Charts: le numero 1 in Europa (19/5/2013)

In attesa che arrivi il ciclone eurovisivo, il secondo brano dell’ESC 2013 ad issarsi in testa alle classifiche (il primo era stato “You” in Svezia): si tratta di “Birds” dell’olandese Anouk che conquista la classifica nazionale e si avvia a salire in testa anche nel resto del Continente.  Segnaliamo con piacere, in tema di ex eurovisivi, l’arrivo in vetta in Svizzera di Anna Rossinelli, della quale riparleremo. Sotto, i numeri uno, sopra “Birds“.

SINGOLI

  • AUSTRIA:  Rosana – Wax
  • BELGIO: Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams (Fiandre) /Get lucky – Daft puntk ft Pharrell Williams (Vallonia)
  • BULGARIA: Waiting all night – Rudimental ft Ella Eyre
  • CROAZIA: Get lucky – Daft puntk ft Pharrell Williams
  • DANIMARCA:Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams
  • FINLANDIA:  Sini sabotage – Levikset Reppee ft Villegalle
  • FRANCIA: Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams
  • GERMANIA: Safe and sound- Capital cities
  • GRAN BRETAGNA: Get lucky- Daft punk ft Pharrell Williams
  • GRECIA: Walking on air – Anise K ft Snoop Dogg & Bella Blue
  • IRLANDA: Blurred lines – Robin Thickle ft T.I+ Pharrell
  • ISLANDA: Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams
  • ITALIA:   Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams
  • LUSSEMBURGO: Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams
  • NORVEGIA: Let her go- Passenger
  • OLANDA: Birds- Anouk
  • POLONIA: One way or another – One direction
  • PORTOGALLO: Just give me a reason- Pink ft Nate Ruess
  • REPUBBLICA CECA:  Just give me a reason- Pink ft Nate Ruess
  • ROMANIA: Ecou – Elena Gheorghe ft Glance
  • RUSSIA: Here comes the sun – Movetown ft Ray Horton
  • SLOVACCHIA: Just give me a reason- Pink ft Nate Ruess
  • SLOVENIA: Nor sigurno ne – Big foot mama (nazionali) / Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams (internazionali)
  • SPAGNA: Quien – Pablo Alboran
  • SVEZIA: Cant’ Hold us – Macklemore  & Ryan Lewis ft Ray Dalton
  • SVIZZERA: Get lucky – Daft punk ft Pharrell Williams
  • UNGHERIA: I could be the one – Avicii vs Nicky Romero

ALBUM:

  • AUSTRIA: Dann Mach’ s gut – Reinhard Mey
  • BELGIO: Stay Gold – Ozark Henry (Fiandre)/Quelques mots d’amour – Franck Michael (Vallonia)
  • DANIMARCA: Jowt – Allan Olsen
  • FINLANDIA: Onnen vuodet – Joanne Aaron
  • FRANCIA:Bad Cowboy – Gueko Seth
  • GERMANIA: Dann Mach’ s gut – Reinhard Mey
  • GRAN BRETAGNA:  Time – Rod Stewart
  • IRLANDA: Absolute zero – Little green cars
  • ISLANDA: Stormurinn – Bubbi Morthens
  • ITALIA: L’album biango- Elio e le storie tese
  • NORVEGIA: Collection 1973-2013- Bruce Springsteen
  • OLANDA:  The schocking miss Emerald – Carlo Emerald
  • POLONIA: Zlota Kolekcja Bal U Posejdonia-Anna German
  • PORTOGALLO:Esencial- Tony Carreira
  • REPUBBLICA CECA:Lina hubda Holy – Tri Sestry
  • SPAGNA: Tanto-Pablo Alboran
  • SVEZIA: Dags at tanka pa refrangen – Gyllen Tider
  • SVIZZERA: Marylou- Anna Rossinelli
  • UNGHERIA:  To be loved – Micheal Bublè

“We write the story”, l’inno eurovisivo unisce due generazioni

Fra le tante cose nuove che si sono viste nell’edizione 2013 dell’Eurovision Song Contest c’è stata anche la passerella che ha visto protagonisti i 26 cantanti della serata finale, che prima delle esibizioni hanno sfilato con una parte della delegazione e con una bandiera in mano.  La musica che li accompagnava era “We write the story”, primo inno ufficiale della storia eurovisiva.

Una canzone quasi regale, che unisce due generazioni, visto che è stata composta da Bjorn Ulvaeus e Benny Andersson, ovvero i due componenti maschili dei mitici Abba, lanciati proprio dall’Eurovision, vinto nel 1974 con “Waterloo” e da Avicii, un dj fra i più in voga attualmente sul territorio continentale. Non solo una passerella davanti a oltre 100 milioni di persone, ma il brano sta anche entrando in classifica dovunque. Meno che da noi, ovviamente.

Eurovision Song Contest 2013: stasera su Rai 2 la finale con Marco Mengoni

ESC2013_butterfly_background_sloganDopo l’incredibile successo della diretta di Rai 5 della prima semifinale (raddoppiati gli ascolti della rete) e dopo l’ottimo commento di Smtv per la seconda semifinale, stasera è arrivato il grande momento. Alle ore 21, va in onda dalla Malmo Arena la finale dell’Eurovision Song Contest 2013. Marco Mengoni, rappresentante italiano, canterà la sua “L’essenziale” avvolto in un abito verde pavone di Ferragamo, in posizione 23 su 26, dunque abbastanza vicino alle votazioni.

