X Factor 7, primo live: esce Lorenzo Iuracà, restano i Freeboys

x-factorPrimo live di X Factor 7. Esce Lorenzo Iuracà e si salvano i Freeboys. Un verdetto imbarazzante, perché nettamente i peggiori della serata e perché in fondo non era corretto che dopo aver fatto i provini in due (visto che il terzo non aveva ancora l’età minima per partecipare) adesso siano in tre. Le armonie, i suoni sono diversi e comunque i giudici hanno valutato un duo, non un trio.  La questione l’ha posta Mika: perché le boyband da noi non funzionano? Perché non hanno una identità e copiano gli americani/inglesi. E i Freeboys, per ora, non sono da meno.

 Al di là di questo, è assolutamente di tutta evidenza che esibirsi all’ultimo scontro in registrata (come capiterà sempre ai Freeboys, che non hanno ancora 18 anni), senza i giudici e il pubblico davanti e prima della puntata non è la stessa cosa che farlo a fine sera, con l’adrenalina in corpo e con i giudici che magari fanno le facce mentre cantano. Non è detto che sia meglio o peggio, perché ognuno la vive diversamente, semplicemente non è la stessa cosa. La domanda è: possibile che nel 2013, non si trovi il modo di cambiare questa legge assurda che impedisce ai minorenni di comparire in tv dopo le 24, soprattutto in situazioni come queste?

Per quanto riguarda il ballottaggio fra gli esclusi agli Home Visit, vanno allo spareggio per entrare la prossima settimana Mr. Rain e Osso (Gruppi Vocali) e Roberta Pompa (Donne 16-24).

 UOMINI 16-24: (Morgan e Gaetano Cappa)

MICHELE BRAVI – “Carte da decifrare” (Ivano Fossati): Morgan lo mette in difficoltà con un pezzo meraviglioso ma lontano dal contesto pop e di non grande popolarità. Lui canta bene, quasi sussurrando, conferendo bella atmosfera al tutto, ma il brano non lo valorizza per niente. Ed è quello con la voce migliore fra i maschi. Un delitto, questa scelta. VOTO: 8

ANDREA D’ALESSIO- “Clint Eastwood” (Gorillaz): Pezzo di ripiego dopo che è saltato il primo brano di De Andrè, la cosa migliore è il beatbox che migliora l’arrangiamento. Il resto è una performance normale.  La sua voce poteva  godere di un contesto migliore, ma se va avanti a lungo regalerà sorprese. VOTO 7

LORENZO IURACÀ- “Se sapessi come fai” (Luigi Tenco) e “Emozioni” (Lucio Battisti): Il più pop dei cantanti di Morgan ha un pezzo di un cantautore non semplice da interpretare. Conferisce al brano, complice l’arrangiamento, un’aria molto leggera e si cala dentro il pezzo con buona sicurezza. Forse troppa, ma un po’ tutti devono ancora prendere le misure al programma. Finisce al ballottaggio dopo una seconda manche molto tirata: contro i Freeboys dell’esordio basta il minimo sindacale, ma Elio lo manda a casa, è scandaloso. VOTO 7

DONNE 16-24: (Mika e  Rossana Casale).

VIO’   – “Let her go” (Passenger): Il problema non è la cantante, che è brava e intonata, ma la canzone che è troppo lineare di suo e che non c’è modo di far decollare nemmeno a cannonate. Intensa, precisa. Forse però sta meglio su cose più ritmate, come è nella sua cifra musicale. VOTO: 7.5

GAIA GALIZIA – “Seven nation army” (The White Stripes): Diventato popolare come coro da stadio, il brano è riscoperto anche in un bell’arrangiamento new wave. Lei va sul palco per prima e non sbaglia niente: voce graffiante, presenza scenica e nessuna emozione. VOTO: 9

VALENTINA TIOLI – “Where is the love” (Black Eyed Peas): Semplice, lineare, credibile su un pezzo che non è il massimo ma è  comunque non semplice vista la presenza di più stili canori nello stesso brano. Precisa e attenta, magari deve ancora un po’ spingere sul gas ma è una che ci sa fare. Mika ha scelto molto bene canzoni e cantanti. VOTO 8

 OVER 25:  (Elio e Alberto Tafuri)

ABA – “You oughta know” (Alanis Morissette): Voce potente, di fronte ad un brano rock dove era facile scadere nell’urlo controlla invece benissimo la voce e scivola via benissimo. Tecnicamente ottima, scarsamente emozionale, ma è la prima sera e va bene così. VOTO 8

FABIO SANTINI-  “Sotto casa” (Max Gazzè): La forza dei pezzi di Max Gazzè è appunto Max Gazzè. L’arrangiamento con la tromba a mò di ritmica trasforma il tutto in un pezzo dal sapore bandistico cantato dal giovane carpigiano come se lo facesse Fred Buscaglione. Bravo lui, nel senso che non sbaglia niente, ma niente di originale, ma il pezzo non lo aiuta. VOTO 6

ALAN SCAFFARDI – “Creep” (Radiohead): E’ bravo, ha esperienza e si vede che è uno che va in giro a fare serate. Brano non semplice, ma nel complesso ben cantato, senza strafare e senza cadere nella interpretazione di maniera. Girano molte cover di questo brano, lui ne esce bene. VOTO 7

 GRUPPI VOCALI: (Simona Ventura e Paola Folli)

APE ESCAPE – “Burning down” (Linkin Park): Confermano il talento mostrato nelle tappe di avvicinamento e l’inserto hip hop sulla versione originale è una bella perla, che valorizza il brano. La versione più pop di Ics. Ottima armonia nonostante si siano messi insieme praticamente prima dei provini. VOTO 8

FREEBOYS – “Baby I can’t hold you” (Tracy Chapman) e “Umbrella” (Rihanna): La brutta copia di una brutta boyband: wannabe One Direction, pettinati come i Beatles. Hanno appiattito un pezzo storico di Tracy Chapman. Vanno al ballottaggio dove si esibiscono con una clip registrata perché minorenni (W l’Italia eh!) che conferma  i loro limiti (ma essendo un pezzo pop vanno un po’ meglio) e si salvano fra i fischi del pubblico. “Io canto”. Anche no, grazie.  VOTO 4

STREET CLERKS – “Wake me up” (Avicii ft Aloe Blacc): La Ventura prosegue anche quest’anno nella sua politica di assegnare pezzi acchiappa pubblico ai suoi per garantirsi voti facili. Depurato della base dance, resta un pezzo finto country, che loro interpretano bene. La sensazione è che siano assai più bravi rispetto a quanto non dica questa canzone, che non valorizza per niente un gruppo con diverse esperienze live. Il pubblico lo capisce ed evita loro il ballottaggio. VOTO 6.5