“E’già domenica”, il grande ritorno degli Statuto (con omaggi a Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi ed al Subbuteo)

Dopo tanta musica internazionale, torniamo ad occuparci di Italia, con l’album che segna il ritorno dopo tre anni di uno dei gruppi più innovativi della nostra musica, i torinesi Statuto. “E’ già domenica“, sedicesimo album degli alfieri dello ska all’italiana, condito con ironia ma anche sempre attento ai messaggi di attualità ed al sociale, non si smentisce. Il tema prevalente è il calcio (la band è accanita tifosa del Torino, sopratutto il leader Oscar Giammarinaro), ma il tema non è trattato solo con leggerezza.

In alto trovate “Un elegante gioco da salotto“, dedicato al mitico Subbuteo. Ma poi c’è spazio per il calcio in tutte le sue forme. “Controcalcio”, dedicato alla visione dello sport come c’era trent’anni fa, elegante panoramica sui campioni del passato,  è scritta da Enrico Ruggeri. Mentre la track title, immediatamente qui sopra, è dedicata a Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio tragicamente scomparso nel 2007. Sempre in questo ambito, “Un ragazzo come me” è un tributo a Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma anche lui morto in circostanze tragiche nel 2008.

Cambiando argomento, il primo singolo “Bella come il sole”, è una canzone d’amore alla loro maniera, come anche a loro modo trattano il rapporto di coppia in “Per non fare male”. C’è spazio per il sociale in “Pupazzo di neve”, dedicato al consumo di cocaina fra i giovani. E c’è spazio per la società in “Io salgo”, canzone di protesta contro la disocupazione e “Canterai (canterò)”, che vede Paolo Belli fra gli autori della musica e che ironizza in piemontese sulla proposta di legge per introdurre il dialetto nelle scuole (Oscar Giammarinaro, il cantante, è siciliano!). E infine, si parla di etica ed estetica in “Rabbia e stile”.

A completare le 14 tracce “O fortuna“, inno appunto alla fortuna, “Amici (davvero)”, con la partecipazione di Rudy Zerbi, dedicata alla loro casa discografica e due cover: “Vamos a la playa” dei torinesi Righeira e “Una città per cantare“, in duetto con l’interprete originale Ron. Entrambe ovviamente in versione ska. Un album da applausi a scena aperta. Davvero. Gli Statuto sono ancora quelli di “Piera” e “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo“.

Le classifiche di vendita in Europa (30/5/2010)

Il ciclone Rolling Stones arriva a conquista subito la vetta. I maestri del rock, con in testa Mick Jagger tornano con un nuovo album che entra nella classifiche di vendita del vecchio Continente direttamente al primo posto. E’ questa la più grande novità della settimana di vendite dei dischi in Europa.Il resto non prevede grossi scossoni, con anche i paesi dell’est che in gran parte si allineano a quelli occidentali.

Ma la sensazione è che dopo la conclusione dell’Eurofestival, avvenuta ieri sera, i brani della rassegna possano nuovamente tornare in classifica. Intanto però è già cominciato il clima mondiale e nei paesi che saranno impegnati nella rassegna, l’inno della manifestazione eseguita dalla colombiana Shakira comincia a scalare le classifiche.Da noi entra subito in testa. Sopra, ce lo godiamo.

SINGOLI O DOWNLOADS

AUSTRIA: Waving flag -K’Naan
BELGIO: Dos cervezas- Tom Waes
BULGARIA: Rude boy – Rihanna
DANIMARCA: Alors on danse – Stromae (downloads)
FINLANDIA: Stereo Love – Edward Maya & Vika Jigulina
FRANCIA: Stromae – Alors on danse
GERMANIA: Waving flag – K’Naan
GRAN BRETAGNA: Nothing on you – Bob ft Bruno Mars
IRLANDA: Stereoi love – Edward Maya ft Vika Jigulina
ITALIA: Waka waka – Shakira ft Freshlyground
LUSSEMBURGO: Satellite – Lena Meyer Landrut
NORVEGIA: Stereo Love – Edward Maya ft Vika Jigulina
OLANDA: Schouder aan schouder – Marco Borsato & Guus Meeuwis 
POLONIA: I like- Keri Hilson (airplay)
PORTOGALLO:  Somos Benfica – Inno ufficiale del Benfica FC
REPUBBLICA CECA: Stereo love – Edward Maya & Vika Jigulina
ROMANIA: Figh t for this love – Cheryl Cole (airplay)
RUSSIA – Zachem – 5Ivesta Family
SPAGNA: Stereo love- Edward Maya & Vika Jigulina
SVEZIA: Manboy – Eric Saade
SVIZZERA: Waving flag – K’Naan
UNGHERIA: Fight for this love- Cheryl Cole (airplay)

