ESC 2013, il regolamento che doveva migliorare e quell’Italia ancora lontana

Una cosa è certa. Se le nuove regole imposte dall‘Ebu (classificazione di tutti i brani della serata per formare poi la top ten) erano pensate per rendere più agevole la vittoria o la qualificazione a tutti e per limitare il block vote, non hanno funzionato. Le due semifinali hanno portato ad un parterre di finalisti che non si vedeva dal 1985, senza paesi del mondo slavo. Non solo, sarà una finale con tutte e sei le scandinave e otto ex sovietiche su nove (eliminata solo la Lettonia).

Spiace soprattutto per San Marino, che credeva molto nel progetto “Crisalide” e che forse è rimasto incastrato proprio in questo meccanismo perverso che da canzone preferita dai fan l’ha trasformata, con ogni probabilità nella vittima sacrificale. E proprio nel momento in cui la convenzione con la Rai sta per essere firmata (giusto nei giorni scorsi c’è stato l’incontro fra il governo sammarinese e la presidente Tarantola), una serata come quella di ieri mette tanti cattivi pensieri in testa per il futuro. L’Eurovision per il Titano è una vetrina, come lo è per tante piccole realtà, eppure sembra che non ci sia spazio per chi ha tanta voglia di mettersi in mostra, ha pochi soldi eppure lavora con serietà e professionalità come -e tavolta anche meglio- di chi può contare su fiumi di denaro.

Non è una questione di qualità. Di belle canzoni, di prodotti di buon livello, in finale ce ne sono diversi, anche fra le canzoni che hanno passato il turno  ieri sera. Nè è una questione di sound, perchè il brano di Valentina Monetta non era meno vintage di quanto non fossero quelli di Georgia e Azerbaigian o di quanto non lo fossero martedì sera quelli di Estonia, Irlanda o Russia. Il ridimensionamento della rassegna voluto dall’Ebu non può che dare buoni frutti, ma se la si vuole davvero rendere alla portata di tutti, bisognerebbe mettere in condizione i piccoli paesi di giocare se non alla pari con gli altri, almeno in condizioni di non sentirsi svantaggiati in partenza.

Poi è chiaro che un ruolo importante lo giocano il brano, l’artista e la performance (oltre alla fortuna: l’essere stati lontano dalla semifinale italiana, sicuramente ha influito sulla mancata qualificazione biancoceleste e i risultati che usciranno sabato notte diranno quanto), ma la sensazione che da qualche parte ci sia un corto circuito che non si riesce a riparare è palpabile. Per esempio, senza che la cosa venga presa male dagli amici rumeni: possibile che anche col nuovo regolamento basti solo la massiccia presenza dei connazionali sparsi per l’Europa per far passare un progetto che scarterebbero anche nelle peggiori balere di periferia come quello di Cezar? Sarà interessante,anche in questo caso, capire qual è stato il peso delle giurie. Ieri notte, intanto, Mengoni è stato posizionato al numero 23 (su 26) della finale: almeno la Rai sarà contenta, terrà i telespettatori incollati alla tv per un bel pezzo.

SOLONI E GIUDIZI SOMMARI– Quello che invece è già ben chiaro è che ciò che continua a marcare la distanza fra l’Eurovision e la possibilità che questo prenda definitivamente piede in Italia è lo stantìo provincialismo italocentrico che accompagna fruitori e destinatari della musica a tutti i livelli. Una storia vecchia, che c’era già negli anni 60, quando  ad esempio, durante l’edizione di Napoli 1965 i nostri cronisti scrivevano di come “Poupée de cire, poupée de son” (poi successo mondiale) fosse “la peggior canzone in concorso” stupendosi poi della sua vittoria e facendo notare “l’abisso che c’è fra i motivi in concorso e i brani presentati da Del Monaco” (chiamato a premiare il vincitore ndr)” O come quando nel 1970 si scriveva di ESC paragonandolo a rassegne “ben più valide ed importanti come il nostro festival di Sanremo” o quando nel 1971 un quotidiano scrisse dei brani eurovisivi come “canzonette da quattro soldi, omicidi musicali” e del contesto come “Uno zoo canoro fatto di animali spelacchiati e zoppicanti”

