“Crescendo”, il ritorno (internazionale) di Irene Fargo

I più arguti si ricorderanno di Flavia Pozzaglio, in arte Irene Fargo. L’Italia musicale la conobbe già trentenne, nel 1991, quando al Festival di Sanremo portò un delicato e sofisticato brano dal titolo La donna di Ibsen“, ispirato ad un testo teatrale del drammaturgo norvegese (“La donna e il mare”). Secondo posto, bissato l’anno dopo, sempre fra i giovani con Come una Turandot“, anche questo con un testo con riferimenti “alti” (in questo caso l’opera di Puccini). Del resto il teatro era ed è l’altra grande passione della sua vita. Tre anni di grande fulgore musicale poi altri due album con sonorità più vicine alla musica napoletana, apparizioni in tv (nei programmi di Paolo Limiti) e l’alternanza con l’attività di attrice di musical.

Dal 2010 è tornata ad incidere con regolarità e da poco è uscito “Crescendo“, il nuovo lavoro di inediti, pubblicato per la   Pressing Music di Sally Mc Cartney, con sede a Malta, che l’ha riportata nelle radio italiane, col singolo “Acrobati” qui sopra e che le ha regalato notorietà internazionale col brano “Il respiro del mondo”, nella sua versione spagnola “El respiro del mundo. La cantante bresciana è reduce dal successo in Spagna e da un concerto in Russia sold out già nelle prime settimane di vendita dei biglietti e ha ritirato lo scorso dicembre il premio “One Media Awards” per i 25 anni di carriera Malta, nella manifestazione promossa da One Production Radio/TV in collaborazione con Kiss Radio Malta.

Non solo, il disco, distribuito in Canada dalla Sony, in vinile e Cd, ha superato le 36mila copie, sfiorando il disco d’oro, che da quelle parti si ottiene con 40mila copie vendute. Un risultato importante in un paese dove solitamente il fronte musicale è prevalentemente anglofono o francofono. L’album contiene dieci tracce, fra cui anche “Caruso” pietra miliare della canzone italiana, dello scomparso Lucio Dalla e brani in inglese, spagnolo e portoghese