“5”, l’ottimo ritorno in pista di Alizée (dal sound vintage)

Vi ricordate di Alizée? Si, proprio lei, la ragazzina corsa che a nemmeno 17 anni conquistò l’Europa, nei primi anni 2000, giocando sulla sua notevole sensualità e sul personaggio della lolita con due brani scritti da Myléne Farmer e Laurenti Boutonnat, ovveroMoi Lolita (disco di platino con oltre 3 milioni di copie vendute) e Je n’ai marre“.  Non ha mai smesso di fare musica, anche se da quando si è interrotta la sua collaborazione con i suoi mentori (ovvero subito dopo il secondo album, “Mes courant electriques” del 2003: complessivamente 4 dischi di platino e altrettanti d’oro), non è più la stessa.

Musicalmente parlando s’intende. Perchè anche adesso che ha quasi 30 anni è sempre bella come il sole. Ebbene. Se di lei vi ricordate soltanto quelle due canzoni  (in realtà in mezzo c’è anche “L’alize“, di ottimo riscontro in Francia, Belgio ed Estonia) è perchè non infila più un successo da diverso tempo. Il terzo album “Psychédelices”, con le canzoni scritte dal marito Jeremy Chatelain andò discretamente ma il sound era già diverso e lei già cresciuta e il pubblico cominciò a disaffezionarsi. Praticamente nullo l’impatto del quarto album “Une enfant du siecle“. Ora rieccola, con un altro tentativo.

“5” è il nuovo lavoro, che vanta belle collaborazioni nel team autoriale: i BB Brunes, ovvero la pop rock band dal sound vintage più apprezzata di Francia e un paio di artisti come Séverin e Bartone, più noti come autori che come cantanti. “A cause de l’automne” era il primo buon singolo, ma non è  la cosa migliore dell’album che invece è “Le dernier souffle“, che trovate sopra. E’ una Alizée diversa, cresciuta anche vocalmente, che sembra aver trovato nel sound “sixty” una nuova dimensione.

Je veux bien”, il secondo singolo è stato recentemente presentato live al Tour de France (manifestazione che spesso l’ha vista protagonista fra i numeri d’intrattenimento). “Boxing club” è il brano scritto da Adrien Gallo, cantante e leader dei BB Brunes (la mano si sente tutta, diremmo). Il chitarrista del gruppo Thomas Boulard ha invece scritto per lei “10 ans“, “Happy End” , “Mon chevalier“,  “Jeune fille” e  “Dans mon sac”, molto diverse fra loro (si passa dall’uptempo al downtempo senza perdere l’atmosfera retrò che avvolge tutto il lavoro), tutte gradevoli. A completare l’album le tracce,  “La guerre en dentelles, quasi fiabesca e “Si tu es un homme, a tratti anche con una leggera deriva jazz. L’impatto discografico sin qui è stato medio, forse occorreva scegliere meglio i singoli di lancio…

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2 Risposte

  1. Ho ascoltato qualche brano…ed effettivamente, il livello delle sue canzoni mi sembra migliorato (soprattutto rispetto al sonnolento “Psychédelices”). Detto questo, credo che i flop accumulati negli ultimi anni influenzeranno anche le vendite di questo album (almeno in Francia…perché sembra che in alcuni paesi, come il Messico, Ali abbia una certa popolarità).

    PS: seguo questo blog ormai da diversi anni, ed é sempre aggiornato e ricco di chicche musicali interessanti quindi…complimenti! 😉

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