Zaz, quando in Francia il jazz è donna (e strizza l’occhio al pop)

Ne avevamo parlato qualche giorno fa in relazione al nostro post su “Le tube de l’étè“. Ma di Isabelle Geoffroy, in arte Zaz, è bene tornare a parlare perchè il suo album omonimo è una vera perla. Jazz e swing incastrati nel pop, suonati e cantati con la giusta leggerezza, quella che sta in testi come “Je veux”, il singolo che sta spopolando in Francia in queste settimane e del quale sopra vi proponiamo la versione live.

Delizia per le orecchie, non senza originalità: la tromba con la sordina da noi l’aveva rilanciata Arisa in Malamorenò ma qui siamo su altissimi livelli. L’album, si diceva. Se amate anche solo un pò le sfumature swing, non potete fare a meno di averlo con voi. “La Fée”, un pò canzonetta retrò un pò canzone d’autore, oppure “Les passants“, sicuramente di nicchia. Tanto per cominciare.

La leggerezza pervade tutto il lavoro, uno straordinario senso di libertà. “J’aime à nouveau” ne è un esempio. Ancora dall’album, ecco “Trop sensible”, “Port coton”, oppure, per andare sullo swing più netto “Prend garde à ta langue” o anche “Ni oui ni non“, che strizza l’occhio anche a suoni più d’antan. O ancora “Eblouie par la nuit”. Fino a “Dans ma rue”, lamento di una prostituta, omaggio alla grande Edith Piaf che la cantò per prima. Un esordio davvero da applausi. Come da applausi sono Germano e Mister T, i suoi musicisti.