Eurofestival 2009, le canzoni in anteprima: “La voix” di Malena Ernmann (Svezia)

La Svezia è per tradizione l’ultimo paese a designare cantante e canzone per l’Eurofestival 2009 (anche se manca ancora quest’anno il brano dei cechi Gipsy.Cz). Ha vinto Malena Ernmann, con il brano “La voix“, trionfando al Melodifestivalen davanti al grande favorito Mans Zelmerlow, preferito dalle giurie.

Dopo Alenka Gotar che nel 2007 cantò per la Slovenia, un’altra voce lirica approda nel tempio del pop. La 38enne Ernmann è infatti una soprano piuttosto nota nell’ambiente teatrale. Il brano è un buon pop, senz’altro d’effetto, griffato però dall’autore della canzone del 2008, che è andata malissimo.

SORTEGGIO SEMIFINALI – E’stato effettuato il sorteggio dell’ordine di esibizione delle due semifinali e delle cinque finaliste di diritto. Molto importante esibirisi per ultimo perchè all’Eurofestival si vota SOLO alla fine di TUTTE le esibizioni.

Per ogni semifinale, tre paesi a sorteggio (li indichiamo con *) hanno potuto scegliersi la posizione d’uscita e così una delle finaliste. Ricordiamo che vanno in finale le prime nove di ogni semifinale più una decima ripescata dalla giuria. Nella finale il televoto vale il 50% e l’altro 50% sarà quello delle singole giurie nei paesi (tutti e 42).

SEMIFINALE 1

Montenegro, Repubblica Ceca, Belgio, Bielorussia,Svezia, Armenia, Andorra, Svizzera,Turchia, Israele, Bulgaria*, Islanda, Macedonia, Romania, Finlandia,Portogallo*,Malta*, Bosnia.

Va malissimo al Belgio, che già ha una brutta canzone e al Montenegro, che invece ne ha una molto interessante. Fortunata la Romania, che ha una brutta canzone. Malta e Portogallo hanno brutte canzoni ma si sono scelte gli ultimi posti. Occhio alla Bosnia, gran canzone e si esibirà per ultima.

SEMIFINALE 2

Croazia, Irlanda, Lettonia, Serbia, Polonia, Norvegia, Cipro, Slovacchia, Danimarca, Slovenia, Ungheria, Azerbaigian, Grecia,Lituania, Moldavia, Albania, Ucraina*, Estonia*, Paesi Bassi*

Peccato per l’Irlanda. L’operazione rilancio rischia di fallire perchè canterà per seconda. La Moldavia che ha la più brutta canzone in gara è nei bassifondi ma non darà fastidio. Ucraina, Estonia e Paesi Bassi  hanno scelto di esibirsi in fondo. Gli ultimi due paesi hanno brani molto interessanti e dunque si candidano alla finale.

 FINALE (paesi già finalisti)

3- Francia, 10 Russia, 17 Germania, 23 Gran Bretagna, 25 Spagna*

Inglesi non male. Il brano è d’atmosfera ma cantando alla fine potrebbe anche rastrellare voti, peccato per Patricia Kaas: canterà per terza, richia di passare inosservata. Giudizio sospeso sui tedeschi, bisognerà vedere chi avrà dietro. Soraya ha scelto di cantare per ultima. Ci sbaglieremo, ma visto l’ottimo appeal della canzone, ha il podio in tasca.

Sanremo 2009, quarta serata. Arisa stravince le Proposte. Artisti, fuori Dolcenera e Gemelli Diversi

sanremo2009_2003Come ampiamente annunciato, la potentina nata a Genova Arisa, all’anagrafe Rosalba Pippa ha vinto la sezione Proposte del Festival di Sanremo 2009. Trionfo annunciato sin dalla prima esibizione, perchè non era mai accaduto che al primo ascolto il pubblico già battesse le mani a tempo. Per lei anche il Premio della Critica Malika Ayane e Karima non ce l’hanno fatta, ma soprattutto Malika Ayane non avrà problemi a sfondare nelle radio. Il singolo è già al primo posto nella classifica di I-Tunes. Karima ha già messo in circolazione due versioni della canzone sanremese, una da solista e il duetto con Biondi.

Notazione a margine, ma poi non tanto, perchè Bonolis aveva mostrato questa caratteristica anche nel 2005. Quella di stasera DOVEVA essere per tradizione la serata dedicata alla finale dei giovani. Invece li hanno fatti cantare DOPO mezzanotte, con un estratto di un minuto e mezzo a testa, quello che è passato su Radio Due prima del Festival. NO COMMENT Riascoltiamo il brano vincente, che merita, è meglio.

