Eurovision 2012/Le canzoni: “Nije ljubav stvar” di Zeljko Joksimovic (Serbia)

  • Artista: Zeljiko Joksimovic
  • Canzone: Nije Ljubav Stvar (Zeljoko Joksimovic)
  • Esibizione: Seconda Semifinale (1)

ZELJKO GIOCA A RISCHIATUTTO

 Cancellata la selezione nazionale, tv serba ha messo tutto in mano a Zeljko Joksimovic, il più famoso cantautore pop contemporaneo del mondo panslavo. Alla quarta partecipazione (la seconda da interprete, le altre due da autore di brani una delle quali anche da conduttore della rassegna), ha un solo obiettivo: vincere. Per concedere alla Serbia uno storico bis organizzativo che il paese cerca essenzialmente come vetrina verso l’Europa. Il paese è tra i favoriti, ma forse non il primo. Conta meno il fatto di dover cantare in apertura di serata, soprattutto in una semifinale con tutte le slave insieme, tranne il Montenegro.

 Zeljko, secondo nel 2004, ha accettato la sfida, portando una ballata meno balcanica e più pop, dove non manca qualche accenno a cose già sentite (come “Paradise” del Coldplay), ma che per stile, raffinatezza ed interpretazioni, è una delle cose migliori in concorso. Cantautore, polistrumentista (padroneggia con successo 11 strumenti diversi), poliglotta (oltre al serbo, parla fluentemente inglese, francese, greco, russo e polacco), in carriera ha vinto tutto il possibile ed ha inciso cinque album tutti da primo posto. L’alloro europeo sarebbe il coronamento della carriera. Può farcela. Ma se dovesse fallire?

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Eurovision Song Contest 2011- I protagonisti/14: Nina (Serbia), Daria (Croazia), Maja Keuc (Slovenia)

Nuovo appuntamento con la presentazione dei partecipanti all’edizione 2011 dell’ Eurovision Song Contest, in programma il 10, 12 e 14 maggio prossimi a Dusseldorf, in Germania. Evento che seguiremo in diretta anche grazie al nostro blog partner, Eurofestival News. Tocca a Serbia, Croazia e Slovenia.

Serbia- Nina “Caroban” (lingua: serbo)

Danica Radojcic, in arte Nina, esordiente,  22 anni, ha vinto la mini selezione della Serbia con questo deliziosissimo pezzo vintage scritto da Kristina Kovac. Del brano esiste anche una versione inglese, con video diverso (lo trovate qui), ma lei sul palco tedesco si esibirà nella sua lingua, come tradizione dei serbi. Meglio in serbo, sicuramente, in inglese perde il suo fascino.

La Serbia gareggia con questa denominazione dal 2007 dopo aver partecipato come Serbia Montenegro  nel 2005 ed essersi ritirata nel 2006 a seguito della separazione in corso dei paesi. Proprio nel 2007, al debutto, vinse grazie alla ballata “Molitva” di Marija Serifovic.  Successivamente ha collezionato un sesto posto, una mancata qualificazione per la finale e il tredicesimo posto dell’anno scorso.

Croazia – Daria Kinzer “Celebrate” (lingua: inglese)

Per la prima volta dal 2004 la Croazia torna ad esibirsi in inglese dopo tanti anni di canzoni in lingua croata. In realtà Daria Kinzer, la cantante tedesca che ha vinto la selezione croata, aveva ricevuto l’originale di questo brano proprio in croato. “Lahor“, questo il titolo della versione originale, è attualmente nella top 10 croata, maggior successo di questa ragazza che sin qui non aveva grossi riscontri. Nella finale nazionale si esibì già in inglese, ma la canzone aveva un testo ed un titolo diverso, ovvero “Break a leg”. E’la seconda canzone del concorso che si intitola “Celebrate“: la prima era dell’italiano Piero Esteriore, in gara per la Svizzera nel 2004.

