Sanremo 2013, stasera altri 7 big e parte la gara dei giovani

Sanremo 2013E’ già tempo di prime eliminazioni a Sanremo: ieri sera infatti la prima serata del Festival  ha eliminato 7 canzoni, ovvero una per ciascuno dei 7 big che si sono esibiti ieri (qui il nostro post). Stasera (ore 20. 35 Rai Uno) in gara i restanti 7 big: come ieri sera si televoteranno (e voterà anche la stampa) le canzoni e una per ciascun artista proseguirà la corsa verso la finale di sabato, l’altra sarà definitivamente eliminata.

Ospiti della serata avrebbero dovuto essere i Ricchi e Poveri, secondi fra i tre grandi superbig con cui verrà riproposta la storia del Festival di Sanremo, ma la notizia della morte per overdose del figlio di uno dei tre componenti ha ovviamente fatto saltare tutto. Ascolteremo però il cantante israeliano Asaf Avidan che presenterà in anteprima italiana l’album “Different pulses”. Sarà inoltre presente la modella, anch’essa  israeliana Bar Refaeli.  Inizia poi la gara dei giovani: ascolteremo 4 degli otto ammessi alla finale: una votazione mista televoto-sala stampa determinerà i due ammessi alla finale.

Per quanto riguarda i big, ogni giornalista esprimerà una preferenza fra le due canzoni di ciascun artista.. La classifica della sala stampa sarà percentualizzata e lo stesso avverrà per i televoto, con peso del 50%. In caso di ex aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento al voto della sala stampa Per quanto concerne i giovani ogni giornalista esprimerà la preferenza per i due artisti che vorrà tenere in gara. La classifica della sala stampa sarà percentualizzata e lo stesso avverrà per i televoto, con peso del 50%. In caso di ex aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento al voto della sala stampa

Anche stasera, il programma va in diretta su Radio Uno, nell’ambito di “Canzoni e campioni” che consentirà nell’intervallo fra i  brani anche di godere degli aggiornamenti sugli eventi sportivi in corso. A Sanremo, commento di Gianmaurizio Foderaro e Carlotta TedeschiNoi seguiremo l’evento in diretta twitter sul profilo del nostro blog partner Eurofestival News: @escitalia Hashtag #sanremo2013 #eurovision e sulla pagina facebook http://www.facebook.com/eurofestival

Di seguito, ecco le canzoni e i cantanti in gara stasera in ordine di uscita, sotto invece lo spot Rai per l’Eurovision 2013 di cui sabato sapremo il nostro rappresentante.

CATEGORIA BIG

  • Modà: “Come l’acqua dentro il mare” e “Se si potesse non morire” (presenter: Max Biaggi ed Eleonora Pedron)
  • Malika Ayane: “E se poi” e “Niente” (presenter: Neri Marcorè con un suo personaggio)
  • Simone Cristicchi: “La prima volta (che sono morto)” e “Mi manchi” (presenter: Jessica Rossi)
  • Almamegretta: “Mamma non lo sa” e “Onda che vai” (Presenter: Filippa Lagerback)
  • Max Gazzè: “Sotto casa” e “I tuoi maledettissimi impegni” (presenter: le olimpioniche azzurre del Fioretto)
  • Annalisa: “Non so ballare” e “Scintille” (presenter: Carlo Cracco)
  • Elio e le storie tese: “La canzone mononota” e “Dannati forever” (presenter: Roberto Giacobbo)

CATEGORIA GIOVANI: (in ordine di uscita)

  • Il Cile: “Le parole non servono più”
  • Renzo Rubino: “Il postino (amami uomo)”
  • Blastema: “Dietro l’intima ragione”
  • Irene Ghiotto: “Baciami?”

Sanremo 2013/retropalco: Marta sui Tubi e Chiara promossi, Mengoni da risentire

Perchè Sanremo è sempre Sanremo. Puoi cambiare i fattori in campo (leggi i cantanti), inserendone di nuovi e anche meno conosciuti, ma il risultato non cambia.  La prima serata va in archivio con un trionfo dal punto di vista televisivo: nella prima parte parte il festival ha totalizzato 14.196.000 telespettatori e 47,61% di share, nella seconda 8.146.000, 53.54%. La media è di 12.969.000 e 48.30% share. Età media di 52 anni, che sembra tanta ma in realtà è più bassa rispetto agli ultimi due anni, con un aumento della fascia 15-24 anni e del tasso di scolarizzazione del pubblico (4%).

