Lo sportello di Dove c’è Musica: Tristema

PER LA NOSTRA RUBRICA DELLE SEGNALAZIONI, ECCO UNA NUOVA PRODUZIONE ITALIANA. SCRIVETECI, NOI ASCOLTEREMO E SCEGLIEREMO DI VOLTA IN VOLTA COSA PUBBLICARE

Lo spazio di questa settimana è dedicato a “Dove tutto è possibile”, il nuovo album della rock band cilentana dei Tristema,  composta da Candido Di Sevo (basso e voce), Alessandro Galdieri (chitarra e voce), Romolo D’Amaro (chitarra e cori) Dario Bruno (batteria). Un lavoro che esce cinque anni dopo il primo dal titolo “Come ti vorrei”. In questi anni i Tristema hanno aperto i concerti fra gli altri di J AX, Pfm, Subsonica, Uli Jon Roth (ex degli Scorpions).

Il nuovo album contiene 12 tracce, ognuna contenente un pensiero ben preciso, il cui concetto ispiratore resta legato alla “violenza morale” praticata ogni giorno dall’azione politicizzata delle multinazionali,  confezionata ad hoc attraverso le azioni di marketing dei media. Il singolo di lancio, che qui è proposto si intitola “L’assenza (Roses and Thorns)” e vede la partecipazione di Daniel Gildenlow, voce degli svedesi Pain of Salvation ed è scritta dal tedesco Daniel Zappi.

“Diversidad experience”: quando il rap unisce l’Europa

Venti rapper di 14 paesi europei: Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Svezia. Nove lingue, una sola compilation, nel segno dell’unità dei popoli e delle lingue. E’ il concetto che sta dietro a “Diversidad experience“.

Si tratta di un progetto musicale internazionale promosso dall’Emo (European Music Office) con il sostegno della Commissione Europea e che esce in questi giorni anche in Italia. Sopra trovate il singolo di lancio omonimo, cui partecipa per l’Italia anche il napoletano Luchè dei Co’Sang.

Disco e canzoni plurilingue, che ci piacciono molto perchè questo è lo spirito del nostro blog. Mc Melodee  dei La Melodia (Olanda) GMBis Gery Mendes (Olanda), Frenkie (Bosnia), Curse (Germania), Mariama (Germania), Orelsan (Francia), Remi (Croazia) e Shot degli Elemental (Croazia) Rival (Belgio), Pitcho (Belgio), Valete (Portogallo), Marcus Price dei Fattaru (Svezia), Nach (Spagna), Luchè dei CoSang (Italia) sono quelli che cantano il singolo qui sopra.

Ma nel disco,una comipilation di musica rap in vendita in tutti i negozi di dischi d’Europa, cantano anche Deph Joe (Austria), C.H.I (Lussemuburgo), Stress (Svizzera), Cut Killer (Francia) e Eversor (Grecia). Qui trovate un video di presentazione di tutti gli artisti.

“Sur les pavés” e altre canzoni: la leggerezza e la classe degli Aliose

Si chiamano Alizé Oswald e Xavier Michel. Lei cantante e pianista, lui polistrumentista. In arte, sono gli Aliose. Duo  ginevrino di grande classe, che ha tentato la qualificazione all’Eurofestival per la Svizzera, senza riuscirci, con meraviglioso brano che trovate sopra, “Sur les pavés“, una perla di rara bellezza davvero, giunta solo settima in finale.

Il brano sta uscendo in singolo perchè ha riscosso un grandissimo successo nel panorama francofono. Del resto, questo duo, che nonostante sia insieme da sei anni ha all’attivo un solo album, del 2009 (Aliose), è uno dei migliori della nuova scena cantautorale francese. Lontani dal pop, si fanno apprezzare per le loro sonorità delicate, le atmosfere rarefatte e la notevole capacità emozionale.

Sopra trovate “Je ne suis pas folle“, tratto dal loro album, in versione acustica dal programma Les Talents Acoustiques di TV5. Il live è da sempre la loro forza: qui trovate una loro esibizione al festival “Terres des hommes” a Parigi, in questo link invece una bella esibizione a Chartres. E qui c’è un duetto con Simongad. Altre canzoni, le trovate al loro sito ufficiale. Per chi ama le cose soft, da non perdere. Classe e livello superiori, davvero

“Via Dalma”, Sergio Dalma ricanta in spagnolo grandi successi della nostra musica

Non sbaglia un colpo dal 1991, quando fu lanciato in tutta Europa dalla partecipazione all’Eurofestival con il brano “Bailar Pegados“, che trovate in fondo al post. Sergio Dalma è uno degli artisti più premiati ed apprezzati di Spagna. Il cantante confidenziale moderno, ideale seguito di Julio Iglesias. In Italia, dopo l’Eurofestival, è noto per un duetto con Biagio Antonacci ne “L’amico che hai” (1995) Ultimamente, si è dato alle cover, ricantando in spagnolo tanti successi italiani, su tutti “Meravigliosa creatura” e “La mia storia fra le dita”.