ARTISTI, ESCONO ALTRI  DUE BRAVI – Cambiano le giurie demoscopiche, esce il televoto ed entrano i professori d’orchestra. Il risultato è che l’ultima eliminazione del Festival di Sanremo, categoria Artisti manda a casa altri due brani radiofonici, quello di Dolcenera e quello dei Gemelli Diversi. Restano dentro brani che non ascolteremo mai più dopo il Festival, vale a dire quello di Fausto Leali e quello di Al Bano, con buona pace del rinnovamento certo televisivo, non certo musicale. Sarebbe il caso di far votare SOLO le radio.

Sono rimasti in dieci e a questo punto salgono decisamente le quotazioni di Fausto Leali e Patty Pravo, con Marco Carta che molto probabilmente si giocherà la vittoria con Alexia: sono gli unici due artisti che hanno riscosso quasi unanimemente consensi. Stasera nella finale Maria De Filippi conduce con la Bonolis…Ma occhio ad Albano e Sal Da Vinci. Ieri sera erano di scena i duetti degli Artisti: qualche buona intuizione, molte melodie lasciate tali e quali, ottimo spettacolo. Eccoli nel dettaglio. SOTTO, I SONDAGGIO: CHI VINCERA’ IL FESTIVAL DI SANREMO?  QUAL’E’ LA VOSTRA CANZONE PREFERITA FRA I CAMPIONI? VOTATE (nb nel sondaggio sul vincitore del festival per facilità di calcolo ci sono tutti e 16 i campioni, ma voi votate solo i 10 finalisti…)

Pupo-Paolo Belli-Youssou’N Dour convincono Gianni Morandi a tuffarsi nella canzone con il testo più nazionalpopolare di tutto il Festival, che potrebbe anche diventare il nuovo inno della Nazionale Cantanti. Youssou N’Dour alla terza esecuzione ha imparato la strofa ma dato che è un gigante della musica mondiale va bene così. Perché questi tre sono in finale e Nicky Nicolai sta a casa?

Come previsto, Gigi D’Alessio ha spinto in finale Sal Da Vinci. Solita interpretazione alla D’Alessio di un brano del resto scritto dallo stesso artista. D’Alessio stona e lo applaudono. Tricarico stona e lo mandano fuori. Evidentemente quando hai uno come D’Alessio sul palco non serve far niente, basta la sua presenza. Che tristezza.

Dave Weckl, il più grande batterista del mondo, Nathan East il bassista di Eric Clapton, Todd Rundgren, leader degli Uthopia, storica band degli anni’70 accompagnano – termine riduttivo, trattandosi di mostri sacri del rock – Patty Pravo.Con questo arrangiamento la canzone è bellissima: l’avesse presentata in concorso così avrebbe stracciato ogni avversario. Al terzo ascolto, il brano finalmente si capisce: è una perla rarissima, interpretata superbamente dalla regina. Premio della Critica in arrivo? Forse. Quello per la miglior musica è quasi certo.

Fausto Leali e Fabrizio Moro, con annesso effetto Larsen del jack della chitarra elettrica. Una volta c’era Cutugno che cantava “Le mamme”, ora c’è Leali che ci canta i papà. Ma perché? L’accoppiata è buona, ma la canzone è esattamente la stessa. Buona per il Sanremo del 1990.

Francesco Renga e Daniela Dessì. Ottima l’idea, sbagliato il modo di metterla in pratica. Di soprani trasportati nel pop è pieno di esempi: l’ultimo e più riuscito quello della slovena Alenka Gotar all’Eurofestival 2007. In quel caso le fu costruita addosso una melodia che mescolava dance, lirica e pop, qui si è fatta la sola operazione di trasposizione di voci su identica melodia. Il risultato è che la voce potente della soprano sovrastava la melodia lieve del brano, costruita invece per un morbido appoggio di Renga. Nemmeno lo sforzo di modificare l’arrangiamento: come prendere Schumacher e fargli guidare una 500 perché è quello che abbiamo in garage. Peccato, perché lei è straordinaria davvero.

Al Bano e Michele Placido. Il tenoretto di Cellino San Marco è uno poco incline ai duetti (nel 2007 ridusse i Cosmos a coristi) e così s’è inventato il recitativo con Michele Placido. Buona idea, anche in questo caso, solo che la canzone, già brutta di per sé, non si presta, perché non ha nemmeno un testo così adatto. Placido sempre ottimo comunque, ci mancherebbe.

Molto meglio, anche per efficacia del personaggio, l’aiuto recitativo che Francesco Benigno dà ad un Marco Masini al pianoforte. Benigno, già attore in Mary per Sempre, aveva già preso parte al video di “Pensa” di Fabrizio Moro, dunque è uno abituato a darci dentro su temi sociali. Tutto molto semplice ma molto bello, anche in considerazione che è stato allestito in poco tempo dopo che Lara Fabian, che doveva cantare con Masini, ha spedito certificato medico.

