Dalla Grecia ecco Monika, il nuovo fenomeno indie

Fra i tanti paesi che si affacciano di tanto in tanto nel panorama del pop c’è anche la Grecia, che quando si distacca, in tutto o in parte, dai suoi etnici produce ottime cose (e anche quando mescola il folk locale al pop). Il nome nuovo, in questo quadro, si chiama Monika Christodolou, ateniese di 21 anni e in patria va fortissimo. Sopra trovate “Over the hill”, singolo estratto dal suo primo album “Avatar”.

Sicuramente un sound non proprio commerciale, ma un lavoro molto ben fatto e gradevolissimo da ascoltare. E mentre il singolo è ancora nelle charts, è uscito anche il secondo album “Exit“, del quale sotto potete ascoltare la traccia dal titolo “Yes I do“, dove si sente maggiormente l’influenza dei suoni greci e qui invece “Our love or how we lost it”, molto soft e delicato.

“Oh no” e “Hollywood”, ecco a voi il ciclone Marina and The Diamonds

Mettiamo subito i puntini sulle “I”. C’è scritto Marina & The Diamonds, ma in realtà lei è da sola. Si chiama Marina Lambrini Diamandis (è proprio l’esatta traduzione di “Diamonds”!), ha 25 anni ed è nata in Galles da mamma gallese e padre greco. Il gioco di parole è anche un premio ai fans: lei stessa infatti sul suo myspace dice al suo pubblico “Io sono Marina e voi siete i miei diamanti”.

E’nettamente una delle cose migliori che circolano adesso in Europa, uno dei fenomeni emergenti della scena indie pop. Bella presenza, sfrontatezza quanto basta, testi con barili di ironia dentro e canzoncine di ottima fattura che si fanno canticchiare. Successo garantito: l’album di debutto, arrivato dopo  un annuncio sul portale commerciale Kjjj e due Ep, si chiama “The family jewels” e sta andando benissimo (è già disco d’oro)

In alto trovate “Hollywood”, il primo singolo dell’album, di cui lei autrice, al pari di tutti gli altri brani. Sonorità sicuramente molto particolari ma non per questo meno orecchiabili. Sicuramente un pò più indie “Oh no”, che trovate qui sopra. Entrambi grossi tormentoni. Ma quello che colpisce è soprattutto l’allegria che si respira, ascoltando i brani e guardando i video, che somigliano, per dire, a quelli di Kate Nash (“Foundations” e “Pumpkin soup” soprattutto). Del resto un’altra bella realtà della scena indie pop. Come Marina.

“This is my life”, Edward Maya ci riprova

Il grande protagonista dell’ultimo periodo ritorna con un nuovo singolo. Eduard Marian Ilie, in arte Edward Maya ha appena sfornato “This is my life”, terzo brano di questa sua folgorante carriera solista e conferma una volta di più come la Romania sia una delle nuove frontiere della dance europea. L ‘obiettivo- parecchio complicato – è eguagliare il successo di “Stereo love“, primo in sei paesi e da noi divenuto anche stacchetto di Striscia la notizia.

A sentirlo, questo nuovo singolo, ci fa anch’esso muovere dalla sedia ed è di ottimo spessore, ma stavolta appare difficile che riesca a fare centro in tutta Europa. Come l’altro, ha cominciato la scalata al continente dalla Grecia, dove è primo in classifica. Ma stavolta i suoni sono davvero molto vicini a quelli tipici ellenici. Vedremo se il pezzo arriverà – ed in quale versione – nelle charts italiane.

“Secret lover”, Alessandro Magnanini e Jenny B conquistano la Grecia

Capita di rado di trovare artisti italiani nelle classifiche estere, a meno che non siano artisti di gran nome. Ancora meno capita di trovarne nelle classifiche dei cosiddetti airplay, vale a dire dei brani trasmessi dalle radio. E invece, scorrendo i dati europei, ne abbiamo pescato uno poco noto ma molto bravo. Si chiama Alessandro Magnanini, compositore e musicista emiliano, che ha da poco inciso l’album “Someway Still I do”.

