Sanremo 2010, ecco le nostre pagelle per la Nuova Generazione. Vota il tuo preferito!

Domani scatta il Festival di Sanremo e visto che per la prima volta nella storia della rassegna abbiamo 10 canzoni già note, possiamo anticipare il pagellone della sezione Nuova Generazione. Vi ricordiamo che è aperto il nostro sondaggio sul vostro preferito in questa sezione. Potete votare qui fino a domani (quando invece partirà l’altro sondaggio sul vincitore).

NICHOLAS BONAZZIDirsi che è normale / Ballata d’amore molto semplice, senza fronzoli, scritta voce e chitarra da questo giovane bolognese. Indubbiamente molto radiofonica, si inserisce appieno nello stile melodico italiano. Niente di originale, ma sicuramente gradevole all’ascolto.  Il verso migliore è “Mi piacerebbe indovinare la fonte  autentica del tuo piacere quando mi fissi senza mai fiatare”. IN RAMPA DI LANCIO. VOTO  7.5

JESSICA BRANDO – Dove non ci sono ore / L’ha scritta Valeria Rossi, quella di “Tre parole”. Peccato davvero perchè sono tutte e due molto brave. Però questo pezzo è vecchio, con scarso futuro fuori dal festival. Ma lei ha 15 anni e una gran voce, variabili di solito apprezzate dal pubblico sanremese (ricordate “Un piccolo amore” di Alina nel 2003?). E allora può starci tutto. Persino che vinca.  Verso migliore: “Con un sorso sai divorare i silenzi”. TUTTO GIA’ SENTITO. VOTO 5

BROKEN HEART COLLEGE – Mesi / I gestori di telefonia mobile ringraziano. Per le sim che verranno consumate dalle tredicenni e per le suonerie che saranno scaricate. Sarà pure tormentone, ma era dai tempi di “Ho un turuturuturu nella testa che fa turuturuturu punto e basta” (Francesco e Giada, 2003) che non sentivamo una cosa simile. Il verso migliore: “Dimmi se ti sembra normale rubarmi il cuore e poi sparire così”.  TRL GENERATION. VOTO: 5

MATTIA DE LUCA – Non parlare più /Siamo curiosi di sentire la versione originale di questo pezzo che De Luca scrisse senza pubblicarlo in inglese. Il testo italiano di Tricarico è insolito per uno come lui. Il tutto è molto suggestivo, sicuramente più “british” che italiano. Ma il pezzo fa poca presa e questo non aiuterà  a guadagnare punti. Verso migliore: “Non guardarmi per dirmi che l’estate passerà”. FUORI DAGLI SCHEMI. VOTO: 6

LA FAME DI CAMILLA – Buio e luce /A livello di qualità, originalità, radiofonia e stile interpretativo stanno tre spanne sopra a tutti. Non a caso dopo Arè Rock hanno vinto al Mei il premio come rivelazione indie pop dell’anno. Ma la gente di Sanremo li capira? La voce di Ermal Meta è particolarissima, il testo molto originale per un pezzo d’amore: “Guardami perchè siamo uguali, lo sai che Buio e luce sono figli del sole?”. Candidatissimi al premio della Critica. ANNI LUCE AVANTI. VOTO 9

LUCA MARINO – Non mi dai pace / Ballata semplice, ma orecchiabile, punta tutto sul fatto che dopo 30 secondi il ritornello si canta già. Anche qui – soprattutto nel testo – niente di originale (poteva essere stata scritta benissimo 15 anni fa), però tutto molto bello. Gradevole, radiofonica, sicuramente leggera e spensierata. Attenzione a prenderlo sottogamba, il pubblico di Sanremo ama molto questi pezzi. Verso più bello “Come un vortice, mi prendi e butti via i sorrisi veri tu, le carezze vere tu. Tu non mi dai pace“. OUTSIDER . VOTO 8

JACOPO RATINI – Su questa panchina/La giuria di qualità è sicuramente dalla sua parte, vista anche la sfilata di premi che ha vinto coi precedenti pezzi. Il ritornello sfrutta parecchio l’effetto Arisa, è vero, ma se il pezzo ci è entrato nella testa da quando è stato reso pubblico e non ne è più uscito, un motivo ci sarà. Scrive versi non banali, la musica è semplice ma diretta. In corsa per la vittoria. Verso più bello: “Questa paura di stare bene insieme è una bugia degli uomini per non soffrire”.  LEGGEREZZA, CON GARBO. VOTO: 9