Dolcenera e Syria. Coetanee, amiche, complici. Il brano è davvero bello, più lo risentiamo più ci piace ed è incredibile che sia stato eliminato. Il duetto è nella media, perchè l’arrangiamento non cambia,c’è solo un bel connubio di voce ed un discreto affiatamento fra due amiche e compagne di etichetta discografica.

Alexia ft Mario Lavezzi, Teo Tecoli e le Offhere. Operazione casino per Alexia, come al solito (l’ultima volta portò i Funk Off e fu uno spettacolo vero). Il brano resta lo stesso ma con l’aggiunta delle particolari sonorità della band che mescola pop a classica. Teocoli-Lavezzi sono coppia consolidata ed il comico regala anche un accenno di Celentano. La canzone più s’ascolta e più piace e Alexia è sempre quella che interpreta meglio lo spirito della serata duetti.

Il concetto è applicato benissimo anche dai Gemelli Diversi, che del resto sono abituati alle contaminazioni, molto comuni nella scena hip hop. La BMB Marching Band mette tamburi e marcetta sulla parte finale della canzone. Sembra quasi l’Armata Rossa, ma è tutto molto ritmato e ben orchestrato, anche se è vero che il brano si presta benissimo. Non li risentiremo ed è un peccato, il loro brano è bellissimo.

Marco Carta e i Tazenda. Come previsto, il quartetto sardo dà la spinta decisiva verso le alte vette della classifica all’Amico di Maria. Cantano tutti in sardo (in Logudorese, per la precisione), con una strofa in italiano. Fuori gioco gli strumenti elettrici, dentro i violini. Molto più bella così che nella versione originale, esibizione interessante ed originale, i Tazenda sono una garanzia. C’è un solo particolare: Carta ha stonato ad inizio canzone, nettamente. Poi s’è ripreso discretamente. Velo pietoso sulla dizione: eppure ha fatto un anno di Amici….

Povia l’abbiamo lasciato per ultimo. Solo con la chitarra, dietro di lui il disegnatore Alessandro Matta mostra le 40 tavole (innocue) con cui ha illustrato la canzone. Sull’acuto della corista entrano Massimiliano Varrese e Rossella Infante, vestiti da matrimonio. Praticamente una telenovela. Il nostro concetto l’abbiamo espresso, qui si giudicano i duetti e le esecuzioni. Brano migliore senza l’orchestrazione, perché con la chitarra e la voce Povia gioca molto bene. Ci resta però l’idea che chi accentra le attenzioni su sé stesso vuol dire che ha un brano mediocre. E Povia ce l’ha.

Eurofestival, le canzoni in anteprima: “Love simphony” dei Quartissimo (Slovenia) e “Shine” dei De Toppers (Olanda)

Continua la rassegna dei  brani che prenderanno parte all’edizione 2009 dell’Eurofestival.  Ecco, se avessimo dei soldi da spendere, li spenderemmo sulla Slovenia. La selezione slovena è stata stravinta da “Love simphony” dei  Quartissimo, un quartetto d’archi che mescola il pop ai suoni di musica classica.

Lo stile è quello della violinista di Singapore Vanessa Mae, se avete presente. E’un pò lo stesso effetto sensazione di due anni fa quando portarono la soprano Alenka Gotar. Loro fanno solo musica strumentale, ma siccome questo non è possibile all’Eurofestival, nel brano ci sono un paio di strofe cantate da Martina Majerle. Ecco, noi qualche euro  su un posto nei dieci in finale ce lo butteremmo.

Che i De Toppers rappresentassero l’Olanda lo sapevamo già. Mancava la canzone, scelta con un galà l’altro giorno. Sarà “Shine“, un buon pop, ma che non sembra di grande effetto. Il gruppo però rappresenta una garanzia in Olanda, anche se di solito si esibisce in sole cover.

Di recente è cambiato un componente: è uscito Gerhard Joling ed è entrato Jeroen Van der Boom, che si unisce agli altri due componenti, vale a dire Renè Froger e Gordon.

Suoni d’Europa: Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina

Il nostro viaggio nel panorama musicale europeo prosegue, spostandosi nella ex Jugoslavia. Alla scoperta di bellissime contaminazioni e tante novità. Sotto, la copertina. Per il resto, al solito, cliccate sui titoli.

Quella che vedete sopra si chiama Rebeka Dremelj ed è stata miss Slovenia nel 2001, prima di darsi (purtroppo per le nostre orecchie) alla canzone. “Hevay weather” è la versione inglese del brano che ha portato all’Eurofestival in rappresentanza del suo paese quest’anno. Quella originale sta qui ma ne esite anche una in spagnolo, ed una in croato. In ogni caso motivetto carino ma sul fatto che lei non sappia cantare non ci sono dubbi.