Il tutto sarà stasera in diretta su diretta Rai 2, commento Marco Ardemagni, Filippo Solibello e Natasha Lusenti; oppure in diretta su Sm TV San Marino (73 tivùsat e DTT solo in Emilia, 520 Sky e su  Hotbird (frequenza 12149 27500 ¾ polarizzazione verticale),  commento Lia Fiorio e Gigi Restivo. Per l’Italia, ad annunciare i voti sarà Federica Gentile, già voce della prima semifinale, mentre San Marino si avvarrà di John Kennedy O’Connor, giornalista inglese e biografo ufficiale della rassegna.

Come sempre, il voto sarà per metà tramite giurie nazionali (che hanno votato ieri), per metà tramite televoto. Ricordiamo che il regolamento della rassegna prevede che NON si possa votare il cantante del proprio paese, pertanto NON POTETE VOTARE MENGONI, ma uno degli altri 25 artisti in concorso.  Due le modalità di voto abilitate dal nostro Paese:

  • via SMS al numero 4770772
  • tramite App per smartphone e tablet Android o Apple

Televoto via SMS. Ogni utenza telefonica potrà inviare massimo 5 voti/SMS per serata al numero 4770772. Le utenze abilitate sono quelle degli operatori di telefonia mobile TIM, Wind, Vodafone, 3 e PosteMobile. Il costo di ogni singolo SMS/voto inviato è pari a 1 euro iva inclusa per TIM, Wind, Vodafone e Postemobile, mentre di 1.01 euro iva inclusa per quelli inviati da utenze 3 Italia. Ricordiamo che quest’anno non sarà possibile votare tramite telefonia fissa.

Di seguito l’ordine d’esecuzione completo:

  1. Francia – Amandine Bourgeois – “L’enfer et moi”
  2. Lituania – Andrius Pojavis – “Something”
  3. Moldavia – Aliona Moon – “O mie”
  4. Finlandia  – Krista Siegfrids – “Marry me”
  5. Spagna – El sueno de Morfeo – “Contigo hasta el final”
  6. Belgio – Roberto Bellarosa – “Love kills”
  7. Estonia – Birgit – “Et uus saks alguse”
  8. Bielorussia – Alyona Lanskaya – “Solayoh”
  9. Malta – Gianluca – “Tomorrow”
  10. Russia – Dina Garipova – “What if”
  11. Germania – Cascada – “Glorious”
  12. Armenia – Dorians – “Lonely planet”
  13. Paesi Bassi – Anouk- “Birds”
  14. Romania – Cezar – “It’s my life”
  15. Regno Unito – Bonnie Tyler – “Believe in me”
  16. Svezia – Robin Stjernberg – “You”
  17. Ungheria – ByeAlex- “Kedvesem”
  18. Danimarca – Emmelie de Forest – “Only teardrops”
  19. Islanda – Eithor Ingi – “Eg a lif”
  20. Azerbaigian – Farid Mammadov – “Hold me”
  21. Grecia – Koza Mostra ft Agathonas – “Alchohol is free”
  22. Ucraina – Zlata Ognevich – “Gravity”
  23. ITALIA – Marco Mengoni – “L’essenziale”
  24. Norvegia – Margaret Berger – “I feed you my love”
  25. Georgia – Nodi & Sophie – “Waterfall”
  26. Irlanda – Ryan Dolan – “Only love survives”

ESC 2013, il regolamento che doveva migliorare e quell’Italia ancora lontana

Una cosa è certa. Se le nuove regole imposte dall‘Ebu (classificazione di tutti i brani della serata per formare poi la top ten) erano pensate per rendere più agevole la vittoria o la qualificazione a tutti e per limitare il block vote, non hanno funzionato. Le due semifinali hanno portato ad un parterre di finalisti che non si vedeva dal 1985, senza paesi del mondo slavo. Non solo, sarà una finale con tutte e sei le scandinave e otto ex sovietiche su nove (eliminata solo la Lettonia).

Spiace soprattutto per San Marino, che credeva molto nel progetto “Crisalide” e che forse è rimasto incastrato proprio in questo meccanismo perverso che da canzone preferita dai fan l’ha trasformata, con ogni probabilità nella vittima sacrificale. E proprio nel momento in cui la convenzione con la Rai sta per essere firmata (giusto nei giorni scorsi c’è stato l’incontro fra il governo sammarinese e la presidente Tarantola), una serata come quella di ieri mette tanti cattivi pensieri in testa per il futuro. L’Eurovision per il Titano è una vetrina, come lo è per tante piccole realtà, eppure sembra che non ci sia spazio per chi ha tanta voglia di mettersi in mostra, ha pochi soldi eppure lavora con serietà e professionalità come -e tavolta anche meglio- di chi può contare su fiumi di denaro.

