Lo sportello di Dove c’è Musica: il nuovo di Eugenio Paludi (ft. Monrò)

PER IL NOSTRO SPAZIO DEDICATO ALLE SEGNALAZIONI, ECCO UN GIOVANE ARTISTA ITALIANO. SCRIVETECI, ASCOLTEREMO LE PROPOSTE E PUBBLICHEREMO LE PIU’ INTERESSANTI

Ne avevamo già parlato tempo fa, torniamo a segnalare Eugenio Paludi, perchè è uscito il nuovo singolo “Mentre canto”, secondo estratto da “Sotto la gonna del Mondo” (Carpe Diem), il disco  di esordio dell’artista di prossima uscita e distribuito Artist First.  Il secondo singolo che conferma la meravigliosa voce di Eugenio Paludi e il gran talento nella scrittura dell’autore Cristiano Romanelli.

Brano dal sound accattivante e sensuale che mira ad uscire dagli schemi pur narrando di un amore  finito. Ascoltandola sembra di essere su una fragile altalena di carta in balia del destino, oscillando tra  l’orgoglio che non vorrebbe mai cedere e la profonda verità di non riuscire o forse addirittura volere  dimenticare la persona amata. Nel titolo è racchiuso il significato che dà corpo e anima all’intero brano:  l’esplosione caotica di emozioni e ricordi nasce e cresce solo quando si canta, come a voler scindere l’arte  alla vita reale. La dirompente forza della verità come ultima dichiarazione d’amore. La consapevolezza
della fine di una storia che però non potrà mai cancellare l’importanza avuta.

Nato nel 1983, Paludi ha una vasta esperienza live e nel 2005 ha preso parte alle selezioni per i Giovani del festival di Sanremo. Ancora adesso  viene accompagnato sul palco e in studio dai componenti della sua ex band Monrò: Cristiano “Cris” Romanelli alle tastiere, Roberto “Rob” Mastrogiovanni alla chitarra, Massimiliano “Max” Marchegiani al basso e Simone “Guybrush” Di Plinio alla batteria. Attualmente Eugenio Paludi è un progetto seguito dalla Carpe Diem con la produzione artistica di Stefano Profeta e dal suo Manager di sempre: Antonio Laino (per Prosincro).

“Trenta y tantos”, Vega a caccia di rilancio

Mercedes Migél Carpio in arte Vega ha 34 anni e già dieci anni di carriera alle spalle, ma in pratica non infila più un pezzo da mainstream dal 2003, anno in cui esordì subito dopo aver preso parte, senza successo al talent show Operazione Trionfo. Eliminata prima della finale, riuscì a pubblicare lo stesso il primo album poichè risultò la migliore fra gli esclusi:  gli autori del programma chiesero a tutti gli eliminati di pubblicare il primo singolo e chi avesse superato le 200mila copie avrebbe pubblicato l’album.

Cosa che le riesce con “Quiero ser tu”, che vince 10 dischi di platino e dunque dà il via all’album “India“, che supera le 100mila copie. Seguono il singolo “Grita“, lancio del lavoro anch’esso da primato, con buon riscontro in diversi paesi europei e un duetto con l’altra partecipante Elena Gadel. Quindi un lento declino, fatto di brani ed album medi, lontani dalle posizioni di vertice ed anche dall’airplay nazionale.

Adesso torna con un album dal titolo “Wolverine” che ha belle sonorità. “Trenta y tantos” è un bel pezzo pop rock, ma anche la title track non è male. Non immediatissimi, i brani sono comunque di pregevole fattura e si ascoltano piacevolmente anche se per la cantautrice andalusa la scalata al mainstream non sarà semplice. “Febrero“, altra traccia dell’album, ne conferma le ottime doti e la capacità di scrivere musiche e testi non banali.

Daniel Balthasar, il pop rock che arriva da Lussemburgo

Andiamo alla scoperta di nuovi mondi musicali. Anche se poi riferito a Daniel Balthasar il termine è improprio perchè il cantautore lussemburghese è sulla scena ormai da parecchio tempo. Pur lontano dal mainstream (la sua musica è interamente autoprodotta), ha celebrato recentemente i 10 anni di attività, sia live che discografica, con la sua produzione di pregevole fattura, pop rock sicuramente più vicino al mondo indie che a quello più classicamente radiofonico.

