Sanremo 2010, terza serata. Ripescati il trio di Pupo e Valerio Scanu. Caos fra i Giovani: passano Jessica Brando (che non può cantare) e Tony

La prova provata di quanto pesi il televoto. Ben più del 50% effettivo. La terza serata di Sanremo è un caos totale e dura quasi fino all’una. E se il televoto da un lato evita alla Rai possibili grossi casini, dall’altro – come sempre – i casini li fa. Partiamo dalla fine, dai due episodi chiave. Il primo. La seratona omaggio ai 60 anni del Festival va lunga. Lunghissima. E così i Giovani cominciano a cantare alle 0.19.

La prima della lista era Jessica Brando, 15 anni. L’avevano messa per prima proprio pensando di far tardi. Solo che hanno fatto troppo tardi. Il regolamento Rai dice che i minorenni non possono comparire in video dopo le 24 (Alina, nel 2003, a 12 anni, arrivò seconda e il premio glielo mandarono in hotel) e dunque al posto della sua esecuzione fanno vedere il video delle prove. Per fortuna della Rai, il pubblico da casa la televota, nonostante il pezzo sia poco più di zero. Ci resta il dubbio che in molti l’abbiano votata contro l’ingiustizia: confessiamo che l’avremmo fatto anche noi. In ogni caso è stata una gara falsata.

Altrimenti sarebbe stata la prima canzone della storia di Sanremo presentata solo attraverso un video. E sarebbero cominciati i problemi, per verificare se fosse stato regolare. Passa anche Tony Maiello, prodotto dalla Maionchi, escono Nicholas Bonazzi, RomeusLa Fame di Camilla, che hanno un capolavoro ma cantano a un quarto all’una. Li avranno sentiti in quattro-cinque. “Ma noi abbiamo a cuore i giovani“, aveva detto Gianmarco Mazzi nel question time. Pensate se stessero loro antipatici.

E’da una vita diciamo che il televoto condiziona e falsa totalmente il voto del festival. E ieri sera ne abbiamo avuto la nuova ulteriore riprova. Il passaggio del turno di Valerio Scanu era abbastanza scontato, proprio per l’alto potenziale di televoti di cui è portatore dopo “Amici“. E sin qui va bene (cioè: non va bene, ma  era difficile pensare che non rientrasse). Viene da chiedersi piuttosto CHI abbia votato Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici. Escluso che possa aver pesato il voto degli orchestrali. Questa è senz’altro “opera” del televoto (ma voi ce le vedete le nonne a mandare gli sms?) E il pubblico in sala ha giustamente fischiato. Tirate voi le somme di quello che può succedere sabato sera.

Sulla vicenda Brando torneremo  più tardi nella nostra rubrica Retropalco. Di sicuro se ne parlerà per giorni, come anche, probabilmente, di un televoto che ha escluso uno dei pezzi più belli del Festival, quello di Nino D’Angelo, per salvare uno delle cose peggiori mai sentite sul palco dell’Ariston. A questo punto, era davvero meglio Cutugno. Che pur avendo  un brano mediocre (come quello dei Sonohra) è uno che sa fare il suo mestiere. Ah, dimenticavamo,  i cinque dei  playout erano impegnati nei duetti.

Toto Cutugno e Belen Rodriguez: esecuzione imbarazzante. Lui ha nuovamente stonato, come la prima sera. Al di là del brutto pezzo, è una tristezza sentire uno dalla carriera così importante cantare così male. Certo, al fianco di Belèn (sulla cui esecuzione soprassediamo per pietà) sembra al massimo della forma. Ma davvero, in passato cantava molto meglio.

Pupo-Emanuele Filberto-Luca Canonici  e le Divas. No comment. Salviamo il solito Canonici, perchè in tutto questo gioco fa solo il suo lavoro. E salviamo le quattro soprano. Belle e brave, perchè comunque per loro era un’occasione importante. Il resto è veramente un insulto.

Valerio Scanu  e Alessandra Amoroso: La canzone non ne guadagna nemmeno un pò, perchè il pezzo non si adatta alla voce della Amoroso, però l’esecuzione è da manuale. Duetto rodato, si vede e si sente. E poi basta la presenza dei due per far partite valanghe di sms. Scanu vola a colpi di televoto verso il podio nella serata di sabato sera. Purtroppo.

Sonohra e Dodi Battaglia. L’inutile esercizio di stile alla chitarra elettrica di Dodi Battaglia è l’unica variazione sul tema, come se dovessimo scoprire quanto è bravo Battaglia. Tutto il resto è già visto e già sentito.

Nino D’Angelo ft Maria Nazionale. Ambrogio Sparagna e Le Voci del Sud: Il clamoroso errore di uno dei componenti delle Voci del Sud (entra quando non dovrebbe sovrapponendosi alla collega, venendo quasi fulminato da Maria Nazionale) non inficia il tutto: grande commistione di musica, suoni, ritmi e dialetti. E testo molto forte. Ci resta la rabbia che per sentire il Principe Filiberto non ci faranno riascoltare un pezzo straordinario come questo.

10 Risposte

  1. Io sono una persona che ha votato per valerio scanu e ne vado fiera!!!E secondo me non è affatto un purtroppo che sia passato anzi lui non doveva nemmeno mai USCIRE!!!!La coppia con lui e alessandra amoroso era stupenda e hanno eseguito il brano “per tutte le volte che..” perfettamente!!FORZA VALE SABATO SCENDI E VINCI!!!

    • Valerio e un conto ,ma decisamente nino aveva una canzone buona che doveva passare al posto di emanuele filiberto.

