“Last look at Eden”: signore e signori riecco a voi i mitici Europe!

Cari amici ventenni, questo post è per voi. Perchè quelli della mia generazione, che hanno passato i trenta, con gli Europe sono cresciuti. Anche quelli che come me che non amano il metal. Perchè questa band svedese (anche se due sono norvegesi) ha avuto il merito di portare il loro genere ad una visibilità popolare. Perchè nel 1986, anno di uscita della mitica “The final countdown“, l’Italia tutta – si, quell’Italia che ascoltava Al Bano e Romina! – comprò il loro album omonimo.

Anche perchè molte ragazze, questo va detto, s’erano un pò invaghite di quel biondino (allora) coi capelli lunghi che si sbatteva davanti al microfono. Poi vennero il singolo “Carrie”  (dallo stesso album), che inevitabilmente strizzava l’occhio al pop, “Rock the night”,  ed un paio di anni di fuoco, prima che questa band proseguisse la su carriera al Nord, con meno eco continentale (…eppure si chiamano Europe!). Ora, dopo tre anni di silenzio, rieccoli. “Last look ad Eden” è il loro nono album ed anche il primo singolo estratto

Sono sempre loro, un pò invecchiati magari (il buon Joey Tempest allora aveva 23 anni, oggi ne ha 46), ma sempre con la stessa grinta. Ci danno dentro con le chitarre distorte che è un  piacere. In Scandinavia – dove il metal va alla grande – i loro concerti sono ancora “sold out”. Sempre dall’album ascoltate “Mojito girl” e il secondo singolo “New love in town“. Tutto nel pieno del loro stile, intatto dopo vent’anni, che alterna il metal a brani più soft.