“Per caso o per voglia”, arriva lo ska di Pippo e i suoi Pinguini Polari

Ska allo stato puro. Energia di quella buona. Pippo e i suoi Pinguini Polari sono il nome nuovo della musica indipendente italiana. Lanciati al Mei, Meeting delle etichette indipendenti di Faenza, dopo le oltre 2000 copie dell’ep di esordio “Vivere a tempo” e una lunga serie di live quasi tutti sold out, escono adesso col primo lavoro completo “Per caso o per voglia”. Decisamente un bel prodotto, quello della band fiorentina.

Sopra trovate “Motore immobile”, il primo singolo, un sound molto vicino a quello di un altro artista del settore, il siciliano Roy Paci, con una bella attenzione anche ai testi. Come anche in “Sincronie”. O anche ne “Il viaggio”, che nel link trovate in versione live. Nell’album completo ci sono anche canzoni che erano nel precedente EP, come ad esempio “Tonnara allegra“. Ironici. A cominciare dal loro sito (guardate qui come si presentano) e dal titolo del loro spettacolo: ” “Chiunque può calcare un palco”…

“Mammalitaliani”, gli Aprés La Classe mettono in piazza i mali del nostro paese

Una bella canzone di denuncia, ma non quelle in cui si spara nel mucchio. Accuse precise e circostanziate. Gli Aprés La Classe, gruppo ska del leccese, mette in piazza un ritratto impietoso dell’italiano di adesso visto con gli occhi degli stranieri. Non a caso il titolo del pezzo, “Mammalitaliani“, fa il verso alla famosa frase “Mamma li turchi“, risalente allo sbarco dei Mori in Sicilia. In alto c’è un live, il video ufficiale sta qui.

La canzone è la tracktitle di un album in collaborazione con Caparezza nel quale c’e una serie di gran bei pezzi, fra i quali anche “Dolore“, candidato al Premio Amnesty. Le etichette indipendenti e i personaggi lontani dal mainstream regalano sempre grandi cose. Soprattutto da noi, dove i giovani fanno fatica ad emergere anche se hanno talento: gli Aprés La Classe, per esempio, cantano dal 1996, eppure fanno ancora gran fatica ad uscire fuori. Magari non vi piace il genere, ma ascoltateli. Vale la pena, almeno per i testi.

“E’già domenica”, il grande ritorno degli Statuto (con omaggi a Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi ed al Subbuteo)

Dopo tanta musica internazionale, torniamo ad occuparci di Italia, con l’album che segna il ritorno dopo tre anni di uno dei gruppi più innovativi della nostra musica, i torinesi Statuto. “E’ già domenica“, sedicesimo album degli alfieri dello ska all’italiana, condito con ironia ma anche sempre attento ai messaggi di attualità ed al sociale, non si smentisce. Il tema prevalente è il calcio (la band è accanita tifosa del Torino, sopratutto il leader Oscar Giammarinaro), ma il tema non è trattato solo con leggerezza.

In alto trovate “Un elegante gioco da salotto“, dedicato al mitico Subbuteo. Ma poi c’è spazio per il calcio in tutte le sue forme. “Controcalcio”, dedicato alla visione dello sport come c’era trent’anni fa, elegante panoramica sui campioni del passato,  è scritta da Enrico Ruggeri. Mentre la track title, immediatamente qui sopra, è dedicata a Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio tragicamente scomparso nel 2007. Sempre in questo ambito, “Un ragazzo come me” è un tributo a Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma anche lui morto in circostanze tragiche nel 2008.

Cambiando argomento, il primo singolo “Bella come il sole”, è una canzone d’amore alla loro maniera, come anche a loro modo trattano il rapporto di coppia in “Per non fare male”. C’è spazio per il sociale in “Pupazzo di neve”, dedicato al consumo di cocaina fra i giovani. E c’è spazio per la società in “Io salgo”, canzone di protesta contro la disocupazione e “Canterai (canterò)”, che vede Paolo Belli fra gli autori della musica e che ironizza in piemontese sulla proposta di legge per introdurre il dialetto nelle scuole (Oscar Giammarinaro, il cantante, è siciliano!). E infine, si parla di etica ed estetica in “Rabbia e stile”.

A completare le 14 tracce “O fortuna“, inno appunto alla fortuna, “Amici (davvero)”, con la partecipazione di Rudy Zerbi, dedicata alla loro casa discografica e due cover: “Vamos a la playa” dei torinesi Righeira e “Una città per cantare“, in duetto con l’interprete originale Ron. Entrambe ovviamente in versione ska. Un album da applausi a scena aperta. Davvero. Gli Statuto sono ancora quelli di “Piera” e “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo“.