Non è una questione di qualità. Di belle canzoni, di prodotti di buon livello, in finale ce ne sono diversi, anche fra le canzoni che hanno passato il turno  ieri sera. Nè è una questione di sound, perchè il brano di Valentina Monetta non era meno vintage di quanto non fossero quelli di Georgia e Azerbaigian o di quanto non lo fossero martedì sera quelli di Estonia, Irlanda o Russia. Il ridimensionamento della rassegna voluto dall’Ebu non può che dare buoni frutti, ma se la si vuole davvero rendere alla portata di tutti, bisognerebbe mettere in condizione i piccoli paesi di giocare se non alla pari con gli altri, almeno in condizioni di non sentirsi svantaggiati in partenza.

Poi è chiaro che un ruolo importante lo giocano il brano, l’artista e la performance (oltre alla fortuna: l’essere stati lontano dalla semifinale italiana, sicuramente ha influito sulla mancata qualificazione biancoceleste e i risultati che usciranno sabato notte diranno quanto), ma la sensazione che da qualche parte ci sia un corto circuito che non si riesce a riparare è palpabile. Per esempio, senza che la cosa venga presa male dagli amici rumeni: possibile che anche col nuovo regolamento basti solo la massiccia presenza dei connazionali sparsi per l’Europa per far passare un progetto che scarterebbero anche nelle peggiori balere di periferia come quello di Cezar? Sarà interessante,anche in questo caso, capire qual è stato il peso delle giurie. Ieri notte, intanto, Mengoni è stato posizionato al numero 23 (su 26) della finale: almeno la Rai sarà contenta, terrà i telespettatori incollati alla tv per un bel pezzo.

SOLONI E GIUDIZI SOMMARI– Quello che invece è già ben chiaro è che ciò che continua a marcare la distanza fra l’Eurovision e la possibilità che questo prenda definitivamente piede in Italia è lo stantìo provincialismo italocentrico che accompagna fruitori e destinatari della musica a tutti i livelli. Una storia vecchia, che c’era già negli anni 60, quando  ad esempio, durante l’edizione di Napoli 1965 i nostri cronisti scrivevano di come “Poupée de cire, poupée de son” (poi successo mondiale) fosse “la peggior canzone in concorso” stupendosi poi della sua vittoria e facendo notare “l’abisso che c’è fra i motivi in concorso e i brani presentati da Del Monaco” (chiamato a premiare il vincitore ndr)” O come quando nel 1970 si scriveva di ESC paragonandolo a rassegne “ben più valide ed importanti come il nostro festival di Sanremo” o quando nel 1971 un quotidiano scrisse dei brani eurovisivi come “canzonette da quattro soldi, omicidi musicali” e del contesto come “Uno zoo canoro fatto di animali spelacchiati e zoppicanti”

A distanza di anni, sono cambiati i mezzi, non i modi. Si accende uno streaming, si apre un social network e si commenta. Senza nemmeno informarsi. Gli stessi che scrivono di “feticismo per le farfalline” solo perchè le cartoline sono accompagnate da quello che in realtà è il simbolo della rassegna sono gli stessi che elogiavano la farfallina (una sola) di Sanremo. Che non era trash. Ma le canzoni dell’Eurovision si. Tutte. Solo perchè uno invece di stare impalato davanti a un microfono, ci mette un balletto. O una scenografia che non è quella standard. O un abito glitterato.

Gli stessi che esaltano le produzioni fatte in serie che escono da certi programmi e le loro canzoni che non varcano i confini nazionali e poi si permettono di apostrofare come “imitazioni da poracci” artisti che se non avranno tutti il successo discografico, sicuramente hanno tutti avuto una platea di cento milioni di persone. E le cui messe in scena, in molti casi,  sono costate fiori di soldi. Poco importa che magari l’artista sia bravo, che abbia voce o abbia un pezzo radiofonico. E’lontano dai gusti italiani, quindi è trash, a prescindere.

Perchè il metro di paragone è sempre l’Italia. Sei primo in classifica su I Tunes in Italia? Sei il migliore che c’è, altrochè. E se in Europa non sfondi, è l’Europa che non ti capisce, perchè se sei in testa nella “patria della musica” (?!?) hai già una consacrazione assoluta. Dire la propria. Senza informarsi, senza sforzarsi di capire, di sapere e di ascoltare. Come quello che subito dopo la vittoria di “Euphoria”, col brano già in testa alle classifiche di tutto il continente commento: “è più facile che oggi i ragazzi di Roma, Parigi, Berlino o Madrid, abbiano nel loro Ipod i brani di Lady Gaga, o Beyoncè, piuttosto che la canzone di questa sconosciuta svedese“. Chissà se poi gli hanno spiegato che la canzone è arrivata in vetta in 21 paesi, vincendo 12 dischi di platino.

Eurovision Song Contest 2013: i qualificati della seconda semifinale

ESC2013_butterfly_background_sloganUna seconda semifinale forse meno forte dal punto di vista della qualità dei brani regala grosse sorprese. Finisce clamorosamente l’Eurovision Song Contest di San Marino. Non risentiremo “Crisalide” nella finale di sabato sera su Rai2, nonostante la canzone fosse ai primi posti di gradimento fra i fan. Per conoscere le esatte motivazioni dell’esclusione bisognerà attendere la pubblicazione delle classifiche e dei voti separati di giuria e televoto (sabato notte dopo la finale), ma la sensazione è che possa aver patito il voto dei giurati. Diversamente, l’eliminazione di Valentina Monetta, nettamente la migliore della sera, è inspiegabile, salvo che le preferenze dei fan non si siano tramutate in voto e she sin qui avessero scherzato, illudendo i biancocelesti.

