“Italiana”: Severina torna e duetta con gli Fm

Severina Vuckovic, in arte solo Severina è una delle più famose cantanti croate, dalla vita privata turbolenta (è stata recentemente coinvolta anche in un sextape). In patria è nota oltre che per le sue canzoni ricche di ritmo,molto balcaniche, anche per il su prorompente sex appeal, tanto che a 40 anni è considerata anche una delle più affascinanti artiste del paese di oltradriatico.

Nel 2006 rappresentò la Croazia all‘Eurovision Song Contest con “Moja stikla” chiudendo tredicesima, ora è tornata col suo turbofolk, conquistando la vetta delle chart nazionali con “Italiana”, una canzone che fa parte del suo ultimo lavoro “Pijama party” e che la vede duettare con la band  Fm (nessun riferimento alla ensemble del primo X Factor italiano). Qui potete trovare l’esibizione live. Il video sta in alto e parla da solo: si sfiora quasi il porno, in alcune scene.

Eurovision 2012/Le canzoni: “Nebo” di Nina Badric (Croazia)

  • Artista: Nina Badric
  • Canzone: Nebo (Nina Badric)
  • Esibizione: Seconda Semifinale (10)

RILANCIO CERCASI

La Croazia complice la crisi economica, rinuncia al tradizionale appuntamento con la Dora, il concorso di selezione per l’Eurovision Song Contest, affidandosi ad una scelta interna per cantante e canzone, anche allo scopo di risollevarsi dopo la pessima prestazione di Daria Kinzer l’anno scorso. La scelta ricade su Nina Badric. Un nome pesante della musica croata, dagli anni 90 presenza fissa nel mainstream panslavo.

La ballata pop di sua intera composizione, va a caccia di un riconoscimento internazionale, sperando che la presenza nella stessa semifinale di altre quattro sorelle slave possa dare una mano nel passaggio del turno. In realtà forse, questo dei cinque brani slavi, è quello che maggiormente rischia l’eliminazione. Gli unici croati ad aver vinto la rassegna gareggiavano ancora per la Jugoslavia: erano i Riva e si imposero nel 1989.

Eurovision Song Contest 2011- I protagonisti/14: Nina (Serbia), Daria (Croazia), Maja Keuc (Slovenia)

Nuovo appuntamento con la presentazione dei partecipanti all’edizione 2011 dell’ Eurovision Song Contest, in programma il 10, 12 e 14 maggio prossimi a Dusseldorf, in Germania. Evento che seguiremo in diretta anche grazie al nostro blog partner, Eurofestival News. Tocca a Serbia, Croazia e Slovenia.

Serbia- Nina “Caroban” (lingua: serbo)

Danica Radojcic, in arte Nina, esordiente,  22 anni, ha vinto la mini selezione della Serbia con questo deliziosissimo pezzo vintage scritto da Kristina Kovac. Del brano esiste anche una versione inglese, con video diverso (lo trovate qui), ma lei sul palco tedesco si esibirà nella sua lingua, come tradizione dei serbi. Meglio in serbo, sicuramente, in inglese perde il suo fascino.

La Serbia gareggia con questa denominazione dal 2007 dopo aver partecipato come Serbia Montenegro  nel 2005 ed essersi ritirata nel 2006 a seguito della separazione in corso dei paesi. Proprio nel 2007, al debutto, vinse grazie alla ballata “Molitva” di Marija Serifovic.  Successivamente ha collezionato un sesto posto, una mancata qualificazione per la finale e il tredicesimo posto dell’anno scorso.

Croazia – Daria Kinzer “Celebrate” (lingua: inglese)

Per la prima volta dal 2004 la Croazia torna ad esibirsi in inglese dopo tanti anni di canzoni in lingua croata. In realtà Daria Kinzer, la cantante tedesca che ha vinto la selezione croata, aveva ricevuto l’originale di questo brano proprio in croato. “Lahor“, questo il titolo della versione originale, è attualmente nella top 10 croata, maggior successo di questa ragazza che sin qui non aveva grossi riscontri. Nella finale nazionale si esibì già in inglese, ma la canzone aveva un testo ed un titolo diverso, ovvero “Break a leg”. E’la seconda canzone del concorso che si intitola “Celebrate“: la prima era dell’italiano Piero Esteriore, in gara per la Svizzera nel 2004.

Pessimi risultati per la Croazia nel corso delle sue partecipazioni (sempre presente dal 1993 ad oggi), nonostante diverse ottime proposte. Il miglior risultato sono due quarti posti: quello del 1996 con Maja Blegdan eSveta Ljubav” e quello del 1999 con “Marija Magdalena” di Doris Dragovic. Negli ultimi due anni non è mai andata oltre il decimo posto, mancando due qualificazioni alla finale e centrandone una solo grazie al ripescaggio della giuria.