ALBUM:

AUSTRIA: Iron Man 2- Ac/Dc (Original Soundtrack)
BELGIO: The Dance – Faithless
DANIMARCA: Mine Damer og Herrer – Kim Larsen
FINLANDIA:  Musta – Pate Mustjarvi
FRANCIA: Spiritus dei – Les Pretres
GERMANIA: Fur immer noch Fanta Sie – Die Fantastischen Vier
GRAN BRETAGNA: Exile on Main Street – Rolling Stones
IRLANDA: Glee The Music volume 3 – Glee The Cast
ITALIA: Arrivederci, mostro – Ligabue
NORVEGIA: Exile on Main Street – Rolling Stones
OLANDA:Deleted scenes from the cutting room floor- Caro Emerald
POLONIA: Ania Movie – Ania
PORTOGALLO: Dois selos e um carimbo – Deolinda
REPUBBLICA CECA:  Uz – Richard Muller
SPAGNA:My world – Justin Bieber
SVEZIA:  Nothing on you – Bob ft Bruno Mars
SVIZZERA:  Fur immer noch Fanta Sie – Die Fantastischen Vier
UNGHERIA: A királyok hegedűse – Zoltan Maga

Eurofestival 2010, trionfo tedesco: vince “Satellite” di Lena Meyer Landrut

Signori, la Germania ce l’ha fatta: 28 anni dopo l’ultima volta, riporta a casa l’Eurofestival.  “Satellite” di Lena Meyer Landrut a vincere la rassegna, con 246 punti sui turchi Manga “We could be the same” (Turchia, 170) e sulla coppia rumena Paula Seling & Ovi, terza con “Playing with fire” (162).E’ Un successo che bissa idealmente quello del nostro contest virtuale, che peraltro aveva visto ottimamente piazzata (quarta) anche la Romania. Un trionfo atteso dal 1982: Amburgo o Berlino prossima sede il 17, 19 e 21 maggio 2011.

Sul podio le tre canzoni più moderne fra quelle rimaste  in gara (insieme al Belgio), che rispondono anche ai canoni della musica attuale. I turchi Manga infatti sono freschi vincitori degli MTV Awards come miglior band d’Europa e Paula Seling ha vinto lo stesso trofeo nel 2002, e peraltro la musica rumena è attualment fra le migliori del continente (per fare un esempio, “Stereo love”, il brano dance che sentite nelle nostre discoteche ed a Striscia la Notizia è del rumeno Edward Maya, già all’Eurofestival 2006 concome autore di “Tornerò”).

Tornando a Lena Meyer Landrut, la 19enne nipote dell’ex ambasciatore della Germania Ovest in Unione Sovietica passa dall’essere una perfetta sconosciuta al trionfo continentale. E il suo brano, dopo aver vinto il talent show creato apposta per selezionare il pezzo per l’Eurofestival, “Unser star fur Oslo”, aver superato le 5 milioni di visualizzazioni su Youtube, essere stato al primo posto in quattro paesi ed aver vinto in patria un disco di platino e tre dischi d’oro, si avvia a sbancare anche il resto d’Europa.

E adesso che il suo album appena uscito “My cassette player” è già in testa, sta per uscire nel resto d’Europa (in Germania c’è già), anche il singolo estivo “Bee” (canzone della finale tedesca), altro possibile tormentone (ne parlammo qui). Meno che in Italia, dove l’Eurofestival non va in onda perché la Rai non vuole più partecipare. E mentre 125 milioni di persone guardavano Lena vincere, da noi c’erano i bambini di Antonella Clerici con Gianni Morandi ospite. Il vero vincitore, comunque, è ancora una volta Stefan Raab, produttore della canzone e  supervisore dello show da cui è uscita: fu sempre lui, nel 1998 a risollevare le sorti tedesche all’Eurofestival nel 1998, con un brano scritto da lui (e cantato da Guildo Horn) che arrivò   settimo posto dopo tanti anni di magra. Poi lui stesso cantò nel 2000 arrivando quinto. Ora dietro a Lena c’è ancora la sua mano.

