Targhe Tenco 2011: ecco i vincitori. La consegna a Sanremo dal 10 al 12 novembre

Il Premio Tenco si farà regolarmente. Nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme circa la sopravvivenza della manifestazione, ma alla fine nonostante i pesanti tagli finanziari, l’edizione numero 36 della rassegna della canzone d’autore di Sanremo andrà in scena, sia pur ridimensionata. L’evento andrà in scena dal 10 al 12 novembre prossimi al Teatro Ariston della città ligure.

 I finanziamenti da parte del Comune di Sanremo sono stati ridotti di quasi il 60 per cento rispetto al budget abituale, ed è diminuito quello della regione Liguria, ma in compenso una salutare boccata di ossigeno è arrivata dalla Siae, la cui nuova gestione straordinaria ha deciso di concentrare i propri contributi su poche iniziative selezionate, tra cui la Rassegna del Club Tenco.

Tre giorni a novembre, dunque per consegnare le targhe ai vincitori ed ascoltare ottima musica d’autore. Nella sezione “Album in assoluto” la vittoria è andata nettamente a Vinicio Capossela con “Marinai profeti e balene”. Seguono, a pochissima distanza uno dall’altro, Paolo Benvegnù con “Hermann”, Marco Ongaro con “Canzoni per adulti”, Mauro Ermanno Giovanardi con “Ho sognato troppo l’altra notte?” e Le Luci della Centrale Elettrica con “Per ora noi la chiameremo felicità”. Chiude la graduatoria Daniele Silvestri con “S.C.O.T.C.H.”.

Per l’”Album in dialetto” Patrizia Laquidara e Hotel Rif con “Il canto dell’anguana” hanno la meglio di poco sugli Yo Yo Mundi con “Munfrà”. Distaccati Alfio Antico con “Guten Morgen” e Davide Van De Sfroos con “Yanez” a pari merito. Infine i 24 Grana con “La stessa barca” e Mario Brai con “Cuntinuité”.

Cristiano Angelini con “L’ombra della mosca” si aggiudica la categoria  “Opere prime” davanti a Carlot-ta con “Make me a picture of the sun”, I Cani con “Il sorprendente album d’esordio dei Cani” e Rossoantico con l’album omonimo. Seguono, a pari merito, Iosonouncane con “La macarena su Roma” e Jang Senato con “Lui ama me, lei ama te”. Nell’unica sezione dedicata agli interpreti vince di un soffio Roberta Alloisio con “Janua” davanti a Filippo Graziani con “Filippo canta Ivan Graziani”. Al terzo posto i Gang con “La rossa primavera”, quindi Cristiano De André con “De André canta De André 2” e Musicanuda con “Complici”. Qui le votazioni complete.

Star Academy, terza puntata: escono in cinque, il livello si alza (ma ormai è tardi…)

Nel frullatore della terza e penultima puntata di Star Academy trasformato in karaoke da “una botta e via” con cinque eliminazioni escono Chantal Saroldi e Martina Morelli, che non se lo meritavano. La seconda esce allo spareggio, a vantaggio di un Mario Amato modestissimo, che poi sarà eliminato successivamente. Fuori anche l’altro salvato agli spareggi, Mattia Sciascia e anche Fabio Migliorati, penalizzato da un brano più adatto ad una donna. I dieci rimasti si sfideranno giovedì nella più triste finale di talent show della storia, senza che probabilmente si capisca se il vincitore meriti davvero (impossibile saperlo, del resto, dopo sole 4 puntate!)

Gara Eliminazione- Tutor: Syria

MARTINA MORELLI “Drops of Jupiter” dei Train e “Come foglie” di MalikaAyane –  Ha una bella voce, si sapeva, la prima canzone forse non la valorizza molto ma lei se la cava molto bene. Il confronto con Malika Ayane era ovviamente perso in partenza, riesce a non farsi affondare: parte maluccio, si riprende in corsa.  Esce in maniera immeritatissima. VOTO 7

MARIO AMATO – “Drops of Jupiter” dei Train e “Non me lo so spiegare” di Tiziano Ferro –  Senza infamia e senza lode sul pezzo in comune, appiattisce Tiziano Ferro, sbagliando anche qualche cosa qua e là. Non gli si chiedeva di rifare Ferro, ma un po’ di brio, insomma. Fischi del pubblico al suo salvataggio: hanno ragione, è modestissimo. VOTO 5.5

MATTIA SCIASCIA – “Drops of Jupiter” dei Train e “Starlight” dei Muse-   Sul primo pezzo non dimostra particolare carisma, La canzone gli scivola via bene, sbaglia poco, ma non emoziona. L’interpretazione del pezzo dei Muse gli vale mezzo punto in più perché il brano non è per nulla semplice e poi canta due volte in inglese.  L’acuto come lo fa lui non ci piace granchè, ma comunque non sbaglia, in questo caso è questione di gusti. VOTO 7.5

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