“Pumpin blood” (e altre canzoni), l’elettropop degli svedesi Nonono

Bisognerebbe spiegarlo a quegli italiani che l’anno scorso scansarono come la peste Loreen, la vincitrice dell’Eurovision Song Contest, non soltanto non dandole nemmeno un punto, ma risultando anche l’unico paese con la Francia ad averla tenuta lontana dalla top 10 (numero 54 dai noi). Lungi dall’esser trash e lontana, la Scandinavia produce (anche) fenomeni e artisti di livello. Alcuni più commerciali, come le Icona Pop  o come i tantissimi artisti di cui avevamo parlato, Ola su tutti, altri magari meno.

Se amate l’elettropop, segnatevi i Nonono. In un solo anno (scarso), il trio svedese sta già facendo proseliti e là in alto, dove masticano la musica molto più che in un semplice sito amatoriale (il riferimento è al quotidiano inglese The Guardian, che ha dedicato loro un articolo con tanto di possibilità di ascolto dei brani), li hanno già indicati come il futuro del pop scandinavo. “Pumpin’ blood” è l’ottimo singolo d’esordio. Sound elettronico di ottima fattura.

La band sta lavorando al primo album e va detto che se ci sarà dentro tutto quello che di loro c’è in giro per l’etere, sarà una delizia.   “Like the wind” è già uscito nel Regno Unito attraverso una piccola etichetta: lontano dal mainstream ma già tenuto d’occhio dalla critica. Che poi a dirla tutta, la terra d’Albione li influenza molto, visto che Stina Wappling, la loro vocalist, ha trascorso tre anni a Brighton per studiare psicologia e farsi contagiare da un certo sound musicale.

Quanto agli altri due componenti, Tobias ‘Astma’ Jimson e Michel Rockwell, erano nel gruppo di lavoro dei primi brani delle Icona Pop ma è con questo progetto che hanno trovato la loro quadratura del cerchio artistica. Meritano un ascolto (anche più d’uno) pure “Human Being”,  “Love” , bell’esempio di elettropop più melodico ma altrettanto gradevole e “Down under“. Non sono ancora famosi in tutto il Continente. Ma la top 10 europea dei singoli più scaricati (per “Pumpin Blood”) è alle porte.  Questo è sufficiente per tenerli d’occhio.

“Girlfriend” e “All night”, nuovi brani per le Icona Pop (che scalano gli Usa)

Che siano state uno dei fenomeni dell’estate, è indubbio. Anche se da noi sono arrivate come al solito con colpevolissimo ritardo, sempre dopo che l’Europa le aveva già conosciute ed apprezzate. Adesso le Icona Pop, il duo svedese al femminile, si prepara a sbancare le classifiche americane. “I love it“, il singolo d’esordio, ha venduto quasi 4 milioni di copie nel mondo (e 2 milioni negli States, dove hanno conquistato anche la classifica dance) e vinto 13 dischi di platino e adesso ci provano con l’intero album “This is…Icona Pop”, il loro secondo, primo internazionale, già di buon successo in Europa.

Nel frattempo, le due dj lanciano sul mercato anche altri due singoli ovvero “Girlfriend“, che strizza dichiaratamente l’occhio all’amore declinato al femminile e “All night”, dopo che invece era passato sotto silenzio “We got the world“, singolo che in realtà aveva preceduto “I love it”. C’è da dire che l’album vanta firme importanti, fra cui quella di Patrik Berger, coautore anche  di “I love it”, già candidato al grammy per “Dancing on my own” di Robyn e degli Stargate, autori e produttori norvegesi che hanno in carnieri successi per Rihanna, Beyoncè,  Katy Perry e tanti altri.

Ecco “Human race”, il nuovo singolo di Margaret Berger

Non si è ancora spenta l’eco del successo, discografico (è stato uno dei brani più venduti, anche se è partito inizialmente un pò in sordina) oltrechè radiofonico di “I feed you my love”, con cui ha conquistato un meritatissimo (e anche forse stretto, visto il podio) quarto posto all’ultimo Eurovision Song Contest che si è svolto a Maggio in Svezia, che Margaret Berger ha subito lanciato una nuova produzione, secondo singolo dell’album “Chastisement“, che sta per uscire a breve e che ovviamente conterrà anche il singolo eurovisivo.