Slovenia – Maja Keuc “No one” (lingua: inglese)

La Slovenia ha incoronato un pezzo difficilissimo, la ballata pop “No one” di Maja Keuc, la 19enne seconda classificata a a Slovenija Ima Talent che aveva staccato il biglietto per Dusseldorf  nella selezione nazionale con la versione in lingua originale “Vanilja“, Sinora i risultati di vendita le stanno dando ragione: la versione originale ha appena raggiunto il primo posto dell’airplay nazionale sloveno. Il pezzo cresce riascoltandolo, può essere una grossa sopresa.

Gli sloveni lo sperano perchè il decennio è stato uno sfacelo e anzi, da quando esistono le semifinali, ovvero nel 2004 soltanto Alenka Gotar nel 2007 è riuscita a passarle, col crossover pop lirico “Cvet z juga“. Il miglior risultato del paese sono due settimi posti. In ordine di tempo, quello di Darja Svajger nel 1995 con “Prilushni mi” e quello del 2001 con Nusa Derenda e il brano “Energy”.

Eurofestival 2010: le Femminem (Croazia) lanciano “Semplice”, la versione italiana di “Lako je sve”

La notizia ha veramente del clamoroso, anche in considerazione del fatto che l’Italia non partecipa più alla rassegna dal 1998. Di solito le versioni delle canzoni dell’ Eurofestival in lingue diverse da quella originale si fanno uscire in modo da provare ad accaparrarsi i voti dei paesi coinvolti. Soprattutto quando si canta in idiomi non largamente diffusi come quello croato.

Così se non stupisce che le Femminem, la girl band croata in gara con “Lako je sve”, abbia lanciato il loro brano anche in inglese (“Easy to see”) e russo (la trovate qui: per il link grazie ad Octavio Ramirez Santana), oltre che in diverse versioni remix, è senz’altro più sorprendente che abbiano inciso “Semplice“, la versione in lingua italiana.

A noi fa veramente piacere che qualcuno si ricordi della lingua italiana, ma certo è un paradosso che la musica nella nostra lingua,  debba essere veicolata da artisti stranieri.  Chissà se qualcuno si accorgerà che all’Eurofestival  ormai in gara manca quasi  soltanto l’Italia. Onestamente, il brano croato non è che ci faccia impazzire. Ma solo per il fatto che ci abbiano regalato anche una versione italiana, speriamo che approdi almeno in finale.

Eurofestival 2010: Paula Seling per la Romania, Filipa Azevedo per il Portogallo, Femminem per la Croazia, Sun Stroke Project & Olia Tira per la Moldavia. Il pezzo dell’Ucraina

Eurofestival 2010, si va completando il quadro dei partecipanti. E dopo la Turchia, cala l’asso anche la Romania, la cui selezione – 16 canzoni in finale, tutte in inglese – è stata stravinta da Paula Seling & Ovi con il brano “Playing with fire“. Paula Seling è una stella della musica rumena: dj, autrice e produttrice e  anche giornalista, ha vinto numerosi prmi in giro pe ril mondo e tre riconoscimenti agli MTV Music Awards, oltre ad aver duettato con Al Bano, Chick Corea, Beyoncè, Micheal Bolton e Joan Baez. Quest’anno il suo brano “Tu non vuoi” ne ha segnato il debutto in italiano: era uno dei 988 in corsa per “Sanremo Nuova Generazione

Epilogo del Festival da Cancao tra i fischi del pubblico in Portogallo. Ad Oslo ci andrà infatti la ballata “Ha dias assim” di Filipa Azevedo, che ha vinto la lunghissima ultima serata finale (nemmeno Sanremo…). Ma la Azevedo ha vinto praticamente soltanto grazie al voto delle 20 giurie tecniche sparse per il paese. perchè il pubblico ha invece premiato la diciannovenne procace Catarina Pereira e “Canta por mim“, di cui riparleremo e che alla fine è arrivata seconda per un punto.

In Croazia gioia  invece per  un gruppo panslavo, composto da due bosniache ed una croata. Si chiamano “Femminem” ed hanno già rappresentato la Bosnia nel 2005. Hanno vinto la Dora, il concorso di selezione croato con “Lako je sve“. Si prospetta una esibizione nella quale la lunghezza dei vestiti è direttamente proporzionale alla voce. Entrambe sono poche. Grande battuta, a questa selezione Franka Batelic, 18 anni, nuova stella del pop croato.