La Germania è la prima big four che vince dal 1999. Ottima figura, in generale, per le grandi. I francesi avrebbero pagato, alla vigilia per il dodicesimo posto dopo aver mandato il “ripiego” Jessy Matador; più che dignitoso il quindicesimo posto di Daniel Diges e “Algo pequenito”, miglior risultato spagnolo degli ultimi cinque anni, probabilmente anche favorito un po’ dall’aver potuto rieseguire il brano in coda a tutti dopo che la sua prima esecuzione era stata disturbata dall’ingresso sul palco di un “decerebrato” (sono parole del commentatore della tv spagnola Josè Luis Uribarri).

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Ore 21 italiane, stasera la finale dell’Eurofestival 2010

Goood Evening Europe! Stasera alle ore 21 italiane serata finale dell’ Eurofestival (Eurovision Song Contest come lo chiamano nel resto del continente), in diretta dalla Fornebu Arena di Oslo. L’anno scorso furono 125 milioni i televisori d’Europa sintonizzati sulla rassegna, quest’anno si prevede una cifra molto simile, forse anche superiore. L’Italia, come al solito, guarda schifata dalla finestra. Se però siete interessati alla rassegna, più sotto vie spieghiamo come e dove seguirla. Dove c’è musica ci sarà, ovviamente. Insieme con Eurofestival News, nostro sito partner. Stasera potrete commentare la rassegna su Eurofestival Forum oltrechè sulla nostra pagina di Facebook.

CANTANTI E CANZONI – Sono 25 le canzoni che si daranno battaglia, 20 uscite dalle due semifinali e cinque finaliste di diritto. I brani, con relativi video (come è noto le canzoni sono pubbliche da due mesi) li trovate in questo link. Se invece volete divertirvi a cantare i brani e ad imparare i testi, vi rimandiamo  a questo link che ha i testi di tutti e 39 i brani in gara divisi per semifinali. Ecco i brani in ordine di uscita (in rosso la prima semifinale, in verde la seconda, in blu le finaliste di diritto). Dopo il salto, come vedere il programma dall’Italia.

  1. AZERBAIGIAN, “Drip drop”, Safura
  2. SPAGNA, “Algo pequenito”, Daniel Diges
  3. NORVEGIA, “My heart is yours” Didrik Solli Tangen
  4. MOLDAVIA, “Run away”, Sun Stroke Project ft Olia Tira
  5. CIPRO, “Life looks better in spring”, Jon Lilygreen & The Islanders
  6. BOSNIA ERZEGOVINA, “Thunder and lightning”, Vukasin Braijc
  7. BELGIO, “Me and my guitar”, Tom Dice
  8. SERBIA, “Ovo je balkan”, Milan Stankovic
  9. BIELORUSSIA, ” Butterflies”, 3+2
  10. IRLANDA, “It’s for you”, Niamh Kavanagh
  11. GRECIA, “Opa”, Giorgos Alkaios & Friends
  12. GRAN BRETAGNA, “That sounds good to me”, Josh Dubovie
  13. GEORGIA, “Shine”, Sopho Nizharadze
  14. TURCHIA, “We could be the same”, MaNga
  15. ALBANIA, “It’s only about you”, Juliana Pasha
  16. ISLANDA, “Je ne sais quoi”, Hera Bjork
  17. UCRAINA, “Sweet people”, Alyosha
  18. FRANCIA, “Allex, Ola, Olè”, Jessy Matador
  19. ROMANIA, “Playing with fire”, Paula Seling & Ovi
  20. RUSSIA, “Lost and forgotten”, Peter Nalitch & Band
  21. ARMENIA, “Apricot stone”, Eva Rivas
  22. GERMANIA, “Satellite”, Lena Meyer Landrut
  23. PORTOGALLO, “Ha dias assim”, Filipa Azevedo
  24. ISRAELE, “Millim”, Harel Skaat
  25. DANIMARCA, “In a moment like this”, Chanée & N’Evergreen

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Eurofestival 2010, verso la finale: scatta la corsa a due (o a quattro?)

Verrebbe da dire: benedetto sorteggio. Safura, il cyborg dell‘Azerbaigian ha pescato il numero uno e dunque, anche se con il televoto aperto tutta la sera l’ordine di esibizione (soprattutto in uno spettacolo veloce come l’Eurofestival) ha un peso minore, è evidente che non sarà la stessa cosa che cantare sul finale di trasmissione.   Tre volte nella storia della rassegna un paese ha vinto esibendosi per primo ma è vero che andiamo molto indietro con i tempi, quando c’erano meno canzoni in concorso.

