“Feel the breeze”, l’estate slovacca è tutta di Mista

Ritorna una delle nostre preferite. In tutti i sensi. Sona Simorova, in arte Mista, da Bratislava. Ne avevamo parlato in occasione del lancio dei due precedenti singoli dance pop, fra cui “Show me”. La bella slovacca torna sulle scene, stavolta puntando su un pezzo molto diverso dai precedenti, dal sapore tipicamente estivo. Ritmi latini, ripetizione ossessiva del refrain, insomma un vero e proprio tormentone

“Feel the breeze” ha già raggiunto quasi il milione di visualizzazioni su youtube e oltre che nelle zone della ex Cecoslovacchia, sta riscuotendo enorme successo anche in Germania, dove è fra i più suonati nelle tv musicali. E per lei che ha già avuto l’onore di cantare un brano inizialmente pensato per Kesha,per la solare artista slovacca c’è stata anche l’occasione di aprire proprio un concerto della giovane artista pop statunitense.

Eurostars: i nuovi singoli di Nela (Slovacchia), Ira Losco (Malta), Anggun & Natasha St.Pier (Francia)

Il pubblico dell’Eurovision Song Contest l’ha conosciuta nel 2009 quando da semi-esordiente prese parte alla rassegna rappresentando il suo paese, la Slovacchia in coppia con Kamil Mikulcik con l’oscura ballata “Let’t mou”, ma da allora Nela Pociskova, oggi 22 enne è diventata un vero personaggio in patria, dividendosi fra la musica e le apparizioni televisive. Nel 2010 ha vinto “Dancing with the stars”, l’edizione nazionale di “Ballando con le stelle” e adesso esce “So in love“, prima sua produzione in lingua inglese, che si è issata in testa alle classifiche nazionali.

Torna  a farsi sentire anche Ira Losco, la maltese che sfiorò la vittoria nel 2002 col brano “7th wonder”, tuttora il miglior risultato mai ottenuto dall’isola del Mediterraneo. Lei è da tempo una delle best selling artist del suo paese e recentemente aveva deciso anche di alternare la sua produzione pop rock con l’elettronica, la dance e la trance music. Adesso però esce di nuovo una cosa rock. “The person I am” è il singolo che accompagna l’album “The fire”, uscito quest’anno. Nel video che trovate sopra, duetta col chitarrista e cantante David Leguesse.

E poi sempre in tesma eurovisivo, un bel duetto fra voci “acquisite” dalla Francia, l’indonesiana Anggun, in gara l’anno scorso e la canadese Nathasha St.Pier, che rappresentò il paese transalpino nel 2001 con “Je n’ai que mon ame”. Le ude sono protagoniste di un bel duetto, “Vivre d’amour”, musicato da Grégoire, uno dei giovani talenti francesi su un testo originale della Santa Teresa di Lisieux, in occasione del 140. anniversario della nascita della celebre suora carmelitana. Il duetto è inserito in un concept album tutto dedicato alla Santa e tutto basato sui suoi testi “Thérese-Vivre d’amour“, che è la nuova fatica dell’artista canadese, in questo momento anche impegnata come coach in The Voice Belgium, versione vallone.

“Show me” (e altri brani), quando la dance crossover viene dalla Slovacchia

Gli appassionati eurovisivi si ricorderanno senz’altro di Sona Simorova, la 26 enne di Bratislava nota col nome di Mista. Arrivò seconda alla finale nazionale per l’Eurovision del suo paese col brano “Vendetta” contenuto nel primo album “Emotions“. Nonostante il mancato biglietto per Oslo, la giovane ha visto accrescere notevolmente la propria fama nel settore della dance crossover e oggi è una delle artiste più apprezzate non solo ad Est. Un ottimo risultato per una cantante che arriva dalla Slovacchia.