Moldavia a tutto ritmo. Esattamente come la Romania, si conferma uno dei paesi musicalmente più interessanti. Concorso locale vinto da “Run away” cantato dai Sun Strike Project e dalla giovanissima Olia Tira, nata a Potsdam, in Germania, da genitori russi (ottimo per prendere voti qua e là). Il pezzo è interessante, ballabile, mette molta energia.

Infine, ecco il brano dell’ Ucraina, che senza concorso di selezione, aveva spedito a rappresentarla Vasyl Lazarovich. Sapevamo che sarebbe stata una ballata, è il più classico pezzo d’amore. Si chiama “I love you” ed è cantato in inglese ed in ucraino. Però, che voce cavernosa. In alto, nella home page, cliccando su Eurofestival 2010, trovate l’elenco aggiornato delle canzoni.

Eurofestival, le canzoni in anteprima: “Ljepa tena” di Igor Cuckrov (Croazia), “Probka” di Intars Buzulis (Lettonia) e “Bistra voda” dei Regina (Bosnia)

Anche la Croazia nel segno dei talenti emergenti. Sul palco dell’Eurofestival, il prossimo maggio a Mosca salirà infatti Igor Cukrov, che ha vinto la Dora, il festival di selezione croato dopo aver partecipato all’edizione locale di “Operazione trionfo“.

La canzone “Ljepa tena” si inserisce nel solco della tradizione croata ed è cantata nella lingua locale. Possibilità di vittoria praticamente nulle ma va dato atto ai croati di non avere mai ceduto alla tentazione di portare un brano più vicino ai gusti europei. Fedeli alla linea, tanto i loro voti li prendono sempre.

La Lettonia ha scelto invece Intars Buzulis che ha vinto l’edizione 2008 della Eirodziesma, il concorso di selezione. Il brano originale si chiama “Sastregum” ed è il seguito di quello presentato l’anno scorso nella stessa manifestazione, ma a Mosca sarà cantato in russo (sopra proprio questa versione) col titolo di “Probka“. Il brano non sembra in grado di poter competere per un posto al sole, ma non si sa mai.

Grande qualità invece per la proposta della Bosnia Erzegovina. Già si sapeva il gruppo interprete, i Regina, band dall’esperienza decennale e anche il titolo del brano era noto, “Bistra voda”. La tv pubblica bosniaca come al solito ha diffuso il brano in anteprima.

Si tratta di una ballata con assonanze etniche, nella lingua locale. Un brano di buona atmosfera, interpretato con stile, come si addice ad un gruppo già esperto. La Bosnia in questi ultimi hanni ha sempre fatto benissimo, non solo grazie ai voti “amici” e la sensazione è che anche stavolta possa strappare parecchi applausi.

 

Eurofestival 2009: San Marino e Lettonia si ritirano, Italia verso il no. Torna la Georgia grazie…ai bambini

eurovision_song_contest_2009_logoLa macchina organizzativa dell’ Eurofestival 2009 subisce scosse di assestamento. La crisi economica mondiale, infatti, comincia seriamente a farsi sentire. Così l’edizione del prossimo maggio della rassegna canora perde due rappresentanti.

Esce di scena la Lettonia, dopo due ottime prestazioni con al timone Roberto Meloni. Ma soprattutto – e questo ci dispiace perchè è un passo indietro anche per la promozione in Italia – si ferma per un turno la Repubblica di San Marino. Per entrambe, problemi economici. Che a breve potrebbero fermare anche la Lituania.

Un vero peccato, dunque. Perchè rischiano di non esserci canzoni in lingua italiana nella prossima edizione dell’Eurofestival. Il termine per le iscrizioni è infatti scaduto e non si hanno notizie dell‘Italia, ma la sensazione che l’Ebu tirerà la corda fino a quando riuscirà anche perchè oltre al nostro paese, si sta provando a far rientrare il Principato di Monaco

Per due paesi che escono, uno che rientra. E’la Georgia, che inizialmente aveva deciso di boicottare la rassegna visto che quest’anno si tiene a Mosca, a seguito dei fatti di sange dell’Ossezia. Ma alla fine sono stati i bambini a far tornare la Georgia sui suoi passi.

Il Paese ha infatti vinto lo Junior Eurovision Contest anche grazie ai 12 punti della Russia. Dunque Georgia in gara regolarmente e pace fatta. Ora, dato che Svante Stockselius, il supervisore della Ebu ha detto che ci sarà un numero record di partecipanti, resta da capire cosa succederà. Siamo a 42, uno in meno del 2008. Dunque devono saltare fuori altri due paesi…

GIURIE – L Ebu ha deciso. Il peso delle giurie, che entreranno in azione nella serata finale sarà del 50% totale. L’altra metà sarà il televoto. Ogni paese avrà una giuria tecnica di cinque componenti appartenenti al mondo della musica, dei dischi e dello spettacolo.

