“Cry”, il ritorno dei Novecento

Premessa doverosa. Chi scrive non ama troppo i gruppi o gli artisti italiani che cantano in inglese, preferendo che si facciano portatori della musica italiana cantando nella nostra lingua. Tuttavia è evidente che l’inglese, ormai nuovo esperanto, sia importante per farsi capire da tutti. Dovrebbe esserlo un pò meno per il mercato, che non è disposto – sbagliando – ad investire su chi canta magari in lingue ritenute meno “commerciali” di inglese, francese, spagnolo o italiano.

Detto questo, fa piacere enormemente salutare il ritorno di una delle band italiane migliori degli ultimi tempi, i Novecento. Pino, Lino e Rossana Nicolosi (con Dora Carofiglio alla voce) tornano in vetta alle classifiche dopo un decennio, dopo aver solcato la scena per tutti gli anni’80 e buona parte dei ’90 (da qui anche il loro nome).

Cry” è un brano dalle atmosfere forti, che si fa piacere, dal sound che mescola pop e rock. Ci sono dentro tutte le influenze della loro carriera e della loro recente svolta verso la produzione. Con la loro etichetta, la Nicolosi, infatti, hanno allacciato contatti con le più grandi major inglesi ed americane e con artisti come Billy Cobham, Sting, GKB, Billy Preston, Stanley Jordan.

Fa piacere soprattutto sentire che 24 anni dopo Movin’on, il singolo che li lanciò, hanno ancora voglia di fare dell’ottima musica. Speriamo di risentirli cantare anche in italiano. L’ultimo brano nella nostra lingua, “Sogni che ritornano“, risale al 1998. Qui c’è il loro sito.