“Un papillon, une étoile”, il nuovo singolo di Domy Fidanza (ex Lollipop)

Una carriera accidentata, con sin troppi problemi, nonostante qualche importante successo. Dominique Fidanza aveva poco più di vent’anni quando vinse il talent show di Italia Uno dal titolo Popstar con altre quattro ragazze che poi hanno formato le Lollipop. Un successone, un Sanremo con una penosa esibizione live a rovinare una buona canzone e poco dopo il gruppo si sciolse. La ragazza è ripartita tornando nel suo Belgio e piano piano ha ricominciato.

In Francia ha preso parte a Star Academy e poi ha vinto il concorso  dell’emittente NRJ, Kawards 2009 e la sua carriera pareva pronta a rilanciarsi. Ne parlammo al momento dell’uscita del singolo “La place du passager”. L’Ep con quattro brani, due in francese e due in italiano  (meglio: l’originale, la versione italiana e i due remix) avrebbe dovuto essere il preludio ad un album completo e ad un video, ma nessuno dei due è mai uscito perchè la casa discografica Mercury tornò indietro circa il suo contratto e adesso la giovane di origine siciliana ci riprova, con un secondo singolo.

Un papillon, une étoile” non è lontano dal suo stile musicale e segna il suo rilancio, dopo la firma di un contratto con una giovane etichetta indipendente francese. La speranza è che a 32 anni questa ragazza che ha saputo ripartire da zero dopo la fine di una esperienza positiva solo in parte e poi ancora da zero di nuovo, trovi finalmente spazio nel panorama della musica europea.Per chi non se li ricordasse, eccovi anche i due pezzi di successo ai tempi delle Lollipop, il tormentone “Down down down” e la canzone di Sanremo 2002 “Batte forte”.

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In arrivo nei negozi “12 points”, il libro italiano sull’Eurovision Song Contest

Dopo 13 anni di oblio, l’Italia è tornata in concorso  nella più grande rassegna musicale d’Europa, l’Eurovision Song Contest. Il 10, 12 e 14 maggio scorsi, all’Esprit Arena di Dusseldorf, la bandiera italiana è tornata a sventolare insieme a quelle di altri 42 paesi in un evento visto ogni anno complessivamente da oltre 100  di persone in diretta, oltre a quelle dei paesi (in tutto il mondo) in cui la rassegna arriva in differita o in streaming su internet. E proprio in quest’ambito, vi segnaliamo una bella pubblicazione.

“12 points” (il titolo deriva dal massimo punteggio assegnato alla canzone preferita da ciascun paese, nella cerimonia del “voting” della serata finale) è un libro che racconta l’Eurofestival dalla parte dell’Italia. Suoni, colori, emozioni di chi ha vissuto la rassegna negli anni d’oro della nostre partecipazioni e di chi l’ha vissuta, da italiano, sotto altre bandiere quando l’Italia ha smesso di parteciparvi o da cronista, quando da noi non ne ha più parlato nessuno. Racconta l’Eurovision Song Contest come è oggi, grande kolossal paneuropeo, evento di spettacolo e televisivo prima ancora che canoro, molto diverso dall’immagine rimasta scolpita nella gente italiana, quella dei festival ingessati degli anni’80 e ’90. Cerca di scavare nell’oblio, raccontando come è cambiata la rassegna e smentendo con fatti, racconti, testimonianze, tutto quello che in questi anni è stato raccontato senza conoscere l’evento.

Dalla presunta deriva trash, alla presunta scarsità di ascolti, alla additata inutilità rispetto alla promozione degli artisti nel mondo (il risultato di Gualazzi, primo in mezza Europa dopo la sua partecipazione da solo smentisce questo assunto). Provando ad andare a fondo delle ragioni che in questi anni hanno tenuto lontana la Rai dalla manifestazione. Per regalare agli italiani, soprattutto ai giovani, una nuova, reale consapevolezza dell’evento, appuntamento dell’anno in tutta Europa e da noi talmente snobbato al punto che persino nell’anno in cui l’Italia è tornata in concorso, la major che distribuisce il cd fisico con le canzoni in tutta Europa un mese prima della manifestazione, per far si che la gente arrivi alle tre serate con i brani bene in testa, non  lo ha mai portato nei negozi italiani, relegandolo alla vendita on line su siti semisconosciuti.

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