NIENTE CALCOLI – I paesi dell’est sono in vantaggio 13-12 nella presenza di brani in gara e sebbene la ex Urss abbia sei paesi su nove in corsa, non è affatto detto che questo avvantaggi Safura. Uno dei cinque restanti è infatti l’Armenia, nemico storico degli azeri, che per giunta sarà l’ultimo paese i cui voti saranno resi noti. E i tre paesi baltici fuori gioco di solito sono più vicini alla Russia. Lena Meyer Landrut, la tedesca unica avversaria reale per la vittoria, farà bene comunque ad arrivare in vantaggio (magari di 13 punti) sugli  azeri all’ultima votazione. Ma è facile immaginare che i voti armeni possano convergere su chi possa impedire a Safura di vincere.

La tedeschina, dal canto suo, avrà probabilmente quasi tutto l’Occidente: la Germania non ha infatti grossi rivali, il pezzo è bello, piace anche alle giurie di esperti del settore. Sarà una battaglia a colpi di “12 points”, probabilmente e sarà interessante per esempio, vedere a chi andranno quelli della Svezia. Gli autori del brano di Safura sono svedesi, ma solitamente da quelle parti tendono a premiare sonorità più vicine.

Per carità, mai dire mai. Ma vale ricordare che in estate la Ebu avrebbe dovuto squalificare l’Azerbaigian, per l’inqualificabile comportamento della loro tv nel 2009, che permise al Governo di individuare i 40 connazionali che avevano votato per l’Armenia, sottoposti poi ad inchiesta come “traditori dello stato” (qui la notizia).La tv non fu sanzionata solo per un “baco” del regolamento che non prevedeva la responsabilità diretta dell’emittente.  Senza contare che Baku non è riuscita ad organizzare l’Eurovision Dance Contest 2009, costringendo la Ebu al rinvio. Basteranno i petroldollari a far vincere Safura?

COME IL BRASILE – Per usare una metafora calcistica, la finale dell’Eurofestival senza la Svezia è come un mondiale senza il Brasile. praticamente una bestemmia, al di là dei gusti musicali. In tutto questo, anche visto il sorteggio, è ampiamente possibile che possano inserirsi nella lotta per la vittoria anche Eva Rivas e il suo metro e mezzo di gambe e l’israeliano Harel Skaat. Ma attenzione al duo danese: canterà per ultimo e questo potrebbe aiutare un buon piazzamento, magari ai danni dell’Islanda, che pure è molto ben quotata.  Ecco i brani in ordine di uscita.

  1. AZERBAIGIAN, “Drip drop”, Safura
  2. SPAGNA, “Algo pequenito”, Daniel Diges
  3. NORVEGIA, “My heart is yours” Didrik Solli Tangen
  4. MOLDAVIA, “Run away”, Sun Stroke Project ft Olia Tira
  5. CIPRO, “Life looks better in spring”, Jon Lilygreen & The Islanders
  6. BOSNIA ERZEGOVINA, “Thunder and lightning”, Vukasin Braijc
  7. BELGIO, “Me and my guitar”, Tom Dice
  8. SERBIA, “Ovo je balkan”, Milan Stankovic
  9. BIELORUSSIA, ” Butterflies”, 3+2
  10. IRLANDA, “It’s for you”, Niamh Kavanagh
  11. GRECIA, “Opa”, Giorgos Alkaios & Friends
  12. GRAN BRETAGNA, “That sounds good to me”, Josh Dubovie
  13. GEORGIA, “Shine”, Sopho Nizharadze
  14. TURCHIA, “We could be the same”, MaNga
  15. ALBANIA, “It’s only about you”, Juliana Pasha
  16. ISLANDA, “Je ne sais quoi”, Hera Bjork
  17. UCRAINA, “Sweet people”, Alyosha
  18. FRANCIA, “Allex, Ola, Olè”, Jessy Matador
  19. ROMANIA, “Playing with fire”, Paula Seling & Ovi
  20. RUSSIA, “Lost and forgotten”, Peter Nalitch & Band
  21. ARMENIA, “Apricot stone”, Eva Rivas
  22. GERMANIA, “Satellite”, Lena Meyer Landrut
  23. PORTOGALLO, “Ha dias assim”, Filipa Azevedo
  24. ISRAELE, “Millim”, Harel Skaat
  25. DANIMARCA, “In a moment like this”, Chanée & N’Evergreen

