Da “Ostia Beach” a Danza Kuduro”: il 2011 è l’anno delle grandi cover europee

Da veicolo promozionale in tempi dove la maggior parte della gente non andava al di là della propria lingua a produzione di qualità. Il 2011 (come e più del 2010) è stato senz’altro l’anno che ha visto il rilancio della nobile arte della cover. Uso e abuso della stessa, a dire il vero, perchè se quasi sempre nel pianeta del pop cover è sinonimo di riproposizione con variazione di arrangiamento, magari cercando anche un tocco di raffinatezza, quando si scivola nella dance o nei generi affini, sta diventa sinonimo di scarsa fantasia. Nel mezzo, ci sono tante cover particolari, che strappano un sorriso o semplicemente fanno riscoprire antiche produzioni. Come insegnano i vari talent show.

SUCCESSI ESTIVI – La hit dell’estate è stata senza dubbio “Ostia Beach”, che lo staff del Morning Show di Radio Globo, popolare emittente romana ha lanciato nell’etere sulle note di “Mr.Saxobeat” di Alexandra Stan.  Un successone, suonato in tutto il litorale romano e altrove, tanto che la Max Animazione, un gruppo di intrattenitori romani, l’ha coverizzata a sua volta, aggiungendovi un video. Sopra, trovate le due versioni. Ma l’Italia, prima del resto d’Europa, s’è innamorata anche di “Danza Kuduro di Don Omar Ft Lucenzo, colonna sonora della scena finale del Film Fast and Furious 5: il successo di vendita ha fatto credere ai più che si trattasse di un pezzo originale e invece è la cover di “Vem Dançar Kuduro” di Lucenzo ft Big Ali, del 2010.

ITALIA FOREVER – L’anno delle cover di qualità è cominciato con “Dont’ stop” di Raphael Gualazzi, cover dell’omonimo brano dei Fleetwood Mac e poi  remixato da Gilles Peterson. Ma l’Italia ha regalato anche piccole perle come “Mais qu’est qui il fait froid, versione griffata Erika Blu di “Ma che freddo fa” di Nada e i Rokes (1969) e la versione di Daniele Silvestri di Io non mi sento italiano , successo postumo Giorgio Gaber (2003). E se i sammarinesi Miodio hanno di recente riproposto ottimamente  Rock n roll robot”, successone di Alberto Camerini del 1983, è stata la serata celebrativa dei 150 anni della Repubblica andata in scena a Sanremo a regalarci le cose più sorprendenti.

Come per esempio l’ottima versione di “La notte dell’addiodi Iva Zanicchi (1966) proposta da Luca Madonia o la degregoriana  “Viva l’Italia” (1979) nell’interpretazione di Davide Van de Sfroos. O ancora “La ballata di Sacco e Vanzetti” nella reinterpretazione di Emma & Modà. Lontano dalla Riviera, meritano menzione anche il cd tributo a Rino Gaetano “Dalla parte di Rino”, con tanti ospiti d’eccezione (il singolo di lancio era Nuntereggaepiù” di Roy Paci & Aretuska con testo riattualizzato) e la versione italiana-partenopea di un brano dell’Eurovision Song Contest 2009, ovvero “Always” di Aysel & Arash: è diventata “Amami così” con le voci di Luca De Vivo e Teresa Langella. Oltre naturalmente all’album di classici nostrani “Il Volo” dell’omonima ensemble operatic-pop adolescenziale lanciata da “Ti lascio una canzone”, vero e proprio successo europeo e mondiale. Una canzone su tutti: “Il Mondo” di Jimmy Fontana.

L’EUROPA CHE HA FANTASIA…– Il fenomeno cover naturalmente impazza un pò in tutta Europa. Di recente abbiamo parlato di “24mila baci”, l’album di successi italiani ricantati dalla franco-italo-argentina Aylin Prandi, ma da oltralpe è arrivato in tutto il continente anche Benjamin Duterde, in arte Ben L’oncle Soul, che ricanta in chiave soul successi mondiali, come “Seven Nation Army” degli White Stripes. Arrivano invece dalla Germania The Baseballs, che rifanno in chiave rockabilly successi del pop e della dance recente, per esempio “Hello” di Martin Solveig ft Dragonette. “Via Dalma”, album di cover italiane dello spagnolo Sergio Dalma e uscito a fine 2011 ed ha fatto in tempo ad essere nominato Disco nazionale dell’anno: nel 2011 è ancora suonatissimo, sopratutto col singolo “Tu”, cover di Umberto Tozzi. Di contro l’irlandese Mary Byrne, lanciata da X Factor, ha rifatto alla grande “Il mio mondo” di Umberto Bindi, diventata “You’re my world”.

..E QUELLA CHE NON NE HA – Meno belle le cover in chiave dance, che quando non ricorrono ai campionamenti e rifanno pezzi interi o quasi, decisamente non brillano.Far l’amore” di Bob Sinclar si salva solo perchè la voce della Carrà nel pezzo è quella di oggi, con la soubrette convinta a ricantare il successo del 1976 (il video però e bellissimo).  I dj tedeschi Milk & Honey invece infarciscono di inutili tunz tunz  due pezzi storici: “Hey Nah neh nah” dei Vaya con Dios  e “Pata Pata” di Miriam Makeba. Della serie: è bello vincere facile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: