“We write the story”, l’inno eurovisivo unisce due generazioni

Fra le tante cose nuove che si sono viste nell’edizione 2013 dell’Eurovision Song Contest c’è stata anche la passerella che ha visto protagonisti i 26 cantanti della serata finale, che prima delle esibizioni hanno sfilato con una parte della delegazione e con una bandiera in mano.  La musica che li accompagnava era “We write the story”, primo inno ufficiale della storia eurovisiva.

Una canzone quasi regale, che unisce due generazioni, visto che è stata composta da Bjorn Ulvaeus e Benny Andersson, ovvero i due componenti maschili dei mitici Abba, lanciati proprio dall’Eurovision, vinto nel 1974 con “Waterloo” e da Avicii, un dj fra i più in voga attualmente sul territorio continentale. Non solo una passerella davanti a oltre 100 milioni di persone, ma il brano sta anche entrando in classifica dovunque. Meno che da noi, ovviamente.

Gli Abba di nuovo insieme, ma solo per l’anteprima di Mamma Mia

Il film Mamma Mia, che a breve arriverà anche ad Ischia per l’anteprima italiana (qui la nostra notizia), ha avuto già un primo clamoroso effetto: rivedere insieme, tre anni dopo l’ultima volta i quattro Abba: Bjorn Ulvaeus, Benny Andersson, Anni Frid Lyngstadt (oggi Principessa Reuss von Plausen) e Agnetha Faltskhog, l’unica ancora in attività come cantante.

I quattro hanno sfilato sul tappeto rosso a Stoccolma  lo scorso 4 luglio in occasione dell’anteprima svedese del film che ha come protagonista Meryl Streep ed è a loro ispirato. Nelle immagini, il documento esclusivo della reunion, direttamente dalla televisione svedese (ma le interviste sono in inglese).

L’ultima volta che i quattro si ritorvarono assieme, fu nel 2005, per la presentazione del musical dal quale è tratto anche il film. Benny Andersson è fra gli autori di entrambi. Non c’è in vista invece nessuna reunion musicale: “Non c’è motivo di ritornare ad esibirsi insieme. I soldi non sarebbero un valido motivo e vorremmo che il ricordo che la gente ha di noi rimanesse intatto”, hanno dichiarato Bjorn e Benny in una interviista al “Sunday telegraph”. Anche questo fa loro onore.