Il secondo album, uscito nel 2012 si chiama esattamente come la titletrack, ovvero “Show me”, che però è solo il terzo estratto dal lavoro (qui il video, sopra la versione testo). I primi due, ugualmente interessanti, sono “Cash out”, che contiene anche sonorità tipiche della dance dell’est  e porta la firma dei Morandi, popolare dance group rumeno e “Never hide“. “Cash out”, uscito per l’etichetta tedesca E45, ha avuto ottimo successo non solo in Slovacchia e Repubblica Ceca (dove lei vive), ma anche in Germania, Spagna, Paesi Bassi, Romania e Belgio.

Ma meritano un ascolto anche gli altri due singoli del precedente lavoro, ovvero quello che dava il titolo all’album  in cui si scopre un’anima decisamente pop e cantautorale (per quanto possa sembrare particolare Mista ha una formazione classica ed ha studiato pianoforte al conservatorio: dopo 20 anni, per lei il cambio di direzione è stata una “liberazione”, spiega lei stessa),  cantato in parte in slovacco e “Rock it”, molto più dance e meno pop.

“Hey now” (e altre canzoni), dalla Slovacchia ecco Peter Bic Project

La Slovacchia continua a sfornare prodotti musicali interessantissimi. Non molto tempo fa avevamo segnalato Celeste Buckingham, la giovane di origine svizzera ma ormai slovacca di adozione che è salita a sorpresa in testa alle charts dopo aver vinto Cesko Slovensko Idol, ma il vero fenomeno della nuova musica slovacca si chiama Peter Bic Project, una band che mescola pop e suoni elettronici, identificata con il nome del frontman e leader.

“Hey now” è da settimane al comando delle classifiche nazionali e di quelle della Repubblica Ceca, proponendo un sound molto particolare, sicuramente diverso sia dal pop canonico che dalla musica elettronica a sfondo vintage che si ascolta oltreadriatico. Lanciati due anni dal brano “Dazd” presentato alle selezioni per l’Eurovision (giunse quarto nella sua serata di qualificazione, venendo eliminato: con loro si esibiva Daska Kostovcic), in poco tempo hanno guadagnato i favori di pubblico e critica.

Ma molte altre cose meritano di essere ascoltate: si va da “Chceme to”, in slovacco, ad alcune belle cover acustiche come “Sometimes” e “The look” dei Roxette e “Moves Likes Jagger” dei Maroon 5 ft Christina Aguilera, sino aSomeone like you” di Adele. Una ensemble da tenere d’occhio perchè a giudicare da queste cose, possono regalare ancora diverse belle produzioni.

Celeste Buckingham, il nome nuovo del pop arriva dalla Slovacchia

Segnatevi il nome e stampatevi bene a mente il volto, perchè fra l’altro è di quelli che non si dimenticano facilmente. Lei si chiama Celeste Rizvana Buckingham ed è il nome nuovo della musica europea. Arriva da Bratislava in Slovacchia ed è nata nel 1995 (dunque ha 17 anni) ed è la vincitrice dell’ultima edizione di Cesko Slovensko Superstar, l’edizione di Pop Idol per la ex Cecoslovacchia.

In realtà è una cittadina del mondo perchè lei vive in Slovacchia ma è nata a Zurigo, da madre svizzera, padre statunitense, nonno sempre elvetica e nonne iraniana e russa, parenti in Irlanda. Si è formata culturalmente ma anche musicalmente negli Usa, a Berkeley e poi a Belville, ma le è bastata una partecipazione al popolare talent show per issarsi con merito in cima alle charts nazionali.  “Run Run Run”, che trovate sopra, è un bel pezzo, che ha fatto da traino a “Don’t look back”, l’album d’esordio, un pop con sfumature “scure”, sicuramente molto occidentale, uscito sotto l’etichetta EMI. E francamente, ascoltando tutto il lavoro, viene da dire che ci sono i presupposti perchè la ragazza sfondi in Europa.

