Eurovision 2013, le scelte di Albania e Ucraina. E a gennaio….

Altri due paesi hanno compiuto il percorso eurovisivo. L’Albania ha visto concludersi il Festivali I Kenges, da sempre concorso di selezione nazionale, uno dei rari festival europei dove si canta ancora come a Sanremo con l’orchestra. Hanno vinto Adrian Lulgjuraj e Bledar Sejko, con “Identiet“, scritta dal rocker Sejko e dalla sorella Eda. Curiosamente il duetto fra i due solisti è nato nella principale tv privata albanese Top Channel, dove sono stati protagonisti con ruoli diversi nel festival concorrente del Kenges  (Top Fest) e a The Voice Albania. Sejko fra l’altro è il fondatore della prima rock band d’Albania, nata dopo la caduta del comunismo. C’era un pò d’Italia in giuria, ne parliamo sul blog partner Eurofestival NEWS.

Gravity” di Zlata Ognevich ha vinto invece la selezione ucraina, organizzata il 21 dicembre e svoltasi due giorni dopo, in fretta e furia come da tradizione ucraina. E come al solito non sono mancati i problemi (Eurofestival NEWS ne parla qui). Uno degli autori ha già firmato il pezzo eurovisivo del 2006. Zlata Ognevich fu già in gara due anni fa alle selezioni, senza fortuna. A Gennaio scatteranno le prime fasi delle selezioni di Finlandia, Danimarca Norvegia e Islanda, che ovviamente tengono molto a presentare ottime canzone in una rassegna organizzata quest’anno dai vicini svedesi. Il primo a concludersi sarà il Dansk Melodi Gran Prix, il 26 gennaio.

Eurovision 2012/Le canzoni: “Be my guest” di Gaitana (Ucraina)

  • Artista: Gaitana
  • Canzone: Be my guest (Gaitana Lourdes Essami)
  • Esibizione: Seconda Semifinale (7)

BENVENUTI IN UCRAINA PER GLI EUROPEI DI CALCIO

La Polonia ha scelto di non partecipare, l’Ucraina, sua partner nell’organizzazione degli Europei di calcio il prossimo giugno ha scelto invece di essere presente alla’Eurovision come fece la Francia nel 2010 in vista dei Mondiali. Ovvero con un pezzo senza nessunissima altra pretesa se non quella di fare da apripista alla rassegna  del football. A fare da anfitrione è la prima cantante di colore a rappresentare un paese dell’ex Urss, ovvero Gaitana Lourdes Essami, figlia di un’ucraina e di un congolese, che ha vissuto la sua adolescenza fra Kiev e Brazzaville, capitale dello stato africano. 

Gaitana è riconosciuta come la pioniera della musica  rhtym and blues nel panorama ex sovietico grazie alle sue doti vocali che nel corso degli anni l’hanno portata a vincere due volte gli ukrainian music awards (Miglior cantante femminile e miglior album, nel 2008) ed il premio internazionale Showbiz awards come miglior artista europea. Cinque album all’attivo, con canzoni quasi tutte composte da lei stessa. Ha vinto il concorso di selezione nazionale.

Eurovision Song Contest 2011-I protagonisti/11: Alex Sparrow (Russia), Anastasia Vinnikova (Bielorussia), Mika Newton (Ucraina)

Undicesimo appuntamento con i partecipanti all’Eurovision Song Contest 2011, in programma dal 10 al 14 maggio prossimi a Dusseldorf in Germania. Russia, Bielorussia e Ucraina con i loro problemi di selezione…

Russia- Alex Sparrow  “Get you” (lingua: inglese)

Selezione interna per la Russia, dopo diverso tempo. La scelta è caduta su Alekseij Vorobyov, 24 anni, che sul palco si presenterà come Alex Sparrow. Lanciato da un talent show, è diventato in poco tempo uno degli artisti russi più mati dai giovani. Continuando nel filone “ho i soldi da spendere e li sperpero”, i russi hanno assoldato RedOne, all’anagrafe Nadir Khayat, l’autore e produttore svedese-marocchino paroliere fra l’altro di Lady Gaga. Il quale però ha rifilato ai russi uno scarto del suo cassetto, a giudicare da questo pezzo modesto anzichè no.