A distanza di anni, sono cambiati i mezzi, non i modi. Si accende uno streaming, si apre un social network e si commenta. Senza nemmeno informarsi. Gli stessi che scrivono di “feticismo per le farfalline” solo perchè le cartoline sono accompagnate da quello che in realtà è il simbolo della rassegna sono gli stessi che elogiavano la farfallina (una sola) di Sanremo. Che non era trash. Ma le canzoni dell’Eurovision si. Tutte. Solo perchè uno invece di stare impalato davanti a un microfono, ci mette un balletto. O una scenografia che non è quella standard. O un abito glitterato.

Gli stessi che esaltano le produzioni fatte in serie che escono da certi programmi e le loro canzoni che non varcano i confini nazionali e poi si permettono di apostrofare come “imitazioni da poracci” artisti che se non avranno tutti il successo discografico, sicuramente hanno tutti avuto una platea di cento milioni di persone. E le cui messe in scena, in molti casi,  sono costate fiori di soldi. Poco importa che magari l’artista sia bravo, che abbia voce o abbia un pezzo radiofonico. E’lontano dai gusti italiani, quindi è trash, a prescindere.

Perchè il metro di paragone è sempre l’Italia. Sei primo in classifica su I Tunes in Italia? Sei il migliore che c’è, altrochè. E se in Europa non sfondi, è l’Europa che non ti capisce, perchè se sei in testa nella “patria della musica” (?!?) hai già una consacrazione assoluta. Dire la propria. Senza informarsi, senza sforzarsi di capire, di sapere e di ascoltare. Come quello che subito dopo la vittoria di “Euphoria”, col brano già in testa alle classifiche di tutto il continente commento: “è più facile che oggi i ragazzi di Roma, Parigi, Berlino o Madrid, abbiano nel loro Ipod i brani di Lady Gaga, o Beyoncè, piuttosto che la canzone di questa sconosciuta svedese“. Chissà se poi gli hanno spiegato che la canzone è arrivata in vetta in 21 paesi, vincendo 12 dischi di platino.

Eurovision Song Contest 2013: i qualificati della seconda semifinale

ESC2013_butterfly_background_sloganUna seconda semifinale forse meno forte dal punto di vista della qualità dei brani regala grosse sorprese. Finisce clamorosamente l’Eurovision Song Contest di San Marino. Non risentiremo “Crisalide” nella finale di sabato sera su Rai2, nonostante la canzone fosse ai primi posti di gradimento fra i fan. Per conoscere le esatte motivazioni dell’esclusione bisognerà attendere la pubblicazione delle classifiche e dei voti separati di giuria e televoto (sabato notte dopo la finale), ma la sensazione è che possa aver patito il voto dei giurati. Diversamente, l’eliminazione di Valentina Monetta, nettamente la migliore della sera, è inspiegabile, salvo che le preferenze dei fan non si siano tramutate in voto e she sin qui avessero scherzato, illudendo i biancocelesti.

La qualificazione a sorpresa è quella dei Dorians: il mondo ex sovietico qualifica dunque otto nazioni su nove alla finale, mentre esce del tutto quello slavo con l’eliminazione della Macedonia: per la prima volta dal 1985 avremo una serata finale senza canzoni dell’area balcanica della ex Repubblica Federale (allora la Jugoslavia era una sola: da allora, sia unita che divisa, è stata sempre presente). Passa il turno anche l’Ungheria, che era in bilico, non ce l’ha fatta invece la Bulgaria, sicuramente penalizzata nel televoto (i giurati come è noto hanno votato ieri) da una esibizione per nulla impeccabile.