Eurofestival 2010, seconda semifinale: clamorosa eliminazione della Svezia

Non sappiamo quanto quotassero i bookmakers l’eliminazione della Svezia (che invece era data nei primi cinque posti), ma certamente se qualcuno se l’è giocata, sarà diventato ricco. Anna Bergendahl non canterà sabato sera nella finale dell ‘Eurofestival. Una eliminazione che definire clamorosa è poco, visto il successo di vendite del brano e gli apprezzamenti riscossi sino ad ora. E così a meno di soprese, sabato sarà una sfida tutta al femminile: Safura contro Lena, Azerbaigian contro Germania. Soltanto la verve della nipotina dell’ambasciatore può contrastare la discesa verso Baku della rassegna.

E’una disfatta per la Svezia, il paese leader della rassegna, che confeziona il peggior risultato della sua storia, peggio anche dei Forbes e di Monica Zetterlund, i due artisti che in passato sono arrivati ultimi: per la prima volta un brano svedese non passa le semifinali. Negli ultimi quattro anni due diciottesimi posti, un ventunesimo ed una eliminazione in batteria. E la Ebu, che ha a capo del festival proprio uno svedese si prepara a sbattere la testa contro il muro per il riflesso che l’eliminazione potrebbe avere sullo share quasi bulgaro che si realizza di solito da quelle parti.

Avanti la Danimarca, nonostante una performance che emanava calore quanto un ghiacciolo e dentro a sorpresa, i britannici in trasferta a Cipro (occhio che in finale avranno i voti di Grecia, Regno Unito, Irlanda e Norvegia – uno dei componenti è di casa) e soprattutto, dentro l’Ucraina spinta moltissimo dai voti amici. Dopo due semifinali, praticamente azzerato il mondo slavo, salvato solo dalla Bosnia (destinata alle posizioni di rincalzo) e dal pezzo griffato bregovic della Serbia.Passa il turno la Georgia Made in Italy.

Per il resto, la performance migliore è quella dei rumeni, mentre Safura, il cyborg progettato per vincere e programmato a suon di petroldollari, mette in scena un numero studiato nei minimi dettagli. Come fece Dima Bilan nel 2008. Che poi stravinse la rassegna. Classe, eleganza e stile per Niamh Kavanagh che riporta l’Irlanda in finale:   il suo compito è finito, sabato il brano sarà nel mucchio, ed è un peccato.  Ecco nel dettaglio le dieci canzoni finaliste

  • GEORGIA – Sopho Nizharadze – Shine
  • UCRAINA – Alyosha  – Sweet people
  • TURCHIA – MaNga – We could be the same
  • ISRAELE – Harel Skaat – Milim
  • IRLANDA – Niamh Kavanagh – It’s for you
  • CIPRO – Jon Lilygreen & The Islanders – Life looks better in spring
  • AZERBAIGIAN – Safura – Drip Drop
  • ROMANIA – Paula Seling & Ovi – Playing with fire
  • ARMENIA – Eva Rivas – Apricot Stone
  • DANIMARCA – Chanée & N’ Evergreen – In a moment like this

Alle 21 italiane la seconda semifinale dell’Eurofestival: tocca alla Georgia “italiana”

Tutto pronto per la seconda semifinale dell’ Eurofestival Eurovision Song Contest, o Eurofestival, come è noto in Italia. Alle ore 21 alla Telenor Fornebu Arena di Oslo si daranno battaglia a suon di canzoni altre 17 nazioni, per conquistarsi 10 posti per la finale di sabato. Stasera scende in campo la Georgia griffata Italia: “Shine” di Sopho Nizharadze è musicata dal romano Christian Leuzzi e sul palco, a ballare c’è la genovese Francesca Lavecchia (che fra l’altro ci legge e salutiamo). E il vestito che indossa la 24enne cantante è firmato Dolce & Gabbana.

LA PRIMA SEMIFINALE – Martedì sera si è svolta la prima semifinale. Hanno passato il turno Belgio, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia, Albania, Moldavia, Portogallo, Russia, Bielorussia, Islanda, in rigoroso ordine sparso, anche se gli applausi a fine esibizione lasciano intendere che l’Islanda possa essere andata molto bene (la classifica delle semifinali la sapremo solo a fine evento).

