X Factor 5, terza puntata, esce Davide Papasidero. Morgan attacca la Rai: “Me ne sono andato perchè là era tutto finto”

Terzo live show per X Factor, si canta su canzoni della disco dance (esclusi ovviamente i ballottaggi), che non è il massimo per evidenziare al meglio le prestazioni ed infatti è uscito uno spareggio a sorpresa, che ha premiato a sorpresa Valerio De Rosa a scapito di Davide Papasidero.

Morgan perde dunque un concorrente e poi ci mette il carico da novanta: “Non voglio eliminare me stesso, se fossi stato interessato ad eliminare me stesso sarei rimasto in Rai, ma invece in Rai ho mollato, prima che uscisse lo scandalo della droga. In Rai è tutto finto, qui invece le cose sono vere ed io  amo il brivido della verità”. Morgan deve andare a Sanremo, a quanto sembra. Lo vorranno ancora? Poi un altro carico: “Chi voglio eliminare? Berlusconi”.

UNDER 24 DONNE

NICOLE TUZII – Born this way di Lady Gaga

Il vero esame non era tanto cantare il pezzo quanto dare una dignità alle “non canzoni” di Lady Gaga. Riesce bene nell’impresa, perché è giovane e si muove il giusto. Doti vocali sprecate per queste cose, senza dubbio. Ottimo senso del ritmo. Aveva detto che il pezzo le piaceva ed in effetti questo si è percepito.

 

FRANCESCA MICHIELIN – Tainted love dei Soft Cell

Per carità, non sbaglia nulla e alla fine, dopo una settimana tormentata tira fuori una prestazione positiva.  Però è come quando hai una che può guidare una macchina col turbo e la costringi a non mettere più della seconda. Conferma comunque la versatilità necessaria ad un programma del genere.

JESSICA MAZZOLI – Slave to the rhythm di Grace Jones

Convincente nel look, molto da pantera come l’originale e nella performance globale, meno nell’interpretazione. Inglese a parte, manca quel calore e quell’atmosfera che si respirava ascoltando il brano della artista giamaicana. Peccato, perché lei è una di quelle che sta crescendo.

 

UNDER 24 UOMINI

VALERIO DE ROSA  – The look of love degli ABC e Superstition di Stevie Wonder.

Finalmente si scuote. Su uno dei pezzi migliori della dance anni 80, ci mette la giusta grinta, canta tirando fuori la voce, va a tempo coi ballerini. Diverte e si diverte. Una prova convincente, dopo le prime due uscite un po’ così così. Molto a suo agio. Va al ballottaggio, onestamente non lo meritava, stavolta. Il pezzo di Stevie Wonder è nelle sue corde, ma lo si sapeva già. Meno bene acappella, ma si salva.

VINCENZO DI BELLA – Miss you dei Rolling Stones

La discomusic degli Stones sembra fare per lui anche se è un genere lontano da quello che di solito canta. Ci mette la giusta leggerezza che serve per interpretare al meglio questo brano e comunque non sbaglia niente.

DAVIDE PAPASIDERO – Never be alone di Justice vs Simian e Cuore di Rita Pavone

Si scatena al punto giusto su questo pezzo diventato famoso grazie al remix che ne è stato fatto dai Deepside Deejays. La puntata è più per dimostrare l’adattabilità a tutto che per mettersi in mostra: esame superato a pieni voti, perché si muove anche parecchio, che non è male. Va al ballottaggio in una manche-lotteria, dove oggettivamente non c’era un peggiore e sfodera una buona prova sul pezzo di Rita Pavone e acappella. Esce, grande peccato.

OVER 25

ANTONELLA LO COCO – Strict Machine dei Goldfrapp

Sempre molto brava, riesce ad emergere vocalmente anche su un pezzo dance, che non è cosa da poco. Sta uscendo fuori gradualmente, potrebbe essere una outsider interessante. Poi è bellissima, sexysssima e buca lo schermo come poche, ma questa è un’altra storia.

CLAUDIO CERA – If I ever feel better dei Phoenix

Si diverte molto e questo sicuramente lo sprona su un pezzo che lo ha messo parecchio in difficoltà a cominciare dalla pronuncia inglese. Fa il compitino per bene e tuttavia non esce fuori del tutto, il suo timbro scuro soffre un po’ sulla melodia. La coreografia che gli hanno messo attorno è straordinaria.

GRUPPI VOCALI

I MODERNI  –Judas di Lady Gaga

Pure loro riescono nell’intento di fornire una veste più dignitosa al prodotto di Lady Gaga, nel complesso fanno un grande lavoro, anche in considerazione del fatto che hanno provato spesso in tre visti i problemi di salute della ragazza. Il rischio con loro è sempre quello di scivolare nell’ “esercizio di stile” e infatti restano sul filo. Ma è difficile trovare un pezzo davvero per loro.

CAFE’ MARGOT  – Crying at the discotheque degli Alcazar

L’originale scritto  nel 1979 dagli Chic per Sheila and B. Devotion (una hit assoluta nel mondo) diventò successivamente con un altro testo il maggior successo del gruppo svedese. Tutto molto bello, nel senso che loro non sbagliano niente. Vanno meglio su altre cose, ma la serata non consente di strafare.  Un po’ ferme, il che su un pezzo del genere non è il massimo.

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