In tempi recenti la Russia non ha mai mancato la qualificazione, ha speso canestri di soldi e centrato ottimi risultati. Ha cercato e voluto la vittoria del 2008 con Dima Bilan e “Believe” e speso 42 milioni (il triplo del necessario) per organizzare l’evento 2009. Dal 2000 ad oggi anche due secondi  posti (Alsou, “Solo“, 2000 e Bilan, “Never let you go“) e due terzi posti (“Ne ver ne boysia”, Tatu, 2003 e “Song#1“, Serebro, 2007)

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“Smile”, dall’Ucraina Jamala canta l’allegria

Ecco, invece di Mika Newton, noi all’Eurofestival, per l’Ucraina, avremmo portato lei. Terza nella contestatissima selezione poi annullata e poi ritirata nell’annunciata finale di recupero, anche in protesta con l’esito delle votazioni. Lei si chiama  Susana Jamaladinova, in arte solo Jamala e ha 27 anni. E’ nata nel Kirghizistan, parte asiatica della ex Unione Sovietica, ma è originaria della Crimea, in Ucraina.

Cantante di formazione jazz formatasi nelle migliori scuole del Paese, p stata lanciata dal quel concorso per giovani talenti che è “New Wave” che negli anni ha visto lanciati anche Intars Buzulis, Aisha, Natalia Gordienko, i Cosmos e persino il nostro Antonello Carozza. “Smile” è il singolo d’esordio, appunto presentato alle selezioni ucraine per l’Eurofestival. Leggerezza assoluta, grande voce e un video eccezionale. Peccato non sia entrato in concorso, avrebbe potuto fare molto bene.

Eurofestival 2010: ecco “Sweet people” di Alyosha (Ucraina)

Al terzo tentativo, ecco il brano buono. Per evitare sanzioni ulteriori, l’ Ucraina ci ha messo pochissimi giorni a scegliere un altro brano, quello che finalmente la rapprsetnerà al prossimo Eurofestival. A cantarlo, sarà sempre Alyosha e il titolo è “Sweet people”. Si tratta come detto del terzo brano, dopo che il primo, “I love you” di Vasyl Lazarovich, era stato defenestrato dal nuovo governo televisivo ed il secondo “To be free” si era scoperto non inedito.

Una nuova ballata, una delle tante di questa edizione. Lei è brava, certamente, ma dopo quello che ha combinato l’ Ucraina merita davvero l’esclusione al primo turno. E diremmo che forse è cosa possibile. Anche se sicuramente i voti dei paesi amici arriveranno. Di sicuro, la Ebu non è entusiasmata dall’idea di portare  eventualmente la rassegna in un paese dove si è appena insediato un governo non proprio democratico.

Eurofestival 2010, squalificata “To be free” (Ucraina): non inedito e accusato di plagio. Ammesso il brano della Lituania

Certe volte bisognerebbe usare il pugno di ferro. Perchè quello che sta combinando l’ Ucraina in vista dell’ Eurofestival è inqualificabile. Andiamo con ordine. La notizia è: dopo che la NTU, la tv nazionale ucraina aveva cambiato in corsa “I love you” di Vasyl Lazarovich a seguito dell’insediamento dei nuovi vertici direttivi, non sarà nemmeno “To be free” di Alyosha a rappresentare l’Ucraina. E in più l’Ucraina è l’unico dei 39 paesi in gara che non ha presentato la documentazione per iscrivere la canzone.

Il circo ucraino continua, dunque. La decisione è stata dunque questa: multa con diversi zeri alla tv ucraina, obbligata – pena la squalifica – a presentare un altro brano, cantato dalla stessa Alyosha, entro lunedì 29. Quanto al pezzo, si è scoperto che non è inedito, almeno non lo è alla data del 1. ottobre, il termine ultimo previsto. Sarebbe stato infatti trovato sul myspace dell’artista e addirittura VENDUTO su Amazon nell’aprile 2008 (due anni fa !!).

Come previsto, la selezione frettolosa ucraina si è rivelata un disastro. Pare infatti che anche il pezzo secondo classificato fosse irregolare.  Non è finita qui, signore e signori, venghino che c’è posto!  Secondo alcuni sarebbe un plagio di “Knock me out” di Linda Perry & Grace Slick., Sopra trovate il brano che sarebbe stato plagiato, per confrontarlo. 

INCULTO: TUTTO OK – Sarà invece regolarmente in gara “Eastern European Funk” degli Inculto. Il brano della band lituana sembrava poter essere squalificata per via del testo “poco ortodosso” e con riferimenti alla politica, ma alla fine è stato deciso che è tutto regolare. E noi siamo contenti, perchè in fondo era solo un testo a sfondo sociale, a corredo di un buon pezzo.