Everything is temporary” è il quinto album, di cui sopra trovate la title track. Registrato a Londra, negli studi di Peter Gabriel e fra Belgio, Olanda e Lussemburgo, contiene diverse ottime cose, fra cui per esempio “Away” e una serie di collaborazioni con artisti lussemburghesi, alcuni di fama internazionale come Claudine Muno, altri più noti solo nel Granducato anche per il fatto che si esibiscono in  lingua lussemburghese, come il cantautore e attore Serge Tonnar.

Di certo, è uno che con la sua band ha girato il mondo  e collaborato con tanti. Per esempio con Sarah Bettens, dei K’S Choice  gruppo rock belga degli anni 90, presente anche in questo album. Nel 2010, in “Walk under water” incisero insieme “All this time”, dal sapore folk. Ma meritano un ascolto anche altre sue cose passate: per esempio “Accidentally“, estratto da “Palpitations” come anche “Now” e “Ocean”.

Lo sportello di Dove c’è Musica: Kelevra

PER IL NOSTRO SPAZIO DEDICATO ALLE SEGNALAZIONI, ECCO UNA GIOVANE BAND ITALIANA. SCRIVETECI, ASCOLTEREMO LE PROPOSTE E PUBBLICHEREMO LE PIU’ INTERESSANTI

Si chiama “La moda dei vent’anni” il singolo d’esordio dei Kelevra. La band fiorentina (ex Ritmo Randagio) arriva così alla prima pubblicazione ufficiale a cui seguirà il primo album intitolato “Beati voi che non capite niente” (previsto in uscita il 3 ottobre su etichetta Vrec), registrato al Wander Studio (Arezzo) sotto la produzione di Samuele Bucelli (Baustelle, Amore) e Guglielmo Gagliano (P. Benvegnù, Amore, Tuxedomoon).

Cosa significa per la giovanissima band avere vent’anni nel 2013? “I vent’anni sono un primo “giro di boa” – afferma Matteo Ravazzi, voce della band –  Inizi ad accorgerti che il tempo sta passando, che esistono generazioni più giovani, che esistono mode più giovani. Hai quella sensazione piacevolmente malinconica che ti porta già a fare un primo resoconto di quello che hai passato fino a qua, superata quella piccola grande guerra che è l’ adolescenza…”

I Kelevra vengono da Firenze e nascono nell’estate del 2010: la parola in ebraico significa “cane rabbioso” o “iena” come uno dei singoli inclusi nell’album d’esordio. La formazione è composta da Matteo Ravazzi (voce), Francesco Ravazzi (chitarra), Marco Emanuele (basso), Giacomo Rapisardi (Tastiera), Giovanni Sarti (batteria): 5 ragazzi che provengono da radici musicali totalmente differenti, particolarità che conferisce ai Kelevra un sound aggressivo e innovativo che conta innumerevoli influenze ma che tiene radici negli anni ottanta, mischiando Bowie con Baustelle e Muse. Nel 2011 pubblicano il loro primo EP “‘Icaro e i suoi dubbi” e ora si preparano al primo album.

 

“Applaus, applaus”, l’indie rock degli Sporfreunde Stiller (quelli che il calcio e Dino Zoff…)

Rock e calcio. Un legame strettissimo per gli Sportfreunde Stiller. Nome che ai più dice poco, ma che in realtà sono una molto apprezzata band indie rock bavarese. Attiva dal 1996, con ottimo riscontro di vendite. Dopo il successo degli ultimi quattro album, ma soprattutto di “La Bum”, arriva “New York, Rio, Rosenheim”  e la loro musica è tornata in auge: l’album è partito con un secondo posto e nelle radio sta girando “Applaus, applaus“, il nuovo singolo. Parecchio orecchiabile e radiofonico

Il calcio nella musica, la musica nel calcio. Perchè due di loro hanno giocato  nelle serie regionali tedesche e perchè hanno messo il nome di Hans Stiller, il loro allenatore, in quello della band.  E perchè il loro album si intitolava “So wie einst Real Madrid”, in omaggio alle merengues spagnole. E cosa c’è di meglio, per una band che ama il calcio che finire in un videogame calcistico? E’ successo anche questo, agli Sporfreunde Stiller, quando “International”, tratto da  “Die gute seite” finì nella colonna sonora di Fifa 2003. Ovviamente, un brano dal sapore sportivo.