Qui trovate “Nobody knows” , mentre qui c’è “Stupid love games“, molto orecchiabile. Decisamente un lavoro d’esordio interessante, interamente in inglese, eccezion fatta per un pezzo che ricorda le tradizioni della nonna, un canto tipico persiano (“Gole Goldun“) e per un duetto in slovacco col compagno di trasmissione Martin Harich, 16 anni appena (Mam t’a malo“). La altre tracce, tutte molto belle: “Bleeding”,“Blue guitar”, “Hello stranger”, “Heart” (duetto con Noah Ellenwood, un altro giovanissimo cantautore nato negli Usa ma di stanza in Repubblica Ceca),  sino alla title track dell’album.

Eurovision Song Contest 2011- I patecipanti/4: A Friend in London (Danimarca), Sjonni’s Friend (Islanda), Twiins (Slovacchia)

Quarta puntata del nostro viaggio fra i partecipanti al prossimo Eurovision Song Contest, in programma il 10, 12 e 14 maggio a Dusseldorf in Germania. Evento che seguiremo in collaborazione col nostro blog partner Eurofestival News.

Danimarca- A Friend in London “New Tomorrow” (lingua: inglese)

Una delle nazioni regine del pop ha incoronato nel suo Dansk Melodi Gran Prix una band indie, appunto gli A Friend in London, il cui leader Tim Schou viene da un talent show giovanile vinto nel 2005. Il gruppo è attivo dal 2008 ma è molto più popolare oltre Europa, sopratutto nella scena indie canadese e nordamericana, che in patria. Tanto che questo è il loro terzo singolo e il primo album uscirà durante l’Eurovision Song Contest.

La Danimarca ha un buon feeling con la manifestazione, anche se ha vinto solo due volte, nel 1963 con “Dansevise” di Grethe & Jorgen Ingemann e nel 2000 con “Fly on the wings of love” degli Olsen Brothers, che è uno dei maggiori successi di vendita della rassegna. Ha anche all’attivo tre terzi posti, il quarto dell’anno scorso con Chanée & N’Evergreen e del 1984, diversi piazzamenti nei 10 e un successo, “Believe again” di Brinck del 2009, coverizzato in varie parti del mondo e varie lingue.

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Eurofestival 2010, le scelte di Lettonia, Bulgaria e Slovacchia, le canzoni di Georgia e Turchia. Un italiano in finale in Russia: è Antonello Carozza (ex Amici)

Ieri sera si sono svolte altre due selezioni per l ‘Eurofestival 2010, in programma ad Oslo, in Norvegia, dal 27 al 29 maggio prossimi. La bionda in alto si chiama Aisha (Aija Andrijeva) ed ha vinto la Erodzsiesma, selezione della Lettonia co “What for? (Only Mr God Knows)”. Un bel pezzo, minimalista, ricorda un pò le sonorita dell’altra baltica (ma estone) Kerli. E soprattutto, con un battimani trascinante. Sicuramente un pezzo fuori dagli schemi, molto originale.

La Slovacchia, che l’anno scorso ritornò dopo 11 anni (loro lo hanno fatto!) con una ballata troppo oscura, quest’anno migliorano un pò anche se “Hohreronie” di Kristina, che ha vinto, non pare in grado di dar fastidio a paesi più quotati. Il brano è in lingua slovacca. A noi piace il fatto che si canti nella lingua d’origine ma con un regolamento che non lo impone più obbligatoriamente, se non si ha un pezzo più che bello, le lingue più ostiche sono un pò penalizzate. La Bulgaria, con Miro, ha scelto invece in una apposita trasmissione il pezzo che è il pop “Angel si ti” (you are an angel). Niente di speciale, diremmo.

Altri due paesi hanno invece reso nota la canzone dopo aver selezionato internamente l’artista. Fra sei canzoni tutte cantante dalla prescelta Sopho Nizharadze, la Georgia ha scelto la deliziosa “Shine“, una ballata pop che sicuramente mette in risalto la grande voce dell’artista. Per il paese caucasico, dunque, un bel ritorno. Ascoltati tutti e sei i pezzi georgiani va detto che non c’era il brano “ammazzafestival”, ma erano tutti molto gradevoli. Forse qualcuno era più aderente di questo al pop europeo attuale, ma tant’è.