La qualificazione a sorpresa è quella dei Dorians: il mondo ex sovietico qualifica dunque otto nazioni su nove alla finale, mentre esce del tutto quello slavo con l’eliminazione della Macedonia: per la prima volta dal 1985 avremo una serata finale senza canzoni dell’area balcanica della ex Repubblica Federale (allora la Jugoslavia era una sola: da allora, sia unita che divisa, è stata sempre presente). Passa il turno anche l’Ungheria, che era in bilico, non ce l’ha fatta invece la Bulgaria, sicuramente penalizzata nel televoto (i giurati come è noto hanno votato ieri) da una esibizione per nulla impeccabile.

In parte inattesa anche la qualificazione dell’Islanda, ma va dato atto ad Eithor Ingi di aver sfoderato con la sua “Eg a lif” l’altre miglior performance della serata: misurata, precisa, da consumato artista (del resto è attore di musical), senza troppi fronzoli, a conferma che la linea della semplicità paga quasi sempre anche all’Eurovision. Alcune qualificazioni abbastanza scontate alla vigilia, quella dell’Azerbaigian, che si porta a braccetto la Georgia (entrambi a questo punto fortemente candidati ad un posto nei dieci), di Malta e anche della Grecia, che gode sempre di ottimo seguito. Peccato per l’eliminazione degli svizzeri Takasa, che però oggettivamente non partivano molto favoriti nonostante il loro inno molto radiofonico.

Avamti come previsto anche la Norvegia, con Margaret Berger che diventa una seria avversaria di Emmelie De Forest e Zlata Ognevich per la vittoria finale, così come era ampiamente previsto, nonostante il pessimo brano, il passaggio del turno di Cezar, spinto dai connazionali in giro per l’Europa.  E sabato sera, in diretta su Rai2, andrà in onda il bacio saffico che conclude “Marry Me” di Krista Siegrfrids. Sarà interessante capire come reagiranno a viale Mazzini.

Detto del commento preciso, attento e decisamente accogliente di Gigi Restivo e Lia Fiorio su SMtv, c’è invece da dire che si moltiplicano ancora i cronisti che continuano a parlare dell’Eurovision come trash, dopo aver visto poche esibizioni. La stessa gente che definisce imitazioni “da poracci” le esibizioni di Malmo e poi ha il coraggio di definire osannare i modelli stereotipati e tutti uguali, che non escono dai confini italiani, di alcuni talent show (soprattutto uno, che non a caso va in onda solo da noi). Come sempre, abbiamo paura di mettere il naso fuori dalla porta. Hai visto mai ci fosse qualcosa che mette in dubbio le nostre certezze acquisite e scontate.

Passano il turno

  • Bye Alex – Kedvesem  (Ungheria)
  • Farid Mammadov – Hold me (Azerbaigian)
  • Nodi & Sophie – Waterfall (Georgia)
  • Cezar – It’s my life (Romania)
  • Margaret Berger – I feed you my love (Norvegia)
  • Eithor Ingi – Eg a lif (Islanda)
  • Dorians- Lonely Planet (Armenia)
  • Krista Siegfrids – Marry me (Finlandia)
  • Gianluca – Tomorrow (Malta)
  • Koza Mostra ft Agahonas- Alchohol is free (Grecia)

Eurovision Song Contest 2013: stasera la seconda semifinale, tifiamo Valentina Monetta

Stasera secondo appuntamento con l’Eurovision Song Contest  2013. In diretta dalla Malmö Arena, in Svezia, alle ore 21 italiane, va in scena la prima semifinale della rassegna musicale più famosa e seguita d’Europa. In Italia potremo seguirla, con commento in italiano in diretta su SMtv San Marino (canale 520 Sky, 73 TivùSat, 73 DTT in Emilia Romagna, Veneto e Costa adriatica, oppure satellite senza Sky su Hotbird- frequenza 12149 27500 ¾ polarizzazione verticale), col commento di Lia Fiorio e Gigi Restivo). 

L’Italia stasera non vota (e la Rai non trasmette la seconda semifinale), ma voi potete comunque essere protagonisti, aiutandoci a portare l’hashtag #escita in testa ai trend topic, come già successo martedì. I due topic da usare sono quello di cui sopra e #eurovision. L’iniziativa è curata dal nostro blog partner Eurofestival News. Stasera il tifo è tutto per Valentina Monetta, la rappresentante di San Marino, che si esibisce per seconda con la ballata “Crisalide”.