Pessimi risultati per la Croazia nel corso delle sue partecipazioni (sempre presente dal 1993 ad oggi), nonostante diverse ottime proposte. Il miglior risultato sono due quarti posti: quello del 1996 con Maja Blegdan eSveta Ljubav” e quello del 1999 con “Marija Magdalena” di Doris Dragovic. Negli ultimi due anni non è mai andata oltre il decimo posto, mancando due qualificazioni alla finale e centrandone una solo grazie al ripescaggio della giuria.

Slovenia – Maja Keuc “No one” (lingua: inglese)

La Slovenia ha incoronato un pezzo difficilissimo, la ballata pop “No one” di Maja Keuc, la 19enne seconda classificata a a Slovenija Ima Talent che aveva staccato il biglietto per Dusseldorf  nella selezione nazionale con la versione in lingua originale “Vanilja“, Sinora i risultati di vendita le stanno dando ragione: la versione originale ha appena raggiunto il primo posto dell’airplay nazionale sloveno. Il pezzo cresce riascoltandolo, può essere una grossa sopresa.

Gli sloveni lo sperano perchè il decennio è stato uno sfacelo e anzi, da quando esistono le semifinali, ovvero nel 2004 soltanto Alenka Gotar nel 2007 è riuscita a passarle, col crossover pop lirico “Cvet z juga“. Il miglior risultato del paese sono due settimi posti. In ordine di tempo, quello di Darja Svajger nel 1995 con “Prilushni mi” e quello del 2001 con Nusa Derenda e il brano “Energy”.

Dalla Serbia ecco Gramophonedzie con “Why don’t you?”

Lui si chiama Marko Milicevic ma in arte si fa conoscere con il nome di Gramophonedzie. Arriva dalla Serbia, terra che quindi debutta ufficialmente nel nostro blog, Eurofestival a parte. Con il suo singolo d’esordio questo giovanissimo dj è balzato in testa alle classifiche inglesi e poi in quelle del resto d’ Europa. E allora, amici amanti del tunz tunz, questo post è per voi.

Si chiama “Why don’t you?” ed è una cover – o meglio, è un pezzo che utilizza un sample –  in salsa dance di un pezzo  intitolato “Why don’t you do right?”, pioniere della musica jazz americana che risale nientemeno che al 1936.  Una versione sicuramente interessante, che è anche un ottimo biglietto da visita in vista dal futuro. Veramente da vedere anche il video. Noi non siamo appassionati di questo genere di musica, lo sapete, ma ci ha fatto molto divertire. E per adesso i giovani d’Europa sembrano gradire.

Eurofestival 2010: Anna Bergendahl per la Svezia, Milan Stankovic per la Serbia, i Malcolm Lincoln per l’Estonia

 

L’ Eurofestival 2010 sarà proprio un festival per giovanissimi. E in fondo non è poi così male. Ieri sera si è conluso il Melodifestivalen, di fatto il Sanremo di Svezia, nonchè selezione del paese scandinavo per l’ Eurofestival e lo ha vinto, secondo pronostici la 19enne Anna Bergendahl (ex Pop Idol) con “This is my life”, oggettivamente uno dei pezzi migliori fra quelli che quest’anno saranno ad Oslo. Molto radiofonico, un pop normale, molto cantabile, una scelta “di coscienza” per il paese che dell’Eurofestival è da sempre leader, per ascolti, per tradizione ed anche perchè – va detto – negli ultimi anni è svedese il supervisore della baracca.

Paese che però nelle ultime tre edizioni, pur calando assi (The Ark, Charlotte Perrelli, pure vincitrice del Festival nel 1999 ,e Malena Ernman) ha messo insieme la miseria di due diciottesimi ed un ventunesimo posto. Da quelle parti vogliono rinverdire i fasti di Carola Haggvist (quella che vinse a Roma, nel 1991, con “Fangad ev an stormvind“) e riportare in patria la manifestazione. Possono farcela. Detto della vincitrice, mettiamo da parte per una volta le canzoni. Su Eurofestival News, trovate un ampio resoconto della serata.