L’operazione rinnovamento funziona, o almeno sembra funzionare. E oggi che il Festival schiera in campo artisti più rassicuranti sul fronte del pop come Annalisa o i Modà, ci sono le premesse perchè il risultato possa essere quantomeno bissato. Di sicuro, ieri, chi si aspettava un festival pop è rimasto deluso. Chi invece sapeva a cosa si andava incontro, si è goduto una serata di buone canzoni e belle scoperte. I Marta sui Tubi, comunque vada, sono i vincitori morali della serata, con due ottimi  brani alieni per il festival, il verso migliore della rassegna (“Non soffro se mi sento solo, soffro se mi fai sentire dispari”) e un consenso abbastanza generale degli addetti ai lavori e anche di una fetta di pubblico, a dimostrazione che il rock può avere tranquillamente cittadinanza sul palco dell’Ariston. “Dispari” è uscita, lasciando spazio a “Vorrei“, forse più rappresentativa del loro mondo musicale, ma resta uno dei pezzi migliori di questa edizione.

Più che Sanremo, a tratti sembrava il Club Tenco, con tanta canzone d’autore di livello (Silvestri, Gualazzi)  e atmosfere da jazz club: Simona Molinari e Peter Cincotti hanno portato una ventata di freschezza ed allegria: peccato che sia uscita la canzone del maestro Lelio Luttazzi, ma anche “La felicità”, ad un secondo ascolto può crescere molto: i due si divertono e divertono, potrebbero essere una grossa sorpresa. E all’Ariston, in sala stampa, crescono notevolmente le quotazioni di Raphael Gualazzi, che porta in finale “Sai (Ci basta un sogno)”, a completare quelle atmosfere rarefatte che hanno avuto l’ideale chiusura con Maria Nazionale. Perfetta nell’interpretazione, ha portato in finale un pezzo tipicamente napoletano che ieri ha riscosso grande successo sopratutto fuori dai confini italiani.

Chiara sembra già una delle candidate per il podio: voce ferma e potente, sempre sapientemente modulata nonostante la visibile emozione, due pezzi molto festivalieri e una notevole personalità: il tango stile Gotan Project firmato Bianconi, “Il futuro che sarà”  avanza a grandi passi: domani sera, col primo vero televoto unito al voto della giuria, potrebbe già lanciare lo sprint. Marco Mengoni, primo dei tre candidati eurovisivi, è stata la vera delusione della serata: due pezzi medi interpretati non benissimo e la sensazione che i fasti degli inizi siano parecchio lontani. Tuttavia “L’essenziale”, che ha passato il turno, è un pezzo tipicamente sanremese che alla distanza guadagnerà sicuramente  punti. Per ora è già in testa su I Tunes.

Sanremo 2013- Prima serata: le pagelle

Sanremo2013Prima lunghissima serata del Festival di Sanremo. Canzoni di buon livello, con qualche bell’acuto (Chiara Galiazzo, Marta sui Tubi, Simona Molinari e in parte Daniele Silvestri e Raphael Gualazzi) e qualche salto indietro nel tempo, ma con stile (i due brani di Maria Nazionale). L’idea della doppia canzone complessivamente piace, anche se la sensazione è che qualcuno abbia decisamente puntato su una delle due.

MARCO MENGONI

 L’essenziale: Non esattamente un pezzo originale, ma una ballata comunque ben cantata e orecchiabile. Si riscopre il Mengoni emozionale che a tratti s’era visto durante la sua esperienza ad X Factor. Molto eurovisiva, nel caso il prescelto fosse lui.  Passa il turno, ad un nuovo ascolto può crescere ancora. VOTO 7.5

Bellissimo: L’accoppiata Pacifico-Nannini vara un mezzo rock che è anche un mezzo pop. Mezzo tutto, completo niente. Canta senza fioriture e questa è una gran bella cosa. Ci vorrebbe  un secondo ascolto, che il primo è andato così così. Non l’avremo perché è passata l’altra. VOTO 6

RAPHAEL GUALAZZI

Senza ritegno:  Sospesa a metà fra il jazz ed un pop d’autore, presenta un Gualazzi sicuramente diverso rispetto a quello conosciuto. Più cantante del solito, si vedono i suoi limiti sul quel fronte,  spicca la sua bravura di pianista. Bello l’assolo di tromba di Bosso, il resto meno. VOTO 5.5

