Dopo Lena, tocca a Caro Emerald e Zaz: le radio italiane riscoprono l’Europa (grazie ai blog)

Se siete lettori di questo blog e sentite spesso la radio ve ne sarete accorti. Stanno passando negli ultimi mesi sui grandi network italiani tre canzoni che mai avremmo pensato sarebbero arrivate da noi. E invece sono arrivate, con un pizzico di stupore ma anche tanto felicità

Nei mesi scorsi avevamo parlato del passsaggio sulle radio piccole e grandi di “Satellite”, il brano con cui la tedesca Lena Meyer Landrut ha vinto l’Eurofestival e che soltanto grazie ai blog è arrivata nelle charts italiane. Per lei un bilancio più che soddisfacente, come riferisce nel sunto complessivo il nostro blog partner Eurofestival News. Con diversi passaggi su Deejay Tv e la presenza negli stacchetti del programma “Velone“.

Poi è arrivata Caro Emerald con la su “Back it up“, con video diverso rispetto a quello con cui ha cominciato la scalata alle classifiche olandesi (ne parlammo qui). E il nostro attento lettore Pointless_Nostalgic ci ha segnalato come sia stato per un periodo il pezzo più suonato dalle nostre radio. E il video l’abbiamo visto in più di una tv musicale. Merito anche un pò del nostro blog che l’ha lanciata? Forse

E adesso è arrivata anche Zaz. La ventenne francese, che ha dominato le charts transalpine con la freschezza del suo jazz pop, con l’album omonimo ed il trascinante singolo “Je veux” stanno passando nelle nostre radio. Noi ne parlammo quando ancora qui non l’aveva sentita nessuno, il 29 giugno e poi in un post dedicato il 3 Luglio scorso. E il brano è stazionato a lungo nella pagina del blog dedicata al tormentone, chiudendo al quarto posto il nostro contest.

 Al di là della sottolineatura per la potenza dei blog e della rete, capaci di fare da veicolo promozionale ad un brano e ad un album molto più di tanti altri media (capito, voi che ancora impedite di importare i video da youtube? Senza i blog molti pezzi non sarebbero mai arrivati!), riscontriamo con piacere come finalmente si sta riscoprendo di proporre al pubblico italiano brani che escano dai soliti clichè e che hanno successo in più parti d’Europa o anche solo in un altro paese ma in maniera esponenziale.

L’Italia si riaffaccia lentamente in Europa. Ma soprattutto esce dai soliti clichè e dai soliti artisti. Coraggio. Ora il prossimo passo è dare più spazio ai giovani nostrani, quelli che incidono per le etichette indipendenti. Poi c’è un altro passo ancora da fare. Ma per quello, probabilmente, bisognerà attendere la fine di XFactor. Incrociamo le dita e restiamo in fiduciosa attesa.

3 Risposte

  1. lo spazio ai giovani si troverà sicuramente (a patto di NON ricorrere a pseudotalent).

  2. Invece ho paura che non sia così semplice, Ranma. Perchè oggi, se non hai una major dietro, non esci dai circuiti di nicchia. Gli artisti che incidono per etichette indipendenti che ce l’hanno fatta si contano sulle dita di una mano, è molto più semplice trovare artisti “di nome” abbandonati dalle major che ripartono dalle etichette indipendenti. Ma per i giovani è durissima. Prendi Sanremo Giovani. C’era una selezione aperta anche ai senza contratto, oltrechè a quelli delle indipendenti. E quanti ne hanno presi? Solo Nicholas Bonazzi. Evaporato puntualmente dopo aver cantato all’una e mezza di notte nella prima esibizione.
    Se avessimo avuto una situazione migliore, non ci sarebbe stato bisogno dei talent show. O meglio, i talenti show, COME ACCADE IN TUTTA EUROPA, sono soltanto UNA via per accedere al successo, non LA SOLA. Del resto, siamo l’unico paese “avanzato” che non ha un programma musicale vero, intendo che presenti novità musicali, se si esclude quella cosa informe denominata Top of the pops fatta con i montaggi dall’estero e delle vecchie esibizioni (con una apparizione live, fanno 3 puntate…). In Francia, per dire, hanno Taratatà che va sulla tv di stato….e va benissimo…Noi no. Ma non è perchè la musica non fa ascolto, non è vero. E’perchè la musica è pilotata…

  3. sulla major sono d’accordo con te. E sui talent… ti dirò: siamo fregati.

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