C’è grande attesa invece per conoscere come sarà “We could be the same” dei MaNga, la band turca fresca di vittoria come miglior band d’Europa agli MTV Awards scelta da TRT per riportare sul Bosforo il concorso. Sarà in inglese, questo è certo. E se si inserirà nel loro stile rock, come è probabile, sarà bene cominciare a puntare tutto sui turchi, che già normalmente hanno un grosso bacino di voti, ma coi favori del grande pubblico (che i MaNga hanno) rischiano pure di andarsene col bottino.

ANTONELO CAROZZA (EX AMICI) NELLA FINALE RUSSA – Se l’Italia non va all’Eurofestival, ci vanno però gli italiani. Antonello Carozza, 25 anni, di Campobasso, è in gara nella finale russa che sabato prossimo assegna un posto all’Eurofestival. Già protagonista ad “Amici 2004”, nel 2006 fu in gara a Sanremo, sezione Nuove Proposte con il brabo “Capirò, crescerai” e recentemente – ha ritentato anche la via di Sanremo quest’anno, senza che il suo pezoz venisse selezionato ha acquisito grande popolarità  – in Russia e nel mondo ex sovietico col secondo posto al concorso per giovani “New Wave a Jurmala. Ora potrebbe clamorosamente farcela ad andare all’Euroefestival, con un pezzo in italiano. E noi tifiamoper lui.

Cliccando sul link “Eurofestival 2010” nella home page trovate l’aggiornamento sulla situazione cantanti e canzoni in vista della rassegna di Oslo, con relativi link ai brani, dove già sono noti.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Be my Valentine” di Svetlana Loboda (Ucraina) e “Let’ T Mou” di Miculcik e Pociskova (Slovacchia). Le Georgia si ritira

UFFICIALE, LA GEORGIA SI RITIRA DALL’EUROFESTIVAL. La decisione è stata presa dalla tv georgiana che ha detto no alla richiesta dell’Eurovisione di cambiare le parole della loro canzone “We don’t wanna put in” o di proporne una diversa, perchè il brano viola il regolamento parlando di politica.

I georgiani hanno preferito uscire di scena non senza accusare il governo russo di aver fatto pressione per la loro esclusione (il titolo del brano si leggerebbe “Noi non vogliamo Putin”). Brutta storia, quando la politica si mescola alla musica. Per fortuna la macchina va avanti lo stesso.

 

Dopo il secondo posto dell’anno scorso, torna alla carica l’Ucraina. Un pò di energia per la bella Svetlana Loboda (ma perchè l‘Ucraina manda sempre belle figliole?) che porterà sul palco dell‘Eurofestival la canzone “Be my Valentine”, con cui ha vinto le selezioni del suo paese.  Sempre nelle zone alte della classifica negli ultimi anni, difficile che possa ripetere la performance quest’anno.

Il brano è di buon livello, con sonorità diverse rispetto al tunz tunz dell’anno scorso che valse il podio e quasi la vittoria e anche dal casino della drag queen di due anni fa. E’più canzone, sicuramente e forse per questo potrebbe piacere meno in generale al pubblico. Però avrà la sua fetta di voti amici come le altre nazioni ex Urss. Le giurie potrebbero invece anche premiarla se arriva in finale.

Ma che bella sorpresa la Slovacchia. Da quelle parti si fa buona musica, ma lo sanno in pochi. Le selezioni slovacche ed  il brano che dopo 11 anni riporta in gara la nazionale (loro si, a volte ritornano, l’Italia invece…) è davvero interessante. Kamil Mikulčík e Nela Pocisková canteranno “Leť Tmou”.

Alcuni paesi e la Slovacchia è fra questi hanno il pregio, di preferire il canto nella propria lingua, ma in alcuni casi questo penalizza. Soprattutto se hai pochi alleati linguistici. Però da parte nostra preferiamo sempre la babele linguistica alla standardizzazione anglofona. Se hai una bella canzone, si valorizza lo stesso:  Marija Serifovic, che vinse col brano in serbo due anni fa da questo punto di vista è un esempio chiaro.

