“Blanco y negro”, tutta la dolcezza di Malù

Maria Lucia Sanchez, in arte Malù è una delle artiste più particolari della musica spagnola. Perchè è cresciuta col flamenco nel sangue ma ha deciso di fare della melodia cantabile la sua cifra stilistica. Senza però dimenticarsi le origini e quei suoni che l’hanno avvicinata alla musica. Sospesa fra il pop orecchiabile e la canzone d’autore, colpisce soprattutto per la dolcezza che emana quando canta.

E non a caso canta l’amore. Suo zio è Paco De Lucia, il più grande chitarrista flamenco di tutti  i tempi e il flamenco è una delle musiche più “calienti”. Di quei suoni lei ha preso il calore e lo ha trasportato nelle sue canzoni. Da dodici anni fa sfracelli nei negozi di dischi. “Guerra fria” è il decimo album: con i primi nove ha venduto qualcosa come un milione e duecentomila copie, guadagnandosi otto dischi di platino e quattro d’oro.

Il nuovo album è partito in tromba, come gli altri, trascinato da questo singolo bellissimo, dotato di un ritornello che entra nelle orecchie in dieci secondi, che sparge zucchero a profusione eppure non è melenso come certe canzoni d’amore.  Uno di quei pezzi da ascoltare abbracciati al partner, ondeggiando con gli accendini. Magari baciandosi nelle pause musicali. Una delizia per le orecchie. Perchè “cantare è d’amore”, diceva Minghi. Ma bisogna anche saperlo fare senza essere banali. Come Malù.