Sanremo 2010, quarta serata: duetti e finale dei giovani

Penultima serata del Festival di Sanremo e stasera si preannuncia grande spettacolo. Si comincia infatti con la ormai celebratissima serata duetti dei 12 artisti rimasti in corsa (ieri c’è stato un antipasto un pò insipido ai playout): la geniale invenzione di Bonolis del Sanremo 2005 è resistita ai cambi: eccezionale momento di musica e arte e stasera per gran parte dei duetti sarà proprio così.

La gara degli Artisti continua: attraverso la rivisitazione con ospiti (canori, danzerecci o di altro genere), sarà valutata sia dalla giuria tecnica (gli orchestrali), sia dal televoto, con peso deli 50% a testa. Due usciranno di scena. Il ripescaggio di Pupo e del suo baraccone ha fatto discutere, quello di Scanu, invece era nell’aria.

Si annuncia interessantissima la rivisitazione jazz della Lino Patruno Band del pezzo di Arisa (l’anno scorso con Lelio Luttazzi fu un successone), è invece un duetto rodato quello di Cristicchi con il coro dei Minatori di Santa Fiora, con lui già sul palco dell’edizione 2009 di Musicultura. Ruggeri ci regala l’effetto nostalgia riportando sul palco i suoi Decibel mentre si annunciano molto radiofonici Povia-Masini (in versione acustica) e Moro-Jarabe De Palo. Colpo grosso di Irene Fornaciari che porta Mousse T e Suzie, attualmente in testa alle classifiche europee con “All night long”. Mousse T ha lavorato con papà Zucchero.

ELENCO DUETTI

  • Arisa & Sorelle Marinetti con la Lino Patruno Jazz Band – Malamorenò
  • Malika Ayane con Sabrina Brazzo e i ballerini del Teatro Alla Scala – Ricomincio da qui
  • Simone Cristicchi con il coro dei minatori di Santa Fiora – Meno Male
  • Irene Fornaciari ft Nomadi con   Mousse T e Suzie    – Il mondo piange
  • Irene Grandi con l’attore Marco Cocci – La cometa di Halley
  • Marco Mengoni con Solis String Quartet – Credimi ancora
  • Fabrizio Moro con Jarabe De Palo – Non è una canzone
  • Noemi con i Kataclò – Per tutta la vita
  • Povia con Marco Masini – La verità
  • Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici con le Divas e la partecipazione non canora di Marcello Lippi
  • Enrico Ruggeri con i Decibel, la band con cui debuttò a Sanremo nel 1980 col brano “Contessa”- La notte delle fate
  • Valerio Scanu con Alessandra Amoroso

Seguirà la finale della sezione Nuova Generazione, con quattro brani ammessi a giocarsi il trofeo: rieseguiranno le loro canzoni ed a votarli sarà di nuovo il sistema misto televoto-giuria tecnica: ieri sera, sono stati ammessi in finale  Jessica Brando (con annessa figuraccia cosmica della Rai) e Tony Maiello. Per la vittoria puntiamo il bottino grosso su Nina Zilli. L’unico rivale possibile è Luca Marino, ma la piacentina è già un nome pesante. Sul palco a condurre con Antonella Clerici ci sarà l’attore Gabriel Garko  Ospiti: i tedeschi Tokyo Hotel e il dj francese Bob Sinclar. Inizio ore 21, 15, come sempre.

FINALE NUOVA GENERAZIONE

1) Nina Zilli – L’uomo che amava le donne

2) Luca Marino – Non mi dai pace

3) Tony – Il linguaggio della resa

4) Jessica Brando- Dove non ci sono ore

 Cliccando sul lnk “Sondaggi sanremesi” potete ancora votare la vostra canzone preferita fra tutte e 15 quelle degli Artisti. Da oggi fino a domani  alle 20 è aperto anche il sondaggio su CHI VINCE LA SEZIONE GIOVANI. VOTATE!

Sanremo 2010, retropalco. Caso-Brando: all’Eurofestival non sarebbe mai successo. Ecco perchè

L’episodio increscioso di ieri sera, ovvero l’incredibile ritardo (55 minuti) ccon cui a Sanremo è cominciata la gara dei giovani, di fatto tagliando fuori dall’esibizione live la povera Jessica Brando, che “per colpa” dei suoi 15 anni, secondo il regolamento Rai non può comparire in video (al suo posto la gente ha televotato la sua prova registrata), ha riaperto un dibattito sul livello e sulla qualità del lavoro che si fa in Italia e alla Rai.