E che dire di quando volevano portare bene al “Nationalmannschaft“, la nazionale di calcio, allora guidata da Jurgen Klinsmann? Furono loro a scrivere: “54, 70, 90, 2006”, in omaggio alle tre vittorie tedesche ai mondiali”, sperando appunto nella quarta, quella del 2006. Come andò a finire, lo sappiamo bene. A loro andò meglio, perchè il brano vendette 300mila copie, issandosi in testa alle charts: quattro anni dopo cambiarono 2006 con 2010, ma il risultato sportivo fu lo stesso.

Finito il legame con lo sport? Nemmeno per idea. Ovviamente da bavaresi sono tifosi, alcuni del Bayern Monaco altri del Monaco 1860. E per non farsi mancare niente, nel 2004 chiamarono un calciatore del Bayern, il paraguayano Roque Santacruz a cantare con loro “Ich Roque” contenuta nell’album “Burli“, dove si trova anche un brano dedicato a Benjamin Lauth, attaccante del Monaco 1860, “Lauth Anhoren” e  anche un brano dedicato ad un cestista, il pivot della nazionel Dirk Nowitzki, “Dirk, wie ist die Luft da oben?“.

Ovviamente, c’è dell’altro. “You have to win the zweinkampf“, titolo del loro quarto album è la traduzione di un detto pronunciato dal calciatore francese Bixente Lizarazu. E poi c’è qualcosa che riguarda anche l’Italia. Perchè a volte, nelle loro tournée in giro per la Germania, soprattutto quando la loro notorietà non era ancora così grande (dal 2005, quando avevano toccato il secondo posto con “Burli”) si sono esibiti sotto falso nome. Per esempio, The Kaltz Mannis. Chi era Manfred “Manni” Kaltz? Un calciatore ovviamente, campione europeo e vice campione del Mondo nel 1982 con la Germania. Oppure The Dinozoffs, come il portiere della Juventus e della Nazionale che quel Mondiale mitico lo vinse. Insomma, davvero una band nel pallone

“All about you”, il lancio internazionale degli A silent express

E’ appena uscito in Germania e presto arriverà in Europa un pezzo molto forte. E’ di una indie rock olandese sin qui piuttosto lontana dal mainstream nonostante sia attiva da otto anni: si chiamano A silent express. Dopo tre album abbastanza lontani dalle posizioni di vertice ma molto apprezzati dalla critica nel loro genere, è arrivata la firma con la filiale tedesca di una major e ora ecco “All about you“, il nuovo singolo.

E’ l’esordio internazionale preludio ad un tour che li porterà in giro per la Germania. Un sound decisamente interessante: meritano un ascolto anche alcuni altri singoli come ad esempio “I cant’say I wasn’t afraid“, Will I be around” e anche “Feel the energy” e “I never saw I was this coming”. Ce n’è abbastanza per aspettarsi un album di tutto rispetto. Chissà se riusciremo a sentirli anche nelle nostre radio.

Alla scoperta dell’indie rock dei Bastille

A sentirli si direbbe che hanno tutte le carte in regola per essere fra i prossimi protagonisti della scena musicale europea. Sono i londinesi Bastille, che in nemmeno due anni, con due EP e un album in uscita il prossimo 4 marzo (“Bad Blood”) hanno rapidamente scalato gli indici di gradimento delle radio britanniche. Un pò meno quelli delle charts, ma del resto la musica indie paga sempre un pò dazio su questo fronte.

“Pompeii” è il singolo che in questi giorni sta girando in anteprima nelle radio e che uscirà il 24 febbraio prossimo. Un prodotto di spessore, che unisce sonorità elettroniche al pop non convenzionale. L’Europa li ha conosciuti all’I Tunes Festival di Londra e i consensi sono stati innumerevoli, sopratutto per l’originalità del loro sound e per la musica molto “avvolgente”: la tracktitle dell’album è un altro pezzo di spessore, ma anche “Overjoyed”, il primo pezzo uscito sotto etichetta Emi, non è da meno. Ma merita un ascolto anche “Flaws” . Ne risentiremo parlare presto anche da noi. Sicuro.