Human race” è un pezzo che prosegue nel solco dell’elettropop già tracciato dalla cantante e conduttrice radiofonica norvegese lanciata da Pop Idol. Grandi influenze anni 80 e 90 e una melodia che coinvolge, per un pezzo forse di impatto leggermente minore rispetto al brano portato sul palco europeo ma che promette comunque di fare ottima presa soprattutto in quella fanbase eurovisiva che sempre apprezza questo tipo di brani. Inoltre per lei è cominciata anche una collaborazione con i Lo-Fi-Fnk, una indie pop band svedese, che promette anche qui belle novità.

“Ticky ticky”, alla scoperta di Owlle

Lei si chiama Owlle, è francese ed è un nome nuovo della scena elettropop. E’ apparsa nel mainstream grazie al remix di “Heaven” dei Depeche Mode e adesso si propone con il primo EP dal titolo “Ticky ticky” trainato dal singolo omonimo. Un lavoro che vede la produzione di personaggi importanti, come David Kosten, molto noto nella scena indie e pop, fra l’altro produttore anche di Nathalie Imbruglia.

Per questa giovane della Provenza ormai trapiantata a Parigi è un bell’inizio. Lanciata in Francia da diversi festival per giovani artisti esordienti, l’ultimo organizzato dalla Fnac e protagonista di diverse apparizioni televisive nei programmi musicali di successo e di maggior ascolto, di recente è sbarcata nel Regno Unito al Great Escape Festival ed è stato un successo di pubblico e di critica. Nei prossimi mesi è prevista l’uscita dell’album di debutto.

Lo sportello di Dove c’è Musica: Manè

PER IL NOSTRO SPAZIO DEDICATO ALLE SEGNALAZIONI, ECCO UN GIOVANE ARTISTA ITALIANO. SCRIVETECI, ASCOLTEREMO LE PROPOSTE E PUBBLICHEREMO LE PIU’ INTERESSANTI

La proposta di oggi è una cover di un pezzo storico dell’Italo-disco, vale a dire “Catch the fox”, portato al successo da Den Herrow. Ne è autore, in questa particolare versione, Manè, al secondo Pierangelo Manenti. Detto anche il “Corsaro” dell’elettropop. è  cantante, compositore , producer, nato a Brescia il 2 giugno 1976, con dieci anni di attvità alle spalle e diverse produzioni discografiche.

Il il singolo può essere scaricato da tutti i maggiori store digitali della rete.  “Catch the fox”  anticipa l’uscita della raccolta del meglio  di Mané  2000-2012”in uscita tra settembre e ottobre 2013. Il disco celebrativo di dodici anni a tutto elettropop sarà prodotto da Athos Poma per Buena Suerte records e  verrà distribuito da Self Distribuzione in tutti i migliori negozi di musica . “Catch the fox” nella versione di Mané è la prima cover rifatta ufficialmente e pubblicata da un’ artista italianodall’uscita della versione originale, uscita nel 1986.

“Papaoutai”, il nuovo singolo di Stromae

Torna  un artista che da un paio di stagioni sta facendo ballare l’Europa. Si tratta di Paul Van Haven, il dj e musicista belga di origine ruandese meglio noto col nome d’arte di Stromae. Di “Alors on danse” avevamo parlato un pò di tempo fa, se non altro perchè il ragazzo era venuto fuori quasi per caso, insegnando su youtube come fare musica elettronica da completi autodidatti.

Dopo i cinque dischi di platino col singolo e l’ottimo riscontro dell’album “Cheese“, adesso arriva “Papaoutai“, il singolo che anticipa il nuovo album che uscirà a breve. Sicuramente più canzone pop e meno tormentone, ma sempre tutto da ballare per un artista che sembra aver conquistato gli amanti di questo genere di musica. Il brano è partito abbastanza bene in Belgio e ora si avvia a sbarcare in Europa.

“Amore di massa”, il nuovo singolo de Il Genio

Eravamo stati fra i primi a segnalare i leccesi Il Genio, ovvero Gianluca De Rubertis e Alessandra Contini, in occasione del loro esordio con “Pop Porno”, elettropop impreziosito dalla voce sussurrata della cantante e che accompagnava l’album eponimo. Poi ci eravamo soffermati anche su “Tahiti Tahiti“, un singolo anche questo decisamente originale, che confermava le doti intepretative, di autori e di originalità del duo leccese. Il brano era il singolo guida di “Vivere nel mondo X“.

