Sanremo 2013, terza serata: altri 4 giovani e le 14 canzoni rimaste dei big

Sanremo 2013

UPDATE: Doppia defezione oggi: Daniel Barenboim è rimasto bloccato a Berlino per un ascesso alla schiena, mentre Carlo Verdone, giurato di qualità, ha dato forfait per un ascesso. Si cerca un sostituto.

Pronti, via. Rush finale per le 14 canzoni rimaste in corsa al Festival di Sanremo: da stasera niente più eliminazioni perchè tutti i motivi saranno in gara fino a sabato per aggiudicarsi la vittoria finale: ieri sono uscite altre 7 canzoni (qui il post) e dunque adesso ciascun artista è rimasto con un solo brano. Stasera dalle 20.35, Rai Uno,  è una grande occasione sopratutto per i big che hanno una forte base di consenso popolare, perchè le 14 canzoni rimaste in gara saranno votate esclusivamente col televoto, che peserà per il 25% sulla classifica della serata finale

Stasera ascolteremo anche gli altri 4 giovani dopo che ieri sera hanno passato il turno Renzo Rubino e Blastema. Televoto e salata stampa per scegliere gli ultimi due qualificati alla serata di domani. Per quanto concerne i giovani, come ieri sera ogni giornalista esprimerà la preferenza per i due artisti che vorrà tenere in gara. La classifica della sala stampa sarà percentualizzata e lo stesso avverrà per i televoto, con peso del 50%. In caso di ex aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento al voto della sala stampa. Per lo spazio dedicato alla storia del Festival, stasera tocca ad Al Bano, ma ci sarà spazio anche per la musica classica con il pianista e direttore d’orchestra israeliano di origine argentina Daniel Barenboim. Presenti anche la pianista italiana Leonora Armellini, appena 20 anni, che ha partecipato al Festival di Chopin a Varsavia, Antony & The Johnsons, per la prima volta in tv in Italia  e Laura Chiatti. Ci sarà poi un  flashmob sul palco di Sanremo contro il femminicidio con 201 donne che ballano sul palco dell’Ariston

Come sempre,  il programma va in diretta anche su Radio Uno, nell’ambito di “Canzoni e campioni” che consentirà nell’intervallo fra i  brani anche di godere degli aggiornamenti sugli eventi sportivi in corso. A Sanremo, commento di Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi.  Noi seguiremo l’evento in diretta twitter sul profilo del nostro blog partner Eurofestival News: @escitalia Hashtag #sanremo2013 #eurovision e sulla pagina facebook http://www.facebook.com/eurofestival

Di seguito, ecco le canzoni in ordine di apparizione e i cantanti in gara stasera e lo spot Rai per l’Eurovision, di cui sabato sera conosceremo il nostro rappresentante.

CATEGORIA BIG

  • Simona Molinari e Peter Cincotti: “La felicità”
  • Marco Mengoni: “L’essenziale”
  • Elio e le storie tese: “La canzone mononota”
  • Malika Ayane: “E se poi”
  • Marta sui Tubi: “Vorrei”
  • Chiara Galiazzo:  e “Il futuro che sarà”
  • Max Gazzè: “Sotto casa”
  • Annalisa: e “Scintille”
  • Maria Nazionale: “E’ colpa mia”
  • Simone Cristicchi: “La prima volta (che sono morto)”
  • Modà:  e “Se si potesse non morire”
  • Daniele Silvestri: “A bocca chiusa”
  • Almamegretta: “Mamma non lo sa”
  • Raphael Gualazzi: “Sai (Ci basta un sogno)”

CATEGORIA GIOVANI:

  • Andrea Nardinocchi: “Storia impossibile”
  • Ilaria Porceddu: “In equilibrio”
  • Paolo Simoni: “Le parole”
  • Antonio Maggio: “Mi servirebbe sapere”