Lo sportello di Dove c’è Musica: i Velodrama ricantano Rino Gaetano

PER IL NOSTRO SPAZIO DEDICATO ALLE SEGNALAZIONI, ECCO UNA INTERESSANTE COVER A CURA DI UNA BAND ITALIANA. SCRIVETECI, ASCOLTEREMO LE PROPOSTE E PUBBLICHEREMO LE PIU’ INTERESSANTI.

Rino Gaetano l’hanno cantato in tanti. Ma questa versione di un pezzo neanche troppo popolare come “Escluso il cane” è sicuramente diversa dalle altre. La propongono i Velodrama, quintetto romano  fondato nel 2009 dall’attuale cantante e compositore Stefano Pilloni, dopo una lunga e intensa attività live e in studio firma nel 2011 un contratto artistico con la First Line production di Alex Marton, con la quale producono il loro primo singolo di esordio “L’immagine”, che dava il titolo al primo EP (quattro canzoni inedito e una cover)

I Velodrama  adesso sono alla ricerca di etichetta discografica o distribuzione nazionale e  nel frattempo continuano. ad esibirsi in vari live in giro per l’Italia, cantando il loro rock alternativo dalle sonorità tipicamente anglosassoni ma con testi italiani, spesso anche impegnati e a sfondo sociale che ricordano artisti come:  il citato Gaetano, Gaber, C.S.I., Canali, Afterhours, Marlene Kuntz. Discograficamente, torneranno  in primavera lanciando un nuovo singolo inedito che farà parte del nuovo Ep.

Raffaele Spidalieri: dal Molise la cover rock di “Parlami d’amore Mariù”

Rendere moderna una canzone che ha 80 anni. Impossibile? Assolutamente no. C’è riuscito Raffaele Spidalieri, cantautore e medico che ha realizzato una cover in versione rock di “Parlami d’amore Mariù”, incisa da Vittorio De Sica, allora praticamente esordiente, nel lontano 1932. Una pietra miliare della musica italiana che torna in auge, con buon successo.

Nato a Campobasso nel 1971, laureato in medicina con specializzazione in scienze neurologiche e già docente all’Università di Siena,  Spidalieri ha all’attivo come artista una serie di collaborazioni importanti e il suo primo album “L’asino e Penelope”, è uscito nel 2009 ma  ancora disponibile negli store digitali e nei negozi. E’proprio per diffondere questo lavoro che ha realizzato questa cover.

“Good ol’ Christmas”, il Natale swing e rockabilly dei The Baseballs

Avevamo già parlato più volte (precisamente qui e anche qui) di The Baseballs, l’ensemble tedesca che con due album ha conquistato la Germania ed anche l’Europa (a febbraio suoneranno in Russia). Un successo arrivato grazie ai loro rifacimenti in versione rockabilly anni 50 e 60 oppure swing di vecchi e nuovi successi della musica internazionale. Adesso il trio con base a Berlino ritorna con album più che mai natalizio: “Good ol’ Christmas” contiene infatti loro versioni di classici natalizi di tutto il mondo.

Ad accompagnare l’uscita dell’album è la versione swingata di “Let it snow”, brano di Vaugh Monroe del 1945 rifatto più volte da altri artisti, fra cui anche Micheal Bublè. In questo video c’è un medley, per farsi un’idea, ma ascoltate anche altre tracce intere: “O Holy night“, “Jingle bell rock” (bonus track dell’album), “We wish you a merry Christmas”, swingatissima e altra traccia bonus; “Driving home for Christmas“; “Father to a child”, “Wonderful Dream“.

E ancora: “Ring ring”, la classicissima “Silent night”, “Winter wonderland“, il classico britannico “Little Drummer boy” (“Signore sono povero, non ho niente da offirirti, posso solo suonare per te il tamburo”), “Have yourself a Merry Chirstmas“, sino ad arrivare a “Rudolph The rednose reindeer” (Rudoloph, la renna dal naso rosso).  E infine il loro primo vero inedito: “Dry your tears”, sempre in pieno old-style. Ecco, se dovete regalare un disco di Natale, decisamente, regalate questo. Almeno è originale e diverso dal solito.