1 Lettonia PeR Here we go Inglese
2 San Marino Valentina Monetta Crisalide (Vola) Italiano
3 E.R.I.Macedonia Esma & Lozano Pred da ze razdeni Macedone, Lingua rom
4 Azerbaigian Farid Mammadov Hold me Inglese
5 Finlandia Krista Siegfrids Marry Me Inglese
6 Bulgaria Elitsa Todorova & Stoyan Yankoulov Samo Shampioni Bulgaro
7 Malta Gianluca Tomorrow Inglese
8 Islanda Eythor Ingi Eg a lif Islandese
9 Grecia Koza Mostra ft Agathonas Alchohol is free Greco
10 Israele Moran Mazor Rak Bishvilo Ebraico
11 Armenia Dorians Lonely planet Inglese
12 Ungheria ByeAlex Kedvesem (Zoohacker rmx) Ungherese
13 Norvegia Margaret Berger I feed you my love Inglese
14 Albania Adrian Lulgjuraj & Bledar Sejko Identitet Albanese
15 Georgia Nodi & Sophie Waterfall Inglese
16 Svizzera Takasa You and me Inglese
17 Romania Cezar It’s my life Inglese

 

Eurovision 2013, prima semifinale: avanti Anouk, crollo slavo

ESC2013_butterfly_background_sloganLa prima serata dell’Eurovision Song Contest scorre via in pieno stile europeo: i 16 cantanti si sono già tutti esibiti alle 22.20. Rai 5 ha onorato al meglio l’impegno con la precisissima Federica Gentile discreto ma accogliente anfitrione delle esibizioni. E a fine serata l’hashtag #escita ufficiale della Rai è numero uno nel nostro paese fra le tendenza su twitter

Marco Mengoni ha assistito alla prima serata in platea e poi come tutti gli altri big 5 (e come la Svezia padrona di casa) è comparso brevemente in una clip a fine serata, prima dell’annuncio dei qualificati, andandosi a prendere un  grande applauso quando la conduttrice Petra Mede lo ha nominato (ed è stato inquadrato).  Il palco della Malmo Arena ha valorizzato alcune esibizioni: su tutte quella della moldava Aliona Moon, esplosa in tutta la sua potenza vocale e sollevata a quattro metri di altezza da un vestito semovente e illuminato da immagini grafiche speciali.

C’era qualche timore per Anouk, il cui brano “Birds” sul palco ha reso meno che nella versione live, ma alla fine la cantante ce l’ha fatta a riportare il paese in finale dopo 10 edizioni: l’ultima volta ce l’avevano fatta i Re-Union nel 2004.  I paesi della ex Jugoslavia escono clamorosamente tutti di scena, mentre  quelli dell’ex Unione Sovietica fanno l’en plein, piazzando sei brani su sei all’atto finale. Avanti la favorita Emmelie De Forest.

Di sicuro, è stata una prima semifinale nel segno del sound vintage: passano il turno sia le canzoni anni 80 di Ryan Dolan e Andrius Pojavis, che quelle molto anni 90 di Birgit (Sanremo 1995, una canzone a caso delle Nuove Proposte…), che festeggia così la sua prossima maternità,  Dina Garipova (che però ha forse il pezzo più bello in concorso insieme a quello di Marco Mengoni) e Roberto Bellarosa, che vince la sfida fra i più giovani della rassegna con l’austriaca Natalia Kelly. Di quattro artisti che avevano a che fare con l’Italia ne passano due, Roberto Bellarosa (la cui famiglia è di Vico del Gargano) e Andrius Pojavis (che vive a Milano, dove ha anche registrato l’album) mentre non ce la fanno (diremmo per fortuna) i Klapa S Mora (che hanno missato il brano a Bologna) e le Moje 3 (Sara Jovanovic è nata ed ha vissuto a Roma).

Fuori anche la ballata stile metà anni 70 della cipriota Despina Olympiou, grande fascino e grande voce, ma con un brano non di grande presa. Avrebbero meritato il passaggio del turno i montenegrini  Who See, col pezzo più innovativo in concorso (ma forse anche il più difficile) e anche Hannah Mancini, col suo sound dance vintage. Quanto alla Bielorussia,  era difficile prevederne l’eliminazione. E infatti. Passano il turno:

  • Aliona Moon – O mie (Moldavia)
  • Andrius Pojavis –  Something (Lituania)
  • Ryan Dolan – Only love survives (Irlanda)
  • Birgit – Et uus saks alguse (Estonia)
  • Alyona Lanskaya – Solayoh (Bielorussia)
  • Emmelie De Forest – Only teardrops (Danimarca)
  • Dina Garipova – What if (Russia)
  • Roberto Bellarosa- Love kills (Belgio)
  • Zlata Ognevich – Gravity (Ucraina)
  •  Anouk – Birds (Paesi Bassi)

Ore 21: prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2013 in diretta su Rai 5 e SMtv

Pronti? Via.  Da stasera comincia la gara. L’Eurovision Song Contest 2013 entra nel vivo con la prima semifinale. In diretta dalla Malmö Arena, in Svezia, alle ore 21 italiane, va in scena la prima semifinale della rassegna musicale più famosa e seguita d’Europa. In Italia potremo seguirla, con commento in italiano, in due modi: diretta su Rai 5 col commento di Federica Gentile oppure diretta su SMtv San Marino (canale 520 Sky, 73 TivùSat, 73 DTT in Emilia Romagna, Veneto e Costa adriatica, oppure satellite senza Sky su Hotbird- frequenza 12149 27500 ¾ polarizzazione verticale), col commento di Lia Fiorio e Gigi Restivo.