Eurofestival 2010: si completa il parterre co “Allez Olà Olè” di Jessy Matador e “To be free” di Alyosha (Ucraina). La Bielorussia cambia pezzo

Eccoci qua, ultimo giro. Si completa il parco dei partecipanti al prossimo Eurofestival, in programma  dal 25 al 29 maggio ad Oslo. La Francia, che al termine di un tortuoso cammino è approdata a Jessy Matador (come si è arrivati a questa scelta lo raccontavamo su Eurofestival News, più precisamente qui) ha reso pubblico il brano “Allez Ola Olè”, che trovate sopra. Come è noto, sarà anche l’inno della Francia ai prossimi Mondiali di Calcio che si svolgeranno in Sudafrica a Giugno.

Non c’è pericolo che vinca – speriamo che la Francia ce la faccia prima o poi, è un grande paese musicalmente  – ma almeno, in un festival ricco di ballate almeno porta un pò di allegria e ci fa alzare dalla sedia. Il rischio grosso però è che la Francia – ottava l’anno scorso con Patricia Kaas, dopo un periodo buio – finisca di nuovo come negli anni passati nei bassifondi. I fans francesi dell’ Eurofestival non hanno gradito la scelta di Matador. Vedremo come andrà a finire.

La selezione più veloce del west (anzi in questo caso dell’ East…), vale a dire quella dell’Ucraina, ha invece premiato i suoni un pò particolari della insolita ballata (tanto per cambiare) di Alyosha: “To be free” è il pezzo vincitore del concorso, che ha rimpiazzato quello inizialmente scelto tramite decisione interna, che era “I love you” di Vasyl Lazarovich. Il perchè di una nuova selezione – voluta dal nuovo presidente della tv ucraina, nominato dal Governo, come in Italia – lo avevamo scritto qualche giorno fa. Tranquilli, non c’è pericolo. In Ucraina non ci andiamo, l’anno prossimo. E visto quello che è successo, non è un male.

Ma la notizia clamorosa, dell’ultim’ora è che la Bielorussia, sul filo di lana, ha cambiato il pezzo. I “3+2″, band designata internamente dalla tv nazionale, avrebbero dovuto presentare “Far away”, ma all’ultimo minto hanno ripiegato su una ballata – l’ennesima! –  dal titolo “Butterflies“. Diremmo senza ombra che era meglio il pezzo precedente, magari un pò anni’90 style, ma almeno ci si muoveva un pò.

Eurofestival 2010, l’Ucraina defenestra Vasyl Lazarovich: scatta un’altra selezione

C’è da dire che all’ Eurofestival, con i paesi dell’est non ci annoia mai. Ma quello che è successo in Ucraina, è davvero pazzesco, perchè  davvero siamo ben al di là del discorso musicale. In Ucraina cambia il governo ed il  governo cambia il presidente della tv pubblica. Praticamente come in Italia. E cosa fa il nuovo presidente della tv pubblica come prima cosa? Dice che “I love you” di Vasyl Lazarovich è troppo brutta e non può rappresentare il paese adeguatamente. Ma inevece di chiedere, come di solito avviene,  al cantante – che era stato designato, senza concorso, dalla precedente gestione – di cambiare canzone, ha deciso che si ricomincia da capo.

Si farà una nuova selezione e il pubblico voterà da casa. Sarà la selezione più frettolosa della storia perchè il 22 marzo devono essere sul sito dell’ Eurofestival tutte e 39 le canzoni. Dunque gli artisti stanno già inviando i brani  che il 19 e 20 marzo saranno passati nei programmi della tv ucraina e lo stesso 20 marzo saranno poi votate dal pubblico. Facile immaginare la qualità del pezzo che ne uscirà.

Al di là di come ci sarà rimasto Lazarovich dopo questa decisione – la sua canzone era brutta davvero, d’accordo, ma era stata votata dalla gente –  viene da chiedersi cosa uscirà fuori adesso dalle frettolose  selezioni ucraine. E viene da chiedersi che cosa succederebbe se la rassegna approdasse in questo paese. Musica e politica, la politica che sceglie la musica. Imbarazzante.

Eurofestival 2010: Paula Seling per la Romania, Filipa Azevedo per il Portogallo, Femminem per la Croazia, Sun Stroke Project & Olia Tira per la Moldavia. Il pezzo dell’Ucraina

Eurofestival 2010, si va completando il quadro dei partecipanti. E dopo la Turchia, cala l’asso anche la Romania, la cui selezione – 16 canzoni in finale, tutte in inglese – è stata stravinta da Paula Seling & Ovi con il brano “Playing with fire“. Paula Seling è una stella della musica rumena: dj, autrice e produttrice e  anche giornalista, ha vinto numerosi prmi in giro pe ril mondo e tre riconoscimenti agli MTV Music Awards, oltre ad aver duettato con Al Bano, Chick Corea, Beyoncè, Micheal Bolton e Joan Baez. Quest’anno il suo brano “Tu non vuoi” ne ha segnato il debutto in italiano: era uno dei 988 in corsa per “Sanremo Nuova Generazione