In parte inattesa anche la qualificazione dell’Islanda, ma va dato atto ad Eithor Ingi di aver sfoderato con la sua “Eg a lif” l’altre miglior performance della serata: misurata, precisa, da consumato artista (del resto è attore di musical), senza troppi fronzoli, a conferma che la linea della semplicità paga quasi sempre anche all’Eurovision. Alcune qualificazioni abbastanza scontate alla vigilia, quella dell’Azerbaigian, che si porta a braccetto la Georgia (entrambi a questo punto fortemente candidati ad un posto nei dieci), di Malta e anche della Grecia, che gode sempre di ottimo seguito. Peccato per l’eliminazione degli svizzeri Takasa, che però oggettivamente non partivano molto favoriti nonostante il loro inno molto radiofonico.

Avamti come previsto anche la Norvegia, con Margaret Berger che diventa una seria avversaria di Emmelie De Forest e Zlata Ognevich per la vittoria finale, così come era ampiamente previsto, nonostante il pessimo brano, il passaggio del turno di Cezar, spinto dai connazionali in giro per l’Europa.  E sabato sera, in diretta su Rai2, andrà in onda il bacio saffico che conclude “Marry Me” di Krista Siegrfrids. Sarà interessante capire come reagiranno a viale Mazzini.

Detto del commento preciso, attento e decisamente accogliente di Gigi Restivo e Lia Fiorio su SMtv, c’è invece da dire che si moltiplicano ancora i cronisti che continuano a parlare dell’Eurovision come trash, dopo aver visto poche esibizioni. La stessa gente che definisce imitazioni “da poracci” le esibizioni di Malmo e poi ha il coraggio di definire osannare i modelli stereotipati e tutti uguali, che non escono dai confini italiani, di alcuni talent show (soprattutto uno, che non a caso va in onda solo da noi). Come sempre, abbiamo paura di mettere il naso fuori dalla porta. Hai visto mai ci fosse qualcosa che mette in dubbio le nostre certezze acquisite e scontate.

Passano il turno

  • Bye Alex – Kedvesem  (Ungheria)
  • Farid Mammadov – Hold me (Azerbaigian)
  • Nodi & Sophie – Waterfall (Georgia)
  • Cezar – It’s my life (Romania)
  • Margaret Berger – I feed you my love (Norvegia)
  • Eithor Ingi – Eg a lif (Islanda)
  • Dorians- Lonely Planet (Armenia)
  • Krista Siegfrids – Marry me (Finlandia)
  • Gianluca – Tomorrow (Malta)
  • Koza Mostra ft Agahonas- Alchohol is free (Grecia)

Domani scatta l’Eurovision 2013: big, protagonisti, favoriti e non solo…

fotoLe prime prove alla Malmö Arena hanno mostrato un Marco Mengoni in buona forma in vista della sua esibizione all’Eurovision Song Contest 2013, nonostante il superlavoro degli ultimi giorni e la febbre alta alla vigilia del concerto di Radio Italia, sabato scorso. La rassegna è già partita con i cantanti già entrati in clima. Domani c’è la prima semifinale (diretta ore 21 Rai 5, commento di Federica Gentile e SMtv, commento Lia Fiorio e Gigi Restivo), ma come è noto all’Eurovision le giurie votano il giorno prima.

Quindi quelle dei paesi coinvolti in questa prima semifinale, più quelle di Italia, Svezia e Regno Unito godranno oggi pomeriggio della visione a circuito chiuso della prova generale (un vero e proprio spettacolo uguale alla diretta di domani con tanto di pubblico) al termine della quale daranno le loro preferenze. Domani in diretta sarà invece la volta del televoto. Per tutte le informazioni live, vi rimandiamo come sempre ad Eurofestival NEWS  e alla sua pagina facebook. 

