X Factor 6, seconda puntata: fuori gli Akmè, dentro Alessandro Mahmoud

Seconda puntata di X Factor 6, escono gli Akmè, penalizzati dal dislivello vocale fra la cantante donna e i due ragazzi, che ha spinto Arisa a valorizzare quest’ultima. Ma complessivamente, i Gruppi calano rispetto alla scorsa settimana e anche il livello medio delle interpretazioni. Nella gara per i nuovi ingressi, vince Alessandro Mahmoud e la Ventura torna con 3 elementi. E cresce la distanza fra quattro artisti (Chiara, Romina, Nice e Daniele) e tutti gli altri.

UOMINI 16-24 ANNI (Simona Ventura/Paola Folli)

DAVIDE MERLINI – Iris dei Goo Goo Dolls: Un inglese imbarazzante (sapeva tre mesi fa di essere stato scelto, bastava arrivare un minimo preparati) e un inizio anche piatto, con qualche stecca. Poi arriva il ritornello, lo strilla come nemmeno Alessandra Amoroso e poi rimane su buoni livelli vocali, senza però brillare. L’effetto è quello di un karaoke da sagra di paese. Operazione “ammodernamento” dell’artista vintage: fallita. VOTO 6.5.   PS: Ma chi l’ha detto che bisogna per forza renderlo moderno?

DANIELE COLETTA –  Madness dei Muse: Come al solito grande “canna” per il giovane uscito da Ti lascio una canzone. Era anche legato e dunque aveva una difficoltà in più, che però supera con una minima incertezza e un po’ di mestiere. Oltretutto su un pezzo appena uscito, il confronto con l’originale è sempre in agguato. Si conferma uno dei talenti migliori di questa edizione, bisognerà sentirlo un po’ cantare in italiano.  Però è uno dei più pronti, senza dubbio. VOTO 8.5

DONNE 16-24 (Elio/Alberto Tafuri)

YENDRY FIORENTINO – Call me maybe di Carly Rae Jepsen: Le danno un pezzo facilissimo per agevolarla, lei si ammala e le diagnosticano noduli alla gola. La poca voce che le è rimasta la getta dentro, riesce a non stonare. Dà il massimo, è molto più dentro al pezzo rispetto alla settimana scorsa. Ancora non ci siamo, ma partiva  da sottozero. Questo è comunque il genere adatto a lei. Certo è che buca lo schermo come poche, davvero. Non conta nel giudizio, questo è vero. Ma aiuta. Soprattutto in tv. VOTO 6.5

CIXI – Tutto l’amore che ho – Jovanotti: La difficoltà dei brani di Jovanotti è che sono scritti e pensati per chi non è dotato di grande voce, appunto egli stesso. Dunque chi la voce ce l’ha, rischia di perdersi. Lei invece ha tenuto la barra dritta, togliendo anche un po’ di opacità ad una melodia di suo un po’ grigia. Fa il suo compito, come una studentessa diligente, ma sicuramente non è un brano che ne esalta le caratteristiche. VOTO 7.5

NICE – Lonely boy dei The Black Keys: Scelta coraggiosissima di Elio, un pezzo rock di quelli a tutta energia e chitarre distorte, nel quale se non sai come entrarci dentro rischi di rimanere incastrato. Lei no. Magari forse non è proprio il suo genere, ma l’ha affrontato con coraggio. Da Mina ai Black Keys il passo è lunghissimo, bisogna essere versatili per cavarsela bene lo stesso.  Soprattutto, credibile anche nei panni della rocker. Talento da coltivare, può andare molto lontano. VOTO 8.5.

OVER 24

CHIARA GALIAZZO – Somewhere over the rainbow (da “Il mago di Oz”) di Judy Garland: Un pezzo de 1939, colonna sonora di un film per ragazzi. Come bere un bicchiere d’acqua. Perfetto controllo vocale, uso sapiente della propria voce, atmosfera, armonia, stile, capacità emozionale. L’arrangiamento di Morgan è un valore aggiunto. Ribadiamo quello detto la scorsa settimana. Se canta così anche le canzonette che prima o poi arriveranno, sarà durissima per tutti. VOTO 9.5

