“O Ftohos”, “Turn back time” e alte canzoni: ritorna il grande rock degli Onirama

Questo è un esempio di come il concetto di ottima musica, di eccellenza musicale non sia per forza legato all’inglese o alle lingue più comuni. Gli Onirama arrivano dalla Grecia e su queste colonne ne avevamo già parlato in occasione dell’uscita di Klepsydra, album premiato col disco d’oro. Adesso esce “Sti hora ton Trelon” (Il paese di Trelon), terzo album studio (quinto assoluto). Che ancora una volta li consacra come una delle migliori pop-rock band dell’intero continente.

Rock assoluto, suoni che più occidentali non si può, ma uso quasi esclusivo della lingua greca, con poche concessioni all’inglese. Ma brani che sono una meraviglia e regalano grande energia. “O ftohos” (il povero), singolo di lancio, è andato benissimo e meriterebbe  l’uscita dalle mura greche. Sopra invece c’è una delle due sole tracce in inglese, “Turn back time”.

Ma davvero è difficile scegliere un brano migliore perchè l’album è di grande qualità. Ascoltate “Mia mera ston aera” (Una giornata all’aria aperta) oppure “Kommena Spatia” (la spada tagliente), una ballata rock molto gradevole e di facile presa. O ancora “Den yparzeis” (Non c’è). L’altra traccia in inglese è una delle due bonus track (l’altra è la versione dance di Turn back time): “Take me higher“. Tutto molto bello. Anzi, di più.