In Gran Bretagna il nuovo fenomeno sono le Stooshe

Tre ragazze fra i 20 e i 22 anni, grandi voci, un sound molto motown con venature vintage e melodie trascinanti. Il fenomeno Stooshe è servito. In Gran Bretagna hanno fatto centro al loro esordio e adesso dopo poco più di un anno dal loro primo singolo “Love me”, si godono nientemeno che la vetta dell’airplay britannico, davanti ai santoni americani e ai tanti prodotti di qualità made in Uk. “Black heart“, il loro secondo singolo che fa da traino all’album eponimo, ha raggiunto il terzo posto nelle charts (il quarto in Irlanda), superando il brano d’esordio che pure vedeva la partecipazione del rapper statunitense Travie Mc Coy.

Un successo improvviso ed immediato. E dire che tutto era cominciato con un casting presso la catena multinazionale Topshop dove il produttore Jo Perry le ha messe insieme al termine di una serie audizioni fra una marea di cantanti. Adesso  Alexandra Buggs, Karis Anderson e Courtney Rumbold sono il fenomeno di Gran Bretagna, tanto sicure e spavalde della loro musica  da rifiutare, subito dopo le prime uscite non ufficiali (il singolo “Fuck me”, che poi diventerà al momento della sua uscita “Love me”) la proposta di contratto della Sy.Co, la casa discgorafica di Simon Cowell, il grande capo internazionale di X Factor.

“Ci avrebbero senz’altro fatto cambiare il nostro stile e noi vogliamo essere noi stesse” hanno dichiarato. Oggi le ha messe sotto contratto la Warner e la produzione, così come la firma dei loro pezzi è dei Future Cut, duo di percussionisti inglesi già autori di “Smile” di Lily Allen  e altri successi insieme con Shaznay Lewis ex All Saints. Il loro Ep contiene sette pezzi dei quali sei inediti e la cover di “Lego House” di Ed Sheeran, ma fuori dall’Ep si sono fatte conoscere anche con “Betty woz gone” e con “Hotstepper“, cover di “Here comes the hotstepper” del giamaicano Ini Kamoze del 1994.

C’è già chi le chiama le nuove Spice Girls. Di sicuro le soddisfazioni per queste tre ragazze non mancano: critiche positive su giornali importanti come “The Guardian” o canali musicali di peso come 4Music (di Channel 4) e una grande visibilità grazie al fatto che lo scorso giugno hanno fatto da supporter alle tappe inglesi del concerto della star statunitense Nicki Minaj. La sensazione è che prima o poi arriveranno anche da noi.