Un lavoro di musichemolto particolari, alcune soft, alcune soul, alcune quasi da film, nelle quali si accompagna con diversi cantanti italiani  e stranieri. Una di queste canzoni, “Secret lover“, sta spopolando nelle radio greche. E la voce che interpreta il motivo è quella di  Jenny B, vincitrice di Sanremo Giovani 2000 con il brano “Semplice sai”. “Secret lover” sembra quasi la colonna sonora di un film di 0o7 ed è il pezzo più bello di un album, fra l’altro d’esordio,  interessantissimo.

Qualche altra traccia, giusto per godersi il lavoro. Liam Mc Kahey, ex voce dei Cousteau, canta “Livin’ my life”, mentre Renata Tosi è la feturing in “Stay into my life”, sicuramente molto più jazz e vicina alle sonorità di Mario Biondi, di cui Magnanini è autore (“This is  what you are” è sua). E curiosamente, il pezzo in italiano, “L’estate è qua” è cantato dall brasiliana  Rosalia De Souza. La stessa Jenny canta anche “Open your eyes“. Sono solo alcune tracce di un album davvero divino. Tutto da ascoltare.

“Enjoy the day”, il nuovo singolo di Katerine

Di Katerine Avgoustakis, belga con origini greche, avevamo parlato tempo fa in occasione dell’uscita della sua personalissima cover di “Ayo tecnhology”. Ora questa giovane artista, lanciata da Star Academy, la versione belga di Pop Idol torna alla ribalta. Dopo il buon successo dell’album “Overdrive”, infatti, è in lavorazione il terzo album, ma intanto è uscito “Enjoy the day“.

Si tratta del nuovo singolo, il brano con cui Katerine aveva preso parte alle selezioni greche per l’ Eurofestival, prima che il suo pezzo venisse squalificato perchè alcuni frammenti remixati del medesimo sono risultati editi in una data antecedente a quella massima prevista. A noi il pezzo piace, è bello carico e mette parecchia energia. E lei si conferma molto interessante.

Eurofestival 2010: Josh Dubovie per gli inglesi, Lena Meyer Landrut per i tedeschi, Giorgos Alkaios & friends per la Grecia

Altro giro, altra corsa. I vagoni del treno Eurofestival si vanno riempendo. Su quello destinato alla Grecia salirà  l’esperto Yorgos Alkaios con il brano “Opa“. Sirtaki a tutto spiano, pop che più greco non può essere, marchio di fabbrica. Per ora il brano è in greco, vedremo se opteranno per l’inglese (non ci pare che il pezzo si presti, però). Selezione di livello imbarazzante, quella greca, dopo la squalifica di due pezzi perchè non inediti. Pescata nella rete anche quella che se fosse stata in gara avrebbe senz’altro vinto, vale a dire Katerine Avgoustakis. Ne riparleremo, intanto s’è guadagnata una ospitata alla selezione finale, così, tanto per promuovere l’album.

Nel segno degli esordienti Invece  la Gran Bretagna, che ha spedito un giovanissimo interprete, vale a dire Josh Dubovie, vincitore nel 2008 di Blues Idol Uk. Il brano, carino, ma non straordinario, si chiama “That sounds good to me”. L’effetto non è sicuramente quello di Jade Ewen l’anno scorso, ma del resto dietro non c’è mica Lloyd Webber. Dopo aver promesso grandi firme, gli inglesi hanno un pò deluso. Anche più di un pò. E’un buon pezzo, ma potevano far meglio. Il pezzo, per la cronaca è di Mike Stoke e Pete Waterman, celebri autori di Europop degli anni’80 e ’90. Si sente, diremmo Il riff di batteria elettronica è il loro tratto distintivo. Fra i loro successi “You spin me round like a record” dei Dead or Alive e “Never gonna give you up” di Rick Astley.