Stasera l’Italia sarà anche chiamata a votare col meccanismo del televoto (per i numeri vi rimandiamo ad Eurofestival NEWS), mentre la giuria italiana ha votato ieri sera, attraverso la visione a circuito chiuso prova generale dello show di semifinale. Ecco di seguito i cantanti che ascolteremo e vedremo in gara stasera, in ordine di uscita. Si qualificano per la finale le prime 10.  In alto, un assaggio delle prove generali, cliccando sulla finestra in alto alla pagina ci sono le canzoni.

 

1 Austria Natàlia Kelly Shine Inglese
2 Estonia Birgit Et uus saaks alguse Estone
3 Croazia Klapa S Mora Mizerija Croato
4 Slovenia Hannah Straight into love Inglese
5 Danimarca Emmelie De Forest Only teardrops Inglese
6 Russia Dina Garipova What if Inglese
7 Ucraina Zlata Ognevich Gravity Inglese
8 Paesi Bassi Anouk Birds Inglese
9 Montenegro Who see ft Nina Zizic Igranka Montenegrino
10 Lituania Andrius Pojavis Something Inglese
11 Bielorussia Alyona Lanskaya Solayoh Inglese
12 Moldavia Aliona Moon O mie Rumeno
13 Irlanda Ryan Dolan Only love survives Inglese
14 Cipro Despina Olympiou An me thimasai Greco
15 Belgio Roberto Bellarosa Love kills Inglese
16 Serbia Moje 3 Ljubav je svuda Serbo

 

Domani scatta l’Eurovision 2013: big, protagonisti, favoriti e non solo…

fotoLe prime prove alla Malmö Arena hanno mostrato un Marco Mengoni in buona forma in vista della sua esibizione all’Eurovision Song Contest 2013, nonostante il superlavoro degli ultimi giorni e la febbre alta alla vigilia del concerto di Radio Italia, sabato scorso. La rassegna è già partita con i cantanti già entrati in clima. Domani c’è la prima semifinale (diretta ore 21 Rai 5, commento di Federica Gentile e SMtv, commento Lia Fiorio e Gigi Restivo), ma come è noto all’Eurovision le giurie votano il giorno prima.

Quindi quelle dei paesi coinvolti in questa prima semifinale, più quelle di Italia, Svezia e Regno Unito godranno oggi pomeriggio della visione a circuito chiuso della prova generale (un vero e proprio spettacolo uguale alla diretta di domani con tanto di pubblico) al termine della quale daranno le loro preferenze. Domani in diretta sarà invece la volta del televoto. Per tutte le informazioni live, vi rimandiamo come sempre ad Eurofestival NEWS  e alla sua pagina facebook. 

CAMPIONE DA PRIMATO – Una cosa è certa,l’edizione 2013 della rassegna musicale europea, nonostante la crisi, si preannuncia ad alto livello. L’arena svedese, pur senza i lustrini, è tirata a luce e promette  di esaltare al massimo le performance degli artisti.  Marco Mengoni e la sua “L’essenziale” hanno una grande responsabilità:  per la prima volta dal 1965, infatti, l’Italia schiera in concorso un motivo uscito dal Festival di Sanremo che ha occupato il primo posto in classifica: era successo con “Se piangi, se ridi” di Bobby Solo. Dal 1997, invece, non succedeva di vedere sul palco eurovisivo cantante e canzone che hanno vinto la rassegna sanremese: allora l’onore toccò a “Fiumi di parole” dei Jalisse, quarti al traguardo.  Per la prima volta dal 2008 ci sono due canzoni in lingua italiana (allora furono quelle di Svizzera e San Marino), ma per la prima volta nella storia ad eseguirle sono due paesi anche di cultura italiana.

Più che della vittoria italiana, oggettivamente difficile anche per la particolarità di un brano molto italiano nello stile, nello staff azzurro ci si preoccupa (giustamente) che Mengoni sfoderi una grande performance, anche perché dal palco svedese, dovessero esserci buoni riscontri di grandimento potrebbero partire anche progetti internazionali. Che Mengoni possa legittimamente ambire ad un posto nella top 5 è possibile, ma anche un risultato nei 10 non sarebbe certo riduttivo considerando che nelle valutazioni eurovisive sono in ballo tanti fattori.

FAVORITI E OUTSIDERS  – La sensazione  (tramite i bookmakers ma non solo) è che per la vittoria, siano fortemente in corsa Emmelie De Forest (Danimarca) con la sua “Only teardrops” con influenze folk e l’elettropop di Margaret Berger (Norvegia) con “I feed you my love”.  Le prove sin qui hanno mostrato una De Forest alle prese con grossi limiti vocali, tanto che la tv danese, nel pubblicare il video della sua prova sul canale youtube ha sostituito la versione live con quella studio, opportunamente “truccata” da live, per nascondere le falle della favorita. Il tam tam ha subito fatto il giro d’Europa e chissà che nonostante il tifo chiaro degli svedesi per lei (quest’anno la vicina Danimarca sta beneficiando del flusso economico turistico dell’Eurovision e magari lo scambio potrebbe far restare quasi in casa la rassegna, come raccontato da Eurofestival NEWS…) questa vicenda non possa danneggiarla.