Soprattutto, in relazione alla difesa strenua che fa la Rai di Sanremo e della rassegna, gisuta da un punto di vista generale, sbagliata se la si paragona, come fa la Rai, all’Eurofestival, cui la tv italiana ha scelto di non partecipare dal 1998, definendolo “un programma trash e idiota, di scarso successo, lontano dai gusti italiani“.

L’ultimo fu Baudo, giusto 10 giorni prima del Festival, durante il programma “Il più grande”, che rispose alla domanda di un cronista tedesco: “Perchè perrdete tempo tre settimane dietro a canzoni mediocri? Sono 20 anni che cerco di spiegare ai tedeschi Sanremo, all’estero non interessa a nessuno” con un’affermazione delirante: “I tedeschi non capiscono Sanremo. Sanremo è stato sempre richiesto dagli stranieri perché si facesse in chiave internazionale… tanto è vero che hanno inventato l’Eurocanzone che non ha nessun successo e viene fatto per la Germania. La tv tedesca produce programmi totalmente idioti.”

Al di là del giudizioche può essere personale sulle canzoni, è sicuramente falsa l’affermazione che sia un programma che non segue nessuno: 122 milioni di telespettatori in tutta Europa (+17 milioni rispetto al 2008), medie che vanno nei singoli paesi dai 5 ai 9 milioni, share altissimi, in qualche caso anche di oltre il 60%. Ma quello che colpisce, soprattutto, è la differenza tecnica che c’è fra Sanremo e l’Eurofestival. Partiamo con i paragoni? Via!

All’ Eurofestival, dove peraltro non di rado ci sono cantanti sotto i 18 anni, non sarebbe mai stato permesso che un artista non possa cantare dal vivo. Lo spettacolo, che viene provato per filo e per segno tre volte, viene registrato l’ultima volta con tanto di costumi di scena e pubblico. Poi, mentre va in onda la diretta, in parallelo scorre il segnale della prova registrata. Al minimo problema con il live, si switcha sulla registrata. E semmai, a casa nessuno si accorge di nulla.

A Sanremo si legge il “gobbo”(elettronico). All’ Eurofestival i conduttori imparano il testo a memoria. Tutto. Per filo e per segno. Peraltro, lo imparano in inglese. Che è la lingua ufficiale della rassegna e non sempre quella del paese ospitante (anzi, da 12 a questa parte, mai)

A Sanremo c’è gente che lavora per montare e emontare gli attrezzi sul palco durante ogni esibizione. E a volte finiscono anche sul palco durante le esecuzioni (vedi quella di Nino D’Angelo ieri). All’ Eurofestival c’è un palco girevole. MENTRE canta un artista, si prepara l’altro lato del palco. Perdite di tempo, zero.

Chi ha vissuto entrambe le esperienze, come Paolo Meneguzzi, nel 2008 a Sanremo e poi a Belgrado, sede dell’ Eurofestival, dichiarò ad Eddy Anselmi di Eurofestival.com: “Sanremo è un caos totale, quando arrivi alle prove è un caos, ci sono mille persone sul palco, non sai a chi fare riferimento. All’Eurofestival nessuno parla alle prove, ce ne è solo uno con cui devi parlare. Ti chiedono esattamente che cosa vuoi, ti danno il tempo (…) Poi c’è un clima veramente tranquillo, non si sente assolutamente la tensione“. A voi i commenti.

Sanremo 2010, terza serata. Ripescati il trio di Pupo e Valerio Scanu. Caos fra i Giovani: passano Jessica Brando (che non può cantare) e Tony

La prova provata di quanto pesi il televoto. Ben più del 50% effettivo. La terza serata di Sanremo è un caos totale e dura quasi fino all’una. E se il televoto da un lato evita alla Rai possibili grossi casini, dall’altro – come sempre – i casini li fa. Partiamo dalla fine, dai due episodi chiave. Il primo. La seratona omaggio ai 60 anni del Festival va lunga. Lunghissima. E così i Giovani cominciano a cantare alle 0.19.

