Da “Ostia Beach” a Danza Kuduro”: il 2011 è l’anno delle grandi cover europee

Da veicolo promozionale in tempi dove la maggior parte della gente non andava al di là della propria lingua a produzione di qualità. Il 2011 (come e più del 2010) è stato senz’altro l’anno che ha visto il rilancio della nobile arte della cover. Uso e abuso della stessa, a dire il vero, perchè se quasi sempre nel pianeta del pop cover è sinonimo di riproposizione con variazione di arrangiamento, magari cercando anche un tocco di raffinatezza, quando si scivola nella dance o nei generi affini, sta diventa sinonimo di scarsa fantasia. Nel mezzo, ci sono tante cover particolari, che strappano un sorriso o semplicemente fanno riscoprire antiche produzioni. Come insegnano i vari talent show.

SUCCESSI ESTIVI – La hit dell’estate è stata senza dubbio “Ostia Beach”, che lo staff del Morning Show di Radio Globo, popolare emittente romana ha lanciato nell’etere sulle note di “Mr.Saxobeat” di Alexandra Stan.  Un successone, suonato in tutto il litorale romano e altrove, tanto che la Max Animazione, un gruppo di intrattenitori romani, l’ha coverizzata a sua volta, aggiungendovi un video. Sopra, trovate le due versioni. Ma l’Italia, prima del resto d’Europa, s’è innamorata anche di “Danza Kuduro di Don Omar Ft Lucenzo, colonna sonora della scena finale del Film Fast and Furious 5: il successo di vendita ha fatto credere ai più che si trattasse di un pezzo originale e invece è la cover di “Vem Dançar Kuduro” di Lucenzo ft Big Ali, del 2010.

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La francese Aylin Prandi dal cinema alla musica cantando cover italiane (in italiano)!

Ascoltando la musica europea ci si imbatte spesso in sorprese piacevoli. L’ultima si chiama Aylin Prandi. Questa francese di 27 anni, cittadina del mondo (ha anche nazionalità italiana ed argentina, visto che è nata e cresciuta in Francia ma la mamma è italiana e il padre sudamericano) è nota ai più come volto del cinema e delle fiction.

In Italia, ha recitato con Vicenzo Salemme ed in diversi film di più o meno importanti, ma vanta anche una solida carriera in patria, sia al cinema che in teatro. La novità è che la si scopre cantante e musicista di buon talento. Esce il suo primo album, dal titolo inequivocabile “24 mila baci”. Tutte cover italiane, tutte nella nostra lingua. Sopra trovate la track title, ma ci sono altri ottimi esempi: per esempio le mitiche “L’italiano” di Toto Cutugno, che al femminile diventa “Italiana” e “Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri.

Ma anche brani molto diversi nello stile e nell’epoca come Solo tu” dei Matia Bazar e “Via con me” di Paolo Conte, o ancora “Bambola” di Patty Pravo eUna storia importante” di Eros Ramazzotti. Per proseguire con “Saint Tropez Twist” di Peppino Di Capri, “Datemi un Martello” di Rita Pavone, “Il ragazzo della via Gluck“, ancora di Celentano, “Tu vuò fa l’americano”  di Renato Carosone ed altre ancora.

Bella e brava, ottimi gli arrangiamenti, senza fronzoli. Un bell’omaggio alla nostra musica da una ragazza con l’Italia nel sangue.E una canzone italiana di oltre quarant’anni fa, appunto “24 mila baci”, sta spopolando nell’etere francese ed è finita persino su NRJ, il network di musica giovanile transalpino e sul network televisivo belga-tedesco-austro-svizzero-lussemburghese RTL.

Una soddisfazione mica da ridere. Ma anche una constatazione amara: la musica italiana attuale, quella che passa nelle nostre radio, all’estero non se la fila nessuno.  Ogni volta che si parla di musica italiana all’estero, siamo sempre fermi a quegli anni lì. Sarà un caso? Meditate,discografici e padroni del vapore.