieri sera. Intendiamoci, la colpa non è della ragazza, lei non ha mai negato che la madre lavorasse in Rai, come mixer. La domanda invece è: PERCHE’ le hanno dato l’ok per continuare i provini per poi squalificarla in corsa? Se il regolamento è chiaro e vieta – giustamente – la partecipazione ai figli di dipendenti della tv di stato, cosa c’era ancora da aspettare? La squalifica è arrivata il 31 agosto, a 10 giorni dal via. Applausi a tutti. E Viva l’Italia, come al solito.

Altro chiarimento, prima di parlare di musica “cantata”. Anche Damiano Fiorella lavorava in Rai, come attrezzista. Ma non era un dipendente Rai (solitamente chi “monta e smonta” lavora per ditte esterne). E in ogni caso, quest’anno non lavorava comunque più per il programma. Venendo alla trasmissione, A&K restano in gara nonostante il duetto improvvisato, perchè oggettivamente Francesco Gramegna non ha convinto nessuno. Nemmeno la sua caposquadra Claudia Mori, che lo affossa. Se l’ex sanremese Daniele Vit riuscirà a travasare nel suo collega la sua esperienza, i nuovi A&K possono anche andare avanti qualche puntata. Ma è chiaro che in coppia non hanno futuro. Dopo il salto, tutti i nostri giudizi

UNDER 25

ORNELLA FELICETTI – “Malo” di Bebe / La migliore della prima manche perché riesce a dare brio ad un pezzo piuttosto cupo nel testo e nella interpretazione, che peraltro ha un arrangiamento assai scarno rispetto a quello più pieno creato per lei. Avevamo detto in sede di presentazione che avrebbe dovuto cimentarsi con pezzi diversi dal suo repertorio: l’ha fatto subito, molto bene. Perché Bebe ha un modo di cantare un po’ “trascinato” e non è assai facile cantare i suoi pezzi.

MARCO MENGONI – “The man in the mirror” di Micheal Jackson/ Chiaro, limpido, pulito. E’il suo pane, va bene, ma è pur sempre un pezzo di Micheal Jackson. Insomma, Marco è quello che aveva convinto meno – molto meno – ai provini, persino Morgan. Qui c’è piaciuto. Molto pop, con la giusta leggerezza. Ai provini se l’è cavata bene con pezzi da donna. Se canta bene anche le canzonette è a posto.

CHIARA RANIERI – “Se mai” di Franco Battiato (versione italiana di “Smile” di Charlie Chaplin/Sembra di sentir cantare un angelo. E’una delle poche cantanti “extralarge” ad avere una voce cristallina, dolce e delicata e non soul. Altro che Susan Boyle, ricorda Teresa Salgueiro dei Madredeus. Eterea, se l’ascolti ad occhi chiusi sembra di volare. Onestamente, se canta così tutti i pezzi, non ha rivali. Su questo pezzo riscritto in italiano dal grandissimo Giorgio Calabrese poi, è davvero sublime. Del fisico, è chiaro, non ce ne frega proprio niente.

SILVER (Silvio Barbieri) – “Rimmel” di Francesco De Gregori/La canzone non è per uno di vent’anni, proprio no. Però lui è bravo, ha la faccia giusta e l’impostazione da cantante pop. E’andato via senza grossi problemi, se vogliamo anche un po’ facendo il verso a George Micheal, ma è la prima puntata, chissenefrega. Per giudicarlo a fondo, aspettiamo. A scanso di equivoci: a X Factor non si suona dal vivo, la chitarra era solo scenica.

OVER 25

SOFIA (Francesca Xefteris) – “Falco a metà” di Gianluca Grignani/Peccato. Questa ragazza sarebbe NETTAMENTE la più pronta dei 12. Ha alle spalle una vittoria a Musicultura 2008 col suo gruppo, ne abbiamo parlato. E’una rocker, ci mette grinta, sa tenere bene il palco, ha una bella faccia. Ma purtroppo è andata maluccio. Il brano non era per lei e l’emozione l’ha tradita, ha preso un paio di stecche ed a metà brano è rimasta “appesa”. Lo scotto del debutto. Resettare e ripartire, perchè è bravissima e lo farà sentire presto.