Complimenti invece ai tedeschi. Che hanno messo su una bella sinergia. Selezioni modello talent show su Pro 7, un network privato, finale su Ard, il tutto sotto la cura di Stefan Raab. In gara tutti giovanissimi e tutti rigorosamente esordienti. Quella che ha vinto ha 18 anni e studia ancora al liceo. Si chiama Lene Mayer Landrut e il suo brano, molto interessante è “Satellite” (per inciso ci piaceva di più quella che è arrivata seconda, ma ne riparlemo). Gradevolissimo, lei ha anche una bella voce, sicuramente un pezzo moderno. Ah a proposito. I pezzi della selezione tedesca sono TUTTI scaricabili, basta andare sul sito di Unser star fur Oslo e trovate le indicazioni (in tedesco, of course!). Approfondimenti su Eurofestival News.

Onirama, quando il rock parla greco

Chi è abituato ai suoi greci, ai ritmi balcanici, resterà deluso.Gli Onirama di greco non hanno niente, eccetto il fatto che cantano nella loro lingua. Per il resto, sono debitori ai più vari generi musicali, anche se il rock è quello che calza loro meglio.

“Klepsydra” è il loro secondo album, che ha già sbancato le classifiche greche, dopo che il primo, uscito tre anni, fa e intitolato “Diskolos Kairos gia principes” (Comunque è il tempo dei principi) è stato uno dei fenomeni musicali della Grecia moderna.  In alto c’è la track title, qui invece trovate “H mpalanta to trelou”  (La  ballata del ragazzo pazzo) fra il rock e lo ska.

E in questo album c’è anche una concessione all’internazionalità con la prima loro canzone in inglese, “Maybe tonight”. Qui invece per tornare al greco c’e “To oneiro”  e poi “Augoustos” e “Kathreftis”.

Un sound moderno, molto interessante, che testimonia come si possa fare dell’ottima musica anche in altre lingue che non siano le solite: di loro si è accorto anche Lenny Kravitz che recentemente ha fatto loro aprire il suo concerti di Atene.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “This is our night” di Sakis Rouvas e “Illusion” di Krassmir Avramov (Bulgaria)

La Grecia è stato il primo paese a designare il cantante per l’Eurofestival. Sakis Rouvas, stella del pop greco, già sul podio nel 2004 e conduttore dell’edizione svoltasi nel Pireo nel 2006 dopo la vittoria di Helena Paparizou, ha una sola missione: riportare la manifestazione sul Mar Egeo. E il brano che porta, “This is our night” si inserisce nel solco della musica internazionale.

Niente suoni balcanici, solo ritmo, energia e tnta grinta. C’è chi snobba la manifestazione, come l’Italia e chi manda il meglio: è come se noi portassimo un campione di vendite e delle classifiche, per fare un paragone. Sakis Rouvas è da podio, attenzione. Se non arriva almeno terzo quando torna in Grecia rischia l’impalazione, un pò come Dima Bilan per la Russia l’anno scorso, dato che la tv greca l’ha spedito a Mosca di forza. Ma già Kalomira nel 2008 è arrivata terza, stavolta vogliono di più. Può farcela, ha i mezzi.

Di nuovo pista dance per la Bulgaria, ma stavolta, rispetto all’anno scorso siamo su sonorità più contemporanee. L’anno scorso all’Eurofestival portarono Deep Zone Project & Dj Balthazar, con l’ipnotica “Dj take me away”, su melodie anni ’80, che piacquero ai critici meno al televoto europeo, che negò loro l’accesso in finale in favore di canzoni molto peggiori.

Stavolta le selezioni bulgare sono state vinte da Krassimir Avramov, che porterà sul palco di Mosca “Illusion“. Dance, come si diceva, ma in questo caso il pubblico che vota (che è molto più giovane di quello che vota a Sanremo) dovrebbe gradire meglio. A noi piace meno, era meglio quella dell’anno scorso, ma la nostra passionaccia per gli anni’80 ci condiziona.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: Turchia

HADISE – “Crazy for you”

Seconda canzone ufficiale dell’edizione 2009 dell’Eurofestival. Aspettando l’elenco delle nazioni partecipanti, che dovrebbe essere reso noto in via ufficiale entro la prima metà di questo mese, i paesi si stanno già organizzando.

