X Factor 5, seconda puntata: escono Le 5

Seconda puntata dello X Factor 5 griffato Sky, caratterizzata da un’alternanza fra scelte azzeccate e topiche clamorose. Il livello è sempre altissimo, anche in considerazione del fatto che nelle prime due puntate, molti dei pezzi erano sicuramente insoliti per un programma del genere e meno “popolari”.

Il programma peraltro sembra essersi adattato sul diverso target del pubblico della pay tv rispetto a quello più generalista della Rai. Sul 2-1 in favore della permanenza di Valerio De Rosa Arisa non se la sente di decidere. Vorrebbe eliminare Le 5, ma preferisce lasciare la scelta al “tilt” del pubblico ed elimina Valerio. Alla fine escono Le 5, con Livorno che perde anche le seconde rappresentanti in gara. Dopo il salto, le nostre valutazioni.

DONNE UNDER 24

FRANCESCA  MICHIELIN– La guerra è finita dei Baustelle 

Ha 16 anni come la protagonista della canzone e fa sua una canzone che ha un testo molto difficile che parla di disagio. Qualche imprecisione qua e là, sicuramente meglio la volta scorsa perché su un pezzo piatto per chi è dotato di ottima voce c’è sempre il rischio di inserire il pilota automatico. Lei non lo fa, ma comunque dalla scelta non ne esce valorizzata. VOTO 7

JESSICA MAZZOLI – Messaggio di Alice

Sbaglia completamente l’inizio, andando a fondo sulle note basse, dove si sente un chiaro abbassamento di voce. Si riprende quando il pezzo sale di tono, ma insomma,  poteva andare meglio VOTO 6 (perché l’abbassamento di voce l’ha penalizzata).

NICOLE  TUZII– La differenza tra te e me di Tiziano Ferro

Ultimo singolo del cantante di Latina, non esattamente una delle sue cose migliori. Lontanissima dalle corde della giovane abruzzese, che però dimostra di avere una dote importantissima dentro ad X Factor, ovvero la versatilità o meglio, in questo caso, l’adattabilità anche a canzoni diverse dal proprio stile. Si è applicata parecchio per starci dentro e questa è un’altra dote. Poi canta benissimo, ma questo lo si sapeva già. VOTO 8.5.

 UOMINI UNDER 24

DAVIDE  PAPASIDERO – Jealous Guy di John Lennon (versione dei Roxy Music)

La sensazione è questo ragazzo possa regalare soddisfazioni, se ci si lavora sopra. Su uno dei pezzi storici di Johan Lennon post Beatles, scivola via leggero e  liscio come l’olio. Senza strafare,  come invece gli era successo la volta scorsa. Un po’ teso, cresce strada facendo. VOTO 7.5

VALERIO DE ROSA– Don’t let me be misunderstood di Nina Simone (versione di Elvis Costello) e Come al sole all’improvviso di Zucchero

Meglio rispetto alla prima puntata, sulla versione soft di questo pezzo storico più noto nella chiave dance dei Santa Esmeralda. Cresce con l’andare del pezzo,  dimostra di saper tenere bene testa a canzoni del genere, ma è più da pezzi pop contemporanei  Come quello al ballottaggio di Zucchero, che gli calzava a pennello. Si salva al tilt.  VOTO 7.5

VINCENZO  DI BELLA – Ritornerai di Bruno Lauzi

Chiaro, semplice, lineare. Non sbaglia niente, molto intonato, ha ripreso lo stile narrativo del canto di Bruno Lauzi, al quale effettivamente somiglia in modo naturale. L’esperienza nei live e l’abitudine a cantare canzoni “da cantautore” si sente. VOTO 8.5

GRUPPI VOCALI

CAFÈ MARGOT – It’s oh so quiet di Harry Winter/Betty Hutton (versione di Björk)

Pezzo difficilissimo della cultura jazz, con diversi cambi di tono e lontanissimo dai canoni attuali, era esattamente quello che ci voleva per mettere in risalto le loro vocalità. Meno personaggi, più cantanti. Un bel contrasto vocale. La migliore esibizione della serata, anche in funzione del livello altissimo di complessità della canzone. VOTO 9

I MODERNI – I gotta feeling dei Black Eyes Peas

Sono bravi e per questo non si fanno irretire da un pezzo non straordinario da assegnare per un talent show. Il numero che mettono in scena è fresco ed allegro, sicuramente è un valore aggiunto, però le voci non sono assolutamente valorizzate dalla canzone. VOTO 7

LE 5 – Put a ring on it  di Beyoncè e Because dei Beatles

Carina l’idea di abbinare un mini balletto, nello stile che caratterizza le girl-band, ma il pezzo è quanto di meno adatto per valorizzare un quintetto di voci che invece potrebbe essere sfruttato alla grande. Pessima scelta, esibizione comunque valida. Meglio all’unisono, ma forse con un altro pezzo potrebbero essere valide anche così. Vanno al ballottaggio di nuovo, per colpa di Elio stavolta, dove sciorinano una prova eccezionale. Che però non basta. VOTO 6.5

 OVER 24

ANTONELLA LO COCO  – Morirò d’amore di Giuni Russo

La versione rock anni’90 dell’ultimo inedito della grandissima cantante siciliana. Arrangiamento così così, che snatura la bellezza dell’originale. Per il resto lei non sbaglia nulla, tira fuori tutta la voce che ha dentro e sciorina una prestazione interessante, pulita, senza fronzoli. Che da sola vale il giudizio alto per la sua esibizione. A prescindere da questa versione. VOTO 9

CLAUDIO CERA  – Dog days are over di Florence & The Machine

Pezzo non facile come tutte le canzoni della cantante inglese, chiaramente la imposta in maniera più idonea ad una voce maschile, ma complessivamente non sfigura. Bisognerebbe sentirlo su cose più pop, forse potrebbe essere valorizzato meglio. VOTO 7.5

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