COME SEGUIRE IL PROGRAMMA – Se volete seguirlo in tv (la Rai non lo trasmette perchè siamo uno dei pochi paesi che non partecipa), guardate questo link dove trovate tutte le indicazioni. In ogni caso, se vi trovate in Lombardia, avete la possibiltà di seguirlo sulla RTSI (la tv della Svizzera Italiana) mentre se siete in Friuli c’è Tele Capodistria, che farà il commento in italiano. Ma nel link ci sono tutte le indicazioni. Per tutti, in ogni caso c’è sempre lo streaming sul sito ufficiale (c’è un piccolo plugin da installare). ATTENZIONE! NON TUTTI I PAESI TRASMETTONO ENTRAMBE LE SEMIFINALI

IL MECCANISMO – Si esibiscono i 17 cantanti, uno dopo l’altro. Niente fronzoli, niente perdite di tempo. Conduzione minimale, ridotta all’essenziale, tutta in lingua inglese. In mezzo soltanto gli spot di presentazione dei motivi. Quest’anno il televoto è aperto dall’inizio dell’esecuzione del primo brano. Ciascun paese NON può votare per il proprio cantante in gara. Il voto del pubblico pesa per il 50%:  l’altra metà è data dalle giurie dei singoli paesi (cinque componenti ogni paese che vota, oggi i 17 in gara più Norvegia e Gran Bretagna)

I primi dieci paesi classificati vanno in finale ad aggiungersi ai dieci di martedì sera ed ai cinque paesi finalisti di diritto: quest’anno non ci saranno dunque ripescaggi (l’anno scorso pasaavano nove per semifinale più una decima per ognuna rispescata dalla giuria in sala).

Dall’Italia non si può votare, perchè da noi il programma non va in onda. Se però vi trovate in questo momento in uno dei 17 paesi che cantano oggi  oppure in Norvegia e Bretagna (paesi finalisti di diritto insieme a Francia, Germania e Spagna hanno votato martedì), potete farlo, MA NON POTETE VOTARE PER IL PAESE DOVE VI TROVATE.

Per mettere tutti sullo stesso piano, i televoti di ciascun paese diventano punti. Ogni paese (sommando voto della giuria nazionale e del televoto) stila la propria classifica, dando 12 punti a chi ha preso più voti, 10 al secondo, 7 al terzo e poi via a scendere sino al decimo e si farà poi la somma derivata dalle 20 classifiche. La classifica delle due semifinali sarà resa nota solo alla vigilia della finale.

MUSICA E PAROLE I 17 paesi in gara quest’oggi, con relativi video (come è noto le canzoni sono pubbliche da due mesi) li trovate in questo link. Se invece volete divertirvi a cantare i brani e ad imparare i testi, vi rimandiamo  a questo link che ha i testi di tutti e 39 i brani in gara divisi per semifinali. In quest’altro link invece potete trovare altre curiosità  sulla rassegna.

Eurofestival 2010, verso la seconda serata

Si procede spediti verso la seconda serata dell’Eurofestival, in programma stasera alle 21 italiane, sempre in diretta dalla Telenor Arena di Oslo, in Norvegia. Noi ci saremo (e fra qualche ora parleremo nel dettaglio dell’appuntamento di questa sera). Ma intanto ecco qualche curiosità della seconda semifinale.

DERBY FRA MTV AWARDS WINNER – Stasera scendono in campo Turchia e Romania, ovvero due vincitori dei prestigiosi MTV Awards. I turchi MaNga li hanno vinti nel 2009 come “Best European Act”, Paula Seling nel 2002 come “Best female voice”. E il suo partner Ovi (nato in Norvegia) p fresco di vittoria del Cerbul de Aur, il massimo festival internazionale dopo l?Eurofestival. Bella sfdia fra due dei pezzi più moderni della rassegna, probabile passaggio per entrambi.

SIENEKE E L’UOMO DEI PUFFI – Si candida all’ultimo posto (ma non si sa mai) “Ik ben verliefd” dell’olandese Sieneke, la 18enne con l’aspetto di una casalinga di 40. L’autore è Pierre Kartner, meglio noto come Vader Abraham (Padre Abramo). Il quale è un ricchissimo signore di 75 anni che ha fatto i soldi con “La canzone dei Puffi” (anno 1977). Il pezzo affidato alla giovane è un levenslied (canto sulle cose della vita), variante olandese dello Schlager. Il tutto ha un sapore molto anni ’80 con tanto di refrain con l’organino.