ROMEUS – Come l’autunno/Altro pezzo parecchio avanti rispetto alla media sanremese. Testo di Tricarico (ecco, qui la mano si sente) su musica sicuramente molto poco pop e molto cantautorale “alternativa”. Nel complesso è un gran bel pezzo, le radio ringraziano, ma difetta un pò nell’immediatezza. Che nel contesto festivaliero non aiuta. Lui è parecchio bravo. Ma parecchio proprio. Verso migliore. “Mentre l’autunno sbagliava il sentiero, in un unico istante, compresi il mondo per davvero”.Altro candidato al premio della critica. Per la vittoria no, è difficile, con la gente che vota da casa. TALENTO. VOTO 8

TONY MAIELLO- Il lingaggio della resa / La più grossa sorpresa, perchè viste le sue produzioni passate, ci aspettavamo qualcosa di molto ma molto più classico. Invece il testo soprattutto è veramente bello, la descrizione straziata di un amore finito. Molto ben fatto, anche qui assolutamente non originale, ma sta già passando parecchio nelle radio e dunque il suo Sanremo l’ha già vinto. Il verso migliore: “Il linguaggio della resa è quando la tua vita cerca ll’improvviso di cambiare faccia ma lo fa in silenzio”. Produzione Maionchi,  Napoli è sempre dalla sua parte, non si sa mai.   OUTSIDER PARTE SECONDA. VOTO 6.5

NINA ZILLI – “L’uomo che amava le donne“/Lei è forse il fenomeno degli ultimi tempi e del resto è bravissima, ha una grande capacità interpretativa, ha venduto benissimo col primo EP ed è il cavallo di razza di una grande major. Dunque entra in gara da strafavorita. Ma questo non è assolutamente il suo pezzo migliore, nonostante sia arricchito dal testo di Kaballà. Sempre molto retrò e gradevolissimo ma assai poco orecchiabile. Il verso migliore: “Se non ci sono io ti consumi in un giorno nell’attesa di un addio”. SCOMMESSA. VOTO 7

Eurofestival 2010: le scelte di Polonia ed Armenia. Grossi big nella selezione irlandese

Altro giro con gli artisti che saranno in gara al prossimo Eurofestival, dal 25 al 29 maggio prossimi ad Oslo, in Norvegia. Si sono da poco concluse le selezioni per alcuni paesi in gara. Deliziosissimo il brano di Eva Rivas, la cantante russa di origini greco-armene che ha vinto le selezioni dell ‘Armenia e dunque la rappresenterà. Si chiama “Apricot stone” e mescola il pop ai suoni tipici del posto.

La Polonia – che pure è uno dei paesi che fa musica migliore fra quelli dell’est – sembra invece  destinata nuovamente ad andare poco lontano. “Legenda“, la ballata di Marcin Mrozinski, che ha vinto la selezione, si inserisce in un solco melodico che non ha dato grossi risultati. E non sembra in grado di migliorarli, perchè fa poco presa. Il brano è qui. A noi non piace granchè.

IRLANDA, GROSSI BIG IN GARA – Sono soltanto cinque le canzoni in gara nella selezione irlandese, ma ci sono davvero moltissimi big, in veste di cantanti o di autori. Su tutti Niamh Kavanagh, che vinse proprio per il paese del Trifoglio nel 1993. E poi Leanne Moore, lanciata due anni fa dalla versione irlandese di Pop Idol. E ancora Monika Ivkic, in arte Monice, bosniaca ma notissima in Germania per aver partecipato al programma “Deutschland sucht den Superstar” (la versione locale sempre di Idol).

E poi l’attore e cantante Lee Bradshaw e  Micheal Graham, uno dei componenti dei da poco ricomposti Boyzone. Come autori troviamo invece Ralph Siegel, tedesco, 23 brani per l’Eurofestival composti in carriera, fra cui “Ein Bisschen frieden” che vinse nel 1982; Josè Santana, spagnolo e il duo Niall Mooney e Jonas Gladnikoff, autori insieme al nostro Daniele Moretti di “Et cetera“, in gara l’anno scorso. Sotto, il consueto riassunto aggiornato

 

ALBANIA – Juliana Pasha – “Nuk Mundem pa ty

ARMENIA – Eva Rivas – “Apricot stone”

BELGIO- Tom Dice

BOSNIA ERZEGOVINA – Vukasin Brajic – Munja I Grom

BULGARIA – Miro

CIPRO – Jon Lilygreen & The Islanders – “Life looks better in spring

DANIMARCA – Chanée & N’Evergreen – “In a moment like this

FINLANDIA- Kuunkuiskaajat – Työlki ellää

GEORGIA – Sofia Nizharadze

ISLANDA – Hera Bjork – “Je ne sais quoi”

ISRAELE – Harel Skaat

NORVEGIA – Didrik Solli Tangen – “My life is yours

OLANDA – Sieneke– “Ik ben verliefd Shalalie

POLONIA – Marcin Mrozinski – “Legenda”

SVIZZERA – Micheael Von der Heide – “Il pleut de l’or

TURCHIA – MaNga

UCRAINA -Vasyl Lazarevich