  2. Io al televoto non ho mai creduto, e mai ci crederò. Il risultato di ieri sera è stato l’ennesima conferma. Pupo e il Principino hanno certamente molti fans tra le casalinghe che guardano i loro programmi, persone come mia suocera, le zie… Va tutto bene, ma ce le vedete a televotare? Non sanno neppure come si faccia! Non credo assolutamente che siano passati per merito del voto dei loro fans. Sarò malfidata!!!
    Sono d’accordo con quasi tutti i commenti, ma Nino D’Angelo mi era piaciuto di più nelle precedenti partecipazioni. Questa l’ho trovata un po’ troppo sul “napoletano classico”, e anche il testo non mi sembrava molto originale. Verissimo che Alessandra Amoroso non si è adattata alla canzone di Scanu, che comunque non è fra i peggio di questa edizione. Verissimo anche che Jessica Brando è stata probabilmente mandata in finale per riparare al clamoroso scivolone della RAI. Vanno bene le regole, ma a questo punto, sapendo di avere una concorrente minorenne, fate cantare i giovani a inizio serata. Oppure non ammettete minorenni. Oppure cercate di eliminare una regola stupida (che differenza fanno venti minuti?) e magari discutiamo piuttosto se sia giusto o no ammettere ragazzini di quella età in gara a Sanremo.

  3. Che dire, delusione…Fuori subito Romeus, La Fame di Camilla e Bonazzi. Ora mi tocca tifare la Zilli, che almeno ha personalità e un pezzo discreto. Ma forse vincerà il bel faccino di Tony. Forza Nina!

    Vorrei conoscere uno a uno chi ha votato il trash del Principe & co. Devono aver preso una camionata di voti. Il pezzo è arrangiato molto bene da un grande, il maestro Renato Serio, ma mi rifiuto di pensare che abbiano inciso i musicisti. Facendo un discorso più generale, è sbagliato il regolamento con questo strapotere del televoto. Dovrebbero fare come nei Sanremo degli anni ’60 con una commissione artistica che ripesca un pezzo o due meritevoli inopinatamente scartati dalle giurie nelle serate eliminatorie (penso anche all’anno scorso, con Afterhours e Nicky Nicolai).

  4. non amo neanche io il televoto, lo paragono alle schedine totip degli anni 80, ognuno paga un’agenzia e si fa faer valenghe di telefonate ed sms a suo favore… era stato un buon esperimento nel 2001 con 3 giurie: demoscopica, consumatori di dischi e qualità… se magari la giuria di qualità fosse sostituita dai maestri dell’orchestra il giudizio sarebbe equo.. e poi basta con la regola dell’inedito, si dovrebbero far sentire tutte le canzoni prima così arriveranno al festival già rodate e non ascolteremo più canzoncine dall’ascolto immediato… purtroppo penso resti solo un mio desiderio a meno che la rai non mi nomini direttore artistico… 😉

  5. […] Sanremo 2010, terza serata. Ripescati il trio di Pupo e Valerio Scanu. Caos fra i Giovani: passano Jessica Brando (che non può cantare) e Tony La prova provata di quanto pesi il televoto. Ben più del 50% effettivo. La terza serata di Sanremo è un caos totale e dura quasi fino all’una. E se il televoto da un lato evita alla Rai possibili grossi casini, dall’altro – come sempre – i casini li fa. Partiamo dalla fine, dai due episodi chiave. Il primo. blog: Dove c è musica | leggi l'articolo […]

  6. ma infatti qua si contesta il televoto in sè. Alla fine meglio Valerio Scanu del principe o di Cutugno

  7. No, secondo me l’inedito deve invece restare. Un festival musicale con canzoni edite e già sentite da mesi perderebbe di fascino, di magia e di senso. Così si crea attesa, speculazione, si legge Castaldo e la Venegoni e i fortunati che le ascoltano prima. Si aspettano i testi. Capita che prima de festival si tifa per uno che poi porta una ciofeca e si resta invece colpiti da un artista solitamente poco aprezzato. Per me è l’essenza del festival assieme all’obbligo dell’esecuzione dal vivo con musicisti, e non in playback o karaoke. Poi canzoni come quelle di Malika o di Irene Grandi non sono certo immediate…

    Hanno fatto bene invece ad abolirlo per i giovani. Già li mandano allo sbarglio tardi con eliminazioni tritacarne. E poi il binomio sconosciuto – canzone nuova era troppo penalizzante. L’anno scorso c’era la contestabile forma padrino supervip accompagna raccomandato (tranne che per Arisa e la bravissima Molinari che se l’erano guadagnata a SanremoLab), però almeno Bonolis li aveva davvero valorizzati con tre esecuzioni in tre sere per tutti. Quest’anno zero.

  8. […] televoto-giuria tecnica: ieri sera, sono stati ammessi in finale  Jessica Brando (con annessa figuraccia cosmica della Rai) e Tony Maiello. Per la vittoria puntiamo il bottino grosso su Nina Zilli. L’unico […]

  9. […] Sanremo 2010, terza serata. Ripescati il trio di Pupo e Valerio Scanu. Caos fra i Giovani: passano Jessica Brando (che non può cantare) e Tony La prova provata di quanto pesi il televoto. Ben più del 50% effettivo. La terza serata di Sanremo è un caos totale e dura quasi fino all’una. E se il televoto da un lato evita alla Rai possibili grossi casini, dall’altro – come sempre – i casini li fa. Partiamo dalla fine, dai due episodi chiave. Il primo. blog: Dove c è musica | leggi l'articolo […]

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