Cose migliori negli anni passati. Di Alenka Gotar, protagonista nel 2007 abbiamo già parlato, nel 2006 invece si è presentato Anzej Dezan con “Mr Nobody”, tra i pochi a scegliere la lingua inglese. Gradevole anche “Stop” di Omar Naber del 2005.

Fuori dal panorama festivaliero, proprio di recente abbiamo dedicato un post a parte alla migliore del lotto, vale a dire la cantautrice e pianista Neisha, ma vale la pena di segnalare anche Nina Osenar e i suoni pop-rock della sua “Moments like this” e quelli decisamente più rock di Alya (qui c’è “Zvezda vecera“). Cose buone anche dalle band: qui potete ascoltare i Select con “U La la (que sera sera)” mentre se amate la dance ed i personaggi curiosi, allora non potete perdervi Salome, prorompente transessuale ed il suo disco d’esordio “Igra grame“.

Molto più legata al folk la Croazia, che tende a privilegiare artisti che cantano nella ligua locale. Ma quello che passano sulla scena internazionale è straordinario. Ascoltate per esempio il tango scratchato dei Kraljevi Ulice ft 75 Cent, una street band che quest’anno era sul palco dell’Eurofestival: “Romanca” mette un sacco di allegria. Nel 2006 si ballava una sorta di saltarello balcanico con Severina e la sua “Moja Stikla” (Tacchi alti). Qui c’è invece il nuovo “Gas gas“. Suoni più rock nel 2007 con Dragonfly ft Dado Topic e “Vjerujem u ljubav” e più pop nel 2005 per la ballata “Vukovi umiro sani” di Boris Novkovic ft Lado Members.

Fuori dall’Eurofestival, la Croazia sa anche essere molto rock come testimoniano Ivana Banfic con la sua “I bio je red” o Antonja Sola con “Nebu pod oblak“; oppure anche di qualità come la musica dei Prijavo Kazaliste (qui c’è “Moj bjeli labude“) o di Arsen Dedic, di cui in questi giorni è uscito il nuovo singolo, intitolato “Pedra”.

Grande protagonista sul palco dell’Eurofestival anche la Bosnia Erzegovina. Quest’anno c’era la sofisticatissima “Pokusaj” di Laka, della quale esiste anche una versione in inglese. Molto bella la ballata del 2007 di Marija SesticRijeka bez imena” (in serbo e croato) che in inglese diventa “Never wake me up”. Nel 2006 gli Hari Mata Hari cantavano “Lejla” mentre nel 2005 il trio femminile Femminem, creato per l’occasione cantava “Call me”.

Se vi piace l’hip hop, sappiate che si può fare anche in lingue strane come il bosniaco. Ascoltate “Firma ilegal” degli Ekipa. E mentre non è possibile dimenticare il grandissimo Goran Bregovic, maestro di tutto il folk balcanico (abbiamo scelto un brano per tutti “Karmen with a happy end“) meritano una citazione anche gli Indexi (qui c’è “Balada”). Chiusura in bellezza. Per la cantante e per i suoni: musica folk e da ballo, in salsa pop. Chissà perchè a Seka Aleksic è venuta in mente di dedicare una canzone all’Asprina. La trovate qui sotto.

Eurofestival Stars: “Cvet z juga” di Alenka Gotar (Slovenia 2007)

Ci sono cose che rendono sublime anche una manifestazione votata al pop quale è l’Eurofestival. “Cvet z juga“(“Flowers from the south”) di Alenka Gotar, che rappresentò la Slovenia nel 2007, è una di queste, per tanti motivi.

Prima di tutto perchè la Gotar è un soprano, famosissimo in patria per aver partecipato a tutte le maggiori rappresentazioni liriche, che si è prestato ad un festival pop. Secondo perchè la canzone è straordinaria, visto che unisce la grande voce lirica ad una base tipica del pop-dance.

Il pubblico ha apprezzato, perchè per la prima volta nella sua storia la Slovenia ha centrato l’ingresso in finale, chiudendo al quindicesimo posto. Vi invito a chiudere gli occhi e ad ascoltare il brano. Successivamente a riascoltarlo guardando il video, che poi è l’esibizione a Belgrado. Assolutamente suggestiva, con i suoi giochi di luce. (se volete, qui c’è il testo tradotto in inglese)

NUOVE PRODUZIONI. La Gotar ci ha preso gusto e continua ad alternare le cose liriche al pop. Dopo la canzone festivaliera, si è esibita in altre canzoni, precisamente “Zenszka iz solti (“Woman made of salt”), “Odidi (Leave)” e “Nek te volij kao ja (Nobody loves you like I Do)”, canzone con la quale ha partecipato al Festival di Spalato e che potete ascoltare cliccando sul titolo.