Sanremo 2013/retropalco: il tormentone di Gazzè e le stonature di Carlà

Sanremo 2013 viaggia a vele spiegate. Anche la seconda serata è stata un trionfo. C’è stato come sempre un calo rispetto alla prima serata, ma confrontato con la stessa serata del 2012, si registrano un milione e cinque punti in più di share: 11 e 300mila con il 43% di share con 12 milioni e 500 mila (e 42% di share)   6milioni e 600 mila (e 49% di share) nella seconda parte.  Il picco più alto della serata è arrivato nel momento della proclamazione della canzone vincitrice tra le due presentate da Elio e le Storie tese: lo share ha raggiunto il 56,71%. Per quanto riguarda gli spettatori, il dato più alto durante la proclamazione del brano vincitore tra i due di Simone Cristicchi, guardato da 15 milioni e 653mila persone. Per trovare un’edizione del Festival con numero così alti bisogna risalire fino al 2000. Quell’anno il presentatore era sempre Fabio Fazio, che batte così il record stabilito in precedenza da lui stesso per la seconda serata.

Sul fronte musicale, comunque vada, sarà il Festival di Elio e le storie tese, che in tre minuti, con “La canzone mononota” hanno mandato in estasi pubblico dell’Ariston e sala stampa, mettendo una seria ipoteca come minimo su un gradino del podio. Il pubblico dell’Ariston, appunto. Non freddo e statico, ma capace di fare scelyer, che batte applaude Elio e batte il tempo col piede sull’altro pezzo candidato al podio, “Sotto casa” di Max Gazzè, ironico racconto di un testimone di Geova cui il cantante non apre la porta e  parla lo stesso, alla porta chiusa.

Il pubblico sceglie, prende posizioni nette: “Il postino (amami uomo)”, di Renzo Rubino, crudo racconto di un amore gay piace sopratutto per l’orchestrazione e per la scelta del cantautore pugliese di farsi accompagnare da un contrappunto lirico. A proposito dei giovani, viene da chiedersi se è il caso di smetterla con il parlare della loro valorizzazione, visto che anche ieri sera la gara è cominciata ad un quarto a mezzanotte (e se ci fossero stati i Ricchi e Poveri, saremmo andati oltre mezzanotte e mezza): poi ci si chiede perchè oggi sempre più ragazzi puntano sui talent show. Se l’alternativa è un’esibizione in orario antelucano, in una tv che non offre più spazi per propagandare la musica, strade diverse non sembrano essercene.

Una serata in crescendo, quella di ieri. Conclusa con grandi cose e cominciata all’insegna delle stonature. Da quelle imbarazzanti  (perchè in gara) di Simone Cristicchi (il peggiore nettamente, ed è un peccato viste le buone canzoni)  a quelle di Carla Bruni, ex première dame di Francia che dopo aver rinnegato l’Italia e gli italiani, è venuta a far pubblicità all’album in uscita sul palco del Festival, prendendosi i soldi del canone pagato da noi.  Evidentemente, italiani non li rinnega. Complimenti a chi l’ha invitata. Ci avesse almeno regalato un’esibizione dignitosa, invece nemmeno quella. Subito dopo la promozione e l’intervista, ha accompagnato alla chitarra Luciana Littizzetto in una parodia di “Quelqu’ un m’a dit“. Doveva fare solo ridere, la comica torinese. E invece era più intonata.

COMPILATION DIMEZZATA E SENZA I MODA’ – Uscirà soltanto il 22 febbraio la compilation di Sanremo: doppio cd ma di fatto “dimezzata”, perchè non ci saranno tutte e 26 le canzoni in gara. Per ciascun big in gara verrà infatti inserito soltanto il brano che ha superato il primo turno. Inoltre  per questioni relative ai diritti d’autore, non ci sarà nessun pezzo dei Modà. Vi troveranno posto le 13 canzoni finaliste della categoria Big (tutte tranne quella della band di Kekko Silvestre), gli otto brani dei Giovani e infine tre bonus track con i brani che canteranno gli ospiti d’onore invitati a ripercorrere la storia del Festival: L’Italiano di Toto Cutugno, Sarà Perché Ti Amo dei Ricchi e Poveri e Felicità di Al Bano.