CAMPIONE DA PRIMATO – Una cosa è certa,l’edizione 2013 della rassegna musicale europea, nonostante la crisi, si preannuncia ad alto livello. L’arena svedese, pur senza i lustrini, è tirata a luce e promette  di esaltare al massimo le performance degli artisti.  Marco Mengoni e la sua “L’essenziale” hanno una grande responsabilità:  per la prima volta dal 1965, infatti, l’Italia schiera in concorso un motivo uscito dal Festival di Sanremo che ha occupato il primo posto in classifica: era successo con “Se piangi, se ridi” di Bobby Solo. Dal 1997, invece, non succedeva di vedere sul palco eurovisivo cantante e canzone che hanno vinto la rassegna sanremese: allora l’onore toccò a “Fiumi di parole” dei Jalisse, quarti al traguardo.  Per la prima volta dal 2008 ci sono due canzoni in lingua italiana (allora furono quelle di Svizzera e San Marino), ma per la prima volta nella storia ad eseguirle sono due paesi anche di cultura italiana.

Più che della vittoria italiana, oggettivamente difficile anche per la particolarità di un brano molto italiano nello stile, nello staff azzurro ci si preoccupa (giustamente) che Mengoni sfoderi una grande performance, anche perché dal palco svedese, dovessero esserci buoni riscontri di grandimento potrebbero partire anche progetti internazionali. Che Mengoni possa legittimamente ambire ad un posto nella top 5 è possibile, ma anche un risultato nei 10 non sarebbe certo riduttivo considerando che nelle valutazioni eurovisive sono in ballo tanti fattori.

FAVORITI E OUTSIDERS  – La sensazione  (tramite i bookmakers ma non solo) è che per la vittoria, siano fortemente in corsa Emmelie De Forest (Danimarca) con la sua “Only teardrops” con influenze folk e l’elettropop di Margaret Berger (Norvegia) con “I feed you my love”.  Le prove sin qui hanno mostrato una De Forest alle prese con grossi limiti vocali, tanto che la tv danese, nel pubblicare il video della sua prova sul canale youtube ha sostituito la versione live con quella studio, opportunamente “truccata” da live, per nascondere le falle della favorita. Il tam tam ha subito fatto il giro d’Europa e chissà che nonostante il tifo chiaro degli svedesi per lei (quest’anno la vicina Danimarca sta beneficiando del flusso economico turistico dell’Eurovision e magari lo scambio potrebbe far restare quasi in casa la rassegna, come raccontato da Eurofestival NEWS…) questa vicenda non possa danneggiarla.

Ma altri giocano quanto meno per il podio. Fra i nomi di spicco, sicuramente puntano a fare bene i tedeschi Cascada, la cui “Glorious” ha notevole riscontro fra i fan e l’olandese Anouk, con la ballata soft “Birds”, che ha il gravoso compito di riportare il paese in finale dopo quasi 10 anni. Ma punta al bottino grosso anche la Russia che con la ballata stile Houston di Dina Garipova (“What if”) e una interpretazione quasi perfetta, potrebbe far convergere su di sé i voti degli amanti di un certo sound melodico. Per i quali quest’anno, c’è molto da godere. A cominciare proprio da  Mengoni e la sua “L’essenziale”  e da quella “Crisalide” di Valentina Monetta sempre ai primi posti di gradimento dei fan, sinora e che ora dovrà passare alla prova delle giurie nazionali: per lei l’esame è giovedì sera, canterà per seconda. Ma anche “Gravity” di Zlata Ognevich (Ucraina) ha colpito molto pubblico ed addetti ai lavori e potrebbe inserirsi nella corsa per un posto al sole. Con merito.

 ITALIA QUI, ITALIA LA’- Oltre a Marco Mengoni (e a Valentina Monetta, il cui padre è calabrese), l’Italia è presente a sprazzi e in vari modi anche da altre parti: c’è chi è nato e vi ha vissuto a lungo (Sara Jovanovic delle serbe Moje 3), chi ha origini familiari (il belga Roberto Bellarosa), chi ci vive o vi ha vissuto (come  il rumeno Cezar, che in Italia si è anche diplomato al conservatorio o il lituano Andrius Pojavis, protagonista dell’incidentato ritorno in Italia con guasto aereo insieme a Mengoni dopo il concerto di anteprima ad Amsterdam), chi ha missato o registrato la canzone da noi (Pojavis e i croati Klapa S Mora) e chi ha cantato in gara a Sanremo (Raquel del Rosario degli spagnoli El sueño de Morfeo). Senza contare che ha origini italiane anche Toni Iommi, il chitarrista dei Black Sabbath autore della musica di “Lonely Planet”, degli armeni Dorians e che Mauro Balestri, il paroliere di “Crisalide” è spezzino.