Epilogo del Festival da Cancao tra i fischi del pubblico in Portogallo. Ad Oslo ci andrà infatti la ballata “Ha dias assim” di Filipa Azevedo, che ha vinto la lunghissima ultima serata finale (nemmeno Sanremo…). Ma la Azevedo ha vinto praticamente soltanto grazie al voto delle 20 giurie tecniche sparse per il paese. perchè il pubblico ha invece premiato la diciannovenne procace Catarina Pereira e “Canta por mim“, di cui riparleremo e che alla fine è arrivata seconda per un punto.

In Croazia gioia  invece per  un gruppo panslavo, composto da due bosniache ed una croata. Si chiamano “Femminem” ed hanno già rappresentato la Bosnia nel 2005. Hanno vinto la Dora, il concorso di selezione croato con “Lako je sve“. Si prospetta una esibizione nella quale la lunghezza dei vestiti è direttamente proporzionale alla voce. Entrambe sono poche. Grande battuta, a questa selezione Franka Batelic, 18 anni, nuova stella del pop croato.

Moldavia a tutto ritmo. Esattamente come la Romania, si conferma uno dei paesi musicalmente più interessanti. Concorso locale vinto da “Run away” cantato dai Sun Strike Project e dalla giovanissima Olia Tira, nata a Potsdam, in Germania, da genitori russi (ottimo per prendere voti qua e là). Il pezzo è interessante, ballabile, mette molta energia.

Infine, ecco il brano dell’ Ucraina, che senza concorso di selezione, aveva spedito a rappresentarla Vasyl Lazarovich. Sapevamo che sarebbe stata una ballata, è il più classico pezzo d’amore. Si chiama “I love you” ed è cantato in inglese ed in ucraino. Però, che voce cavernosa. In alto, nella home page, cliccando su Eurofestival 2010, trovate l’elenco aggiornato delle canzoni.

Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “Be my Valentine” di Svetlana Loboda (Ucraina) e “Let’ T Mou” di Miculcik e Pociskova (Slovacchia). Le Georgia si ritira

UFFICIALE, LA GEORGIA SI RITIRA DALL’EUROFESTIVAL. La decisione è stata presa dalla tv georgiana che ha detto no alla richiesta dell’Eurovisione di cambiare le parole della loro canzone “We don’t wanna put in” o di proporne una diversa, perchè il brano viola il regolamento parlando di politica.

I georgiani hanno preferito uscire di scena non senza accusare il governo russo di aver fatto pressione per la loro esclusione (il titolo del brano si leggerebbe “Noi non vogliamo Putin”). Brutta storia, quando la politica si mescola alla musica. Per fortuna la macchina va avanti lo stesso.

 

Dopo il secondo posto dell’anno scorso, torna alla carica l’Ucraina. Un pò di energia per la bella Svetlana Loboda (ma perchè l‘Ucraina manda sempre belle figliole?) che porterà sul palco dell‘Eurofestival la canzone “Be my Valentine”, con cui ha vinto le selezioni del suo paese.  Sempre nelle zone alte della classifica negli ultimi anni, difficile che possa ripetere la performance quest’anno.

Il brano è di buon livello, con sonorità diverse rispetto al tunz tunz dell’anno scorso che valse il podio e quasi la vittoria e anche dal casino della drag queen di due anni fa. E’più canzone, sicuramente e forse per questo potrebbe piacere meno in generale al pubblico. Però avrà la sua fetta di voti amici come le altre nazioni ex Urss. Le giurie potrebbero invece anche premiarla se arriva in finale.

Ma che bella sorpresa la Slovacchia. Da quelle parti si fa buona musica, ma lo sanno in pochi. Le selezioni slovacche ed  il brano che dopo 11 anni riporta in gara la nazionale (loro si, a volte ritornano, l’Italia invece…) è davvero interessante. Kamil Mikulčík e Nela Pocisková canteranno “Leť Tmou”.

Alcuni paesi e la Slovacchia è fra questi hanno il pregio, di preferire il canto nella propria lingua, ma in alcuni casi questo penalizza. Soprattutto se hai pochi alleati linguistici. Però da parte nostra preferiamo sempre la babele linguistica alla standardizzazione anglofona. Se hai una bella canzone, si valorizza lo stesso:  Marija Serifovic, che vinse col brano in serbo due anni fa da questo punto di vista è un esempio chiaro.