Ma altri giocano quanto meno per il podio. Fra i nomi di spicco, sicuramente puntano a fare bene i tedeschi Cascada, la cui “Glorious” ha notevole riscontro fra i fan e l’olandese Anouk, con la ballata soft “Birds”, che ha il gravoso compito di riportare il paese in finale dopo quasi 10 anni. Ma punta al bottino grosso anche la Russia che con la ballata stile Houston di Dina Garipova (“What if”) e una interpretazione quasi perfetta, potrebbe far convergere su di sé i voti degli amanti di un certo sound melodico. Per i quali quest’anno, c’è molto da godere. A cominciare proprio da  Mengoni e la sua “L’essenziale”  e da quella “Crisalide” di Valentina Monetta sempre ai primi posti di gradimento dei fan, sinora e che ora dovrà passare alla prova delle giurie nazionali: per lei l’esame è giovedì sera, canterà per seconda. Ma anche “Gravity” di Zlata Ognevich (Ucraina) ha colpito molto pubblico ed addetti ai lavori e potrebbe inserirsi nella corsa per un posto al sole. Con merito.

 ITALIA QUI, ITALIA LA’- Oltre a Marco Mengoni (e a Valentina Monetta, il cui padre è calabrese), l’Italia è presente a sprazzi e in vari modi anche da altre parti: c’è chi è nato e vi ha vissuto a lungo (Sara Jovanovic delle serbe Moje 3), chi ha origini familiari (il belga Roberto Bellarosa), chi ci vive o vi ha vissuto (come  il rumeno Cezar, che in Italia si è anche diplomato al conservatorio o il lituano Andrius Pojavis, protagonista dell’incidentato ritorno in Italia con guasto aereo insieme a Mengoni dopo il concerto di anteprima ad Amsterdam), chi ha missato o registrato la canzone da noi (Pojavis e i croati Klapa S Mora) e chi ha cantato in gara a Sanremo (Raquel del Rosario degli spagnoli El sueño de Morfeo). Senza contare che ha origini italiane anche Toni Iommi, il chitarrista dei Black Sabbath autore della musica di “Lonely Planet”, degli armeni Dorians e che Mauro Balestri, il paroliere di “Crisalide” è spezzino.

BIG IN CAMPO…E DIETRO LE QUINTE– Sarà una edizione grandi firme, anche quest’anno. Oltre ai citati  Cascada (30 milioni di dischi venduti) Marco Mengoni e Anouk, non passa certo inosservata Bonnie Tyler, che rappresenterà il Regno Unito a caccia di rilancio dopo una carriera che l’ha vista dominare le classifiche fra gli anni 70 ed 80. “Believe in me”, scritta dagli autori di Christina Aguilera e Katy Perry (Chris Braide, Lauren Christy e Desmond Child) regala un tuffo nel passato, ma anche una voce forse meno graffiante rispetto al passato ma sempre magnetica. Per lei sarà determinante il live, punto dolente negli ultimi due anni per Blue e Humperdinck:  se lo fa bene, potrebbe essere una sorpresa, se lo sbaglia, finirà probabilmente nelle retrovie.

 El sueño de Morfeo, la band che sarà in gara per la Spagna, ha il difficile compito di fare meglio del decimo posto di Pastora Soler dell’anno scorso, miglior risultato dal 2001: “Contigo hasta el final“, tuttavia, non è stato mai promosso, in nessun evento estero (esattamente come “Birds” di Anouk), fra lo sconcerto dei fan spagnoli, che non vogliono vedere i loro beniamini penalizzati. Il loro album esce nei giorni del festival, ma la canzone sin qui non sta dando il riscontro sperato. La Macedonia schiera nel duo Esma & Lozano Esma Redzepova, la regina della musica gitana, che ha iniziato a cantare quando è nato l’ESC e ha all’attivo 9000 concerti nel mondo.

 Fra gli autori, detto di Toni Iommi e delle firme del brano inglese, ce n’è per tutti i gusti. Il compositore campione in carica, Thomas G:Son firma “Waterfall” di Nodi & Sophie (Georgia) mentre Iain Fairquharson, che nel 2011 vinse con “Running scared” quest’anno mette la firma su “Love kills” di Roberto Bellarosa (Belgio). Il greco Dimitris Kontopoulos, già autore di “Shady lady” (Ani Lorak, Ucraina 2008) e “This is our night” (Sakis Rouvas, Grecia 2009) firma “Hold me” dell’azero Farid Mammadov, mentre la Francia punta per Amandine Bourgeois e “L’enfer et moi” su un’accoppiata trasversale nei tempi: Boris Bergman (autore dei brani monegaschi per l’ESC 1973 e 1975, nonchè  paroliere per Dalida, France Gall, Juliette Gréco e Mireille Mathieu) e David Salkin, autore di tanti artisti della scena pop francofona contemporanea). Persino nell’inno dei Takasa “You and me” c’è una firma doc, quella di Roman Camenzind, autore e produttore di quasi tutti i big del panorama svizzero contemporaneo. E poi naturalmente Ralph Siegel, compositore e produttore del brano sammarinese, 21 canzoni eurovisive all’attivo e una vittoria nel 1982.