Sanremo 2013- Le pagelle: Elio senza rivali, bocciato Cristicchi

Sanremo 2013

Seconda serata del Festival di Sanremo che incorona Elio e le storie Tese grandi protagonisti, che con “La canzone mononota” hanno strappato una standing ovation dell’Ariston e si candidano ad un ruolo di assoluti protagonisti nelle serate di giovedì e sabato. Bravo Max Gazzè, altro grande protagonista  della serata con la divertentissima “Sotto casa”, che si fa perdonare il testo discusso. Scontati e prevedibili i Modà, delude lo stonatissimo Cristicchi. I giovani cantano tardissimo, ma hanno pezzi interessanti: passano il turno Renzo Rubino e a sorpresa i Blastema.

MODA’

Se si potesse non morire. Il brano scritto per Emma, l’anno scorso, almeno aveva una melodia che serviva a smorzare un po’ le secchiate di retorica del testo. Stavolta non c’è nemmeno quella.”Se i baci si potessero mangiare ci sarebbe meno fame”.  Gigi D’Alessio, al confronto, è Pirandello. Minestra riscaldata. E nemmeno troppo bene. Passa il turno. VOTO 4

Come l’acqua dentro il mare.  Sarebbe una ninna nanna per Gioia, la figlia di Kekko Silvestre. Per fortuna la piccina è appena nata, non lo sa. Testo banale, scontato, retorico, ovvio. Melodia adeguata al tipo di canzone.  Cercano il pubblico dei giovani  ma  sono molto più vecchi delle canzoni di Modugno presentate ad inizio trasmissione.  VOTO 4

SIMONE CRISTICCHI

Mi manchi. Cristicchi in versione intimista piace. Perché il ragazzo, quando scrive cose come queste, ha talento.  Delicata, leggera, molto ben costruita a livello armonico. Modà, le canzoni d’amore si scrivono così.  Invece non si cantano come ha fatto lui, che non ha preso una nota nemmeno per sbaglio. VOTO 7.5 (alla canzone, 3 all’intonazione)

La prima volta (che sono morto): Il testo sembra simpatico, ma è di una banalità imbarazzante: gioca a briscola con Pertini, guarda il film di Pasolini, passeggia con Chaplin, il nonno partigiano gli chiede se hanno cambiato il mondo. Peccato. Occasione mancata. Passa il turno, che migliori l’intonazione, almeno. VOTO 6

MALIKA AYANE

Niente. Giuliano Sangiorgi e le sue ballate strazianti. La sua mano si sente molto. Malika Ayane ci mette del suo con una bella intepretazione di stile e classe come sempre. Certo, se il paragone è con il brano del 2010, la sfida è persa nettamente. Però si fa apprezzare. VOTO 8

E se poi. Un bel pop genuino, finalmente. Radiofonico, ben cantato, un Sangiorgi migliore, nel quale la Ayane forse mette meno in evidenza le doti vocali, ma cattura maggiormente. Bello l’accompagnamento d’archi, bello l’arrangiamento, ottima lei. Bello tutto. Passa il turno VOTO 9

ALMAMEGRETTA

Mamma non lo sa. Reggae con sfumature latine, tutto molto orecchiabile, testo impegnato. La musica è leggermente ridondante rispetto alla voce di Raiz (o forse è il  volume del microfono che è basso, o forse è lui che è un po sottotono) e questo non rende giustizia ad un pezzo che complessivamente è molto bello.  Passa il turno. VOTO: 8

Onda che vai. Il pezzo di Zampaglione è bello, ma perde nettamente il confronto con l’altro anche se l’interpretazione di Raiz è magica. Gli Almamegretta, su un pezzo di altri, non sono la stessa cosa. Decisamente. VOTO 5.5

MAX GAZZE’

I tuoi maledettissimi impegni. Le canzoni d’amore si scrivono come fa lui. Delicato, sensibile, romantico senza essere melenso. L’orchestrazione è molto bella, sicuramente fuori dagli schemi, un po’ vintage e proprio per questo ancora più interessante. Bravo, in gran forma. VOTO 8.5