Ora esce con “Via Dalma” un nuovo lavoro, subito schizzato in testa alle classifiche spagnole. Un lavoro particolarissimo, che contiene dodici cover in spagnolo di grandi successi italiani degli anni 70, 80 e 90. Il singolo di lancio è “Tu“, versione iberica dell’omonimo brano di Umberto Tozzi. Ma per chi ama la nostra musica, l’album di Dalma è una  vera perla.

Le altre tracce: “Yo caminarè” (Io Camminerò, Umberto Tozzi), “Soy un Italiano” (L’Italiano, Toto Cutugno), “De amor  ya no se muore” (Non si può morire dentro”, Gianni Bella), “Bella sin alma” (Bella senz’anima, Riccardo Cocciante), “El Jardin Prohibido” (Il giardino proibito, Sandro Giacobbe), “Sabato por la tarde” (Sabato pomeriggio, Claudio Baglioni), “Corazon gitano” (Il cuore è uno zingaro, Nicola Di Bari), “Mi libre cancion” (Il mio canto libero, Lucio Battisti), “Pequeno gran amor” (Questo piccolo grande amore, Claudio Baglioni), “Ancora tu” (Ancora tu, Lucio Battisti), “Por Elisa” (Per Elisa, Alice)

A volte ritornano: “Quello che dai”, il nuovo singolo di Marco Carta

 Marco Carta è tornato. “Quello che dai”,  il brano che anticipa “Il cuore muove”, scritto nella musica da James Morrison vorrebbe differenziarsi dalla produzione media del cantante cagliaritano. Il tutto però non ci convince. L’abbiamo già letto in altre recensioni e onestamente condividiamo. La musica è buona, c’è un tentativo coraggioso di proporsi con qualcosa di nuovo, ma la cifra stitlistica dell’inglese non pare adeguata a quella di Carta. Sul testo del brano soprassediamo.

Buona radiofonia, d’accordo, musica senz’altro europea, ma il nostro giudizio  negativo su Marco Carta non cambia e anzi, forse verrebbe da dire che da questo punto di vista probabilmente avevano impatto maggiore pezzi come “La forza mia” e “Dentro ad ogni brivido”, più adeguati al giovane sardo (no, non abbiamo detto che ci piacevano, abbiamo detto che erano più adatti a lui…). Non tutti riescono a fare un prodotto di respiro europeo. L’album esce il 25 maggio ed avrà la partecipazione di una voce femminile in duetto.

Loredana Errore ed il suo album “Nove”

Avevamo promesso di riparlare dei dischi dei ragazzi di “Amici” soltanto quando il programma sarebbe finito, non condividendo la linea di produrli mentre sono ancora “dentro” e allora manteniamo la promessa. “Nove è l’Ep di esordio di Loredana Errore, 26 anni, nata  a Bucarest ed adottata da una famiglia di Agrigento, dal triste passato alle spalle.

E’un buon disco, anche se non originalissimo da punto di vista delle melodie, nato sotto l’ egida di Biagio Antonacci, che ha scritto “Ragazza occhi cielo” che trovate sopra – nella quale peraltro fa un piccolissimo cameo alla fine –  e l’altra canzone “L’ho visto prima io“. E la ragazza, per ringraziarlo della collaborazione, ha voluto inserire nel disco la cover della canzone dello stesso Antonacci “Oggi tocchi a me“.  Il disco porta anche la firma della coppia Federica Camba-Daniele Coro, già autori della Amoroso, che per la Errore hanno scritto “La voce delle stelle“, “Ti amo” e “La vedova nera” e quella di Cheope, paroliere e figlio di Mogol, che firmato “L’inventario“.

La ragazza è brava e indubbiamente, con quei due laghi al posto degli occhi (gli “occhi cielo”, appunto) buca parecchio lo schermo. Il disco è buono, come detto. Ma aspettiamo ancora di sentire uscire da “Amici” un album con dei suoni un pò diversi dalle ballate. Sinora l’ha fatto solo un pò Carone, ma non a caso si scrive le cose da solo. Se volete rileggere le nostre recensioni sugli album della vincitrice Emma Marrone e del terzo Pierdavide Carone, li trovate rispettivamente in questo post ed  in quest’altro.

“Never forget me”, ritmo senza pensieri con The Noisettes (e tutto l’album)

Si chiamano Noisettes (Nocciole) e sono una delle più belle realtà sfoderate dal nuovo panorama musicale britannico. Nella loro musica c’è tutto, dal pop sofisticato con radici soul, al rock, sino ai ritmi africani. Del resto la cantante e bassista Shingai Shoniwa è sì nata in Gran Bretagna, ma ha chiarissime origini del continente nero, precisamente dello Zimbabwe.

Wild young hearts” è il loro secondo lavoro, pieno zeppo di cose belle, a cominciare dalla travolgente “Never forget me“, (che trovate sopra), una sorta di fiume in piena che la ascolti e spazza via ogni angolo di grigio. Estemamente “televisivi” per via delle loro performance, stanno girando un pò tutti i programmi inglesi. E’un piacere ascoltarli, davvero: assaporate, per esempio “So complicated” e “Sometimes“.