ROMINA FALCONI – The  Voice degli Ultravox: Il confronto con Midge Ure non era semplice, ma Romina Falconi, che è una che canta da una vita, tiene botta senza soffrirne troppo.. “Il bello di X Factor è mettersi in gioco, sennò stai a casa tua e canti quello che te pare a te”. La cantante di Torpignattara ha lo spirito giusto, andrà lontano. Anche perchè quando arriverà il suo pane, allora verrà fuori del tutto. Intanto però sta prendendo confidenza, lei che è una melodica, con l’elettropop e la New Wave anni’80 ed è molto credibile: chissà che non abbia trovato davvero una strada per il rilancio. VOTO 9

ICS – White lines di Grand Masterflash (con testo in parte riscritto in italiano dallo stesso Ics): Va bene, che è bravo quando gioca “in casa” si è capito, così come anche sono chiare le capacità di autore di testi (soprattutto stavolta che aveva il “paletto” di restare nella melodia). Adesso però ascoltiamolo un po’ su brani pop. Altrimenti è troppo facile. E non è nemmeno giusto, perché non si sperimenta. VOTO 6.5

GRUPPI VOCALI

AKME’ – Voglio vederti danzare di Franco Battiato e Impressioni di settembre della Premiata Forneria Marconi: Interpretazione di buona atmosfera, che stavolta coinvolge tutti e tre i componenti e non solo Rosa D’Aprile. Arrangiamento minimale in apertura, non bellissimo, che spegne un po’ la magia del brano. Bravi, anche se il gruppo così strutturato ha i giorni contati.  Ne soffrono e vanno al ballottaggio, dove fanno molto bene, ma confermano la struttura Rosa ft Vitantonio & Vito. Vanno a casa, (4 su 4) a conferma che qualcosa nel gruppo non ha funzionato. VOTO 7

FRERES CHAOS –  Crystalised dei The XX e Rumor had it di Adele: Meno bene della settimana scorsa. Sempre bravi a livello di intesa e di armonia, sono anche “dentro” al brano ma complessivamente il tutto risulta un po’ freddo, anche in considerazione che avevano un pezzo meno noto al grande pubblico a cui dover dare un po’ di colore. Vanno al ballottaggio “fratricida” con gli Akmè e scelgono un pezzo meno noto di Adele che cantano bene.  Bravi, ma troppo sofisticati per un programma che cerca artisti pop, troppo “costruito” il loro modo di cantare, che non ha nella voce il punto di forza. VOTO 7

DONATELLA – Lamette di Rettore: “Dammi una lametta che mi taglio le vene”, dice il ritornello. Ecco, appunto. L’arrangiamento ridondante di uno dei simboli dell’elettropop italiano anni ’80 nasconde come la scorsa settimana i difetti, ma non abbastanza per non accorgersi che sono piatte e con scarsa intonazione. “Ci sono tanti artisti che vocalmente non sono il massimo ma sulla messa in scena hanno venduto milioni di dischi”. Però si chiamano Lady Gaga o Rihanna. Aridatece Donatella (Rettore),  quella vera.  VOTO 5.5

ASPIRANTI

UP3SIDE (Gruppi) – Svalutation di Adriano Celentano: Inizio terrificante e sottotono, si riprendono strada facendo, su un pezzo non difficilissimo. Complessivamente molto scarsi, molto più delle Donatella. VOTO 5

ALESSANDRO MAHMOUD (Uomini 16-24)- Master Blaster di Stevie Wonder: Che era bravo lo si era già capito agli Home Visit e il suo mancato ingresso all’inizio aveva un po’ sorpreso. Se l’è giocata alla pari con Michele Grandinetti. Senza sorprese, entra in gara facendo ritornare a tre cantanti la categoria di Simona Ventura.  VOTO 8.5

GAYA MISRACHI (Donne 16-24)- Run baby run di Roy Orbison: Pezzo sempre difficile, lei lo canta bene, con buona tecnica e senza stecche. Forse leggermente fredda, ma c’è da mettere in conto l’emozione. VOTO 7.5

MICHELE GRANDINETTI (Over 24) – Somebody to love dei Queen: L’ha fatta propria senza cercare di imitare Freddy Mercury. Voce limpida,non sbaglia niente. Non entra in un difficile testa a testa di merito con Alessandro Mahmoud. VOTO 8.5