 

 

 

Martedì scatta l’Eurovision Song Contest 2013: curiosità svedesi, italiane e non solo…

E’ormai tutto pronto per l’evento musicale dell’anno. Tecnicamente l’Eurovision Song Contest 2013 è già partito, con le prove ufficiali alla Malmo Arena, e la prima conferenza stampa dell’organizzazione (ma anche le prime polemiche, col team moldavo che seccato per gli inconvenienti tecnici che a loro dire avrebbero danneggiato Aliona Moon in prova hanno disertato la conferenza stampa obbligatoria, violando il regolamento). In realtà la gara vera e propria comincia martedì 14 quando (ore 21, diretta Rai 5),  si svolgerà la prima semifinale. Giovedì  16 la seconda (niente Rai, solo SMtv San Marino, ore 21 520 Sky e 73Tivùsat) e Sabato 18 la finale (diretta Rai 2 ore 21).

Ripetizioni non scontate, visto che si è assistito in questo periodo ad una promozione Rai dell’evento in stile “Oggi le comiche”. Prima la mancata “nomina” dell’evento con Mengoni ospite a “Quelli che”, poi giovedì scorso con lo stesso ospite a The Voice, l’evento è diventato “Eurosong“, alla maniera svizzera e poco dopo la trasmissione, su twitter, Rai 2 comunica l’hashtag “per seguire Mengoni giovedì all’Eurovision” (ovvero nell’unico giorno in cui in Rai non va in onda, pensando di parlare in realtà della finale che invece c’è sabato…).   Sopra trovate lo spot ufficiale Rai, passato per la prima volta alle ore 23.57 di giovedì scorso. Meglio tardi che mai. Demenziale, surreale, quasi grottesco, che l’evento venga trattato in questo modo dall’emittente che deve mandarlo in onda…

PRECEDENTI – Per la quinta volta si va in Svezia, per la seconda a Malmö, ma nel 1992 la sede era il Palazzetto dello Sport (e per l’Italia c’era Mia Martini, che chiuse quarta con “Rapsodia”). L’ultima volta da queste parti, nel 2000 a Stoccolma, vinse la Danimarca con gli Olsen Brothers e “Fly on the wings of love”, brano che polverizzò ogni record di vendita in patria e la Russia chiuse seconda con “Solo” di Alsou: un risultato che potrebbe clamorosamente ripetersi. E per una coincidenza, Alsou sarà ancora protagonista, come spokesperson russa.

La prima volta svedese, al Centro Fieristico di Stoccolma nel 1975 (con gli Abba vincenti l’anno prima), vide imporsi “Dinge a dong” delle Teach In, per l’ultimo successo olandese, con l’Italia terza grazie a Wess e Dori Ghezzi con “Era” e per la prima volta fu introdotto l’attuale sistema di voto. Nel 1985 era toccato invece a Goteborg dove allo Scandinavium vinsero le norvegesi Bobbysocks con “La det swinge” (ma una delle due componenti era svedese!).

TALENT EUROFESTIVAL– Sarà un’edizione dell’ESC particolarmente ricca di giovani usciti dai talent show. Hanno partecipato a The Voice Roberto Bellarosa (Belgio, vincitore); Natàlia Kelly (vincitrice), Krista Siegfrids (Finlandia), Dina Garipova (vincitrice), (Russia, le Moje 3 (Serbia, ci sono prima e seconda, più una finalista). Escono invece da Pop Idol Margaret Berger (Norvegia), Birgit (Estonia, vincitrice), Amandine Bourgeois (Francia, vincitrice), Nodi & Sophie (stessa edizione ma singolarmente, Georgia), Robin Stjernberg (Svezia).  I PeR (Lettonia) escono da Latvia’s Got Talent, Marco Mengoni viene da X Factor (vincitore), Aliona Moon (Moldavia) da Operazione Trionfo mentre Moran Mazor ha vinto il talent israeliano al femminile “Eyud Golan call you“, Vlatko Lozanoski (Macedonia) da Mak Zvezdi. L’albanese Adrian Lugjuraj a The Voice ha fatto l’assistant coach.

CIFRE VARIE– Emil Ramsauer, dei Takasa (Svizzera), con i suoi 95 anni è il più anziano in gara e anche in assoluto l’artista più anziano che abbia mai calcato il palco dell’Eurovision Song Contest. La solista più anziana è invece  Bonnie Tyler (62 anni, Regno Unito). Roberto Bellarosa, nato in Belgio nel 1995 è il più giovane. Valentina Monetta (San Marino), è alla seconda partecipazione consecutiva. Sono alla seconda, ma non di fila Elitsa e Stoyan (Bulgaria, anche nel 2007). Aliona Moon (Moldavia), l’anno scorso era corista di Pasha Parfeny, autore della sua canzone. Farid Mammadov è il primo solista maschio a rappresentare l’Azerbaigian nella storia eurovisiva, i Dorians la prima band armena. Come al solito e  come ogni anno, oltre che su questo blog, aggiornamenti in tempo reale su Eurofestival NEWS.