Daniel Balthasar, il pop rock che arriva da Lussemburgo

Andiamo alla scoperta di nuovi mondi musicali. Anche se poi riferito a Daniel Balthasar il termine è improprio perchè il cantautore lussemburghese è sulla scena ormai da parecchio tempo. Pur lontano dal mainstream (la sua musica è interamente autoprodotta), ha celebrato recentemente i 10 anni di attività, sia live che discografica, con la sua produzione di pregevole fattura, pop rock sicuramente più vicino al mondo indie che a quello più classicamente radiofonico.

Everything is temporary” è il quinto album, di cui sopra trovate la title track. Registrato a Londra, negli studi di Peter Gabriel e fra Belgio, Olanda e Lussemburgo, contiene diverse ottime cose, fra cui per esempio “Away” e una serie di collaborazioni con artisti lussemburghesi, alcuni di fama internazionale come Claudine Muno, altri più noti solo nel Granducato anche per il fatto che si esibiscono in  lingua lussemburghese, come il cantautore e attore Serge Tonnar.

Di certo, è uno che con la sua band ha girato il mondo  e collaborato con tanti. Per esempio con Sarah Bettens, dei K’S Choice  gruppo rock belga degli anni 90, presente anche in questo album. Nel 2010, in “Walk under water” incisero insieme “All this time”, dal sapore folk. Ma meritano un ascolto anche altre sue cose passate: per esempio “Accidentally“, estratto da “Palpitations” come anche “Now” e “Ocean”.

“Poupée de cire, poupée de son”: Jenifer ricanta France Gall

Vecchi successi che ritornano, con grande piacere. Come “Poupèe de cire, poupée de son“, brano con cui France Gall (appunto, francese) vinse l‘Eurovision Song Contest 1965, all’auditorium di Napoli, gareggiando sotto le insegne della tv del Lussemburgo. Forse, in assoluto, uno dei brani più belli della storia eurovisiva, senz’altro uno di quelli che hanno maggiormente venduto  (500mila copie, primo brano dell’Esc non in lingua italiana ad entrare nella nostra top 10) e che è stato maggiormente coverizzato.

A rilanciare l’artista e il brano è Jenifer Bartoli, una delle maggiori artiste del pop francese contemporaneo, da anni campionessa di vendite. La sua versione del singolo eurovisivo fa à da preludio all’album “I love France“, che uscirà a giugno e conterrà tutte riedizioni di canzoni di France Gall. Il video, molto simpatico, la vede giocare con la sua immagine e fare la sexy. Soprattutto, questo brano che ha ormai quasi 50 anni, si dimostra ancora incredibilmente attuale. Del resto, porta la firma di Serge Gainsbourg, mica uno qualsiasi. Sotto trovate la versione originale e invece cliccando sul  link la versione italiana (“Io si tu no”, che ne fece la stessa Gall).

E dire che France Gall non ha mai amato questo brano, rifiutandosi a tutt’oggi di rieseguirlo in pubblico. Forse perchè, come lasciò intendere lo stesso autore, “la bambola di cera, la bambola che canta” (ma anche “bambola riempita di segatura”, secondo la traduzione letterale che richiama appunto ad un oggetto inanimato controllato da altri) sarebbe proprio la bionda interprete.

“The golden city”, dal Lussemburgo il rock degli Eternal Tango

In paesi piccoli come il Granducato del Lussemburgo gli artisti si contano sulle dita di una mano. E allora eccovene uno, peraltro molto celebrato. Loro sono gli Eternal Tango, una rock band originaria di Dudelange e quella che trovate sopra è “The Golden City”, la canzone che dà anche il titolo all’album 2010. Rock puro, senza fronzoli, senza contaminazioni. Una delizia per gli amanti del genere.

Una band, quella lussemburghese, che vive molto di esibizioni live: qui per esempio trovate “Ronny Roy Johnson”, sempre dal loro ultimo lavoro e che è molto popolare in tutto il mondo germanofono, ma anche per esempio in Ungheria e in tutto il proscenio mitteleuropeo. Per chi ama in genere, un prodotto da non perdere. Qui trovate un assaggio del loro ultimo album.

Da Lussemburgo la classe e lo stile di Claudine Muno & The Luna Boots

Claudine Muno è una delle artiste più sofisticate e di classe della nuova generazione. Nata e cresciuta a Lussemburgo. La sua produzione difficilmente si trova ai primi posti delle charts, perchè è lontana dalle sonorità commerciali e più facilmente la si incontra nei club a suonare dal vivo. Mescola il pop d’autore al jazz, non disegna l’utilizzo di strumenti insoliti come tutta la gamma dei fiati e le sue composizioni hanno spesso una costruzione teatrale. Del resto alterna l’attività di cantautrice a quella di attrice, disegnatrice  e scrittrice. Un’artista a tutto tondo.

E se canta preferibilmente in inglese e francese, non di rado la si vede comporre testi in lingua lussemburghese. “Noctambul” è il suo nuovo lavoro ed è un peccato che in rete ci siano solo degli estratti: “Betty” , che trovate sopra, è l’unico brano intero che abbiamo trovato. Ma la produzione sua e quella del gruppo che l’accompagna, i Luna Boots (guidati dalla percussionista di origine italiana Sandra Cifani), offre molto altro di meglio. Per darvi una idea, ascoltate gli estratti di “Egoiste triste” e di “Monsters“.

Un lavoro di grande stile, come il precedente, “Petites chansons méchantes” (Piccole brutte canzoni). Da questo lavoro invece possiamo farvi ascoltare alcune cose molto interessanti. Qui sopra trovate “Au secours”, Mentre cliccando sul link trovate “Je n’aime pas mettres les robes” . Intanto lei ed il suo gruppo stanno girando l’Europa e proprio di recente hanno inuagurato una collaborazione con Camélia Jordana, la 16enne francese uscita da Star Academy le cui sonorità si avvicinano molto a quelle di Claudine Muno.