Sotto casa. Il testo è discusso e discutibile, ma la musica è uno spasso assoluto. Sfumature elettroniche anni 70, si batte il tempo col piede. Meraviglia, musicalmente. Peccato il voler dileggiare a tutti i costi su un tema così delicato.   Pubblico dell’Ariston in visibilio. Passa in carrozza. E vola a grandi passi verso il podio della manifestazione. VOTO 9

ANNALISA

Scintille Va bene che uno s’aspettava un’Annalisa diversa, ma non così. Finto tango zompettante che nemmeno nelle peggiori balere delle riviera adriatica. Rispetto a quello di Chiara, sotto terra proprio. Che peccato, lei è brava e maturata tantissimo da quando è uscita da Amici e  il testo era un po’ banale ma neanche bruttissimo. Passa il turno, da non credere. VOTO 4

Non so ballare. La mano di Ermal Meta si sente. Il testo emoziona, racconta l’amore senza essere banale, la musica fa appoggiare la bella voce di Annalisa sulle note, quasi la coccola. Delicata, semplice, romantica, senza zucchero, voce modulata benissimo. Ma sì, promossa. Ma bocciata da pubblico e giuria. Ma dai? Davvero? VOTO 8

ELIO E LE STORIE TESE

Dannati forever:  Leggi il testo degli Elli, t’arrabbi perché dileggia molto più di Gazzè, quasi da cartellino rosso. Guardi che entrano vestiti da chierichetti e t’arrabbi ancora. Poi ti giri dall’altra parte, ascolti la canzone, vai in estasi,  batti il tempo col piede e dopo due secondi la canticchi. Elii, vi fate perdonare anche questa, mannaggia. VOTO 8.5

La canzone mononota: Esercizio di stile e capolavoro stilistico, perché comporre una canzone girando soltanto su una nota è da geni musicali. Il testo è da Elli, assolutamente fuori competizione (variazioni sul tema dell’uso di una nota sola), la melodia nonostante tutto riesce a ed essere coinvolgente, con cambi di ritmo, di stile, di tonalità, citazioni sparse (l’inno cubano, samba di una nota). Non ce n’è per nessuno. Avanti con un plebiscito, forse basta anche per vincere. VOTO 10.

CATEGORIA GIOVANI

Renzo Rubino: “Il postino (amami uomo)” – Un amore gay raccontato in maniera più netta e diretta rispetto a quanto fece Valeria Vaglio quattro anni fa. Al là dell’argomento, che divide, musicalmente parlando è un gran bel brano, non c’è che dire. Il contrappunto lirico è una bellezza. “Prendimi, apparecchiami”. Per fortuna che era mezzanotte meno dieci. VOTO 8.5

Il Cile: “Le parole non servono più” – Il testo è forzatamente e artificiosamente verboso, come nello stile del ragazzo. Di per sè il pezzo non sarebbe male. Però l’ossessiva ricerca di parafrasi lo rende insopportabile. “Sei una Barbie sfregiata da una felicità parziale e arrotata da flute di champagne. Le tue lacrime lisce arrotate nei bagni di locali alla moda dove perdi mutande“, quando basterebbe una parola sola, ammazza qualunque cosa. VOTO 6 (per la musica, 3 al testo)

Irene Ghiotto: “Baciami?”– Allegra, divertente, romantica senza essere banale. Un possibile tormentone, estremamente radiofonica. Questi giovani sanno essere brillanti nel testi e mostrano grandi doti anche a livello compositivo. “Ti ammiro così tanto  che se te miro sparo”. Niente male. VOTO 8

Blastema: “Dietro l’intima ragione”- Prodotti da Dori Ghezzi, portano una ballata rock ben cantata ma di non grande intensità che racconta la fine di un amore e la rabbia per l’altro lui che si è sostituito al protagonista del brano. Passano via come l’acqua in gola, ma li risentiremo. VOTO 6.5