Sai (Ci Basta un sogno): Il lato romantico del crooner di Urbino, nel tentativo di proporsi come cantante confidenziale. Parte lenta, cresce strada facendo. Siamo lontanissimi da “Follia d’amore”, ma l’atmosfera è molto da jazz club, sembra quasi di vedere il fumo delle sigarette nell’aria i bicchieri di whisky in mano. L’arrangiamento  molto avvolgente è un valore aggiunto notevole. Passa il turno, attenzione che da là s’intravede il podio. VOTO 8

DANIELE SILVESTRI

A bocca chiusa: Il testo prometteva un pezzò più grintoso, ma l’effetto è comunque interessante, con diversi cambi di ritmo e una interpretazione molto sentita. Ballata di spessore, con accenti romaneschi , ritratto intelligente di una manifestazione politica a Roma. Ma la cosa più interessante è la traduzione per i non udenti.  Passa il turno, ad un secondo ascolto potrebbe anche sbancare. Candidato al premio della critica. VOTO 8.5

Il bisogno di te (Ricatto d’onor): Tutti a parlare del testo di Renzo  Rubino. Ma anche Daniele Silvestri canta “Non ti lascio solo no”. Allegro divertissement sull’amore in stile Silvestri. Vorrebbe essere “Salirò”, non ci riesce, anche se si fa apprezzare. VOTO 7

SIMONA MOLINARI e PETER CINCOTTI

Dr.Jekyll e Mr.Hyde: Il brano postumo del grandissimo Lelio Luttazzi è come te l’aspetti: swingato, old style, divertente e spensierato, roba che si batte il tempo col piedino.  Melodia orecchiabile senza essere banale. Peccato solo Cincotti sempre fuori tempo, perché il resto è uno spettacolo. Peccato sia stato eliminato. VOTO 9

La felicità: L’anima swing (che qui sembra quasi un rap) di Simona Molinari esce tutta in questo pezzo non semplice, molto più centrato nel jazz rispetto all’altro, di non facile ascolto anche se pure questo fa battere il tempo col piede.  Il resto del whisky di Gualazzi e le ultime sigarette, nello stesso jazz club. Passa il turno, forse a sorpresa VOTO 7

MARTA SUI TUBI

Dispari: Rock genuino che comincia in versione “minimal” e poi cresce nell’arrangiamento, arrivano anche i violini Difficile, difficilissima per un palco come quello dell’Ariston, ma assolutamente una delle cose più originali che si è sentita in serata. Il ritornello con annesso verso più bello del Festival (“non soffro se mi sento solo soffro se mi fai sentire dispari”) si candida già a tormentone VOTO 8

Vorrei: Molto più rappresentativa del loro genere, un rock bello e contemporaneo, qualcosa che al festival si sente raramente. Pareggia con l’altra, questa  si fa apprezzare per l’armonia. Una scommessa vinta sicuramente, comunque vada. Pure loro candidati al Premio della Critica. (speriamo nella giuria per far loro evitare l’ultima piazza). Passa il turno. VOTO 8

MARIA NAZIONALE

Quando non parlo: Neomelodica che diventa pop. Il pezzo è di Gragnaniello e si sente tutto. Qualche vibrato di troppo forse, ma lei c’è da dirlo, non sbaglia una nota. La melodia è molto mediterranea e si fischietta. Magari non è un capolavoro, ma va giù che è un piacere. Musicalmente siamo nel 1985, ma averne, di artiste con questa voce. VOTO 7.5

E’colpa mia: Ballata in napoletano, pienamente partenopea in tutto (soprattutto nell’interpretazione), griffata dalle ottime penne Mesolella-Servillo. Atmosfera, classe, stile. In un festival  uptempo, tre minuti soft. Peccato solo che i microfoni non andassero granchè. Come prevedibile, la passione napoletana passa il turno. VOTO. 7.5

CHIARA GALIAZZO

L’esperienza dell’amore: Lo Zampaglione intimista mette la sua mano pesantemente su questo pezzo, Chiara ci mette una interpretazione che è sui livelli di quelle di X Factor: praticamente perfetta e completamente emozionale. Una ballata soft sugli effetti dell’ amore. Difficilissima al primo ascolto, molto poco sanremese, ma è la sua voce a catturare l’attenzione. VOTO 8

Il futuro che sarà: Gli ultimi tanghi a Sanremo erano stati quelli di Faletti-Berti e di Iva Zanicchi. Lo spessore è ben diverso. Ritornello pop, sufficientemente furbo per far apprezzare una melodia che forse all’inizio spiazza. Lei è come sempre: canta meravigliosamente tutto quello che le si dà. Eleganza, classe stile e nemmeno una nota fuori posto. vincitrice della prima serata, allo sprint. Passa il turno.VOTO 9