BIG IN CAMPO…E DIETRO LE QUINTE– Sarà una edizione grandi firme, anche quest’anno. Oltre ai citati  Cascada (30 milioni di dischi venduti) Marco Mengoni e Anouk, non passa certo inosservata Bonnie Tyler, che rappresenterà il Regno Unito a caccia di rilancio dopo una carriera che l’ha vista dominare le classifiche fra gli anni 70 ed 80. “Believe in me”, scritta dagli autori di Christina Aguilera e Katy Perry (Chris Braide, Lauren Christy e Desmond Child) regala un tuffo nel passato, ma anche una voce forse meno graffiante rispetto al passato ma sempre magnetica. Per lei sarà determinante il live, punto dolente negli ultimi due anni per Blue e Humperdinck:  se lo fa bene, potrebbe essere una sorpresa, se lo sbaglia, finirà probabilmente nelle retrovie.

 El sueño de Morfeo, la band che sarà in gara per la Spagna, ha il difficile compito di fare meglio del decimo posto di Pastora Soler dell’anno scorso, miglior risultato dal 2001: “Contigo hasta el final“, tuttavia, non è stato mai promosso, in nessun evento estero (esattamente come “Birds” di Anouk), fra lo sconcerto dei fan spagnoli, che non vogliono vedere i loro beniamini penalizzati. Il loro album esce nei giorni del festival, ma la canzone sin qui non sta dando il riscontro sperato. La Macedonia schiera nel duo Esma & Lozano Esma Redzepova, la regina della musica gitana, che ha iniziato a cantare quando è nato l’ESC e ha all’attivo 9000 concerti nel mondo.

 Fra gli autori, detto di Toni Iommi e delle firme del brano inglese, ce n’è per tutti i gusti. Il compositore campione in carica, Thomas G:Son firma “Waterfall” di Nodi & Sophie (Georgia) mentre Iain Fairquharson, che nel 2011 vinse con “Running scared” quest’anno mette la firma su “Love kills” di Roberto Bellarosa (Belgio). Il greco Dimitris Kontopoulos, già autore di “Shady lady” (Ani Lorak, Ucraina 2008) e “This is our night” (Sakis Rouvas, Grecia 2009) firma “Hold me” dell’azero Farid Mammadov, mentre la Francia punta per Amandine Bourgeois e “L’enfer et moi” su un’accoppiata trasversale nei tempi: Boris Bergman (autore dei brani monegaschi per l’ESC 1973 e 1975, nonchè  paroliere per Dalida, France Gall, Juliette Gréco e Mireille Mathieu) e David Salkin, autore di tanti artisti della scena pop francofona contemporanea). Persino nell’inno dei Takasa “You and me” c’è una firma doc, quella di Roman Camenzind, autore e produttore di quasi tutti i big del panorama svizzero contemporaneo. E poi naturalmente Ralph Siegel, compositore e produttore del brano sammarinese, 21 canzoni eurovisive all’attivo e una vittoria nel 1982.

 

 

 

Verso l’Eurovision Song Contest 2013: ecco i brani già in classifica

 fotoDue giorni all’avvio dell’Eurovision Song Contest  2013 (anche se tecnicamente è già cominciato con le prove) e noi proseguiamo il viaggio di avvicinamento alla rassegna andando a vedere come partono i brani in concorso a livello di vendite e download.Come sempre accade, è la settimana dell’ESC e quella subito dopo che fa la differenza, ma alcuni brani arrivano sul palco eurovisivo con un primo riscontro in patria e in diversi casi anche fuori.