DAMIANO FIORELLA – “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè/ La favola dell’attrezzista chiamato con un anno di ritardo a coronare il sogno. Non possiamo fare paragoni con De Andrè, non si può. Allora diciamo che ha una voce molto calda, che c’è piaciuto. Canta bene. Però per capire di che pasto è fatta aspettiamo brani un po’ più “commestibili”.

FRANCESCA CIAMPA – “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini/ Anche qui è improponibile il confronto con Mimì ma lei se l’è cavata egregiamente. Ha preso una sua linea, l’ha seguita. Senza strafare, senza cercare l’esecuzione ad effetto, preferendo una linea pulita. Anche qui, aspettiamo di sentirla su cose un po’ più semplici per capire quali sono le sue potenzialità. Nota a margine: le hanno fatto un primo piano, ha un viso dolcissimo.

FRANCESCO GRAMEGNA – “You’re so vain” di Carly Simon ed “Hey Jude” dei Beatles/Un altro che ha sprecato una occasione. E’andato via come l’acqua corrente, non ha lasciato un segno. Sarà un caso, ma come per Sonia, anche lui ha una esperienza alle spalle e forse l’emozione di avere finalmente il suo momento a portata di meno l’ha tradito. Intendiamoci, non ha stonato. Solo c’è sembrato un po’ piatto. Ha stile pop, ma per adesso deve ancora dimostrarlo in pieno. Va meglio all’ultimo scontro, ma solo un pò. Esce di scena, per colpa sua.

GRUPPI VOCALI

YAVANNA – “Con te partirò” di Andrea Bocelli /Gorgheggi e vocalizzi a tutto andare. Come se avere delle voci liriche obblighi per forza a dover “liricizzare” tutto. Hanno ragione Morgan e Claudia Mori, così non si va avanti. Brave sono brave, lo sapevamo e l’hanno confermato, ricordano Loreena Mc Kennitt. Ma adesso devono evitare due cose: quella di infilarsi nell’imbuto di pezzi tutti dello stesso stampo e quella di fare i “Daniele Magro” della situazione, infarcendo di fioriture ed esercizi di stile ogni esecuzione. Soprattutto, adesso che si cono salvate, devono dimostrare di saper cantare canzonette, con quelle voci lì. Mica semplice.

A&K- “I still haven’t found what I’m looking for” degli U2 e “Fisico Bestiale” di Luca Carboni/ Createlo voi, un duo vocale mettendo insieme due solisti in soli 10 giorni. E’la stessa situazione degli FM della prima edizione, con l’aggravante, che stavolta i due sono stati “uniti” non due mesi prima del via ma soli dieci giorni fa. Ovviamente, si sente. Sono ottimi solisti, Daniele Vit è uno già “scafato”, abituato al palco, ha una grande voce. Ma non sono un duo e forse, per ovvie ragioni, non lo saranno mai. Partono dalla sufficienza, perché in quelle condizioni bocciarli non si può.

HORRIBLE PORNO STUNTMEN – “Tainted love” di Gloria Jones/ Ci mancavano i rockabilly. Un pò Elvis un pò Beatles, un pò Bastard Sons of Dioniso. Bisogna sentirli su brani lontani dalle loro corde, ma sicuramente ci faranno parecchio divertire. Se Mara Maionchi vuole farci un regalo, che ce li faccia sentire su un pezzo di Alberto Camerini. Sarebbe uno spettacolo. Per adesso, va bene così.

LUANA BIZ – “Sono solo canzonette” di Edoardo Bennato /Molto bene assortiti, ben rodati e poi il loro imitare con la voce basso e batteria fa guadagnare un po’ di punti. La canzone calza loro a pennello, la interpretano con il giusto spirito dissacrante (Bennato l’aveva scritta per dire un po’ la sua su certe cose…). Molto Aram Quartet (e fra l’altro la loro base operativa è nel Salento, a Nardò).

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