E la selezione ha una storia particolare. La tv olandese infatti, una volta uscito il demo del pezzo non è esattamente rimasta contenta e così ha chiesto a Kartner cinque versioni dello stesso brano. Che nella finale nazionale sono state eseguite da altrettanti artisti. L’ex aequo nelle votazioni sè risolto con Kartner che prima voleva tirare una monentina “non essendo in grado di scegliere” e poi, costretto, ha urlato il nome di Sieneke.

DERBY DEL CAUCASO POCO AMICHEVOLE Eva Rivas (Armenia) contro Safura (Azerbaigian). La forte rivalità fra i due paesi li mette contro in una semifinale che probabilmente li vedrà entrambi accedere all’ultimo atto. Le due canzoni sono fortemente indiziate per un posto nei primi cinque. E nel caso del brano azero, anche per la vittoria: è in testa nelle quote dei bookmakers. Della Georgia che schiera una squadra con parecchi italiani, ne parliamo nel prossimo post.

IN DUE CI RIPROVANO – Scendono in campo anche gli unici due artisti che hanno già preso parte ad una edizione della rassegna. Mrs. Niamh Kavanagh ha vinto per l’Irlanda nel 1993 e stasera ci riprova per il trifoglio. A 42 anni è la più “anziana” artista in concorso. Le Femminnem avevano già rappresentato la Bosnia, ora in formazione cambiata, cantano per Croazia l’unico pezzo di questa rassegna di cui è uscita anche la versione italiana. Finale praticamente in tasca per la prima, le seconde se la giocheranno. A più tardi per altri approfondimenti. Stay Tuned!

Eurofestival 2010, dopo la prima semifinale. Italia, il convitato di pietra

Dopo la prima semifinale dell’ Eurofestival, la sensazione che resta dentro è quella di una grande festa dove ognuno porta la sua musica e dove ogni anno ci invitano ma alla quale noi non andiamo mai preferendo ritrovarci la sera da soli al bar a bere una birra. “Share the moment“, condividi il momento, è lo slogan che campeggia per le vie di Oslo. Noi italiani facciamo gli snob e non ce ne frega niente. Ci sta bene la nostra cultura e basta. Molto europeo.

E così in quelle “39 tradizioni musicali, 39 culture” annunciate dalla conduttrice mancava l’Italia, per la tredicesima volta consecutiva. E dire che adesso la possibilità di trasmetterlo, il Festival ci sarebbe. Visto che la Rai ha anche un canale in più (Rai4) e che con le nuove tecnologie c’è possibilità di differenziare, per esempio, il segnale analogico da quello del digitale terrestre. Per non parlare degli ampi spazi per l’inserimento della pubblicità

Il senso “europeo” della rassegna lo davano pienamente rumeni e portoghesi. I primi hanno fatto precedere la sigla iniziale da un megaspot nel quale si invitavano i connazionali sparsi in Europa a votare per Paula Seling & Ovi (in gara domani). I portoghesi, invece, al momento dell’esibizione di Filipa Azevedo, hanno fatto passare una scritta nella quale si indicava ai lusitani sparsi in Europa il numero da chiamare (nelle varie tv nazionali!) per votare la 18enne.

POVERA ITALIA – L’Italia, i fans italiani, restano costretti a smanettare sul satellite o sul digitale terrestre per cercare un segnale degno per poter seguire l’evento. Per il resto, siamo aggrappati alle piccole cose. Come il tizio in seconda fila  che in diretta ha detto “Ciao Mamma“, mentre la conduttrice intervistava un fan arrivato dal Sudafrica. Magra consolazione, solita figura da italiani.

L’ITALIA IN TRASFERTA – Così a noi italiani non resta che tifare per chi ci rappresenta sotto altra bandiera. Già eliminata Thea Garrett, lanciata due anni fa da Gigi D’Alessio durante un suo concerto, risentiremo invece il violino rock del grande Olen Cesari, albanese ormai italiano di adozione, che accompagna la connazionale Juliana Pasha. Olen Cesari è un virtuoso del violino lanciato nel 1993 dalla trasmissione “Partita doppia”, che ha vinto guadagnandosi il soprannome de “Il nuovo Paganini”. Oggi a 35 anni collabora con artisti come Max Gazzè, Alex Britti, Sergio Cammariere, Enrico Giaretta, Bob Dylan, Franco Califano, Anna Oxa. E nel 2007 ha scritto la partitura d’archi di “Ti regalerò una rosa”, con cui Simone Cristicchi ha vinto Sanremo.