In altro trovate “Crazy for you” della cantante e presentatrice turca Hadise. Ritmo molto “orientaleggiante”, lei si veste e si muove come la greca Helena Paparizou, che vinse nel 2005. La canzone però ha un buon ritmo e forse potrebbe funzionare. La Turchia fa buca da un pò e vorrebbe cambiare aria. Di seguito proporremo di volta in volta le canzoni già presentate.

Qui trovate l’Albania

Suoni d’Europa: Grecia, Cipro, Turchia

Prosegue il nostro spazio dedicato alla musica di tutto il continente europeo. Andiamo a conoscere gli artisti e le canzoni più in voga in Grecia e nell’Isola di Cipro e poi facciamo un salto in Turchia, legata ai due paesi per tanti motivi non solo musicali. Vai con la copertina. Cliccate sui titoli

Da quando nel 2005 ha vinto l’Eurofestival – prima greca della storia – con la canzone che avete ascoltato sopra, “My number one“, Helena Paparizou è diventata la regina del pop greco. E dire che prima, questa cantante nata e cresciuta in Svezia da genitori greci, era solo una delle tante. Intanto, si è evoluta al rock ed ha cominciato a ricantare in greco. “Porta gia tan ourano” è il nuovo singolo. Di Kalomira, terza nel 2008, abbiamo già parlato. Di recente, sul palco festivaliero, sono saliti anche l’anglo-cipriota Sarbel (“Yassou Maria” nel 2007) e Anna Vissi (con la bellissima “Everything“, 2006). Nel 2009 tornerà Sakis Rouvas, già sul palco nel 2004: qui c’è il nuovo Kai Se Thelo.

Fuori dal palco festivaliero, meritano attenzione anche gli occhi magnetici di Irini Merkouri (“Aneta”), Despina Vandi (“Opa Opa”) e Yanna Terzi (“Apitefto“). Chi ama il rock può concentrarsi su Christos Dantis con l’energetica “No Madonna” o sui C:Real (“Epikindina se Thelw“). Per la serie “Un disco non si nega a nessuno”, sta invece scalando le classifiche la playmate  Natali Thanou con “Why not?”.

Cipro non sta a guardare. Quest’anno all’Eurofestival c’era il poco digeribile sirtaki di Evdokia Kadi (“Femme fatale”), l’anno scorso andò meglio col pezzo in francese di Evridiki (“Comme çi ça“) in stile minimalista anni ’80. Nel 2006 toccò alla greca Annet Artani (“Why do the angels cry“), nel 2005 a “Ela Ela” di Constantonos Christophorou, nel 2004 alla dolcissima “Stronger every minute” dell’anglo-cipriota Lisa Andreas, allora sedicenne. 

Fuori dal festival, segnalazione per “Pes to dinata” di Despyna Olympiou. La rassegna cipriota ci lega alla Turchia con due artisti nativi di Cipro ma turcofoni e facenti parte della zona nord, autoproclamata “Repubblica Turca di Cipro Nord”. Ecco “Aman Kuzum”, il coinvolgente brano dance di Zyinet Sali e “Masum Masum” di Eynet.

Rassegna turca con apertura d’obbligo per il rock potentissimo dei  Mor Ve Otesi, sul palco ad Eurofestival 2008 con “Deli”. “Shake it up Sekerim” di Kenan Dugulu era sul palco nel 2007, la franco-turca Gulseren (che canta in tre lingue) nel 2005 con “Rimi rimi Ley” e Sibel Tuzun con “Superstar” nel 2006.

Dopo la vittoria all’Eurofestival del 2003, è cresciuta in maniera esponenziale anche la fama di Sertab Erener, artista di grande livello: “Hayat Beklemez” è il singolo 2008. Gli amanti della dance apprezzeranno invece “Hipnoz” degli Hande Yener. Sempre in questo settore, bisogna poi ricordare che uno dei massimi esponenti mondiali, il dj Mousse T, che lavorato anche con Zucchero, ha passaporto tedesco ma è di orgine turca. Chiusura, in fondo, con il re del pop turco, Tarkan: “Arada bir” è uno dei singoli 2008.