Adesso Il Genio ritornano con un nuovo brano decisamente interessante, “Amore di massa”. Il singolo segna una nuova fase  del duo, che ha cambiato etichetta, passando sotto la Ego di Verbania, che sin qui si è distinta per aver portato in Italia alcune produzioni dance, eurodance e dance pop europee (come Alexandra Stan e le Serebro) e che adesso sbarca nel mondo dell’elettropop. La canzone anticipa il nuovo album, in uscita a breve. L’ironia è sempre la stessa, il tema ricorrente del sesso, pure. Tutto molto bello.

“30 days” e “What about us”, i nuovi singoli delle Saturdays

Che siano belle è evidente. Il loro stile musicale elettropop e danzereccio aiuta a colmare qualche lacuna vocale, ma nel complesso “The Saturdays”, di cui avevamo già parlato, meritano più di un ascolto. La girl band anglo-irlandese ha appena dato alle stampe due singoli che fanno da traino al nuovo album “The Chase”, che uscirà la prossima primavera. “What about us” che trovate qui sopra e “30 days”, qui sotto, sono due buoni singoli, da ascoltare quando si ha bisogno di sciogliersi un pò.

L’ultimo lavoro, “On your radar” non è andato benissimo e così le cinque ragazze adesso vanno all’inseguimento di quei successi radiofonici e di vendite che mancano da un pò. “30 days” ha toccato il settimo posto nelle charts, l’altro è appena uscito. Una presenza in top 10 abbastanza ricorrente, ma il vero successo manca dal 2010, quando “Ego” fruttò loro il quartro disco d’argento. Riusciranno “le nuove Spice Girls”, come le hanno definite nel Regno Unito, a tornare ai massimi livelli? Ai negozi e alle radio il responso.

“Running to the sea”, i Röyksopp accompagnano Susanne Sundfør

Dalla Norvegia arriva una proposta elegante e di classe, che permette di scoprire una cantautrice poco conosciuta nel mainstream internazionale e riscoprire un duo elettropop principalmente strumentale (si avvalgono di voci “esterne”) sempre molto apprezzato. Si tratta di Susanne Sundfør e dei Röyksopp, entrambi norvegesi, con il duo che suona nella canzone “Running to the sea” contenuta nell’ultimo album della cantautrice “The silicone veil”, che trascinato anche dalla straordinaria  titletrack di lancio aveva raggiunto a suo tempo la vetta delle charts

Sonorità molto diverse, quelle di Röyksopp e Susanne Sundfør che fuse insieme danno un bel connubio, Per chi non  avesse ben presente il duo, è bene rilanciare i brani che li hanno resi famosi: quattro album in 12 anni di carriera, tutti al primo posto, tre dischi di platino e uno d’oro, oltre due milioni di dischi venduti. “The girl and the robot”  (con la voce di Robyn) è il singolo che è arrivato più in alto, al numero 2, ma forse il più celebre è “What else is there?”, in cui la voce è di  Karin Dreijer Andersson dei The Knife di recente sentito nella versione dei Frères Chaos a X Factor. Ma c’è anche “Happy up here” che campiona anche un vecchio brano del 1976. O anche “Forsaken Cowboy”. Bravissimi.

“Cold” (e altre canzoni) l’elettropop dei Blitzkids mvt.

Sono un nome emergente dell’elettropop tedesco, ancora non famossimi per il grande pubblico, ma a febbraio avranno la ribalta della finale tedesca per l’Eurovision: si chiamano Blitzkids mvt. Nella loro musica c’è un pò l’influenza di tutto quello che è stato la Germania musicale che li ha preceduti: tanta Neue Deutsche Welle, spruzzata con un pò di corrispondenze internazionali: Kraftwerk, Spandau Ballett, Steve Strange, Boy George, ma anche Nena, a sentirli.

Cold” è una delle loro canzoni più famose, che in Germania è stata anche usata per la colonna sonora di un film, ma di recente sono uscite anche altre produzioni come “Water“, sicuramente più vicina al sound elettronico alternativo che al pop tradizionale, “Idiot” o anche “Blinded”, dalle influenze assolutamente anni 80 a testimonianza di quanto la loro produzione debba anche a questo periodo della musica europea, non sono tedesca.

Se non fosse che la selezione tedesca avrà in corsa gente di spessore nel mainstream come Cascada o Söhnne Mannheims, (qui il post di Eurofestival NEWS) diremmo che potrebbero essere una ottima opzione eurovisiva. Intanto speriamo la loro casa disgotafica (la Warner, attraverso la filiale dance Bitclap)  consenta loro di uscire fuori dal panorama tedesco, perchè davvero lo meritano.  E chissà, magari a febbraio arriverà anche l’album. Che a giudicare dai singoli, promette benissimo.