Suoni d’Europa: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia

Nuovo spazio dedicato al viaggio al centro della musica dei vari paesi euopei. La zona dell’est tocca questa volta la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Qui sotto, la copertina, per il resto cliccate sui titoli…

Sembra Mariah Carey, nello stile e nell’aspetto. Ma si chiama Tamara Diane Wimer, in arte Isis Gee. Americana di nascita e di passaporto, risiede da tempo in Polonia per matrimonio e qui è fiorita la sua carriera musicale. “For life” (che ascoltate in alto) era la proposta polacca all‘Eurofestival 2008, franata miseramente all’utimo posto dopo aver conquistato l’accesso in finale.

Polonia a fasi alterne sul palco dell’Eurofestival. Benissimo con la già citata “Follow my heart” degli Ich Troje del 2006,malissimo (ultima, stavolta in semifinale) con i Jet Set, proposta russo-britannica (“TIme to party”, 2007). Un pò meglio Ivan & Delfin nel 2005 con “Czarna dzwyecsina“.

Il resto della musica polacca viaggia su due filoni. Primo filone: bellone senza talento. E’il caso di Doda (1ui trovate l’ultima usicta “Nje daj sle“) o di Virgin (oddio, dal video proprio non sembrerebbe), con l’energetica “Dzaga”.

Secondo filone: tutti gli altri. Fa piacere ascoltare bei talenti come Gosja Andrzejewicz (qui c’è l’ultimo “Magia swat“) oppure come Mandaryna (la dolcissima “Stay together” del 2007 faceva parte di un progetti benefico, invece “Heaven” è appena uscita). Chi ama il rock in stile americano può buttarsi sui non originalissimi ma energetici The car is on fire (qui c’è “Miniskirt”).

Repubblica Ceca in ascesa. C’è una cantante bravissima, lanciata dal locale Pop Idol che è partita a razzo nelle classifiche: si chiama Aneta Langerova. La sua “Desetina” è molto gradevole. Sul filone pop si staglia anche Marek Zstraceny con “Zstracis ze”.

Chi invece preferisce un sound più alla Carla Bruni, può scegliere Iva Fruhlingova, ex modella che canta in francese. Qui trovate “Ou tu veux quand tu veux”. Molto curioso anche il sound della band Miou Miou, anche loro in lingua francese: qui troviamo “A l’étè de Saint Martin 68“. Merita invece un plauso Lucie Bila, una delle voci più belle della Repubblica Ceca: qui vi faccio ascoltare “Miluj te” e “Es Semes“.

Capitolo Eurofestival. La Czechia è entrata solo nel 2007. I Kabat, rock band di capelloni che hanno aperto la strada sono arrivati ultimi con un solo punto. Però “Mala Dama” non è poi così male. Quest’anno c’era invece l’improponibile performance di Tereza Kerndlova e delle sue veline con “Have some fun” (eliminata in semifinale).

Quanto alla Slovacchia, tornerà all’Eurofestival nel 2009 dopo 11 anni, ma la sua produzione musicale è ottima. Tanti giri di chitarra e pop di gran fattura. Ascoltate “Spoved” di Petra Kepenova, merita. “Birds of Paradise” di Martina Schindlerova è struggente, perchè dedicata a soldati slovacchi morti in un incidente In realtà è una cover di un brano del trio svizzero Peter, Sue e Marc). Della stessa srtista ecco anche “Najkrajsia ska“.

Il pubblico femminile apprezzerà invece Tomas Bezdeda (qui c’è “Unos”), mentre per gli amanti del rock ecco l’energia dei Good Fancy con la loro “Len za tebou”. Chiusura forse con la migliore del lotto slovacco, vale a dire Zuzana Smatanova. Qui c’è “Tam kde sa neumiera” ma sotto, in chiusura vi proponfgo la fischiettabile “Necracaj predo mnou”. Chiosa finale. Ma ste ragazze dell’est sono tutte così belle??