“L’essenziale” di Marco Mengoni è il più titolato, ma con riscontri quasi esclusivi in Italia: multiplatino, per aver superato le 100mila copie (numero 1) con l’album “#Prontoacorrere” già numero 1 e disco d’oro. La canzone eurovisiva è entrata in classifica, sia pure in posizioni di retroguardia  in Svizzera e nel Belgio (sia in Vallonia che nelle Fiandre).

Sin qui, il riscontro maggiore lo sta ottenendo “Glorious” dei Cascada, unico brano dei 39 in concorso ad avere già centrato la top 10 europea (posizione 8), pur non avendo mai raggiunto la vetta né in Germania (6 generale, 7 Itunes), né altrove, dove comunque è entrata in classifica (17 in Serbia, 20 Estonia e più lontano in Austria, Svizzera, Romania e Repubblica Ceca). “You” di Robin Stjernberg invece dopo aver raggiunto la vetta nella natìa Svezia (sia in download che a livello generale  di airplay), ha centrato la posizione 39 nella top 100 di Billboard dei brani europei più scaricati. E’poi entrato in classifica in Finlandia.

Arrivano in concorso con un primato in patria “Igranka” degli Who See ft Nina Zizic (Montenegro, oltre alla chart di MTV Adria e l’ingresso in Croazia), “Kedvesém” di Bye Alex (Ungheria), “Eg a lif” di Eithor Ingi (Islanda), “Birds” di Anouk (Olanda, nel digitale e seconda assoluta, in classifica nel Belgio germanofono), “Alchohol is free” dei Koza Mostra ft Agathonas (Grecia, digitale), “Here we go” (Lettonia) e con un secondo posto “Only teardrops” di Emmelie De Forest (Danimarca, disco d’oro, numero 5 in Macedonia, 23 in Romania) e “Et uus saks alguse” di Birgit (Estonia).

Entrano con un piazzamento in top 10 sempre in patria “I feed you my love” di Margaret Berger (Norvegia, numero 4, anche digitale) e “O mie” di Aliona Moon (Moldavia, con la versione inglese) e “Love kills” di Roberto Bellarosa (Belgio, 9 nella chart della Vallonia, ma quella mista airplay-vendite che “pesa” meno), mentre per altri si registrano posizioni di rincalzo.

Top 15 per “Tomorrow” di Gianluca Bezzina (Malta) e “Mizerija” dei Klapa S Mora (Croazia), top 30 per “You and me” dei Takasa/Heilsarmee (Svizzera), “Marry me” di Krista Siegfrids (Finlandia), “Gravity” di Zlata Ognevich (Ucraina) e “Shine” di Natàlia Kelly (Austria). Più lontano, ma in classifica “Only love survives” di Ryan Dolan (Irlanda) mentre è appena entrata in chart partendo dal basso “What if” di Dina Garipova (Russia), destinata probabilmente a salire molto anche in Europa.

Colpisce, l’assenza completa di “L’enfer et moi” di Amandine Bourgeois (Francia) e “Believe in me” di Bonnie Tyler (Regno Unito), entrambe per ora  “not charted” e la presenza nelle retrovie di “Contigo hasta el final” de El sueño de Morfeo (Spagna), il cui album è in arrivo durante l’Eurovision. Per loro è un vero esame, considerando che nessuna parte per vincere e che solo la britannica gode di una forte fanbase mondiale. Di seguito, cliccando sui link, trovate le canzoni della PRIMA SEMIFINALE, della SECONDA SEMIFINALE e quelle già ammesse IN FINALE.