E domani scende in campo la Georgia, completamente “griffata” Italia. E’italiano l’autore della musica di “Shine”, Christian Leuzzi (sebbene ci dicono non sia presente ad Oslo), è italiana la ballerina sul palco con Sopho, la genovese Francesca Lavecchia. Ed è italiano perfino il vestito della cantante, firmato Dolce & Gabbana. Ad Oslo ci sono “ben” due inviati di radio locali italiane. Stupore fra le delegazioni.

In fondo, basterebbe fare come la Francia quest’anno. Ha un pezzo il cui piazzamento negli ultimi cinque posti è praticamente sicuro. Ma ha fatto questa scelta consapevole. Non avendo trovato l’accordo all’ultimo minuto con il big (Christophe Willem), pur di esserci lo stesso ha mandato un brano nato e pensato in vista degli incombenti mondiali di calcio e dell’estate. Una scelta puramente ed unicamente promozionale per lanciare il tormentone e l’artista.

LA COPPA DEL NONNO – Intanto noi ci “consoliamo” con gli Wind Music Awards. Che andranno in onda in tre serate registrate ad inizio Giugno (sulle reti Mediaset però) ma che si svolgeranno il 29 maggio. La sera della finale dell’Eurofestival.  Organizzare un evento del genere in contemporanea, quando non si prende parte all’Eurofestival, è come organizzare una sfida amichevole  amichevole  la sera della finale di Champions League.

SORTEGGIO DELLA FINALE – E’stato sorteggiato l’ordine di esibizione dei cantanti qualificati per la finale, che vanno ad aggiungersi ai cinque ammessi di diritto. Dunque questo finora l’ordine: 2 SPAGNA, 3 NORVEGIA, 4 MOLDAVIA, 6 BOSNIA, 7 BELGIO, 8, SERBIA, 9 BIELORUSSIA, 11 GRECIA, 12 REGNO UNITO, 15 ALBANIA, 16 ISLANDA; 18 FRANCIA, 20 RUSSIA, 22 GERMANIA, 23 PORTOGALLO

Eurofestival 2010, la prima semifinale: avanti tutte le favorite, sorpresa Russia, Lettonia a casa

Prima semifinale dell’Eurofestival che scivola via con tutte le favorite della serata che approdano in finale. Grossa sorpresa per il passaggio del turno dell’imbarazzante “Lost and forgotten” di Peter Nalitch & Band (Russia), che fa fuori “What for” di Aisha (Lettonia), penalizzata da una esecuzione non proprio straordinaria. E a questo punto diventa una concorrente pericolosissima, visto il bacino di voti potenziali della finale. C’è sempre il voto delle giurie a bilanciare, questo è vero, ma sarà interessante scoprire, una volta che saranno rese note le classifiche, quale fattore avrà pesato di più. Mezza sorpresa anche il passaggio della Bielorussia, più pronosticabile quello della Moldavia.

Il derby delle ballate downtempo  fra Malta e Portogallo lo vince quest’ultimo paese, con Filipa Azevedo che se  ne va in finale e Thea Garrett, la 18enne scoperta da Gigi D’Alessio che va a casa lasciando i maltesi a meditare sul perchè con tante belle canzoni, hanno fatto vincere proprio a lei il concorso di selezione.

Avanti la Serbia griffata Goran Bregovic e a questo punto anche il fante di coppe Milan Stankovic diventa un brutto cliente. Applausi a scena aperta per l’ Islanda, che vola a grandi passi verso un probabile podio in finale, ma va sottolineata la presenza sul palco con l’Albania di Olen Cesari, violinista di Durazzo ma ormai italiano di adozione che lavora con tutti i più grandi big italiani e nel 2007 ha scritto la partitura d’archi di “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, vincitrice di Sanremo.. Ecco nell’elenco le 10 canzoni finaliste

  • Bosnia & Erzegovina, “Thunder and Lightning”, Vukasin Braijc
  • Moldavia, “Run Away”, Sun Stroke Project ft Olia Tira
  • Russia, “Lost and forgotten”, Peter Nalitch & Band
  • Grecia, “Opa”, Yorgos Alkaios & Friends
  • Portogallo, “Ha dias assim”; Filipa Azevedo
  • Bielorussia, “Butterflies”, 3+2
  • Serbia, “Ovo je Balkan”, Milan Stankovic
  • Belgio, “Me and my guitar”, Tom Dice
  • Albania, “It’s only about you”, Juliana Pasha
  • Islanda, “Je ne sais quoi”, Hera Bjork

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