Il paragone con Sanremo  non è a favore dell’Italia. Non parliamo delle canzoni, come detto – quest’anno non erano tutte all’altezza, a dire il vero – Parlando semplicemente dello spettacolo, visto che ormai anche il festival di Sanremo è diventato più un momento televisivo che altro. Provate ad andare su Eurofestival News ed a leggervi il commento sulla serata. In Svezia sono davvero molto avanti. A cominciare dalla durata delle serate. Perchè si può fare spettacolo con le canzoni anche senza allungare il brodo.

Milan Stankovic, nato a Belgrado l’8 agosto 1987,  invece rappresenterà la Serbia. C’erano solo tre artisti nella ristretta selezione serba, dopo i “tagli” che hanno portato al sacrificio della Beovizija. “Ovo je balkan” è il pezzo. L’ha scritto Goran Bregovic, un mito assoluto. Però ce lo concedete sei diciamo che  è brutto? Insomma, Bregovic ha scritto molto di meglio, ci sembra una cosa fatta un pò con la mano sinistra. Che poi per inciso, Stankovic è bravo. Basterà il nome di Bregovic?

Sarà invece il duo Malcolm Lincoln a rappresentare l’ Estonia con il brano “Siren“. Un pezzo sicuramente fuori dagli schemi di un festival come questo, ma anche sicuramente molto di difficile presa. Atmosfere rarefatte, poco cantabile, che fa uno strano effetto quanto lo senti. E’ un pò come quando un prodotto di nicchia va in un festival di canzonette. Sicuramente siamo molto lontani dagli standard dell’ Eurofestival. Non è detto che sia sempre un male. Il nostro giudizio resta sospeso, la vogliamo risentire. In ogni caso, siamo lontani dal bellissimo pezzo dell’anno scorso delle Urban Symphony.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Cipela” di Marko Kon e Milan Nikolic (Serbia) e “Randajad” degli Urban Simphony (Estonia). Squalificata la Georgia

Scelta etnica per la Serbia che porterà all‘Eurofestival una canzone che a tratti fa il verso a quella croata dell’anno scorso. Tango, fisarmoniche, suoni molto balcanici misti a ritmi più contemporanei. A cantarla saranno Marko Kon e  Milan Nikolic. Il motvo si intitola “Cipela” e se non altro ci metterà allegria.

Attenzione invece alla proposta dell‘Estonia. Hanno già vinto una volta, con Tanel Padar e potrebbe piazzarsi di nuovo bene. “Randajad“, degli Urban Simphony, che ha vinto la selezione locale è assai gradevole.

Unisce il suono del violino agli strumenti elettrici ed è molto delicato e di classe. Che è l’altra caratteristica che piace agli Eurofans, in alternativa ai pezzi dance. Poi soprattutto è un motivo originale rispetto alla media delle canzoni che si sentono.

GEORGIA SQUALIFICATA – Contrariamente a quanto si pensava, la canzone georgiana “We dont’ wanna put in” (che trovate sopra) è stata squalificata. Il gruppo Stephane & 3G che ha regolamente vinto le selezioni non potrà eseguirla a Mosca.

Non solo il titolo rimanda a Putin, ma anche alcune parti del testo e questo viola l’articolo del regolamentto che dice che nessuna parte del testo possa fare riferimento a fatti, persone o eventi politici.

Che succederà ora? L’Eurovisione ha concesso alla Georgia un tempo bonus per mandare un’altra canzone (eventualmente anche cantata dagli stessi artisti) che risponda ai regolamenti, ma il paese, che inizialmente si era ritirato per protesta dopo la guerra in Ossezia e infine si era convinto a tornare, potrebbe ora nuovamente ritirarsi. Ma a questo punto pagherebbe una carissima penale, perchè il tempo è scaduto.