La prima della lista era Jessica Brando, 15 anni. L’avevano messa per prima proprio pensando di far tardi. Solo che hanno fatto troppo tardi. Il regolamento Rai dice che i minorenni non possono comparire in video dopo le 24 (Alina, nel 2003, a 12 anni, arrivò seconda e il premio glielo mandarono in hotel) e dunque al posto della sua esecuzione fanno vedere il video delle prove. Per fortuna della Rai, il pubblico da casa la televota, nonostante il pezzo sia poco più di zero. Ci resta il dubbio che in molti l’abbiano votata contro l’ingiustizia: confessiamo che l’avremmo fatto anche noi. In ogni caso è stata una gara falsata.

Altrimenti sarebbe stata la prima canzone della storia di Sanremo presentata solo attraverso un video. E sarebbero cominciati i problemi, per verificare se fosse stato regolare. Passa anche Tony Maiello, prodotto dalla Maionchi, escono Nicholas Bonazzi, RomeusLa Fame di Camilla, che hanno un capolavoro ma cantano a un quarto all’una. Li avranno sentiti in quattro-cinque. “Ma noi abbiamo a cuore i giovani“, aveva detto Gianmarco Mazzi nel question time. Pensate se stessero loro antipatici.

E’da una vita diciamo che il televoto condiziona e falsa totalmente il voto del festival. E ieri sera ne abbiamo avuto la nuova ulteriore riprova. Il passaggio del turno di Valerio Scanu era abbastanza scontato, proprio per l’alto potenziale di televoti di cui è portatore dopo “Amici“. E sin qui va bene (cioè: non va bene, ma  era difficile pensare che non rientrasse). Viene da chiedersi piuttosto CHI abbia votato Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici. Escluso che possa aver pesato il voto degli orchestrali. Questa è senz’altro “opera” del televoto (ma voi ce le vedete le nonne a mandare gli sms?) E il pubblico in sala ha giustamente fischiato. Tirate voi le somme di quello che può succedere sabato sera.

Sulla vicenda Brando torneremo  più tardi nella nostra rubrica Retropalco. Di sicuro se ne parlerà per giorni, come anche, probabilmente, di un televoto che ha escluso uno dei pezzi più belli del Festival, quello di Nino D’Angelo, per salvare uno delle cose peggiori mai sentite sul palco dell’Ariston. A questo punto, era davvero meglio Cutugno. Che pur avendo  un brano mediocre (come quello dei Sonohra) è uno che sa fare il suo mestiere. Ah, dimenticavamo,  i cinque dei  playout erano impegnati nei duetti.

Toto Cutugno e Belen Rodriguez: esecuzione imbarazzante. Lui ha nuovamente stonato, come la prima sera. Al di là del brutto pezzo, è una tristezza sentire uno dalla carriera così importante cantare così male. Certo, al fianco di Belèn (sulla cui esecuzione soprassediamo per pietà) sembra al massimo della forma. Ma davvero, in passato cantava molto meglio.

Pupo-Emanuele Filberto-Luca Canonici  e le Divas. No comment. Salviamo il solito Canonici, perchè in tutto questo gioco fa solo il suo lavoro. E salviamo le quattro soprano. Belle e brave, perchè comunque per loro era un’occasione importante. Il resto è veramente un insulto.

Valerio Scanu  e Alessandra Amoroso: La canzone non ne guadagna nemmeno un pò, perchè il pezzo non si adatta alla voce della Amoroso, però l’esecuzione è da manuale. Duetto rodato, si vede e si sente. E poi basta la presenza dei due per far partite valanghe di sms. Scanu vola a colpi di televoto verso il podio nella serata di sabato sera. Purtroppo.

Sonohra e Dodi Battaglia. L’inutile esercizio di stile alla chitarra elettrica di Dodi Battaglia è l’unica variazione sul tema, come se dovessimo scoprire quanto è bravo Battaglia. Tutto il resto è già visto e già sentito.

Nino D’Angelo ft Maria Nazionale. Ambrogio Sparagna e Le Voci del Sud: Il clamoroso errore di uno dei componenti delle Voci del Sud (entra quando non dovrebbe sovrapponendosi alla collega, venendo quasi fulminato da Maria Nazionale) non inficia il tutto: grande commistione di musica, suoni, ritmi e dialetti. E testo molto forte. Ci resta la rabbia che per sentire il Principe Filiberto non ci faranno riascoltare un pezzo straordinario come questo.