“Discoverland”, Roberto Angelini e Pier Cortese cantano per l’Amref

Un bel progetto, che porta la firma di due artisti magari non notissimi al grande pubblico, ma sempre capaci di ottime canzoni: Roberto Angelini e Pier Cortese, due cantautori della scena romana si sono messi insieme ed hanno creato “Discoverland”, una interessante rilettura di successi della musica internazionale.

Un progetto a scopo benefico fra l’altro, il cui totale ricavato sarà devoluto ai progetti per l’infanzia in difficoltà in Kenya sostenuti dall Amref. Non un semplice disco di cover: un disco in cui dentro ogni cover ce n’è un’altra. Versioni della stessa canzone mescolate insieme. Canzoni diverse fuse per farne una.

Come ad esempio questa versione di “Joga” di Bjork, primo singolo, nella quale si sentono anche accenni ai Kings of Convenience. O come “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè mescolata con Johnny Cash. Oppure come “I’m on fire” di Bruce Sprigsteen mixata con i Beatles. Citazioni costanti.

Un disco dove c’è dentro tutto. Da “Blade Runner” di Vangelis a “Ken il guerriero”, passando per “Via con me” di Paolo Conte, “Sfiorivano le viole” di Rino Gaetano, “Monna Lisa” di Ivan Graziani, “A get up stand up” di Bob Marley e Peter Tosh, “I feel good” di James Brown” e “Wonderwall” di Noel Gallagher.

Suoni d’Europa: Danimarca, Isole Far Ǿer, Islanda

Nuovo appuntamento con la nostra esplorazione della musica in circolazione attualmente in Europa. Sempre al Nord, ci spostiamo in Danimarca, Islanda e nelle piccole Isole Far Øer. Paesi vicini sia geograficamente che a livello musicale. Soprattutto, paesi vivacissimi da questo punto di vista. E molto all’avanguardia. Come al solito, cliccate sui titoli.

Quelli che avete sentito sopra, sono gli Infernal e sono uno dei gruppi dance più in voga attualmente. “Downtown boys” fa già ballare mezza Europa, come due anni fa successe con “From paris to Berlin“. Danimarca, dove musica vuol dire allegria. Ida Corr, di origine africana, fa scatenare tutti con “Ride my tempo” e “Let me think about you“, ma anche quando i suoni sono diversi, si batte sempre il tempo coi piedi.

E’il caso di Simon Mathew, che con il suo simil-jazz ha rappresentato il Paese all’ultimo Eurofestival con “All night long”. Negli anni precedenti, sullo stesso filone avevamo trovato la drag queen  Peter Andersen, alias DQ con “Drama queen” (guardate il personaggio, merita), la 20enne di nonni algerini Sidsel Ben Semmane col travolgente “Twist of love” (guardate pure lei, merita tantissimo, per altri motivi) e Jacob Sveistrup con “Talking to you“.

I campionissimi delle classifiche però sono la bionda Sjs Bjerre, da tempo in testa nei singoli con “Malene”   e  Martin, vincitore dello X Factor danese,  che andato fortissimo con “Show the world”, mentre sulla scena internazionale si sono affacciati gli Alphabeat, di cui avevamo già parlato e The Raveonettes, protagonisti della musica rock alternativa con “Candy”.

Sembra incredibile crederlo, ma anche le piccole Far Øer, dominio danese con autonomia, hanno cose straordinarie. Ascoltate per esempio, la soave melodia di Eivor Palsdøttir. Sul suo myspace, trovate “Trees in the wind”, cliccando potete invece ascoltare “Nu brennur tu I maer“. Di lei riparleremo. Piuttosto famosi al Nord sono anche Lena Anderssen (qui “Stones in my pocket”) e Teitur, il cui album “The singer” è andato benissimo. Ascoltate “The girl I don’t know“. Più rock i suoni dei Boys in a band, qui in “Secrets to conceal“.

Energia e calore dalla terra dei geyser, l’Islanda. Sembra strano ma non è così. Non solo Bjork, i cui suoni sono talmente particolari da non essere sempre “commestibili” da tutti (a me per esempio non piacciono). Ci sono anche i Sigur Ros, di cui abbiamo già parlato, il cui album Með suð í eyrum við spilum endalaust  (con un bip nelle orecchie noi suoniamo senza sosta) è entrato in classifica anche da noi.

Ma qualcuno di orecchie più raffinate, magari conosce ed apprezza Emiliana Torrini. Nome italiano come il padre ma nata e cresciuta in Islanda. “Me and armini” è l’ultimo lavoro di questa cantautrice dai suoni molto particolari. Dall’album “Fisherman’s woman” ecco “Heartstopper”. Per chi ama le canzoni d’amore c’è Magni con la dolcissima “If I promised you the world“, chi ama la house apprezzerà invece i Gus Gus. Qui c’è “Need in me“.

Capitolo Eurofestival, infine, anche per l’Islanda(la tv delle Far Øer non è membro Ebu perchè dipende da quella danese). C’è grande varietà. Si va dalla Cindy Lauper islandese Silvia Night (“Congratulations” del 2006) al rock di Erikur Hauksson (“Valentine’s lost” del 2007) al pop di “If I had your love” di Selma del 2005. E nel 2008? La canzone la trovate qui sotto. E’ “This is my life” del  duo Euroband. Buon Tunz Tunz. E alla prossima.

Sigur Ros, tutto il calore…dell’Islanda

Non c’è niente da fare. Questo tipo di musica sofisticata deve piacervi per poterla apprezzare sino in fondo, un pò come il jazz o come le atmofere new age.

Però è fuori da ogni dubbio che i Sigur Ros rappresentano la faccia alternativa dell’Islanda, quella che vuol fare capire al mondo che la loro terra non produce soltanto i suoni sin troppo sperimentali di Bjork.

Deifinire il tipo di musica dei Sigur Ros (rosa della vittoria) non è facile Rock alternativo? Ambient?), più facile descriverne le caratteristiche: canzoni molto lunghe, dove la parte strumentale – che mescola suoni e strumenti creando atmosfere rilassanti e calde – è sempre predominante e dove i testi, con rarissime eccezioni, sono tutti rigorosamente in islandese.

L’ultimo album che sta andando benissimo anche in Italia, si chiama “Með suð í eyrum við spilum endalaust” ovvero “Con un bip nelle nostre orecchie noi suoniamo senza sosta”. La canzone che vi propongo all’ascolto si chiama  “Gobbledigook” e il gruppo l’ha messa a disposizione, con annesso video, sul loro sito ufficiale.