CANTANTI E CANZONI – Quarto artista ufficiale in gara. Dopo Sakis Rouvas (Grecia), De Toppers (Olanda) e Hadise (Turchia), ecco Kejsi Tola. La ragazza, che l’anno scorso ha vinto Albanian Idol, canterà la canzone con la quale ha vinto le selezioni. Vale a dire “Me merr ne enderr (Take me to your dreams)”.

Si sa già che la canzone della Francia sarà in francese, quella croata in croato, quella di Andorra in catalano, Serbia e Slovacchia canteranno nella loro lingua, la Turchia in inglese.

Suoni d’Europa: Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina

Il nostro viaggio nel panorama musicale europeo prosegue, spostandosi nella ex Jugoslavia. Alla scoperta di bellissime contaminazioni e tante novità. Sotto, la copertina. Per il resto, al solito, cliccate sui titoli.

Quella che vedete sopra si chiama Rebeka Dremelj ed è stata miss Slovenia nel 2001, prima di darsi (purtroppo per le nostre orecchie) alla canzone. “Hevay weather” è la versione inglese del brano che ha portato all’Eurofestival in rappresentanza del suo paese quest’anno. Quella originale sta qui ma ne esite anche una in spagnolo, ed una in croato. In ogni caso motivetto carino ma sul fatto che lei non sappia cantare non ci sono dubbi.

Cose migliori negli anni passati. Di Alenka Gotar, protagonista nel 2007 abbiamo già parlato, nel 2006 invece si è presentato Anzej Dezan con “Mr Nobody”, tra i pochi a scegliere la lingua inglese. Gradevole anche “Stop” di Omar Naber del 2005.

Fuori dal panorama festivaliero, proprio di recente abbiamo dedicato un post a parte alla migliore del lotto, vale a dire la cantautrice e pianista Neisha, ma vale la pena di segnalare anche Nina Osenar e i suoni pop-rock della sua “Moments like this” e quelli decisamente più rock di Alya (qui c’è “Zvezda vecera“). Cose buone anche dalle band: qui potete ascoltare i Select con “U La la (que sera sera)” mentre se amate la dance ed i personaggi curiosi, allora non potete perdervi Salome, prorompente transessuale ed il suo disco d’esordio “Igra grame“.

Molto più legata al folk la Croazia, che tende a privilegiare artisti che cantano nella ligua locale. Ma quello che passano sulla scena internazionale è straordinario. Ascoltate per esempio il tango scratchato dei Kraljevi Ulice ft 75 Cent, una street band che quest’anno era sul palco dell’Eurofestival: “Romanca” mette un sacco di allegria. Nel 2006 si ballava una sorta di saltarello balcanico con Severina e la sua “Moja Stikla” (Tacchi alti). Qui c’è invece il nuovo “Gas gas“. Suoni più rock nel 2007 con Dragonfly ft Dado Topic e “Vjerujem u ljubav” e più pop nel 2005 per la ballata “Vukovi umiro sani” di Boris Novkovic ft Lado Members.

Fuori dall’Eurofestival, la Croazia sa anche essere molto rock come testimoniano Ivana Banfic con la sua “I bio je red” o Antonja Sola con “Nebu pod oblak“; oppure anche di qualità come la musica dei Prijavo Kazaliste (qui c’è “Moj bjeli labude“) o di Arsen Dedic, di cui in questi giorni è uscito il nuovo singolo, intitolato “Pedra”.

Grande protagonista sul palco dell’Eurofestival anche la Bosnia Erzegovina. Quest’anno c’era la sofisticatissima “Pokusaj” di Laka, della quale esiste anche una versione in inglese. Molto bella la ballata del 2007 di Marija SesticRijeka bez imena” (in serbo e croato) che in inglese diventa “Never wake me up”. Nel 2006 gli Hari Mata Hari cantavano “Lejla” mentre nel 2005 il trio femminile Femminem, creato per l’occasione cantava “Call me”.

Se vi piace l’hip hop, sappiate che si può fare anche in lingue strane come il bosniaco. Ascoltate “Firma ilegal” degli Ekipa. E mentre non è possibile dimenticare il grandissimo Goran Bregovic, maestro di tutto il folk balcanico (abbiamo scelto un brano per tutti “Karmen with a happy end“) meritano una citazione anche gli Indexi (qui c’è “Balada”). Chiusura in bellezza. Per la cantante e per i suoni: musica folk e da ballo, in salsa pop. Chissà perchè a Seka Aleksic è venuta in mente di dedicare una canzone all’Asprina. La trovate qui sotto.