Eurovision Song Contest 2013: ecco come seguire l’evento in tv e sul web

fotoA otto giorni dal via, la macchina dell’Eurovision Song Contest è ormai pronta anche se come al solito, la promozione sulla Rai è scarsa, se non assente. Non se n’è parlato su Rai Due in occasione dell’ospitata di Marco Mengoni a “Quelli che” e ancora non sono partiti gli spot in occasione della diretta di sabato 18, sera della finale, quando, è bene ricordarlo, ci si scontrerà con il serale di Amici. (Ma la Rai manderà in onda anche la prima semifinale su Rai 5, martedì 14)

Allora l’occasione è buona per fare il punto della situazione, rimandandovi poi, per aggiornamenti quasi in tempo reale, al nostro blog partner Eurofestival News, che seguirà nel dettaglio la rassegna con la presenza di cronisti e “talpe” sul posto.

 ITALIA RIDOTTA- Come previsto dal regolamento, la canzone di Marco Mengoni, “L’essenziale” sarà più breve di quella portata in concorso a Sanremo. Qui sotto trovate quella tagliata a 3’11” che compare nella compilation ufficiale (in vendita qui): il taglio è nell’ultimo ritornello e nel finale che non è sfumato ma secco. Ma alla Malmo Arena Mengoni comincerà a cantare subito dopo la prima pennata, così da ridurre a 3’03” il brano. Venerdì 17, dopo la prova ufficiale (quella che sarà in pratica la versione di backup dello show, che sarà usata dalle giurie per votare), sarà sorteggiata in quale metà finale canterà l’Italia, poi sulla base di quello, sarà deciso l’ordine di uscita.Vale ricordare che non si può votare l’Italia dall’Italia a meno che non possediate una sim di uno degli altri 37 paesi televotanti (San Marino ha in massima parte i prefissi italiani e dunque vota con la giuria e basta, non essendo possibile distinguere i loro voti dai nostri e la loro compagnia nazionale “Prima” ha troppi pochi utenti). Quella che trovate cliccando qui è la versione che trovate sulla compilation ufficiale.

SAN MARINO PIACE AI FAN – Sul fronte sammarinese, il sogno di Valentina Monetta e della sua “Crisalide” di approdare per la prima volta in finale è alimentato dai fan eurovisivi, che mettono il brano ai primissimi posti della loro classifica di gradimento. San Marino non potrà contare in semifinale sull’apporto italiano, perchè si esibirà giovedì 16, quando non voterà l’Italia, ma se supererà anche la prova giurie (e se il trend fans sarà confermato) l’impresa non è fuori portata. Per uno storico derby di lingua e cultura italiana, inedito per la storia eurovisiva.  Intanto, si parla di San Marino anche perchè ad annunciare i voti è stato chiamato John Kennedy O’Connor, il giornalista inglese storico ufficiale della rassegna, che in questi giorni sta commentando su SmTv le pillole eurovisive. Nel dettaglio, ecco come seguire l’Eurovision 2013 con commento in italiano.

PRIMA SEMIFINALE – MARTEDÌ 14 MAGGIO ORE 21

Diretta RAI5 (commento di Federica Gentile), Diretta SmTV (canale 520 sky, 73 Tivùsat, 73 DTT solo emilia romagna e veneto – commento di Lia Fiorio e Gigi Restivo) Le canzoni della prima semifinale le potete ascoltare qui

SECONDA SEMIFINALE – GIOVEDÌ 16 MAGGIO ORE 21

Diretta SmTV (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo), nelle zone di confine con la Svizzera e in Alto Adige (RAS), diretta RSI La2 (commento Alessandro Bertoglio) Le canzoni della seconda semifinale le potete ascoltare qui

FINALE – SABATO 18 MAGGIO ORE 21

Diretta RAI2 (commento Marco Ardemagni, Filippo Solibello e Natascha Lusenti – Annuncio dei voti: Federica Gentile), diretta SmTV (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo, annuncio dei voti John Kennedy O’Connor), nelle zone di confine con la Svizzera e in Alto Adige (RAS), diretta RSI La1 commento Alessandro Bertoglio). Le canzoni già ammesse alla finale le potete ascoltare qui

Tutto lo show va anche in diretta, senza commento fuori campo, ma solo con la conduzione in inglese originale, sul sito ufficiale della rassegna (www.eurovision.tv): per vederlo è necessario scaricare un plugin non invasivo.