Spaziano attraverso vari generi, come si può ascoltare dalla più rock  “Don’t upset the rhythm“, che senz’altro avrete riconosciuto come jingle dello spot pubblicitario di una nota azienda giapponese di automobili e che ha sbancato I Tunes.  E ancora “24 hours“, “Every now and then“, veramente delicatissima. Per proseguire col rock vecchio stile  di “Beat of my heart” .

Atticus”, ci rimanda ad atmofere più soft, mentre “Cheap kicks“, ha una atmofera molto particolare, come anche “Saturday night” che rientra in pieno in quello stile indie che in terra d’Albione adesso va come un treno (pensate a Kate Nash).  E poi naturalmente, la bella tracktitle dell’album, a corredo di tutta una serie di suoni e ritmi diversi. Lavoro di pregio, davvero. Come ce ne sono pochi nel Regno Unito ultimamente. 

“Evidemment”, Kate Ryan ricanta France Gall (e i big francofoni)

La belga Kate Ryan, una delle regine indiscusse della dance pop europea prosegue nella sua opera di divulgazione musicale dei grandi prodotti musicali francesi, ricantati alla sua maniera. Avevamo già parlato di “Babacar”, singolo che accompagnava l’uscita di “French Connection”.

Era una canzone della grandissima France Gall, di Kate Ryan aveva già cantato anche “Ella Elle l’a”, motivo dedicato ad Ella Fitzgerald. Adesso, sempre tratto da questo album che unisce grandi cover di artiste francesi a versioni francesi di pezzi originali della Ryan inizialmente cantati in inglese, eccovi “Evidemment”, altro pezzo di France Gall, anno 1987.

Ma l’album comprende anche due cover della franco canadese Myléne Farmer, vale a dire “Libertine” e “Desenchantée”, oltre a “Voyage Voyage“, cover di Desireless e “La promesse“, cover di “The promise you made” dei Cock Robin.

“Gli amori persi”, Ida Rendano si propone al grande pubblico (al sedicesimo album!)

L’abbiamo vista passare su una nota tv musicale e ci siamo chiesti e siamo rimasti un pò sorpresi perchè ci siamo imbattuti in un’artista decisamente particolare. Bella faccia (bellissima donna davvero), ottima voce, stile molto interessante, canzone notevolissima. Il problema è che non si può esattamente definirla “esordiente”.

Perchè a 37 anni, Ida Rendano è  un nome importante, anche se finora, come molti artisti della sua terra, Napoli, non era uscita facilmente dal microcosmo zonale. Adesso ecco “Gli amori persi“, album (il sedicesimo!) che ne esalta la vocalità e fa uscire da Napoli un prodotto molto diverso dal classico neomelodico. Complessivamente un prodotto di ottimo livello.

Un lavoro interessante, che è accompagnato da un singolo, “Sere di settembre“, molto molto cantabile, che trovate in alto. Il lavoro comprende collaborazioni importanti (Nino D’Angelo, con cui canta “Solitudine), ma anche una cover di “Respiro“, del leccese Franco Simone (sta qui). Molto bello anche “Le cose brutte che ti dico”.

E poi naturalmente ecco la track title del lavoro. E ancora: “Mio capitano”, L’altra parte di me“, “Balla” , pezzo molto flamencato, “Vivere da sola“. A completare il disco, “Bimbo mio“, cover di Umberto Napolitano, “Parlammene dimane“, remake del pezzo di Gigi D’Alessio (poteva mancare? Ovviamente no!) e la cover di “Pazzo non amore mio” che Filipponio incise nel 1977.

Ecco “Attraversami il cuore” di Paola Turci (e altre tracce del nuovo disco!)

Eccolo qua, finalmente. Qualche uomo di buon cuore  ha messo le tracce in rete e allora noi possiamo farvi ascoltare alcuni brani di  “Attraversami il cuore”, l’album di Paola Turci appena uscito. Otto tracce- sette più una reprise – prezzo ridotto, prima parte di un progetto che prevede altri due lavori in uscita fra quest’anno ed il 2010.

Lavoro di classe che libera il desiderio dell’artista di parlare d’amore in tutte le sue forme, del quale lei è autrice di tutte le musiche e di alcuni testi – alcuni scritti insieme a Marcello Murru, con l’eccezione del primo singolo “La mangiatrice di uomini”, che trovate qui, scritto per intero da Francesco Bianconi dei Baustelle.

Un disco che prevede anche la partecipazione del grandissimo tombettista jazz Paolo Fresu, che suona il flicorno nella particolarissima cover di “Dio come ti amo”, di Modugno e Gigliola Cinquetti (qui trovate la versione live). Tutta da ascoltare “Sono io“, che è il pezzo che ha una reprise quasi ttuta  strumentale a fine lavoro, mentre in altro trovate la track title dell’album, che poi è anche il secondo singolo.