Ritorna Giuliano Palma e duetta con Samuel dei Subsonica

Dopo il grande successo di “Boogaloo” (e l’esclusione dal Festival di Sanremo) riecco Giuliano Palma ed i suoi Bluebeaters, il miglior esponente dello ska italiano, capace di passare dalle rivisitazioni di pezzi storici in chiave moderna a brani inediti di grande spessore. “Se ne dicon di parole” era quello di Bogaloo, ma nel nuovo album “Combo“, da poco uscito, ce ne sono ben quattro.

Quello che trovate in alto è “Un grande sole”, duetto con Samuel Umberto Romano dei Subsonica. Gli altri tre sono “Semplice“, un pezzo reggae scritto fra gli altri da La Pina, “Dentro tutti i miei sogni“, con una ricca parte strumentale ed infine “Quanti ricordi” che vede la collaborazione di Carlo Umberto Rossi. Ma l’album ovviamente contiene anche cover di pezzi storici fra le quali spiccano.”Il cuore è uno zingaro“, “Sunny” e “L’appuntamento“. Veramente un prodotto di qualità.

“Public”, il best de Les Fatals Picards: ska con ironia dalla Francia

Quella che potete sentire sopra è “L’amour à la francaise”, che il gruppo transalpino Les Fatals Picards ha portato in rappresentanza della Francia, all’Eurofestival 2007. Adesso è uscito “Public“, un best che raccoglie 21 loro successi dei loro sette anni di carriera.

Nei loro testi c’è di tutto. Dall’amore, alla politica, al sociale, alle storie verosimili condite con sottile e tagliente ironia. Il tutto al ritmo di ska. Facciamo un esempio? Nel brano di cui sopra, cantato in francese ed in franco-inglese c’è una storia d’amore curiosa: lei è inglese e se la tira tantissimo. Lui è francese e se n’è innamorato e la insegue per tutta Parigi. Lei scappa e lui resta sempre a mani vuote.

Oppure c’è “Dors mon fils“, lo sfogo di un papà cui la mamma ha affidato il bebè contro il bebè che non la smette di frignare e non ne vuole sapere di dormire. In Goldorak est mort” c’è tutta la preoccupazione di un bambino per il Goldrake che gli avevano appena regalato i genitori: si è rotto “e non resta che un kart a pedali”. E con ironia in “Bernard Lavilliers“, prendono in giro un loro collega reo a loro dire d’aver fatto troppi mestieri (ma lui ironicamente partecipa al video).

Cantano gli stenti di un single uomo alle prese con la vita domestica in Seul et celibataire oppure le sfide politiche in famiglia in “Mon pére etait tellement de gauche” e lanciano dubbi uniti ad un messaggio di speranza in On se demandait“. Ventuno brani tutti da ascoltare e sui quali ballare. Quando si dice l’originalità.

“Boogaloo”, Giuliano Palma & The Bluebeaters vanno al massimo

Se c’è un prodotto di qualità in Italia è l’album di Giuliano Palma & The bluebeatersBoogaloo“. Pochissimi artisti infatti, sono riusciti a dare grande dignità alle cover, perchè cantare un brano di altri senza copiarlo o senza disintegrarlo musicalmente è sempre un esercizio difficile. Ci riuscì a suo tempo Paola Turci in “Oltre le nuvole“, con cover molto fedeli dal punto di vista degli arrangiamenti ma originali nei testi e nell’interpretazioni.

Ci riesce da anni Giuliano Palma, ex cantante dei Casinò Royale, che shakerando in chiave ska i vecchi successi del passato italiano ed internazionale ce li sta facendo riscoprire per bene. E stavolta, nell’ultimo lavoro, s’è tolto anche lo sfizio di un inedito, “Se ne dicon di parole“.

Tutto l’album è una bellezza. Ed è uno spettacolo vedere giovanissimi battere il tempo al ritmo di “Testarda io” (1974), a suo tempo di Iva Zanicchi, o ancora della mitica “Pensiero d’amore” di Mal (1969) oppure di “Come le viole“, incisa nel 1972 da Peppino Gagliardi. Già più recente, “Over my shoulders“, successo dei danesi Mike & The Mechanics (1995).

E ancora, “Tutta mia la città” dell’Equipe 84, “Everybody loves a lover” di Doris Day, “I’ll get you” dei Beatles.  Diciotto tracce una più bella dell’altra. E adesso che lui e i suoi Bluebeaters ci hanno provato con un inedito, chissà che non passino anche da Sanremo.